Come aggiungere canzoni su iTunes



scritto da IlMagoDellaMela

Come aggiungere canzoni su iTunes

Ciao Sono IlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come aggiungere canzoni su iTunes, devi innanzitutto sapere che esistono vari modi per importare la musica nel programma di Apple: oltre ad importare brani e cartelle già presenti sul PC, puoi rippare CD musicali, puoi scaricare brani da Apple Music (il servizio di streaming musicale targato Apple) e puoi acquistare musica su iTunes Store.
Le istruzioni valgono sia per Windows sia per macOS (dove non c’è Windows Media Player ed iTunes è il software musicale impostato di default nel sistema), quindi indipendentemente dal tipo di computer che hai non troverai difficoltà nel metterle in pratica.

Aggiungere canzoni da una cartella

  • Cominciamo dall’operazione più semplice, cioè da come aggiungere canzoni su iTunes importando file e cartelle presenti sul PC.
    Per importare in iTunes dei brani in formato MP3, AAC o altre tipologie di file supportate dal programma
  • avvia quest’ultimo
  • e selezionare la voce Aggiungi file alla libreria dal menu File che si trova in alto a sinistra.
    Se utilizzi un Mac, al posto della voce Aggiungi file alla libreria troverai semplicemente Aggiungi alla libreria.
    Seleziona quindi i file che vuoi aggiungere alla tua libreria musicale e il gioco è fatto.
  • Se vuoi importare un’intera cartella di canzoni e non solo dei brani singoli
  • seleziona la voce Aggiungi cartella alla libreria dal menu File di iTunes
  • e premi sul pulsante Selezione cartella dopo aver scelto la cartella da trasferire nella libreria di iTunes.
  • In alternativa a queste due opzioni, puoi anche selezionare la voce Musica dal menu a tendina di iTunes (in alto a sinistra) e trascinare dei brani o delle cartelle nella finestra del programma.
    I file verranno aggiunti automaticamente alla libreria musicale di iTunes.
  • Se vuoi, puoi impostare iTunes in modo che nella sua cartella (Musica\iTunes\iTunes Media) venga salvata una copia di tutti i file importarti nella libreria musicale.
    Per attivare o disattivare questa funzione (che è attiva di default su Mac)
  • recati nel menu Modifica
  • Preferenze del programma (iTunes > Preferenze su Mac)
  • seleziona la scheda Avanzate 
  • e apponi il segno di spunta accanto alla voce Mantieni organizzata la cartella iTunes Media.

Importare una vecchia libreria di iTunes

Vuoi importare in iTunes la libreria musicale che avevi su un altro computer? Non ti preoccupare, si può fare anche questo.
Ecco in dettaglio tutti i passaggi che devi compiere.

  • Chiudi iTunes sul tuo vecchio PC;
  • Copia la libreria musicale di iTunes dal vecchio computer e trasferiscila su una chiavetta o un hard disk esterno. La cartella dovrebbe essere C:\Utenti\tuonomeutente\Musica\iTunes su Windows e /Users/tuonomeutente/Music/iTunes/ su macOS. In ogni caso puoi trovare il percorso completo nel menu Preferenze > Avanzate di iTunes;
  • Chiudi iTunes sul tuo nuovo PC;
  • Crea una copia di sicurezza della cartella di iTunes presente sul tuo nuovo computer (nel caso in cui qualcosa andasse storto);
  • Copia la cartella con la libreria di iTunes dalla chiavetta o dal disco esterno alla cartella Musica del tuo nuovo computer (sovrascrivendo quella già presente).
  • A questo punto, avvia iTunes e dovresti trovare la tua vecchia libreria già importata nel programma.
    Qualora così non fosse
  • chiudi nuovamente iTunes
  • riavvialo tenendo premuto il tasto Shift sulla tastiera
  • (oppure il tasto alt se utilizzi un Mac)
  • premi sul pulsante Scegli una libreria
  •  e seleziona il file itl della libreria che hai appena importato sul computer. Maggiori info sull’intera procedura sono disponibili nel mio tutorial su come esportare libreria iTunes e sul sito Internet di Apple.

Aggiungere canzoni da CD audio

  • Hai un CD musicale e vuoi trasformare i brani che contiene sul PC, trasformandoli in dei file audio compressi da conservare nella libreria di iTunes? Nulla di più semplice.

  • Avvia il programma tramite la sua icona presente sul desktop di Windows
  • e inserisci nel lettore CD/DVD del computer il dischetto che vuoi rippare (si dice così in gergo quando si trasformano dei CD musicali o dei film in DVD in file compressi come MP3 ed Avi/DivX).
  • A questo punto, comparirà un messaggio di iTunes che ti chiederà se vuoi copiare i brani del CD musicale inserito all’interno della tua libreria
  • premi sul pulsante  e il programma inizierà a copiare automaticamente i brani dal CD al PC trasformandoli in file AAC.
    La procedura dura non più di qualche minuto.
  • Se vuoi modificare il formato di file in cui salvare i brani importati dai CD audio, recati nel menu Modifica
  • Preferenze del programma (iTunes > Preferenze su Mac)
  • seleziona la scheda Generali 
  • e premi sul pulsante Impostazioni importazione che si trova in basso a destra.
    Nella finestra che si apre, espandi il menu a tendina Importa utilizzando
  •  e seleziona uno dei formati di output disponibili: AAC, AIFF, Apple Lossless, MP3 o WAV.
    Per maggiori info relative all’intera procedura, consulta il mio tutorial su come copiare CD audio.

Aggiungere canzoni da Apple Music

  • Se hai sottoscritto un abbonamento ad Apple Music, il servizio di streaming musicale targato Apple, puoi aggiungere brani, album e playlist alla tua libreria musicale semplicemente cercandoli
  • e pigiando sul pulsante (+) collocato accanto al loro titolo.
  • Per essere ancora più preciso
  • devi premere sulla barra di ricerca collocata in alto a destra
  • e devi effettuare una ricerca assicurandoti che ci sia selezionata l’opzione Apple Music nel riquadro che si apre.
    Dopodiché devi selezionare il brano, l’album o la playlist di tuo interesse
  • e cliccare prima sul pulsante (…) collocato accanto al suo titolo e poi sulla voce Aggiungi a musica presente nel menu che compare (o più semplicemente sul pulsante (+)).
  • Lo stesso discorso vale anche per i brani, gli album e le playlist trovati sfogliando le sezioni Novità e Per te di Apple Music
  • i pulsanti da cliccare sono sempre gli stessi.
    Una volta aggiunti alla libreria, i brani possono essere scaricati anche offline cliccando sull’icona della nuvola.

Aggiungere canzoni da iTunes Store

  • Infine, ecco come aggiungere canzoni su iTunes acquistandole da iTunes Store. Come ormai ben saprai, iTunes Store è il negozio virtuale di Apple in cui vengono venduti brani musicali, album, ebook e film.
    Per accedervi, non devi far altro che
  • selezionare la voce Musica dal menu a tendina di iTunes (in alto a sinistra)
  • e selezionare la scheda iTunes Store che si trova in alto a destra.
  • Una volta entrato nell’iTunes Store, sfoglia tutti i brani e gli album disponibili sul servizio usando le categorie che trovi nella barra laterale di destra o, in alternativa
  • effettua una ricerca usando la barra collocata in alto a destra.
  • Dopo aver individuato gli elementi di tuo interesse, per procedere al loro acquisto e trasferirli nella libreria del tuo iTunes
  • clicca prima sui loro titoli
  •  e poi sul pulsante con il prezzo.
    I prezzi degli album variano mediamente dai 5 ai 13 euro
  • mentre i singoli vengono venduti generalmente a 0,69 o 1,29 euro.

Come facilmente intuibile, per acquistare brani su iTunes e utilizzare Apple Music devi aver collegato il tuo account a una carta di credito (anche ricaricabile) e devi effettuare l’accesso in iTunes usando il tuo ID Apple.
I tuoi acquisti e i tuoi preferiti su Apple Music verranno sincronizzati automaticamente su tutti i device collegati al tuo ID.

Come aggiornare iTunes



scritto da IlMagoDellaMela

Come aggiornare iTunes

Ciao!! Sono IlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come aggiornare iTunes sia su Windows che su macOS.
Devi sapere se hai scaricato il programma dal Microsoft Store di Windows 10 oppure hai un Mac, puoi contare sui meccanismi di aggiornamento automatico inclusi nel sistema operativo, che controllano la disponibilità di aggiornamenti per le applicazioni (nel caso di Microsoft Store) o i componenti di sistema (nel caso di macOS) e consentono di avere sempre la versione più aggiornata di iTunes installata .

Come aggiornare iTunes su PC

Per impostazione predefinita, iTunes avverte automaticamente ogni volta che è disponibile una nuova versione del programma.
Stesso discorso vale se si scarica il programma tramite il Microsoft Store di Windows 10.

Sistema di aggiornamento di iTunes

  • Come accennato prima, iTunes dispone di un sistema di aggiornamento automatico che verifica periodicamente la disponibilità di aggiornamenti e notifica l’utente della cosa.
    Se è disponibile una nuova versione del programma, dovresti visualizzare un avviso non appena apri quest’ultimo.
  • Se ciò non è accaduto e vuoi verificare manualmente la presenza di nuove versioni di iTunes, procedi in questo modo

  • avvia il programma
  • premi sulla voce 
  •  presente in alto a sinistra
  • e seleziona la voceVerifica aggiornamenti dal menu che si apre.
  • Se è disponibile una nuova versione di iTunes, ti verrà mostrata una notifica al riguardo: per procedere con il suo download e, conseguentemente, con la sua installazione
  • premi sul pulsante Scarica iTunes.
  • Se vuoi fare in modo che iTunes scarichi in automatico gli aggiornamenti (quando disponibili) senza dover dare ogni volta la conferma della cosa
  • metti il segno di spunta accanto alla voce Non chiedermelo più.

Apple Software Update

  • Se, quando hai installato iTunes sul tuo computer, hai accettato anche l’installazione di Apple Software Update, il programma che si occupa di monitorare la disponibilità di aggiornamenti per tutti i software Apple presenti sul PC, puoi procedere anche tramite quest’ultimo.
  • Premi sul pulsante Start di Windows (l’icona della bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo)
  • cerca Apple Software Update nell’apposito campo di testo
  • e premi sul primo risultato della ricerca.
  • Nella finestra che si apre
  • controlla che ci sia iTunes nell’elenco dei software aggiornabili
  • accertati che ci sia il segno di spunta accanto al suo nome
  • e premi prima su Installa 1 elemento
  •  e poi su Accetto e 
  • in modo da avviare l’aggiornamento del programma.
  • Tieni presente che, in alcuni casi, prima di controllare la presenza di aggiornamenti per iTunes, potrebbe essere necessario installare una versione più aggiornata dello stesso Apple Software Update.
  • Se vuoi modificare la frequenza con cui Apple Software Update deve verificare la presenza di aggiornamenti per iTunes e per tutti i software Apple installati sul PC
  • seleziona la voce Preferenze dal menu Modifica, presente in alto a sinistra.
  • Nella finestra che si apre
  • seleziona dunque la scheda Programma
  • metti il segno di spunta accanto a un’opzione tra Ogni giornoOgni settimana o Ogni mese 
  • e premi sul pulsante OK, per salvare le impostazioni.
    Se vuoi, è disponibile anche l’opzione Mai, per disattivare completamente la ricerca automatica di aggiornamenti, ma ti sconsiglio di selezionarla.

Microsoft Store

  • Se utilizzi Windows 10 e hai scaricato iTunes tramite il Microsoft Store, puoi approfittare della funzione di aggiornamento automatico offerta da quest’ultimo.
  • Per verificare se le applicazioni vengono aggiornate automaticamente dal Microsoft Store
  • avvia quest’ultimo (l’icona del sacchetto della spesa con la bandierina colorata)
  • premi sul pulsante collocato in alto a destra
  • e seleziona la voce Impostazioni dal menu che si apre.
  • Ora controlla la levetta collocata in corrispondenza dell’opzione Aggiornamenti delle app: se questa è impostata su Attivato, le applicazioni scaricate tramite il Microsoft Store (compreso iTunes) vengono aggiornate già in automatico.
    In caso contrario, attivala tu e il sistema comincerà ad aggiornare i programmi scaricati tramite lo store.
  • Se vuoi controllare manualmente la disponibilità di aggiornamenti nel Microsoft Store
  • premi sul pulsante collocato in alto a destra
  • e seleziona la voce Download e aggiornamenti dal menu che si apre
  • premi sul pulsante Recupera aggiornamenti, per verificare gli aggiornamenti disponibili
  • e poi sulla voce Aggiorna tutto, per scaricarli sul tuo PC.

Come aggiornare iTunes su Mac

Se utilizzi un Mac, poiché iTunes è un’applicazione inclusa di serie nel sistema operativo, puoi aggiornarla sfruttando il meccanismo di update automatici di macOS: ecco come.

macOS 10.15 Catalina e successivi

Se utilizzi macOS 10.15 Catalina o successivi, non hai bisogno di aggiornare iTunes, in quanto lo storico software di Apple non è più presente nel sistema operativo ed è stato scomposto in varie applicazioni: MusicaPodcast e TV, con la gestione di iPhone e iPad demandata al Finder.



macOS 10.14 Mojave e successivi

Se utilizzi macOS 10.14 Mojave o una versione successiva del sistema operativo Apple, puoi verificare l’attivazione della funzione legata agli aggiornamenti automatici recandoti in Preferenze di Sistema (l’icona dell’ingranaggio che si trova sulla barra Dock) e andando su Aggiornamento Software
Nella finestra che si apre, se c’è il segno di spunta accanto alla voce Mantieni il Mac aggiornato automaticamente, significa che la funzione per gli aggiornamenti automatici è già attiva e quindi non devi fare nulla.
In alternativa, spunta tu la casella in questione e macOS verificherà la disponibilità di aggiornamenti per sistema operativo e applicazioni scaricate dal Mac App Store in maniera automatica.

  • Se ti interessa cliccando sul pulsante Avanzate (in basso a destra) puoi regolare in maniera ancora più dettagliata le impostazioni degli aggiornamenti, scegliendo se attivare la ricerca automatica degli stessi (casella Cerca aggiornamenti)
  • eseguire automaticamente il loro download (caselle Scarica i nuovi aggiornamenti quando disponibili)
  • e scaricare/installare gli aggiornamenti di sistema e applicazioni scaricate dal Mac App Store (caselle Installa aggiornamenti macOS e Installa gli aggiornamenti delle app da App Store).

macOS 10.13 High Sierra e precedenti

  • Se utilizzi macOS 10.13 High Sierra o una versione precedente del sistema operativo Apple, per attivare la funzione relativa al download automatico degli aggiornamenti
  • recati in Preferenze di Sistema (l’icona dell’ingranaggio che si trova sulla barra Dock)
  • e vai su su App Store
  • Nella finestra che si apre
  • se necessario metti la spunta accanto alla casella Verifica aggiornamenti automaticamente e a tutte le caselle sottostanti, in modo da scaricare e installare automaticamente gli aggiornamenti per sistema operativo e applicazioni scaricate dal Mac App Store.
  • L’ultima casella, Scarica automaticamente le app acquistate su altri computer Mac, non riguarda gli aggiornamenti, bensì la possibilità di scaricare automaticamente sul computer in uso le applicazioni prelevate dal Mac App Store usando altri Mac associati al medesimo ID Apple.

In caso di problemi

Se, nonostante le mie indicazioni, non sei ancora riuscito ad aggiornare iTunes, probabilmente c’è qualche errore che t’impedisce di portare e termine l’operazione.

A questo punto, verifica che il firewall di macOS non impedisca la comunicazione con i server per il download degli aggiornamenti e, se nemmeno così riesci a risolvere, prova a disinstallare e reinstallare iTunes, seguendo le indicazioni che trovi nel mio tutorial dedicato all’argomento.

Come usare iCloud



scritto da IlMagoDellaMela

Come usare iCloud

Ciao!! Sono Il MagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come usare iCloud sui tuoi dispositivi in modo tale da poter sfruttare a pieno e senza problemi questo famoso servizio di casa Apple.
Devi sapere che iCloud è un servizio offerto da Apple che permette agli utenti di iPhoneiPadiPod TouchmacOS e perfino a coloro che utilizzano un PC Windows di creare delle copie di sicurezza dei propri dati su un hard disk online, denominato iCloud Drive, e sincronizzarli fra tutti i dispositivi. 
Grazie ad esso, puoi avere tutti i tuoi dati, i contatti, i calendari e le ultime foto scattate con iPhone e iPad sempre e comunque a portata di mano, anche da browser Web.

  • Per capire come fare per poter usare iCloud è indispensabile che tu disponga di un ID Apple.
    Se non sei già in possesso di un ID Apple puoi crearne uno in pochi istanti seguendo le indicazioni presenti nel mio tutorial su come creare un ID Apple.
    In sostanza, devi premere qui per collegarti al sito Internet ufficiale di Apple
  • compilare un breve modulo di iscrizione e confermare la tua identità facendo clic sul link che ti è stato inviato tramite email.
  • In alternativa, puoi registrarti ai servizi online Apple attraverso il programma gratuito iTunes (su Mac è preinstallato mentre su Windows devi prima scaricarlo cliccando qui)
  • cliccando prima sulla voce Account collocata in alto a sinistra
  • poi su Accedi
  •  e infine su Crea un nuovo ID Apple.
    Trovi illustrata tutta la procedura da seguire, nel mio tutorial su come registrarsi su iTunes.

Oltre a disporre di un ID Apple, per poter usare iCloud è poi indispensabile che tu provveda ad impostare quest’ultimo come sistema predefinito per eseguire il backup dei dati sul tuo dispositivo.
Per scoprire come fare e, successivamente, per capire come servirti di iCloud attieniti alle indicazioni riportate di seguito.

Usare iCloud su iPhone, iPad e iPod Touch

  • Per impostare iCloud come sistema predefinito per eseguire il backup dei dati presenti su iPhone, iPad e iPod Touch basta selezionare l’apposita opzione durante la procedura di attivazione di questi dispositivi.
    Se non sai come fare trovi tutto spiegato nel mio tutorial su come attivare iPhone.
  • Qualora invece tu abbia già provveduto ad attivare il tuo iPhone, iPad o iPod Touch senza però attivare anche iCloud
  • puoi rimediare accedendo alla home screen del dispositivo
  • toccando su Impostazioni
  • facendo clic sulla voce relativa all’account iCloud
  • andando su iCloud 
  • e portando su ON tutte le levette facenti riferimento alle opzioni presenti nella schermata che si apre posta, contatti, calendari, foto, documenti, ecc.
  • Se utilizzi una versione di iOS precedente alla 10.3, per regolare le impostazioni di iCloud devi andare direttamente
  • in Impostazioni
  • iCloud.
  • Dopo aver provveduto ad attivare iCloud sul tuo iPhone, iPad o iPod Touch potrai inoltre visualizzare lo stato del servizio, gestire i dati archiviati, modificarli, eliminarli e salvarne di altri
  • facendo clic sull’icona di Impostazioni presente in home screen
  • facendo clic prima sul tuo nome
  • poi su iCloud, quindi sul grafico relativo allo spazio disponibile sul tuo account 
  • e infine sulla voce Gestisci spazio.
    Se utilizzi una versione di iOS precedente alla 10.3, puoi raggiungere la medesima schermata andando
  • in Impostazioni
  • iCloud
  •  Archivio.

Nella nuova schermata che a questo punto ti verrà mostrata, potrai visualizzare e gestire lo spazio disponibile su iCloud come ritieni più opportuno controllando tutti i dati e i file di backup archiviati sul servizio.
Una volta attivato iCloud sul tuo iDevice, tutti i dati di sistema e i file delle applicazioni verranno salvati online e sincronizzati tra tutti i dispositivi, ma ci sono anche i seguenti servizi aggiuntivi sui quali puoi contare e che ti consiglio vivamente di prendere in considerazione.

  • Libreria foto di iCloud  Si tratta di un servizio che si aggiunge a Streaming Foto, che è attivo di default su tutti gli iPhone e gli iPad, e grazie al quale si possono archiviare permanentemente tutte le foto e i video realizzati con il proprio device su iCloud (per poi accedervi anche direttamente online dal sito iCloud.com).
    A differenza di Streaming Foto va a intaccare lo spazio su iCloud Drive, quindi per usarlo occorre necessariamente sottoscrivere uno dei piani a pagamento del servizio.
    Puoi saperne di più leggendo il mio tutorial su come archiviare le foto su iCloud.
  • Backup  Si tratta del sistema made in Apple che permette di utilizzare lo spazio di archiviazione disponibile su iCloud Drive anche per creare dei backup completi del proprio iPhone, iPad o iPod Touch, come quelli che si fanno in locale sul computer con iTunes.
    Te ne ho parlato approfonditamente nel mio tutorial su come effettuare backup iPhone.

Usare iCloud su macOS

  • Se possiedi un Mac e ti interessa capire come usare iCloud devi innanzitutto provvedere ad attivare il servizio sul tuo computer. 
    Per fare ciò premi sull’icona a forma di lente di ingrandimento collocata nella parte in alto a destra della barra dei menu
  • digita preferenze di sistema nel campo di ricerca che ti viene mostrato a scremo
  • fai doppio clic sul primo risultato visualizzato
  • e premi  poi sulla voce iCloud annessa alla finestra che andrà ad aprirsi.
  • Una volta effettuati questi passaggi
  •  aggiungi un segno di spunta accanto a ogni voce presente nella parte destra della finestra (ContattiPreferitiFotoCalendario ecc.). 
    Per confermare le modifiche apportate chiudi semplicemente la finestra visualizzata.
     I contatti vengono sincronizzati con la app Contatti di macOS, le foto con Foto, i calendari conla app Calendario, i preferiti con Safari, ecc..
  • Se invece desideri visualizzare lo stato del tuo iCloud con i dettagli dei dati salvati in esso dalla finestra iCloud di Preferenze di sistema 
  • clicca sul pulsante Gestisci… che risulta collocato in basso a destra.
  • Per visualizzare i dati già archiviati su iCloud Drive, modificarli, eliminarli e salvarne di altri
  • ti basta invece aprire il Finder
  • premere sulla voce iCloud Drive annessa alla barra laterale di sinistra e selezionare gli elementi su cui intendi andare ad agire.

Usare iCloud su PC Windows

  • Se possiedi un PC Windows e ti interessa capire come fare per usare iCloud devi per prima cosa scaricare ed installare l’apposito client sul tuo computer e poi provvedi a configurarlo.
    Per scaricare il client iCloud per PC Windows clicca qui in modo tale da poterti collegare subito alla pagina Web di riferimento.
    In seguito
  •  premi sul pulsante Scarica ed attendi che la procedura di download venga avviata e portata a termine sul tuo computer.
  • A download ultimato fai doppio clic sul file icloudsetup.exe che è stato appena scaricato sul computer ed attieniti alla semplice procedura guidata di installazione che ti viene mostrata a schermo.
    Accetta quindi le condizioni di utilizzo del servizio mettendo il segno di spunta accanto alla voce Accetto i termini dell’accordo di licenza 
  • dopodiché fai clic su Installa
  • su Si e per concludere su Fine.
  • Accetta poi di riavviare il computer ed al nuovo accesso a Windows
  • premi sul pulsante Start
  • digita icloud nel campo di ricerca che ti viene mostrato
  • e successivamente fai clic sul primo risultato presente in elenco in modo tale da aprire iCloud sul tuo PC.
  • Ora che visualizzi la finestra di iCloud effettua il login al servizio utilizzando i dati di accesso relativi al tuo ID Apple.
    Metti quindi il segno di spunta accanto agli elementi del PC che vuoi sincronizzare con il servizio cloud (Posta, contatti, calendari e attivitàPreferitiStreaming foto etc.)
  • e clicca sul pulsante OK per salvare i cambiamenti. 
    I preferiti vengono sincronizzati con Internet Explorer o Chrome, le foto vengono salvate nella cartella che si può selezionare
  • facendo click sul pulsante Opzioni mentre contatti e posta possono essere visualizzati direttamente online sul sito iCloud.com.
  • Eventualmente puoi visualizzare e modificare tutti file archiviati su iCloud
  • cliccando sull’icona raffigurante una cartella di colore giallo annessa alla barra delle applicazioni
  • facendo clic sulla voce iCloud Drive dalla barra laterale di sinistra della finestra che ti viene mostrata sul desktop
  • e selezionando poi gli elementi su cui intendi andare ad agire.

Usare iCloud da browser Web

  • Devi sapere che il famoso servizio di casa Apple può essere sfruttato anche da un qualsiasi browser Web.
    Tanto per cominciare avvia il browser Web dopodiché digita www.icloud.com nella barra degli indirizzi
  • e premi il pulsante Invio sulla tastiera.
    Se preferisci velocizzare le cose puoi anche cliccare direttamente qui.
  • Adesso, effettua l’acceso al tuo spazio iCloud compilando i campi visibili a schermo con il tuo ID Apple e la password ad esso associata dopodiché
  • premi sul pulsante a forma di freccia collocato sulla destra.
    Se sul tuo account risulta attiva la verifica in due passaggi provvedi inoltre a fornire l’eventuale codice richiesto a schermo dopodiché ti ritroverai al cospetto della schermata principale di iCloud online.
  • A questo punto
  •  fai clic sull’icona di Mail per accedere al tuo account di posta elettronica iCloud
  • pigia sull’icona di Contatti per accedere a tutti i tuoi contatti e per gestirli, su quella di Calendario per visualizzare e modificare i tuoi calendari
  • fai clic sull’icona di Foto per visualizzare le tue foto presenti nel cloud
  • oppure fai clic sull’icona di iCloud Drive per visualizzare e gestire tutti i dati che occupano il tuo spazio di archiviazione.
    Puoi inoltre fare clic sull’icona di Note per accedere alle tue note e modificarle e sull’icona di Promemoria per fare altrettanto con i Promemoria.
  • Invece se premi sull’icona di PagesNumbers e Keynote hai la possibilità di accedere alla versione online delle omonime app per la produttività di casa Apple mentre
  • cliccando su Trova Amici puoi usufruire da browser Web del servizio per la localizzazione dei tuoi contatti (se ben ricordi te ne ho parlato nella mia guida su come localizzare un numero di cellulare).
    Facendo clic su Trova iPhone puoi invece sfruttare da Web il celebre servizio che ti permette di individuare i tuoi iDevice (ti ho spiegato il funzionamento di questo servizio nella mia guida su come rintracciare un cellulare rubato).
  • Per gestire tutto quanto concerne il tuo ID Apple, lo spazio di archiviazione ed i tuoi dispositivi ti basta fare clic sull’icona di Impostazioni.
  • Quando non avrai più bisogno di usare iCloud da browser Web
  • ricordati di fare clic sul tuo nome collocato nella parte in alto a destra della pagina Web visualizzata
  • poi sulla voce Esci annessa al menu che ti viene proposto
  •  poi ancora una volta su Esci per uscire dal servizio ed evitare che eventuali soggetti terzi non autorizzati possano mettervi mano.

Espandere il piano di archiviazione

Ora che finalmente capito come usare iCloud su iPhone, iPad, iPod Touch, macOS e PC Windows c’è però una cosa molto importante che devi sapere e di cui ritengo sia il caso che tu tenga ben conto.
Allo stato attuale delle cose iCloud può essere utilizzato gratis solo ed esclusivamente nella sua versione base che offre 5 GB di spazio online.
Tale quantità di spazio è generalmente sufficiente per le più disparate esigenze. Tuttavia potresti avere la necessità di disporre di un maggior quantitativo di spazio di archiviazione.
In tal caso, puoi oltrepassare il limite imposto dalla versione gratuita del servizio sottoscrivendo un abbonamento a pagamento. 
Le soluzioni e i prezzi disponibili sono i seguenti.



  •  50 GB di spazio a 0,99 euro/mese
  • 200 GB di spazio a 2,99 euro/mese
  • 2 TB di spazio a 9,99 euro/mese
  • Per sottoscrivere un piano a pagamento di iCloud su iPhone, iPad e iPod Touch ti basta accedere alla sezione Impostazioni di iOS
  •  e premere prima sul tuo nome
  • poi sulla voce relativa ad iCloud, quindi sul grafico relativo allo spazio disponibile sul tuo account e infine sull’opzione Modifica piano di archiviazione
    In seguito, scegli il piano che pensi possa risultare più congeniale alle tue esigenze
  • e poi premi sulla voce Acquista che risulta collocata nella parte in alto a destra della schermata visualizzata.
  • Se utilizzi una versione di iOS precedente alla 10.3, per raggiungere la medesima schermata
  • devi andare in Impostazioni
  •  iCloud
  • devi selezionare la voce Archivio 
  • e poi premere su Acquista più spazio 
  • Modifica piano di archiviazione.
  • Per sottoscrivere un piano a pagamento di iCloud su Mac
  • devi invece accedere a Preferenze di sistema
  • premi su iCloud
  • fare clic sul pulsante Gestisc
  • e fare clic sul pulsante Acquista più spazio per due volte consecutive. Successivamente scegli il piano che pensi possa risultare più consono alle tue esigenze
  • e poi premi sulla voce Acquista.
  • Per sottoscrivere un piano a pagamento di iCloud su Windows devi accedere a iCloud
  • cliccare su Gestisci
  •  e premere poi su Acquista più spazio
  •  Scegli il piano che pensi possa risultare più consono alle tue esigenze
  • e poi premi sulla voce Acquista.

Se necessiti di maggiori informazioni riguardo lo spazio di archiviazione disponibile su iCloud, i vari piani disponibili e le modalità di upgrade e downgrade puoi cliccare qui in modo tale da collegarti subito alla pagina Web informativa presente sul sito Internet ufficiale di Apple.

Come correggere errori hard disk



scritto da IlMagoDellaMela

Come correggere errori hard disk

Ciao!! Sono IlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come correggere gli errori dell’hard disk.
Ti anticipo già che non sarai obbligato a rivolgerti a soluzioni di terze parti, in quanto sia Windows che macOS integrano delle utility che permettono di riparare piuttosto facilmente gli errori che affliggono il disco del proprio computer: basta solo saperli utilizzare nel modo giusto.
Non dovresti avere problemi a correggere gli errori dell’hard disk. Tutto ciò, a patto che i problemi del tuo hard disk siano di natura software (quindi errori del file system e non del disco in sé) e di natura hardware: nel secondo caso, non riuscirai a ripararli se non rivolgendoti a centri o tecnici specializzati.

Come correggere errori hard disk su Windows

Se desideri correggere gli errori dell’hard disk su Windows, puoi optare per due soluzioni differenti, entrambe incluse di serie nel sistema operativo l’utility di controllo errori, che può essere eseguita tramite interfaccia grafica, o il comando chkdsk, che invece funziona solo tramite Prompt dei comandi.

Utility di controllo errori

La prima soluzione che ti consiglio di provare per correggere gli errori dell’hard disk su Windows è l’utility di controllo errori (chiamata ScanDisk sulle versioni più datate del sistema operativo Microsoft).

Windows 10/8.x

  • Se usi un PC su cui è installato Windows 8.x o Windows 10 devi sapere che sulle versioni di Windows più recenti non è necessario avviare il controllo manuale del disco perché viene fatto in modo automatico dal sistema operativo stesso.
  • Ciò non ti impedisce, comunque, di procedere manualmente al controllo manuale del disco.
    Per farlo
  • avvia l’Esplora File di Windows (l’icona della cartella gialla che si trova nella barra delle applicazioni
  • espandi il menu Questo PC presente sulla barra laterale di sinistra
  • premendo sul simbolo (⌵)
  • premi il tasto destro sul nome dell’unità che desideri esaminare (es. Disco Locale C:)
  • e seleziona la voce Proprietà dal menu contestuale.
  • Ora seleziona la scheda Strumenti dalla finestra che si apre
  • e premi prima sul bottone Controlla
  •  e poi sulla voce Analizza unità dal riquadro che si apre e attendi il completamento dell’analisi.

Windows 7

  • Per richiamare l’utility di controllo del disco su Windows 7
  • premi sul pulsante Start (situato nell’angolo in basso a sinistra dello schermo)
  • e seleziona la voce Computer dal menu che si apre. Nella finestra che compare a schermo
  • fai clic destro sull’icona dell’unità che desideri controllare (es. Disco locale (C:))
  • e scegli la voce Proprietà dal menu contestuale.
  • Dopodiché recati nella scheda Strumenti
  • premi sul bottone Esegui ScanDisk
  •  e apponi il segno di spunta accanto alle voci Correggi automaticamente gli errori del file system e Cerca i settori danneggiati e tenta il ripristino. Per concludere
  • premi sul pulsante Avvia e attendi che venga portato a termine il processo di analisi del disco (l’operazione potrebbe richiedere diversi minuti).

Prompt dei comandi

  • Se preferisci avere un controllo maggiore sullo strumento di controllo del disco, ti consiglio di usare l’utility chkdsk (abbreviazione di CheckDisk) dal Prompt dei comandi, che permette di personalizzare l’esecuzione del controllo del disco tramite alcune variabili di cui ti parlerò a breve.
  • Per eseguire un controllo completo del disco tramite il comando in questione, avvia innanzitutto il Prompt dei comandi per farlo
  • digita cmd nel campo di ricerca di Windows
  • premi il tasto destro sull’icona del Prompt dei comandi che compare fra i risultati di ricerca
  • seleziona la voce Esegui come amministratore dal menu che si apre
  • e conferma il tutto pigiando su .
  • Una volta che avrai avviato il Prompt dei comandi potrai eseguire un controllo completo del disco nel seguente modo
  • dai i comandi CHKDSK C: /F /R o
  • in alternativa, CHKDSK C: /spotfix (disponibile soltanto su Windows 8 e versioni successive)
  • e premi il tasto Invio della tastiera.
  • Dovrai poi confermare l’esecuzione del controllo del disco al riavvio del PC digitando la lettera S 
  • e premendo ancora una volta il tasto Invio della tastiera.

Per completezza di informazione, ti lascio alcune delle variabili utilizzabili con il comando chkdsk.



  • /F — permette di riparare gli errori che sono eventualmente presenti sul disco.
  • /R — permette di localizzare i settori del disco danneggiati e recuperare le informazioni contenute in essi. Per utilizzarla è richiesto l’uso della variabile /F.
  • /V — consente di mostrare il nome e il percorso completo di tutti i file sul disco (soltanto sulle unità che hanno come file system FAT o FAT32).
  • /X — permette di forzare lo smontamento dei volumi. Per utilizzarla è richiesta l’uso della variabile /F.
  • /scan — consente di correggere gli errori che possono essere risolti senza effettuare il riavvio del sistema (disponibile su Windows 8 e versioni successive).
  • /spotfix — permette di correggere gli errori del disco al riavvio successivo del sistema (disponibile su Windows 8 e versioni successive).

Se qualche passaggio non ti è chiaro e/o hai bisogno di maggiori informazioni su come eseguire CHKDSK, consulta il tutorial che ho dedicato all’argomento.

Come correggere errori hard disk su macOS

  • Se usi un Mac ti consiglio di utilizzare Utility Disco per poter correggere gli errori dell’hard disk,è un’applicazione presente di serie su macOS che è semplice da utilizzare e permette di individuare le eventuali problematiche che interessano il disco del ì computer.
  • Per utilizzare Utility Disco, per prima cosa devi avviare l’applicazione
  • recati nel Launchpad facendo clic sull’icona del razzo situata sul Dock, apri la cartella Altro 
  • e poi premi sull’icona di Utility Disco. In alternativa, effettua una ricerca Spotlight o tramite Siri (basta pronunciare la frase avvia Utility Disco).
  • Una volta che avrai avviato Utility Disco
  • seleziona il nome dell’hard disk che vuoi esaminare (sulla sinistra)
  • premi poi sul pulsante S.O.S situato in alto (l’icona dello stetoscopio)
  • e fai quindi clic sul pulsante azzurro Esegui dal menu che compare: lo strumento S.O.S. controllerà l’eventuale presenza di errori e, se necessario, li correggerà.
  • Se Utility Disco ti informa che il disco non presenta errori o che questi sono stati già riparati, hai finito.  
  • Se premi sulla voce Mostra dettagli potrai visualizzare maggiori informazioni sulle riparazioni che sono state eventualmente effettuate.

Se, invece, vengono evidenziati degli errori e Utility Disco non riesce a correggerli, prova a riparare nuovamente il disco o la partizione.
Se nemmeno così riesci a risolvere il problema, crea una copia di backup dei dati presenti sul disco, riformatta il disco, reinstalla macOS e, ripristina i dati di cui hai effettuato il backup.
Se hai difficoltà a procedere, consulta gli approfondimenti che ti ho appena linkato.
Devi sapere che è possibile eseguire il controllo del disco anche da Terminale: basta dare il comando diskutil verifyVolume /Volumes/[nome volume] e, se vengono rilevati errori, il comando diskutil repairVolume /Volumes/[nome volume].

Attenzione: per evitare la perdita di dati su un’unità Fusion Drive, non collegarla a un Mac aggiornato a macOS 10.8.5 (o versioni precedenti). Per ulteriori informazioni, leggi l’articolo in inglese presente sul sito Internet di Apple.

In caso di ulteriori problemi

Ti sei accorto che il sistema operativo non è riuscito a correggere gli errori dell’hard disk perché sono originati da un problema di tipo hardware quindi devi sapere che in questo caso non hai altra scelta che provvedere alla sostituzione del disco.
Se ti interessa saperne di più in merito a quale hard disk o SSD Per maggiori informazioni vai a vedere il mio tutorial su quale hard disk interno comprare miglior SSD acquistare, dai un’occhiata a questi tutorial che ti ho appena linkato lì troverai tutte le informazioni che ti servono per fare un acquisto oculato.

Come formattare hard disk esterno



scritto da IlMagoDellaMela

Come formattare hard disk esterno

Ciao!! Sono IlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come formattare hard disk esterno.
Scopriremo insieme come formattare un hard disk USB, impareremo a scegliere il file system giusto per le nostre esigenze e vedremo come bonificare un disco impedendo che qualche ficcanaso possa recuperare i file che erano presenti in esso.
Al contrario di quello che in molti credono, la formattazione di un disco non comporta la cancellazione definitiva di tutti i dati presenti su quest’ultimo.
Se formatti un hard disk e lo colleghi al computer lo vedrai vuoto, ma in realtà tutti i file resteranno recuperabili (almeno parzialmente) utilizzando dei software adatti allo scopo fino a quando i settori del disco non verranno sovrascritti con altri dati. 
La bonifica dello spazio libero (detta tecnicamente wiping) previene questo rischio sovrascrivendo l’hard disk una o più volte.
Al termine dell’operazione il disco continuerà ad apparire vuoto e anche utilizzando software per il recupero dati sarà praticamente impossibile ripristinare i file che erano presenti precedentemente su di esso.

Prima di cominciare: quale file system scegliere?

Prima di entrare nel vivo del tutorial, dobbiamo capire quale file system scegliere per i nostri hard disk. Il file system per dirla in parole semplici è quello che organizza i file presenti su un disco, e la sua scelta influenza sia il grado di compatibilità dell’hard disk con dispositivi e sistemi operativi sia il peso massimo che possono avere i file ospitati sull’unità.
Per approfondire l’argomento e saperne di più, eccoti una breve descrizione di tutti i file system disponibili in Windows e macOS con le loro caratteristiche principali.

  • FAT32 – è il file system con cui sono formattati di serie molti dischi e chiavette USB.
    Assicura una compatibilità altissima con computer, sistemi operativi e dispositivi di ogni genere, tuttavia ha diverse pecche innanzitutto non permette di archiviare file più grandi di 4GB, poi è molto soggetto alla frammentazione dei dati.
  • Sceglilo solo se hai bisogno della compatibilità con Smart TV, lettori DVD o altri dispositivi e se non hai intenzione di archiviare file più grandi di 4GB sul tuo disco.
  • NTFS – il file system predefinito di Windows. Elimina il limite dei 4GB presente nel FAT32 e diminuisce il livello di frammentazione dei dati, tuttavia non è compatibile quanto il FAT32 con altri dispositivi e sistemi.
    Su Mac, ad esempio, a meno che non si installino appositi driver di terze parti, l’utilizzo delle unità NTFS può avvenire in modalità di lettura. Utilizzalo se sei certo che i tuoi dispositivi siano compatibili con esso.
  • ExFAT – è un’evoluzione del FAT32 che cancella il limite dei 4GB e limita la frammentazione dei dati.
    È compatibile con macOS, con le versioni più recenti di Windows e con moltissimi device.
    Probabilmente è la soluzione più indicata per gli hard disk destinati all’utilizzo costante su più piattaforme.
    Su Windows XP, il file system ExFAT si può utilizzare solo dopo aver installato gli appositi driver.
  • HFS+ – è il file system predefinito di macOS.
    Non ha limiti stringenti per la grandezza dei file e ha un grado di frammentazione dei dati estremamente limitato.
    Purtroppo non è compatibile con Windows (a meno di installare appositi driver, spesso a pagamento) e con molti dispositivi.
    Utilizzalo se intendi usare il tuo disco esclusivamente con i Mac.

Come formattare un hard disk esterno su Windows

  • Cominciamo dalla procedura di formattazione standard (senza bonifica dello spazio libero) disponibile sui sistemi Windows.
    Per formattare un disco esterno usando il sistema operativo di casa Microsoft
  • apri l’Esplora File (la cartella gialla presente nella barra delle applicazioni)
  •  e seleziona la voce Computer/Questo PC dalla barra laterale di sinistra. Dopodiché 
  • premi con il tasto destro del mouse sull’icona dell’hard disk che intendi formattare
  • e seleziona la voce Formatta dal menu che compare.
    Nella finestra che si apre
  • seleziona quindi il File System che intendi utilizzare per formattare il disco dall’apposito menu a tendina (es. NTFS o exFAT)
  • digita il nome che intendi assegnare all’unità nel campo Etichetta di volume
  •  e premi sul pulsante Avvia per avviare l’operazione.
    Se mantieni il segno di spunta accanto alla voce Formattazione veloce, il processo verrà portato a termine in pochissimi secondi ma l’hard disk non verrà controllato alla sua fine questo significa che non verrà verificata l’integrità del disco e non verranno individuati eventuali settori danneggiati.
    Se vuoi attivare il controllo dell’unità
  • devi togliere la spunta dalla voce Formattazione veloce.
  • Se vuoi formattare un hard disk che contiene più partizioni e vuoi riunirlo in un’unica partizione più grande
  •  recati nel menu Start di Windows e cerca l’utility di Gestione disco. Ti ho spiegato tutto per sapere come usarla nel mio tutorial su come riunire un hard disk partizionato.

Formattazione sicura (wiping)

  • Vuoi formattare hard disk esterno  devi compiere un passaggio aggiuntivo: devi bonificare il disco in modo che i dati cancellati vengano sovrascritti più volti e diventi impossibile recuperare i dati che erano presenti sull’unità.
    Per eseguire il wiping su Windows, puoi affidarti alla famosissima applicazione gratuita CCleaner che, oltre a liberare spazio su disco cancellando i file inutili, permette anche di bonificare lo spazio libero sugli hard disk.
    Per scaricare CCleaner sul tuo PC
  • collegati al sito Internet del programma
  • e premi sulla voce CCleaner.com che si trova in fondo alla prima colonna della tabella. A download completato
  • apri il pacchetto d’installazione di CCleaner (ccsetupxx.exe) e nella finestra che si apre
  • premi sul pulsante .
    Seleziona quindi l’italiano dal menu a tendina per la scelta della lingua
  • rimuovi la spunta dalla voce relativa all’installazione di Google Chrome o qualsiasi altro software aggiuntivo
  • e concludi il setup premendo prima su Installa e poi su Run CCleaner.
    Dopo averla installato CCleaner
  • avvia l’applicazione 
  • e seleziona le voci Strumenti > Bonifica drive dalla barra laterale di sinistra.
  •  Apponi il segno di spunta accanto all’icona del drive da bonificare
  • seleziona la voce Intero drive dal menu a tendina Bonifica
  •  imposta il numero di scritture da imprimere sul disco tramite il menu a tendina Sicurezza (1 dovrebbe andar già bene, più di 3 sarebbe solo uno spreco di tempo)
  • e premi sul pulsante Bonifica.
  •  CCleaner include una funzione di monitoraggio del sistema, che personalmente ritengo superflua. 
    Per disattivarla recati nel menu Opzioni Monitoraggio del programma
  • e togli la spunta dalle opzioni Attiva monitoraggio sistema
  •  e Attiva monitoraggio. Rispondi in maniera affermativa all’avviso che compare sullo schermo.

Come formattare un hard disk esterno su Mac

  • Se utilizzi un Mac, puoi formattare hard disk esterno avviando l’applicazione Utility Disco (che trovi nella cartella Altro del Launchpad)
  • e selezionando l’icona del disco dalla barra laterale di sinistra
  • premi sul pulsante Inizializza che si trova in alto a destra
  • e imposta le tue preferenze relative al file system da utilizzare.
  • I file system disponibili sono OS X esteso (solo per Mac), ExFAT (compatibile anche con altri sistemi operativi) ed MS-DOS FAT (cioè FAT32, compatibile con tutti i sistemi operativi). 
    Se scegli un file system fra MS-DOS FAT ed ExFAT ti consiglio di impostare la voce Master Boot Record (MBR) nel menu a tendina Schema in modo da rendere il drive utilizzabile anche sui PC Windows.
  • Per finire, digita il nome che vuoi assegnare al disco nel campo Nome
  • premi sul bottone Inizializza
  •  e attendi che la formattazione del drive venga portata a termine.
    Se hai bisogno di formattare un disco suddiviso in più partizioni
  • seleziona l’icona del drive dalla barra laterale di Utility Disco
  • premi sul bottone Partiziona 
  • e utilizza il grafico a torta per selezionare le partizioni da eliminare
  • (cliccando sul pulsante (-) che si trova in basso a sinistra).
    Maggiori informazioni su questa procedura le puoi trovare nel mio tutorial su come riunire un hard disk partizionato.

Formattazione sicura (wiping)

  • L’Utility Disco inclusa in macOS permette anche di cancellare gli hard disk in maniera sicura.
    Per sfruttare la funzione di bonifica dei drive
  • devi selezionare l’icona della partizione primaria dell’hard disk da formattare (quindi non l’icona dell’hard disk)
  • e devi premere sul pulsante Inizializza che si trova in alto.
  • Nella finestra che si apre
  • premi sul pulsante Opzioni di sicurezza
  • utilizza la barra di regolazione di Utility Disco per selezionare il numero di scritture da fare sul disco (io ti consiglio di usare la seconda o la terza opzione)
  • e premi su OK per andare avanti.
  • A questo punto
  • scegli un nome da assegnare all’hard disk
  • seleziona il file system da utilizzare tramite il menu a tendina Formato 
  • e premi sul pulsante Inizializza per avviarne la formattazione con conseguente bonifica.
  • Come facilmente intuibile, l’operazione potrebbe durare parecchio.
    La durata complessiva dipende dalla grandezza del disco, dalle sue prestazioni e dal numero di scritture impostato per il wiping.

Come collegare un hard disk interno al PC tramite USB



scritto da IlMagoDellaMela

Come collegare un hard disk interno al PC tramite USB

Ciao!! Sono IlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come collegare un hard disk interno al pc tramite USB utilizzando una serie di strumenti facilmente reperibili. 
Per realizzare un disco esterno è sufficiente acquistare un apposito case o un adattatore, inserire il disco al suo interno e collegare il tutto al computer tramite il cavo USB.

Prima di procedere con l’acquisto di case esterni o altri dispositivi simili, è necessario fare chiarezza riguardo la differenza tra i dischi fissi presenti all’interno dei computer desktop e quelli progettati per i portatili, poiché essi sono strutturalmente diversi.
Sui computer fissi, i dischi possono presentarsi con il fattore di forma da 3,5 pollici in questo caso, l’hard disk ha le fattezze di un’unità massiccia di dimensioni ragguardevoli. I pollici indicano, in questo caso, il diametro del piatto contenuto all’interno del disco e non le dimensioni della scocca.
Sui notebook, invece, i dischi fissi adottano il fattore di forma da 2,5 pollici: all’atto pratico, si tratta di dischi decisamente più piccoli e sottili rispetto a quelli che, in genere, vengono installati sui computer fissi.
Ciò non toglie che un disco da 2.5 pollici non possa essere impiegato anche su un computer desktop per esempio, i moderni dispositivi a stato solido (SSD) si presentano sempre con questo fattore di forma e possono essere utilizzati anche sui PC fissi (all’occorrenza, utilizzando un adeguato adattatore, essi possono essere anche fissati negli alloggiamenti per i dischi da 3,5 pollici).

Nelle battute successive di questo tutorial ti mostrerò i case, le docking station e gli adattatori disponibili sia per i dischi da 3,5 pollici che per quelli da 2,5 pollici tieni presente che, alle volte, un adattatore per hard disk da 3.5 pollici può contenere agevolmente anche dischi più piccoli di dimensioni; chiaramente, però, non vale il discorso inverso.
Altra caratteristica che devi prendere in considerazione è lo standard USB supportato dal dispositivo, che influisce sulla velocità di trasferimento dati massima che si può raggiungere con lo stesso.
Gli standard USB più diffusi sono quelli USB 2.0 (480 Mbps teorici), USB 3.0/USB 3.1 Gen 1/USB 3.2 Gen 1 (5 Gbps teorici), USB 3.1/USB 3.1 Gen 2/USB 3.2 Gen 2 (10 Gbps teorici) e USB 3.2/USB 3.2 Gen 2×2 (20 Gbps teorici). I connettori, poi, possono essere di tipo USB-A (quindi in formato USB standard) oppure USB-C (più piccolo e che può essere inserito in entrambi i versi).

Case esterno per hard disk

Sicuramente, la tecnica più semplice per collegare un hard disk interno al PC tramite USB prevede l’uso di particolari case specifici, chiamati anche HDD enclosure.
All’atto pratico, si tratta di piccoli contenitori in cui inserire il disco fisso, dotati di speciali connettori per consentire il trasferimento dati (e, a volte, l’alimentazione elettrica) attraverso il cavo USB per i dischi più piccoli, in genere, l’elettricità fornita dalla porta USB (meglio se in versione 3.0, cioè dotata di un connettore dall’interno blu) è più che sufficiente per fornire alimentazione elettrica per i dischi più grandi, invece, potrebbe essere presente un alimentatore separato, da collegare necessariamente a una fonte di elettricità esterna (ad es. una presa di corrente a muro).
Questi case possono essere acquistati nei migliori negozi di articoli informatici, oppure online di seguito te ne suggerisco alcuni adatti ai dischi da 3.5 pollici.
Se, invece, disponi di un disco da 2.5 pollici, potresti utilizzare uno degli enclosure.
Oltre che al fattore di forma del disco che ti appresti a riciclare, presta bene attenzione alle porte USB disponibili sul computer in genere, sui computer desktop sono presenti le porte USB standard, cioè quelle di tipo A che sei abituato a vedere su alcuni modelli di portatili, come i MacBook per esempio, sono disponibili le sole porte USB di tipo C, più piccole e che supportano l’inserimento del cavo in entrambi i versi.
In quest’ultimo caso, dovrai fare attenzione a scegliere un enclosure dotato di questo tipo di connessione: di seguito te ne elenco alcuni disponibili online.
Una volta installato il disco all’interno dell’enclosure, è sufficiente collegare l’apparecchio al computer tramite il cavo USB proveniente dal case, fornire alimentazione elettrica, se previsto, dopodiché bisogna accendere il disco intervenendo sull’apposito interruttore, se necessario, e gestirlo esattamente come se fosse una comune chiavetta USB se vuoi maggiori informazioni segui il mio tutorial su come  come aprire chiavetta USB o un disco esterno.



Docking station

Se hai la necessità di collegare al computer molteplici dischi e l’enclosure ti risulta piuttosto scomodo, puoi, invece, utilizzare una docking station: questi apparecchi si connettono al computer tramite il cavo USB e necessitano di alimentazione elettrica dedicata, poiché, al bisogno, possono essere utilizzate anche con più dischi contemporaneamente. Su alcuni modelli, alla connessione tramite USB si aggiunge la possibilità di sfruttare la tecnologia eSATA questo tipo di collegamento, sui computer compatibili, fornisce una maggiore velocità di trasferimento dei dati.
Spesso, le docking station dispongono di pulsanti per effettuare la clonazione immediata tra i dischi collegati e di porte e slot aggiuntivi, utilizzabili per collegare altri dispositivi USB o, ancora, vari tipi di schede di memoria.
Le docking station possono essere acquistate nei migliori negozi di articoli informatici, oppure online.
Anche in questo caso, presta bene attenzione al tipo di porta USB presente sul computer! Le docking station che ti ho segnalato poc’anzi sono tutte dotate di cavi standard USB di tipo A se, però, possiedi un computer (ad es. un MacBook) dotato di sole porte USB di tipo C, dovresti, invece, orientarti su apparecchi dotati di tale categoria di connessione.
Una volta ottenuta la docking station, è sufficiente inserire al suo interno l’hard disk, collegare l’apparecchio all’alimentazione e poi al computer, tramite cavo USB: anche in questo caso, puoi gestire il disco collegato (o i dischi collegati) esattamente come una chiavetta USB o un disco esterno.
Alcune docking station di fascia alta prevedono, inoltre, la presenza di un software dedicato, al fine di compiere operazioni differenti dalla semplice lettura/scrittura da PC ai dischi (ad es. la clonazione al volo dei dischi o la creazione di volumi RAID).

Adattatore

in alternativa alle docking station e ai case esterni, puoi servirti anche di semplici adattatori SATA-USB, che permetto di collegare subito il disco al computer senza la necessità di trafficare con gli sportellini degli enclosure, né l’esigenza di avere una docking station.
Questi semplici adattatori si collegano ai contatti SATA posti sul retro dei dischi fissi o degli SSD e dispongono, nell’altra estremità, di un semplice connettore USB.
Come succede per i case e le docking station, anche gli adattatori possono richiedere una fonte di alimentazione elettrica aggiuntiva, in particolare se usati con dischi di taglio maggiore, quindi più esosi dal punto di vista elettrico.
Gli adattatori SATA-USB possono essere acquistati nei più forniti negozi di articoli informatici, oppure online; anche in questo caso, ricorda di controllare il tipo di porta USB disponibile sul tuo computer (USB-A USB-C) e regola l’acquisto di conseguenza.
L’utilizzo di un adattatore non si discosta molto da quanto visto finora: una volta collegato il disco, connetti l’intero apparecchio all’alimentazione elettrica, se necessario, e poi a una porta USB libera del computer.
A partire da questo momento, puoi gestire il disco come se fosse una semplice chiavetta USB o un hard disk esterno di serie.

Come accedere all’hard disk collegato al router



scritto da IlMagoDellaMela

Come accedere all’hard disk collegato al router

Ciao!! Sono IlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come accedere all’hard disk collegato al router. In questa tutorial ti mostrerò come collegare correttamente il disco fisso al tuo router e come accedere ai file in esso contenuti con i diversi sistemi operativi disponibili in ambito desktop e con i dispositivi portatili più comuni. Infine, ti spiegherò come risolvere le problematiche in cui è possibile incappare durante o dopo la fase di collegamento tra i dispositivi. Prima di entrare nel concreto e spiegarti come accedere all’hard disk collegato al router, è bene che tu abbia ben presenti alcuni aspetti strettamente connessi alle procedure che mi appresto a illustrarti. Innanzitutto, devi accertarti che il router in tuo possesso sia compatibile con la condivisione dei file in rete i moderni router forniti in abbinata agli abbonamenti dei vari operatori di telefonia (come TIM, Fastweb e Vodafone, per esempio) includono questa funzionalità, che però nella maggior parte dei casi dev’essere attivata manualmente.

Inoltre, anche i router di fascia medio/alta disponibili in commercio (come i Fritz!Box o alcuni router ASUS, tanto per citarne un paio) sono dotati di porta USB e dispongono di funzionalità di condivisione dei file in rete.

Come attivare la condivisione file nel router

  • La prima operazione da compiere per attivare la funzionalità di condivisione dei file nel router è collegarsi al pannello gestionale quest’ultimo per farlo
  • avvia qualsiasi  browser per maggiori informazioni vai a leggere il mio tutorial su che cos è il browser  per computer e digita l’indirizzo 192.168.1.1 o, in alternativa, gli indirizzi 192.168.0.1 o 192.168.1.254 nell’apposita barra superiore. Se non conosci l’indirizzo preciso per entrare nel router in tuo possesso, puoi far riferimento al mio tutorial  specifico sull’argomento su come trovare indirizzo ip router  o al manuale d’uso dell’apparecchio di cui disponi.

Una volta immesso il giusto indirizzo e premuto il tasto Invio, dovresti veder comparire la schermata d’accesso al pannello di gestione indica nelle apposite caselle, il nome utente e la password per entrare nel router. Se non hai mai modificato la password vai a leggere come si fa sul mio tutorial su come cambiare password al modem  prima d’ora, dovresti essere in grado di effettuare l’accesso utilizzando le combinazioni admin/admin admin/password .



In caso di problemi nel portare a compimento la procedura di login al router, ti invito a consultare il mio tutorial su come accedere al router, in cui ti ho mostrato i metodi più semplici per ottenere lo username e la password necessari per accedere al pannello di configurazione.

  • Una volta ottenuto l’accesso al router, collega il disco USB a una delle omonime porte disponibili sul retro dell’apparecchio
  • accendilo e, una volta tornato sul computer
  • cerca nel pannello gestionale le voci Condivisione fileCondivisione di reteServer Samba o Condivisione disco, in base al tipo di router in tuo possesso (solitamente queste sono collocate nella sezione relativa alle impostazioni avanzate).
  • Sul modem Fastgate, per esempio, è sufficiente
  • accedere alla sezione Avanzate
  • per poi premere sulla voce Configurazioni USB 
  • e abilitare la voce Condivisione file intervenendo sull’apposita levetta.
  • Se tutto è andato per il verso giusto, dopo qualche istante, il disco USB dovrebbe comparire tra i dispositivi abilitati alla condivisione dei file: per confermare l’attivazione della funzionalità
  • scorri la pagina e premi sulla voce Salva modifiche.

In genere, non dovresti compiere ulteriori operazioni nel pannello gestionale del modem la condivisione dovrebbe funzionare egregiamente senza interventi aggiuntivi. Tuttavia, se ti interessa puoi modificare il nome da assegnare alla condivisione, il relativo gruppo di lavoro e attivare il sistema di accesso con password (in tal caso, ti verrà chiesto di indicare un nome utente e una password per la visualizzazione dei file condivisi).

Come accedere all’hard disk collegato al router da PC

Ora che il tuo disco fisso è condiviso tramite router, è il momento di passare all’atto pratico e vedere come accedere ai file contenuti in esso. In questa sezione, mi occuperò nello specifico delle procedure previste dai sistemi operativi per computer: Windows e macOS.

Windows

  • Su Windows, accedere all’hard disk collegato al router è estremamente semplice tutto ciò che devi fare è
  • aprire Esplora File/Esplora Risorse (utilizzando l’icona a forma di cartella gialla collocata nella barra inferiore, oppure facendo doppio clic sull’icona Questo PC/Computer collocata sul desktop)
  • e premi sulla voce Rete, collocata invece nella barra laterale sinistra.
  • Dopo qualche secondo, dovresti veder comparire il nome del tuo router tra i dispositivi collegati in Rete
  • fai doppio clic su quest’ultimo per accedere allo spazio condiviso e, senza esitare
  • entra nella cartella che viene mostrata a schermo (identificata, per esempio, dal nome del disco connesso o dalla dicitura sda1) per ottenere l’accesso alle cartelle e ai file custoditi nel disco.
  • Se per qualche motivo, il disco USB non dovesse comparire nella sezione Rete, puoi aggiungerlo manualmente nel seguente modo
  • fai doppio clic sull’icona Questo PC/Computer collocata sul desktop
  • premi sulla scheda Computer collocata in alto
  • e poi sul pulsante Connetti unità di rete.
  • Nella nuova finestra che compare
  • indica una lettera di unità da assegnare al disco (ad es. Z:)
  • specifica se collegare o meno il disco a ogni accesso a Windows intervenendo sull’apposita casella
  • e nel campo Cartella
  • inserisci l’indirizzo IP del router preceduto da un doppio backslash, per esempio \\192.168.1.254
  •  e premi sul pulsante Sfoglia.
  • Dopo qualche istante, dovrebbe comparire la lista dei dispositivi di rete attualmente connessi
  • espandi la voce relativa all’indirizzo IP del router
  • fai clic sulla cartella recante il nome del disco fisso (ad es. sda1) e, per concludere
  • premi sui pulsanti OK Fine.
  • Dopo pochi secondi, il disco verrà aggiunto alla sezione Dispositivi e unità di Esplora File e potrai accedervi esattamente come fosse un disco esterno, collegato direttamente al computer.

Nota: se hai impostato la condivisione protetta da password, devi apporre il segno di spunta accanto alla casella Connetti con credenziali diverse nella finestra relativa all’aggiunta di una nuova unità di rete, per poi specificare, quando richiesto, il nome utente e la password definiti in fase di configurazione del router.

macOS

  • Per accedere al disco condiviso nel router sul Mac, devi aggiungerlo come server di rete. Per farlo
  • apri innanzitutto il Finder (l’icona a forma di volto sorridente annessa alla barra Dock)
  • premi sul menu Vai collocato in alto
  • e premi sulla voce Connessione al server.
  • Nella finestra successiva
  • indica l’indirizzo IP del router preceduto dalla stringa smb:// (ad es. smb://192.168.1.254)
  • e premi sul pulsante Connetti collocato in basso per avviare la fase di collegamento.
  • A questo punto, se non hai configurato l’accesso al disco protetto da password, imposta la voce Ospite nel campo username della finestra successiva; in alternativa
  • indica negli appositi campi il nome utente e la password da usare per entrare nella sezione di condivisione del router.
  • Quando hai finito
  • premi nuovamente sulla voce Connetti per aggiungere l’accesso rapido al router d’ora in avanti, potrai accedere al disco USB collegato al router facendo clic sull’indirizzo IP dello stesso, presente nella sezione Posizioni della barra laterale del Finder, oppure facendo clic sulla sezione Rete e poi sulla risorsa condivisa. Da lì, è sufficiente entrare nella cartella che porta il nome del disco (ad es. sda1) per accedere ai file in esso memorizzati.

Come accedere all’hard disk collegato al router da smartphone e tablet

Non hai trovato utili le istruzioni fornite in precedenza, poiché è tua precisa intenzione accedere all’hard disk collegato al router tramite smartphone e tablet? di seguito troverai alcune app utili per lo scopo, sia per il sistema operativo Android che per iOS.



Android

  • Se possiedi un dispositivo con sistema operativo Android, ti consiglio di affidarti all’app File Manager+, un ottimo gestore file disponibile gratuitamente sia per smartphone sia per tablet che, tra le tante funzionalità offerte, include anche l’accesso alle risorse di rete condivise. In caso di problemi a scaricare una app ti consiglio di leggere il mio tutorial su come scaricare applicazioni Android, in cui ti ho fornito tutte le istruzioni del caso.
  • Una volta ottenuta l’app in questione
  • avviala dal drawer di Android e, quando richiesto
  • accordale i permessi necessari per accedere alla memoria e ad altre parti del sistema operativo. A questo punto, assicurati di essere collegato alla rete Wi-Fi generata del router a cui è collegato il disco di tuo interesse
  • ritorna all’app File Manager+ e premi sulla voce A distanza per avviare l’aggiunta di una risorsa di rete.
  • Fatto ciò sfiora la voce Aggiungi una posizione remota (in alternativa puoi fare tap sul simbolo [+] collocato in alto a destra)
  • seleziona l’opzione Rete locale, quindi attendi qualche secondo affinché il router venga identificato e segnalato nella lista dei dispositivi di rete. Quando ciò avviene
  • tocca il nome del router e, successivamente
  • apponi il segno di spunta sulla voce Anonimo (oppure indica nome utente e password, se avevi preventivamente configurato l’accesso protetto al disco) e premi sul pulsante OK per aggiungere il router alle risorse di rete dell’app.
  • D’ora in avanti, potrai accedere comodamente al router (e quindi al disco sda) avviando File Manager+, premi sull’icona A distanza e selezionando il router aggiunto poc’anzi.
  • Nota: se il disco o il router non dovessero comparire tra le risorse che possono essere aggiunte nell’app, puoi tentare di procedere con l’inserimento manuale. Per farlo
  • portati nuovamente nel percorso A distanza 
  • Aggiungi una posizione remota 
  •  Rete locale
  •  e sfiora sulla voce Inserimento manuale.
  • Fatto ciò, immetti l’indirizzo IP del router nel campo Host collocato nel pannello successivo
  • apponi il segno di spunta alla casella Anonimo
  •  e premi su OK per aggiungere il disco fisso all’app.

iOS

Qualora avessi, invece a disposizione un iPhone o un iPad, puoi affidarti all’app FE File Explorer, un gestore file completo e funzionale, scaricabile direttamente dall’App Store. Se non sai come installare nuove app sul tuo dispositivo iOS, ti consiglio di leggere il mio tutorial su come scaricare app su iPhone, nella quale ti ho mostrato tutti i passaggi necessari per scaricare applicazioni tramite lo store integrato.

  • Prima ancora di avviare l’app, controlla che il tuo dispositivo Apple sia connesso alla rete Wi-Fi del router in cui è connesso il disco e, in caso negativo, provvedi a farlo tu.
  • Fatto ciò
  • avvia FE File Explorer richiamandolo dalla schermata Home del dispositivo
  • concedi le autorizzazioni necessarie al suo funzionamento e, giunto alla schermata principale
  • sfiora il pulsante (+) collocato in alto a destra.
  • Successivamente
  • premi sulla voce Windows
  • scorri il pannello successivo fino a trovare le risorse disponibili
  • tocca sul nome del router o sul suo indirizzo IP.
  • A questo punto
  • premi sul pulsante Ospite
  •  e attendi che il collegamento tra il dispositivo e il router venga stabilito dopo qualche istante, dovresti poter accedere ai file presenti sul disco
  • accedendo all’apposita cartella (ad es. sda).
  • Se il router o il disco non dovessero comparire tra i dispositivi di rete, portati nuovamente nella schermata di aggiunta dispositivo
  • premi ancora sulla voce Windows
  •  e nel campo Indirizzo/IP
  • indica l’indirizzo IP del router (ad es. 192.168.1.254)
  • e specifica un nome a piacere per identificare il dispositivo. Quando hai finito premi sul pulsante Salva per aggiungere il router alle risorse di rete dell’app.

In caso di problem

Dopo che hai seguito tutti i passaggi descritti in questo tutorial, non sei riuscito ad accedere al disco collegato al router. Le cause di questo problema potrebbero essere molteplici di seguito ti indico quelle più comunemente riscontrate. Tanto per cominciare, controlla il file system con cui è formattato il disco USB: alcuni router sono perfettamente in grado di leggere i dischi formattati in NTFS, tuttavia i modem più datati potrebbero essere compatibili soltanto con i file system FAT32 exFAT

Prima di tutto controlla su un PC Windows come è formattato il disco fisso che intendi utilizzare sul router quest’ultimo se è abbastanza recente, dovrebbe supportare senza problemi il file system NTFS, ma alcuni leggono solo i dischi formattati in FAT32 o exFAT. In caso di dubbi, dopo aver collegato il disco al computer e salvato (ed eventualmente spostato altrove) i file contenuti al suo interno, puoi riformattare il disco in FAT32 seguendo i passaggi che ti ho indicato in questo mio tutorial su come formattare hard disk esterno.

  • Un altro problema da non trascurare è il mancato supporto allo standard SMBv1 da parte di Windows 10 (rimosso in passato per problemi relativi alla sicurezza) questa mancanza potrebbe provocare la mancata lettura del disco e delle condivisioni di rete che sfruttano questo protocollo (utilizzato, per esempio, su numerosi router TIM). Poiché le falle di questo protocollo sono state riparate, puoi attivarlo manualmente
  • Puoi ovviare a questo problema integrando manualmente SMBv1 in Windows 10: per farlo
  • premi sul menu Start (l’icona a forma di bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra)
  • digita le parole Pannello di controllo nell’apposito campo di ricerca
  • e seleziona il primo risultato restituito.
  • A questo punto
  • premi sulla voce Programmi (se non la trovi, assicurati che sia attiva la visualizzazione per Categoria dando un’occhiata al menu collocato in alto a destra) e, successivamente
  • seleziona l’opzione Attiva o disattiva funzionalità di Windows.
  • scorri l’elenco mostrato a schermo fino a trovare le voci SMB 1.0/CIFS File Sharing Support e SMB Direct
  • apponi il segno di spunta accanto a entrambe (assicurandoti che anche le sotto-categorie siano contrassegnate dal medesimo segno) e, quando hai finito
  • premi sul pulsante OK per installare entrambi i protocolli.
  • Al termine della procedura
  •  riavvia il computer e ripeti la procedura di aggiunta della risorsa di rete, così come ti ho indicato nella sezione precedente per maggiori informazioni vai a leggere il mio tutorial su  come accedere all’hard disk collegato al router.

Infine, se il router fornito dal tuo operatore non presenta porte USB oppure esse non funzionano, puoi sempre acquistare un nuovo router per saperne di più vai a vedere il mio tutorial sul Miglior router WIFI guida all’acquisto  dotato di tali porte e collegare a quest’ultimo il disco USB, per poi creare una cascata con l’apparato ricevuto in comodato d’uso con il tuo contratto di telefonia fissa. tutorial su come collegare due router WiFi alla stessa linea, in cui ti ho spiegato tutti i passaggi da eseguire per collegare un nuovo router senza rinunciare a quello vecchio.



Come condividere una cartella in rete



scritto da IlMagoDellaMela

Come condividere una cartella in rete

Ciao!! Sono IlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come condividere una cartella in rete. Uno dei principali vantaggi che derivano dall’allestimento di una rete è, infatti, la possibilità di condividere file e cartelle fra diversi computer senza dover fare copia-e-incolla. In questo tutorial userò un computer equipaggiato con Windows 10 e uno equipaggiato con Windows 7, ma, la procedura da seguire è praticamente identica anche su Windows 8.x: se tu utilizzi questa versione del sistema operativo. Nella seconda parte del tutorial mi occuperò invece dei Mac: ti spiegherò come condividere una cartella tra due computer di casa Apple e due computer di produttori diversi, quindi un Mac e un PC Windows.

Condividere una cartella in Rete con Windows

Prima di vedere in dettaglio come condividere una cartella in rete, devi accertarti che i tuoi computer siano collegati correttamente tra di loro o che siano connessi alla medesima rete Wi-Fi (anche tramite ripetitori, l’importante è che facciano parte della stessa rete locale). Se ti serve una mano per collegare due PC tra di loro, consulta il mio tutorial dedicato all’argomento.

Configurare il primo PC in rete

  • A questo punto possiamo andare avanti concentrarci sulla funzione Gruppo Home di Windows, la quale semplifica la condivisione di file e cartelle su tutti i computer che eseguono le versioni più recenti del sistema operativo Microsoft (da Windows 7 in poi).
  • Per attivare la funzione Gruppo Home sul primo PC della tua rete
  • premi su Start (l’icona della bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo) 
  • e cerca il Pannello di Controllo all’interno del menu che si apre.
  • Una volta entrato nel pannello di controllo
  • premi sull’icona relativa a Rete e Internet 
  • e poi su quella del Gruppo Home.
  • Adesso devi procedere in maniera diversa a seconda se sul tuo PC è già stato configurato un Gruppo Home o meno.
  • Se sul tuo PC non è stato ancora configurato un Gruppo Home
  • premi sul pulsante Crea un gruppo home 
  • e segui la procedura guidata che ti viene proposta.
  • Per completare la procedura
  • premi sul pulsante Avanti
  • seleziona i file e i dispositivi che vuoi condividere con gli altri computer della rete (es. ImmaginiDocumenti e Stampanti)
  • e appuntati la password del Gruppo Home che viene visualizzata al termine del wizard: ti servirà per mettere in comunicazione gli altri PC che fanno parte della rete locale.
  • Se sul tuo PC è già stato configurato un Gruppo Home
  • premi sulla voce Modifica gli elementi condivisi con il Gruppo Home 
  • e seleziona i tipi di file da condividere con gli altri PC della rete.
  •   premi sulla voce Visualizza o stampa la password del Gruppo Home e appuntati la password del Gruppo Home
  • Per concludere
  • fai click sulla voce Modifica impostazioni di condivisione avanzate e, nella finestra che si apre
  • assicurati che ci sia il segno di spunta accanto alla voce Attiva condivisione file e stampanti (sotto la dicitura Privato).

Condividere file e cartelle con gli altri PC in rete

  • Adesso hai attivato un Gruppo Home sul primo computer della rete. Per attivare la funzione anche sugli altri PC
  • recati in Start
  • Pannello di Controllo 
  • Rete e Internet
  • Gruppo Home 
  • e dovresti vedere un messaggio che ti avvisa della presenza di un Gruppo Home sulla rete
  • premi sulla voce Partecipa ora
  •  e segui la procedura guidata per collegare il computer in uso al Gruppo Home impostato precedentemente sull’altro PC (si tratta di digitare la password del Gruppo Home, tutto qui).
  • Nel caso in cui non dovesse comparire la voce Partecipa ora
  • apri l’Esplora File di Windows (l’icona della cartella gialla che si trova sulla barra delle applicazioni)
  • seleziona con il tasto destro del mouse la voce Computer/Questo PC
  •  e premi su Proprietà nel menu che compare.
  • Nella finestra che si apre
  • premi prima su Cambia impostazioni e poi su ID di rete
  • seleziona l’opzione Il computer fa parte di una rete aziendale ed è utilizzato per connettersi ad altri computer su tale rete 
  • e premi su Avanti.
  • Seleziona dunque la voce L’azienda utilizza una rete senza dominio 
  • e premi su Avanti per altre due volte consecutive.
  • Dopo aver riavviato il computer (operazione necessaria per applicare i cambiamenti) dovresti poter configurare il Gruppo Home come descritto qualche riga più su. In caso contrario
  • torna nelle proprietà del computer
  • premi sul pulsante Cambia collocato accanto alla voce Per rinominare il computer, scegliere Cambia
  •  e assegna un nuovo nome di rete al computer. Anche in questo caso, per rendere effettivi i cambiamenti ti verrà chiesto di riavviare il sistema.

Condividere altre cartelle in rete

  • Una volta impostato il collegamento fra i tuoi PC, puoi condividere una cartella in rete facilmente toccando con il tasto destro del mouse su di essa
  • e selezionando la voce Condividi con
  • Gruppo home (lettura/scrittura) dal menu che compare. Se vuoi condividere la cartella vietandone le modifiche
  • seleziona invece la voce Condividi con
  • Gruppo home (lettura).

Condividere una cartella in Rete con Mac

Come facilmente intuibile, anche i Mac permettono di condividere i file in rete. La condivisione di macOS funziona sia con i computer di casa Apple sia con i PC Windows, basta saper configurare tutto in maniera corretta.

Attivare la condivisione dei file su Mac

  • Per condividere una cartella in rete su macOS
  • accedi a Preferenze di sistema (l’icona dell’ingranaggio che si trova nella barra Dock)
  • premi sull’icona della Condivisione 
  • e metti il segno di spunta accanto alla voce Condivisione file nella schermata che si apre.
  • Dopodiché
  • premi sul bottone [+] che si trova in basso a sinistra
  • seleziona le cartelle da condividere in rete e impostane i permessi in lettura e scrittura usando il riquadro collocato sulla destra. Nel pannello ti vengono fornite anche le coordinate per accedere ai file condivisi da altri dispositivi (es. afp://192.168.1.8 o smb://192.168.1.8).
  • Se vuoi rendere i tuoi file accessibili anche sui PC Windows
  • premi sul pulsante Opzioni che si trova sulla destra
  • e accertati che le voci Condividi file e cartelle mediante SMB
  •  e Condividi file e cartelle mediante AFP siano entrambe selezionate.
  •  Apponi quindi il segno di spunta accanto al tuo nome nel riquadro Condivisione file Windows
  •  e imposta una password di protezione per l’accesso ai file messi in rete. Per concludere
  • premi sul pulsante Fine e il gioco è fatto.

Accedere ai file in rete su Mac

Per accedere ai file condivisi da un Mac all’altro, non bisogna far altro che aprire il Finder (il volto sorridente sulla barra Dock) e selezionare il nome del Mac da cui si vogliono ottenere i file dalla barra laterale di sinistra. Per visualizzare i file potrebbe essere necessario cliccare sul pulsante Connetti come… collocato in alto a destra e digitare username e password del Mac remoto. Ovviamente, affinché tutto funzioni in maniera regolare i due Mac devono essere connessi alla stessa rete locale e devono essere entrambi accesi. Il collegamento alla rete può essere effettuato sia tramite Wi-Fi sia tramite cavo di rete.



Un’altra funzione che puoi prendere in considerazione è Airdrop che permette di spostare con un semplice drag-and-drop (ossia con un semplice trascinamento) file e cartelle su tutti i Mac e i dispositivi iOS connessi alla stessa rete wireless. Basta selezionare la dicitura relativa a questa funzione dalla barra laterale del Finder e trascinare i documenti da condividere sull’icona del dispositivo di destinazione. Per maggiori dettagli, leggi il mio tutorial su come funziona AirDrop.

  • Per accedere, da Mac, ai file condivisi da un PC Windows devi fare qualche passaggio in più. Sul PC Windows devi selezionare manualmente le cartelle che vuoi condividere con il Mac
  • e devi attivare la condivisione in rete delle stesse (purtroppo non vengono condivise automaticamente le cartelle comprese nel Gruppo Home).
  • Dopodiché devi aprire il Finder sul Mac,
  • devi selezionare il nome del tuo PC dalla barra laterale di sinistra
  • e devi accedere a quest’ultimo cliccando sul pulsante Connetti come… che si trova in alto a destra. Il nome utente e la password da digitare sono gli stessi che usi per accedere al PC Windows.
  • Se non sai come attivare la condivisione di una cartella su Windows
  • premi con il tasto destro del mouse sull’icona della cartella da condividere
  • e seleziona la voce Proprietà dal menu che compare. Nella finestra che si apre, seleziona la scheda Condivisione
  •  e premi sul pulsante Condividi.
  • Successivamente
  • espandi il menu a tendina collocato in cima alla finestra che si è aperta, seleziona la voce Everyone da quest’ultimo
  • e premi prima sul pulsante Aggiungi 
  • e poi su Condividi per salvare i cambiamenti.
  • Ora la cartella che hai selezionato dovrebbe essere accessibile anche da Windows. Nel caso in cui non riuscissi a vedere il nome del tuo PC Windows nella barra laterale del Finder, prova a cambiare il nome di rete del computer e a riavviare il sistema come spiegato in precedenza (nel capitolo del tutorial su come condividere file e cartelle con gli altri PC in rete).
  • Per ottenere il risultato inverso, cioè per accedere da Windows a una cartella condivisa dal Mac, non devi far altro che aprire l’Esplora File
  • selezionare l’icona Rete dalla barra laterale di sinistra
  • e fare doppio click sull’icona del Mac.
  • Per accedere ai file dovrai digitare la combinazione di nome utente e password impostata nelle preferenze di condivisione del Mac (come abbiamo visto prima).

Condividere una cartella in Rete tramite il cloud

Se vuoi risparmiarti la fatica di configurare la rete sul tuo computer PC Windows o Mac che sia puoi scaricare l’applicazione gratuita Dropbox che permette di archiviare file e cartelle su un hard disk online (grande 2GB di base), sincronizzarli automaticamente su tutti i device e condividerli facilmente con altri utenti tramite Internet. Puoi trovare maggiori informazioni a riguardo nel mio tutorial su come utilizzare Dropbox.

In alternativa potresti valutare l’utilizzo di Google DriveOneDrive o Amazon Drive, altri servizi di cloud storage multipiattaforma che permettono di condividere file e cartelle su PC, smartphone e tablet.

Miglior hard disk esterno: guida all’acquisto



scritto da IlMagoDellaMela

Miglior hard disk esterno: guida all’acquisto

Ciao!! Sono IlMagoDellaMela in questo tutorial ti farò vedere come valutare attentamente tutte le caratteristiche degli hard disk presenti in commercio e restringere il cerchio a quelli che offrono il miglior rapporto qualità-prezzo: operazione che stiamo per svolgere insieme. I dischi portatili dispongono di molte peculiarità, e vanno prese tutte altamente in considerazione: la capienza (cioè lo spazio a disposizione per i dati), le dimensioni, la velocità di rotazione, la rapidità nel trasferimento dei dati, il tipo di alimentazione e perfino la resistenza alle intemperie.

Come scegliere un hard disk esterno

Ecco le principali caratteristiche che devi prendere in considerazione prima di acquistare un hard disk esterno. La maggior parte di esse sono di semplicissima comprensione e non richiedono alcuna competenza particolare. Insomma, non bisogna essere esperti di tecnologia per fare un buon acquisto, ma è importante conoscere il significato di alcuni termini e le differenze che ci sono tra alcuni tipi di dischi e altri. Ecco spiegato tutto in dettaglio.

Dimensioni, alimentazione e velocità di scrittura

Se hai bisogno di unità compatte e leggere, da portare sempre con te, opta per gli hard disk da 2,5 autoalimentati che funzionano semplicemente collegandoli al computer (o a qualsiasi altro dispositivo) tramite un cavo USB.

Se invece non hai grosse esigenze di mobilità potresti optare per i dischi da 3,5 che sono più grandi di quelli da 2,5 , più pesanti e spesso hanno un alimentatore separato (cioè vanno messi in corrente). In compenso hanno una velocità di rotazione generalmente più alta (7.200 rpm contro le 5.400 rpm dei dischi da 2,5) e sono mediamente più economici. Una maggiore velocità di rotazione, come facilmente intuibile, significa una maggiore velocità nell’accesso ai dati presenti sul disco.



Per avere informazioni precise sulla velocità di lettura e scrittura di un disco, controlla le recensioni dei siti specializzati e le opinioni delle persone che l’hanno già acquistato su Amazon o altri store online.

Connettività e velocità di trasferimento dati

La maggior parte degli hard disk portatili presenti sul mercato è basato sullo standard USB 3.0, il quale assicura una velocità di trasferimento dei dati fino a 5 Gbps teorici (625MB al secondo reali). Lo standard USB 3.0 è un’evoluzione di quello USB 2.0 ed è retro-compatibile con quest’ultimo. Ciò significa che un hard disk basato sulla tecnologia USB 3.0 può funzionare senza problemi su un computer dotato solo di porte USB 2.0, ma la velocità di trasferimento dei dati si ferma a quelli che sono i limiti imposti dalla tecnologia USB 2.0 (480 Mbps teorici) e non arriva alle prestazioni massime consentite dalla tecnologia USB 3.0. Un discorso a parte, poi, lo merita lo standard USB 3.1 che si sta facendo sempre più strada grazie all’impegno di molti produttori hardware che lo stanno implementando in notebook, hard disk, unità SSD e altri device. La tecnologia USB 3.1 è un’ulteriore evoluzione dell’USB 3.0 e dell’USB 2.0 ed è declinata in due versioni: quella di prima generazione che assicura una velocità di trasferimento dati fino a 5Gbps teorici (quindi come USB 3.0) e quella di seconda generazione che invece assicura una velocità di trasferimento dati fino a 10 Gbps teorici (1250 MB al secondo reali). È retro-compatibile con gli standard precedenti ma, attenzione, perché spesso viene associata all’utilizzo di connettori USB Type-C.

I connettori USB Type-C sono più compatti rispetto ai connettori USB standard, si possono infilare in entrambi i versi e quindi non sono compatibili con le porte USB tradizionali (Type-A). Per utilizzarli bisogna avere un computer dotato di porte USB Type-C oppure bisogna comprare degli adattatori in grado di convertire le porte USB standard in porte USB Type-C (operazione che, però, castra le prestazioni delle unità riducendo la velocità massima di trasferimento dei dati).

Ciò detto, è bene chiarire che USB 3.1 e USB Type-C non sono necessariamente collegati tra loro. USB 3.1 è la classe di velocità che indica le prestazioni dell’hard disk portatile, USB Type-C è il tipo di connettore che quest’ultimo utilizza per essere collegato al computer o agli altri dispositivi. Esistono anche dispositivi USB 3.1 che utilizzano il classico connettore USB Type-A (quello che conosciamo come connettore USB standard).

Un altro standard da tenere in considerazione è quello Thunderbolt, che però allo stato attuale non è molto diffuso e si trova quasi esclusivamente sui computer di casa Apple. La tecnologia Thunderbolt si è evoluta fino alla terza generazione e ogni generazione supporta una velocità di trasferimento dei dati differente: la Thunderbolt 1 arriva fino a 10 Gbps, la Thunderbolt 2 fino a 20 Gbps e la Thunderbolt 3 fino a 40 Gbps. Altra cosa importante da sottolineare è che per utilizzare i dispositivi Thunderbolt bisogna utilizzare un computer dotato di porte Thunderbolt, le quali possono essere in formato Mini DisplayPort per Thunderbolt 1 e 2 e in formato USB Type-C per Thunderbolt 3.



 Allo stato attuale la scelta migliore rimane quella legata ai dischi USB 3.0, i quali assicurano il massimo livello di compatibilità con computer e dispositivi, sono molto veloci e non costano molto. Se poi si ha bisogno di un’altissima velocità nel trasferimento dei dati, si è sicuri che il proprio computer supporta la tecnologia USB 3.1 di seconda generazione e/o quella Thunderbolt e si è disposti a spendere qualche euro in più, si può optare anche per queste tecnologie più recenti. È invece inutile acquistare i dischi USB 2.0 che ormai sono obsoleti: ci sono i dischi USB 3.0 che sono perfettamente compatibili con le porte USB 2.0, non costano molto e possono garantire prestazioni nettamente migliori.

Altre caratteristiche da tenere in considerazione

Altre caratteristiche che potrebbero aiutarti a scegliere l’hard disk più adatto alle tue esigenze sono quelle relative alla cache, cioè alla memoria in cui il disco archivia temporaneamente i dati scritti o letti di recente in modo da velocizzarne il caricamento (il cui valore viene espresso in MB), ai tempi di accesso ai file (che vengono espressi in millisecondi e sono correlati alla velocità di rotazione del disco) e alla temperatura raggiunta dall’hard disk quando è operativo o non operativo.

Non dimenticare di verificare il grado di resistenza alle intemperie (e agli urti) del disco che stai per acquistare, la garanzia presente su quest’ultimo e i software forniti dal produttore. Molti hard disk portatili vengono forniti con dei software per automatizzare il backup dei dati o cifrare le informazioni contenute in essi. Non si tratta di una caratteristica essenziale, ormai è possibile gestire i backup con le funzioni di Windows, macOS o con qualsiasi software adatto allo scopo (ce ne sono tantissimi, anche gratuiti) ma a parità di prezzo meglio prendere un disco che comprende anche un buona dotazione di software.

Alcuni dischi, inoltre, supportano una cifratura di tipo hardware che permette di crittografare i dati senza l’ausilio di software esterni. Si tratta di un’altra caratteristica non di fondamentale importanza ma che può essere decisiva per chi ha esigenze specifiche in tal senso. Valuta bene tutte queste caratteristiche, anche quelle apparentemente minori.

Hard disk vs unità SSD portatili

La maggior parte degli hard disk esterni è di tipo meccanico, ma esistono anche delle unità SSD portatili. Qualora non ne avessi mai sentito parlare, le unità SSD sono dei dischi a stato solido che permettono di scrivere e leggere dati a velocità estremamente più elevate rispetto agli hard disk meccanici.



Attualmente, le unità SSD costano molto se paragonate ai dischi meccanici. Inoltre hanno dei limiti di scrittura che non li rendono particolarmente adatti per l’archiviazione di dati a lungo termine, ma per chi ha esigenze particolari e necessita di una velocità di trasferimento dei dati molto alta, possono essere presi seriamente in considerazione. Te ne ho parlato anche nel mio post su quale miglior SSD comprare.

Hard disk esterni: quali acquistare

Adesso vediamo alcuni modelli di hard disk esterno fra quelli più interessanti che ci propone attualmente il mercato. Personalmente ti consiglio di andare su drive da 1TB in su, ma ovviamente se hai un budget limitato puoi prendere in considerazione anche unità meno capienti.

Migliori hard disk esterni da 2,5″

Cominciamo dagli hard disk meccanici da 2.5″, che come già detto sono quasi sempre auto-alimentati e rappresentano la soluzione ideale per chi ha bisogno di passare spesso dati da un computer all’altro e/o cerca una soluzione maneggevole per archiviare i propri dati.

Maxtor M3 – 1TB

Il Maxtor M3 è un disco da 2,5″ autoalimentato con supporto USB 3.0 che si può acquistare a prezzi estremamente convenienti. Ha una velocità di 5400 rpm e include dei software per il backup e la cifratura dei dati. È disponibile nei tagli da 500GB, 1TB, 2TB, 3TB e 4TB. Attualmente, le varianti che offrono il miglior rapporto qualità-prezzo sono quelle da 1TB e 2TB.

Toshiba HDTB310EK3AA – 1TB

Uno dei dischi esterni più venduti su Amazon, in quanto offre un ottimo compromesso tra prestazioni, affidabilità e prezzo. Offre 1TB di spazio per l’archiviazione dei dati, supporta lo standard USB 3.0 e ha una velocità di 5.400 rpm. È formattato con il file system NTFS di Windows ma, all’occorrenza, si può formattare e trasformare in un disco FAT o HFS+ per Mac. Trattandosi di un drive da 2.5″ è autoalimentato.



WD Elements – 1TB

Tra i dischi da 2.5″, vale sicuramente la pena di prendere in considerazione il WD Elements da 1TB che offre un rapporto qualità prezzo estremamente interessante. Ha una velocità di 5.400 rpm e supporta lo standard USB 3.0. Viene fornito con il software WD Smartware Pro in prova gratuita. Naturalmente è autoalimentato. È disponibile anche nella variante da 2TB.

Verbatim Store ‘N’ GO 53023 – 1 TB

Lo Store ‘N’ Go di Verbatim è un altro disco economico da 2,5″, autoalimentato, con una capacità di archiviazione pari a 1TB (o 500GB). È compatibile con lo standard USB 3.0 e include i software Nero BackItUp e Burn Essentials per il backup dei dati e la loro masterizzazione su DVD. È disponibile anche nei tagli da 500GB e 2TB.

Seagate Backup Plus Slim – 1TB

Altro disco esterno da 2.5″ che offre un ottimo rapporto qualità-prezzo. Ha una capacità di 1TB, una velocità di 5.400 rpm e supporta la connettività USB 3.0. È disponibile in varie colorazioni e vari tagli di memoria, tra cui 2TB, 4TB e 5TB.

Toshiba Canvio Basic – 2 TB

Chi cerca un hard disk USB con una capacità di archiviazione superiore al Tera, può prendere in considerazione anche il Toshiba Canvio Basics. Si tratta di un disco da 2,5″ autoalimentato in grado di garantire un ottimo rapporto qualità-prezzo. Dispone del supporto USB 3.0, ma è ovviamente retrocompatibile anche con le porte USB 2.0. È disponibile nei tagli da 1TB, 2TB e 3TB, oltre che nella versione entry-level da 500GB, tutte con una finitura opaca antiscivolo.

Transcend TS1TSJ25M3 – 1TB

Transcend, che in molti conoscono per le sue ottime chiavette USB, produce anche degli hard disk portatili molto affidabili. Uno di questi è il Transcend TS1TSJ25M3 da 1TB che misura 2,5″ ed è autoalimentato. Da sottolineare la presenza di un case esterno in gomma che lo rende molto resistente agli urti e di un pulsante per avviare il backup automatico dei dati. È compatibile con lo standard USB 3.0 ed è disponibile anche nelle varianti da 500GB e 2TB.



WD My Passport – 2TB

My Passport di Western Digital. Questo disco da 2,5″ (autoalimentato) offre fino a 4TB di storage, il supporto USB 3.0 e un software che permette di creare i backup in maniera automatica. Supporta anche la cifratura hardware AES a 256 bit. È disponibile in varie colorazioni e vari formati: 1TB, 2TB, 3TB e 4TB. Probabilmente, il formato che offre il miglior rapporto qualità-prezzo è quello da 2TB.

LaCie Rugged Mini 301558 – 1TB

Se invece cerchi uno più resistente ti consiglio di acquistare un’unità come il LaCie Rugged Mini 301558 da 1TB, il quale è resistente a pioggia, cadute accidentali (da un’altezza massima di 1,2 metri) e pressioni (supporta fino a 1 tonnellata). Ha una velocità di 5400rpm e supporta lo standard USB 3.0. È disponibile anche in varianti da 7200rpm, 500MB e 2TB.

Maxtor M3 – 4TB

Se invece ti serve quanto più spazio possibile nell’ingombro ridotto tipico di un’unità da 2,5″ ti suggerisco il Maxtor M3 nel taglio da ben 4 TB. Compatibile sia con Windows, sia con macOS, questo modello offre una porta USB 3.0 per la connessione con il computer o il sistema principale ed ha una velocità di rotazione di 5.400 rpm. È un modello autoalimentato, quindi non richiede l’uso dell’alimentazione esterna oltre a quella offerta dalla porta USB.

Seagate Hard Disk Esterno per PS4 e Xbox One

Questi due modelli di Seagate sono progettati nello specifico per funzionare in maniera ottimale rispettivamente con la PlayStation 4 e con la Xbox One. C’è da dire però che le due console non richiedono modelli specifici per l’espansione dello spazio di archiviazione e funzionano con tutti gli hard disk esterni con porta USB. In questo caso, il produttore offre un prodotto pronto per l’uso capace di garantire elevate prestazioni con il caricamento dei videogiochi, grazie alla velocità di rotazione del disco di 7.200 rpm. Sono entrambi disponibili nei tagli da 2TB, 4TB e 8TB.

WD Elements Portable – 4TB

Il modello WD Elements Portable da 4TB offre la stessa capacità e un’affidabilità leggermente superiore, ad un costo solo leggermente più alto. Anche in questo caso troviamo connettività USB 3.0 e una capacità enorme, fattore che lo rende un’ottima scelta anche nel lungo periodo. Nella dotazione originale viene offerto anche una versione di prova gratuita di WD SmartWave Pro per il backup automatico in cloud, oltre al cavetto per la connessione al PC.



LaCie Porsche Design – 2TB

Se non hai particolari problemi di budget, ti consiglio di prendere in considerazione anche il LaCie Porsche Design che ha un bellissimo design in alluminio ed è disponibile nelle varianti da 1TB, 2TB e 4TB (che è quella che ti consiglio maggiormente). Supporta lo standard USB 3.1 di prima generazione (5 Gbps) e ha una porta USB Type-C. Include software per il backup e la crittografia AES a 256-bit.

Migliori hard disk esterni da 3,5″

Adesso passiamo agli hard disk meccanici da 3.5″, i quali sono più ingombranti rispetto a quelli da 2,5″, hanno bisogno di alimentazione esterna, ma spesso offrono un rapporto molto conveniente tra spazio di archiviazione e prezzo.

Toshiba Canvio – 2TB

Se 4TB ti sembrano troppi e te ne bastano 2 ti consiglio questo modello di Toshiba, il Canvio 2B. Il peso si aggira intorno al chilogrammo anche in questo caso, e in dotazione troviamo il software NTI Backup Now per eseguire un backup dei dati in maniera rapida, veloce, e anche senza avere troppe competenze informatiche sulle spalle. Questo modello si può trovare anche in altri tagli di memoria, fino ad un massimo di 6 TB di capacità. Anche in questo caso l’alimentazione è esterna, e non fornita dalla porta USB.

Verbatim Store ‘n’ Save – 3TB

Verbatim Store ‘n’ Save è un disco da tavolo con alimentazione esterna che supporta lo standard USB 3.0 e include diversi software per il backup e la sicurezza, come ad esempio Nero BackItUp e Burn Essentials. È disponibile nelle varianti da 1TB, 2TB, 3TB, 4TB e 8TB.

WD My Book – 4 TB

Si tratta di un disco da 3,5″ con alimentazione esterna caratterizzato da un eccellente rapporto qualità-prezzo. Il modello che ti propongo oggi è da 4TB ma è disponibile anche nei tagli da 2, 3, 6 e 8 TB. Ha un design molto elegante e naturalmente supporta lo standard USB 3.0. La sua velocità di rotazione è di 5.400rpm ed è dotato di numerose funzioni avanzate, come ad esempio il backup automatico dei dati tramite WD Backup (Windows) o Time Machine (Mac) e la crittografia hardware AES a 256 bit.



Seagate Expansion Hard Disk – 4TB

Hard disk da 3.5″ pensato per l’utilizzo in ambito desktop. Garantisce un buon rapporto qualità-prezzo (soprattutto nei tagli più grandi), supporta lo standard USB 3.0 e viaggia a 5.400 rpm. È ottimizzato per i sistemi Windows ma, se formattato in maniera adeguata, può essere usato anche su macOS e Linux. Necessita di alimentazione esterna.

Maxtor D3 – 5TB

Maxtor D3 è un disco da 3,5″ con alimentazione esterna caratterizzato da un eccellente rapporto qualità-prezzo. In questa versione che ti consiglio offre ben 5TB di spazio per l’archiviazione dei file e supporta lo standard USB 3.0. Non è molto grande, ha un design molto elegante e include anche una funzione di SafetyKey per la sicurezza dei dati e Auto Backup per non perdere mai quanto contenuto all’interno. È disponibile anche nei tagli da 4 e 5 TB.

WD Elements – 4TB

Tornando agli hard disk tradizionali ti suggerisco WD Elements nel taglio da 4TB, che è quello che attualmente risulta più conveniente per quanto riguarda il rapporto capacità-prezzo. Abbina un’ottima affidabilità al fattore di forma da 3,5″, e offre connettività USB 3.0 con una rotazione dei dischi da 5.400rpm. Viene riconosciuto dal PC istantaneamente, senza che sia necessario alcun tipo di configurazione e supporta tutti i sistemi operativi Microsoft delle ultime generazioni. Con un peso di circa 950 grammi può essere trasportato in giro con facilità, ma non è comodo come un’unità da 2,5″ e l’alimentazione è esterna.

WD My Cloud – 4TB

Forse non tutti lo sanno, ma esistono degli hard disk di rete che si collegano direttamente al router (tramite cavo Ethernet) e consentono di condividere file di ogni tipo con tutti i device connessi alla rete locale. Questo significa che possono essere usati anche a mo’ di NAS e trasmettere contenuti multimediali in streaming a tutti i dispositivi connessi alla rete di casa. Uno dei migliori hard disk di rete per gli utenti home è il WD My Cloud che monta un processore Dual-core, dispone di una porta di espansione USB 3.0, supporto DLNA 1.5 e certificazione UPnP. È disponibile anche nelle versioni da 2TB, 3TB, 6TB e 8TB. Può essere utilizzato per condividere file con tutti i dispositivi connessi alla rete locale ms non è potente o flessibile come un vero NAS. Non consente, ad esempio, l’installazione di applicazioni per l’elaborazione dei contenuti multimediali o il download automatico dei file.

LaCie d2 Professional – 4TB

Il LaCie d2 è un disco da 3.5″ e 7.200 rpm che dispone di e 1 porta USB 3.1 Gen 1 di Tipo C, con connettore reversibile compatibile con la tecnologia Thunderbolt 3. Supporta la cifratura software AES a 256 bit ed è disponibile in vari tagli: 4TB, 6TB, 8TB e 10TB. Può essere utilizzato con PC di ultima generazione, anche portatili, e su sistemi Mac. Il disco interno sono prodotti da Seagate, e fanno parte della famiglia Barracuda Pro.



Migliori unità SSD esterne

Per concludere, veniamo alle unità SSD esterne che, come già accennato in precedenza, sono molto più rapide dei dischi meccanici, ma anche più costose e meno adatte al trasferimento troppo prolungato di dati in quanto prevedono un numero di scritture limitato (numero che comunque è molto molto alto e quindi garantisce un utilizzo di anni).

Kingdian Portable SSD – 240GB / 512GB

Parlando di dimensioni non posso non parlarti di questa KingDian Portable SSD, che in realtà è una via di mezzo fra una chiavetta USB e un SSD. Non è affidabilissimo come un modello di Samsung o SanDisk, quindi serve più che altro per trasferimenti di file da effettuare in velocità. Non ti consiglio di conservare per lungo tempo dati importanti, ma se vuoi un SSD veloce e praticamente tascabile, questo è il modello che fa per te. Non costa molto e consente di ottenere velocità più che dignitose: secondo il produttore arriviamo a massimo 340 MB/s in lettura e 330 MB/s in scrittura. Si collega al computer via cavo USB di Tipo-C ed è disponibile in vari tagli, come quelli da 240 e 512 GB.

Samsung T5 – 250GB / 500 GB

Le unità SSD hanno un costo nettamente superiore rispetto ai dischi meccanici e non sempre sono preferibili per l’archiviazione di grosse moli di dati. Ma se preferisci la velocità di trasferimento alla quantità dei dati che puoi immagazzinare il Samsung Portable SSD T5 è la soluzione migliore. È disponibile nei tagli da 250GB fino a 2TB, e la scelta della versione sta alle tue esigenze (o alle tue tasche). Il modello da 500 GB offre fino a 540 MB/s di velocità in scrittura, quasi cinque volte superiore rispetto ad un hard-disk tradizionale. Le memorie sono basate sulla più recente tecnologia V-NAND di Samsung, mentre l’interfaccia è una USB 3.1 di seconda generazione.

SanDisk Extreme SSD – 250GB / 500GB / 1TB

Un altro modello di SSD esterno di SanDisk è l’Extreme SSD Portatile, che propone un ottimo prezzo anche per il taglio da 500GB. Questo prodotto riesce a raggiungere fino a 550 MB/s in lettura, e dispone della certificazione IP-55 che indica la resistenza agli schizzi d’acqua e all’intrusione di polvere. Il formato è piatto e tascabile, con il peso che è ridotto a poche decine di grammi. Si rivolge ad ogni tipo di utente, come anche al professionista che ha la necessità di trasferire velocemente foto e video ad alta risoluzione.

SanDisk SSD Extreme 500 – 250GB

Un modello molto celebre di SSD esterno è SanDisk SSD Extreme 500, disponibile in vari tagli (250GB, 500GB e 1TB). Si caratterizza per un fattore di forma piatto e di piccole dimensioni, oltre che per le ottime doti prestazionali: questo modello trasferisce file ad un massimo di 370 MB/s in scrittura, mentre in lettura può arrivare a 420 MB/s. Ha un design solido e durevole nel tempo, e dispone del software SanDisk SecureAccess per proteggere con crittografia i dati più importanti.



WD My Passport Go SSD – 500GB / 1TB

L’SSD esterno WD My Passport Go SSD si caratterizza per la scocca esteriore resistente alle cadute da un massimo di 2 metri di altezza. Dispone infatti di un paracolpi protettivo in gomma per sopportare impatti e urti, il tutto in un formato di piccole dimensioni e tascabili. Le dimensioni sono di 9,4 x 6,6 x 1 cm, mentre il peso è di 54 grammi. Questa unità può raggiungere prestazioni di 400 MB/s, dispone di cavo integrato e funziona sia con PC e Mac. Può essere acquistata nei tagli da 500GB e 1TB, e in diverse varianti di colore.

WD My Passport SSD – 512GB

Questo modello è disponibile in vari tagli, a partire da 256GB fino ad arrivare a 1TB. Quello intermedio da 512 GB è a mio avviso il più conveniente: la velocità di trasferimento dei file è ottima, pari a 515 MB/s secondo le specifiche rilasciate dal produttore, mentre l’interfaccia utilizzata è la USB 3.1 di seconda generazione con connettore di Tipo C. Si può ovviamente collegare a tutti i PC con una porta USB in formato A, ed è compatibile anche con gli standard USB 3.0 e USB 3.1. Anche in questo caso troviamo la possibilità di effettuare un backup automatico e protezione con password e crittografia via hardware.

Samsung T5 – 1TB / 2TB

Il Samsung T5 viene proposto anche in una più seria livrea nera, esclusiva dei modelli da 1 e 2 TB, ma offre le stesse prestazioni delle varianti entry-level. Utilizza memorie dotate della stessa tecnologia V-NAND, abbinate ad un’interfaccia USB 3.1 di seconda generazione. Come sul modello base c’è la possibilità di implementare una protezione crittografica via password di tutti i dati salvati sulla memoria, con crittografia hardware AES a 256 bit. Naturalmente il modello da 2 TB costa parecchio, ma se vuoi il migliore in ambito dischi esterni, questo modello ti offre velocità e capacità in un unico prodotto dalle dimensioni estremamente compatte.

Come trasferire file da tablet a chiavetta USB



scritto da IlMagoDellaMela

Come trasferire file da tablet a chiavetta USB

Ciao!! Sono IlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come trasferire file da tablet a chiavetta USB così potrai iniziare a liberare un po’ di spazio e ti sei domandato se è possibile copiare dei file dalla memoria del device a una chiavetta USB, si è possibile trasferire file da tablet a chiavetta USB sfruttando una serie di metodi non soltanto rapidi da applicare, ma anche molto semplici da utilizzare. Non ti preoccupare: qualunque sia il sistema operativo presente sul tuo tablet, AndroidiOS o Windows 10.

Trasferire file da tablet Android a chiavetta USB

Per quanto riguarda i tablet Android, hai ben due modi di procedere e di trasferire i file su una chiavetta USB il primo, sicuramente più rapido, consiste nel collegare fisicamente la chiavetta al tablet e accedervi come se fosse una comune memoria esterna. Qualora il tuo dispositivo non fosse dotato di porte USB, avrai bisogno di acquistare un piccolo adattatore, chiamato USB OTG, che permette il collegamento della chiavetta anche in assenza della porta comune: Puoi acquistare questi dispositivi per pochi soldi dai più noti store online, Amazon incluso,ti raccomando di fare attenzione al modello che più si addice al tuo tablet, in base al tipo di connettore di cui è dotato in particolare, alcuni tablet hanno a disposizione il classico micro-USB di tipo B, altri (in genere più recenti) dispongono invece di USB di tipo C. Per distinguerli, ricorda che quest’ultimo può essere inserito in ambo i versi.

In alternativa, puoi anche acquistare delle chiavette USB OTG, che da un lato presentano un connettore micro-USB per il collegamento ai tablet e agli smartphone Android e dall’altro hanno un classico connettore USB di tipo A, da usare per il collegamento con il computer. Se non hai intenzione di usare l’USB OTG, invece, puoi avvalerti del tuo computer, collegando contemporaneamente a esso sia il tablet (tramite il suo cavo USB)che la chiavetta, ed effettuando un trasferimento diretto con il classico taglia e incolla. Leggi le istruzioni che sto per darti e valuta attentamente il metodo più adatto a te.

USB OTG

Se hai optato per il trasferimento sulla chiavetta tramite porta USB (o adattatore USB OTG), la prima cosa che devi fare è scaricare sul tablet un file manager che possa semplificare l’operazione: ti consiglio di rivolgerti a File Manager+, un’app per Android molto semplice da usare, gratuita e senza annunci pubblicitari, e che fa egregiamente il suo dovere.



  • Una volta scaricata e installata l’app File Manager+
  • collega la chiavetta
  • o in alternativa l’adattatore OTG con collegata la chiavetta su cui copiare i file, alla porta USB del tuo tablet e, dopo qualche secondo, Android ti mostrerà una notifica che avvisa dell’inserimento di un nuovo dispositivo USB
  • apponi il segno di spunta sulla casella Usa sempre questo dispositivo USB e sfiora successivamente il pulsante Annulla.
  • Fatto ciò avvia File Manager+ pigiando sulla sua icona collocata nella lista app del tuo tablet sfiora il pulsante Consenti per accordarle i permessi di accesso alla memoria
  • premi sull’icona Main Storage
  •  (o SD card, se i file da trasferire sono contenuti sulla microSD interna)
  • e poi sulla cartella che contiene i file da trasferire all’interno della chiavetta USB.
  • In alternativa
  • puoi premere sulle icone relative alle raccolte
  • (ad es. Documents per i file di tipo documento, Images per le immagini, e così via) per accedere rapidamente ai tipi di file che ti interessa spostare.
  • Una volta raggiunta la posizione desiderata
  • premi in modo prolungato sul file che vuoi trasferire e, se ne hai bisogno, seleziona anche gli altri file pigiando sulle relative icone: completata l’operazione
  • premi sul pulsante Move posto nella parte inferiore della schermata.
  • Arrivato a questo punto
  • premi sull’icona a forma di casa collocata in alto a sinistra
  • poi sull’icona USB Storage per entrare nella chiavetta USB: se è la prima volta che lo fai
  • premi sul pulsante OK per concordare i permessi di accesso all’app
  • dopodiché recati nella cartella in cui intendi trasferire i file
  • e sfiora il pulsante Paste collocato in basso. Dopo qualche secondo, vedrai comparire i file nella cartella scelta.
  • Se lo desideri, File Manager+ ti permette anche di creare nuove cartelle sulla tua chiavetta USB
  • premi sul pulsante  collocato in alto a destra
  • premi sulle voci New Folder dal menu proposto
  • immetti il nome da assegnare alla nuova cartella
  • e premi infine sul pulsante OK.

Da computer

  • Se non disponi di un adattatore o una chiavetta OTG, ma hai a portata di mano un computer e il cavetto USB del tuo tablet, puoi tranquillamente trasferire i file dal tuo dispositivo alla pen drive effettuando un semplice taglia-e-incolla.
  • Se hai a disposizione un computer Windows
  • collega a esso sia la chiavetta USB che il tablet Android.
  • accedi all’area di notifica di quest’ultimo
  • premi sul banner Opzioni USB
  •  e apponi il segno di spunta sulla casella Trasferimenti di file nella schermata proposta.
  • adesso accertati che la voce Debug USB
  •  (collocata in Impostazioni > Opzioni di sviluppo) sia disattivata
  • in caso contrario togli il segno di spunta dalla relativa casella.
  • Se ti capita di non vedere il menù ciò vuol dire che le opzioni per sviluppatori non sono mai state attivate e, di conseguenza, che quella voce non può essere abilitata.
  • Configurato il tablet ed effettuate le opportune verifiche
  • accedi al tuo PC e apri Esplora File 
  • (l’icona a forma di cartella gialla collocata nella barra di sistema)
  • fai clic sulla voce Computer/Questo PC presente nella barra a sinistra della finestra che ti viene proposta
  • fai doppio clic sull’icona relativa al tuo tablet e ancora, sull’icona Memoria Interna (o su Scheda SD, per accedere ai file salvati sulla microSD installata nel tablet).
  • A questo punto, recati nella cartella contenente i file da trasferire, tagliali (anche più file per volta)
  • premi sull’icona relativa alla chiavetta USB presente nel riquadro a sinistra di Esplora File e incolla il tutto senza esitazione, usando il menu contestuale del programma (richiamabile tramite clic destro su un punto vuoto della cartella) o la combinazione di tasti CTRL+V. In caso di problemi di collegamento tra il tablet e il computer, ti consiglio di leggere con attenzione il mio tutorial su come collegare Android al PC.
  • Se invece hai a disposizione un Mac, ti consiglio di far riferimento al programma Android File Transfer, che permette di accedere con facilità alla memoria interna dei terminali Android (sia smartphone che tablet) per il trasferimento dei file.
  •  Per prima cosa collegati quindi al sito Internet del programma
  • premi sul pulsante Download Now e, una volta completato il processo di download, avvia il file scaricato e trascina l’icona Trasferimento file Android nella cartella Applicazioni del tuo Mac.
  • adesso fai clic destro sull’icona appena creata
  • premi sulla voce Apri collocata nel menu proposto e poi ancora sul pulsante Apri (è necessario farlo soltanto la prima volta). 
  • adesso premi sul pulsante Inizia, attendi qualche istante affinché vengano visualizzate le cartelle del tuo tablet Android
  • recati nella cartella che contiene i file da trasferire
  • selezionali e trascinali nella cartella del tuo PC in cui intendi spostarli.
  • Se i file del tablet sono residenti sulla microSD, ricorda di selezionare le cartelle Storage o internalSD (o, ancora, sdcard0) nella schermata principale di Android File Transfer.

Trasferire file da iPad a chiavetta USB

La memoria del tuo iPad è quasi satura e non vedi l’ora di alleggerirla trasferendo qualche file sulla chiavetta USB? Ti dico fin da subito che si può fare, e in modo anche abbastanza semplice. Anche in questo caso, i metodi di cui puoi avvalerti sono due: il primo prevede l’utilizzo del computer, l’altro prevede invece l’acquisto di una speciale memoria esterna adatta ai dispositivi Apple, molto simile a una chiavetta USB.Di seguito vado a fornirti tutte le istruzioni necessarie in entrambi i casi.

Da computer

  • Se disponi di un PC Windows, devi innanzitutto installare iTunes per assicurare il riconoscimento corretto dell’iPad da parte di Windows. Se non hai già installato il programma, procedi come segue: collegati al sito Internet di Apple
  • e premi sul pulsante Download 
  • completato lo scaricamento del file sul tuo computer (ad es. iTunes64setup.exe), avvialo.
  • All’interno della nuova finestra proposta
  • premi sul pulsante Avanti
  • elimina il segno di spunta dalla casella Utilizza iTunes come player predefinito per i file audio se non intendi sfruttarlo come riproduttore predefinito
  • premi sui pulsanti Installa, due volte  e Fine.
  • premi sul pulsante Accetto se intendi condividere con Apple i dati della tua libreria, o su No, grazie altrimenti. Se hai problemi con questa procedura, non esitare a consultare il mio tutorial su come installare iTunes.
  • A questo punto, non ti resta che aprire iTunes
  • collegare il tuo iPad al computer tramite il cavo USB/Lightning
  • ora premi il pulsante Autorizza che compare sullo schermo del tablet
  • e infine inserire su iTunes il codice di sicurezza impostato sull’iPad. A questo punto, se non intendi completare la sincronizzazione, puoi chiudere tranquillamente iTunes.
  • Completata l’operazione di configurazione, non ti resta che procedere in modo del tutto analogo a quanto visto nella parte Windows relativa ai tablet Android: collega anche la chiavetta USB, avvia Esplora File
  • seleziona l’icona Computer/Questo PC dalla parte sinistra della finestra
  • fai doppio clic sull’icona dell’iPad
  • recati nella cartella che contiene i file da trasferire e, infine, tagliali e incollali nella tua chiavetta USB, la cui icona è collocata nella medesima barra laterale.
  • Per quanto riguarda invece il Mac, il metodo più semplice di trasferire file è sfruttando il Bluetooth e la funzionalità AirDrop, già integrata sia in macOS che in iOS. Prima di tutto
  • premi sulla voce Vai collocata nella barra dei menu del Mac in alto
  • e seleziona la voce AirDrop dal menu proposto.
  • attiva il Bluetooth e/o il Wi-Fi utilizzando l’apposito pulsante proposto
  • premi sull’impostazione Consenti di trovarmi a per attivare la condivisione dei file con persone non presenti nell’app Contatti.
  • A questo punto spostati sull’iPad, richiama il Centro di Controllo
  •  premi sull’icona AirDrop per attivare la funzionalità
  • seleziona la voce Solo contatti.
  • seleziona il file che desideri trasferire,
  • premi sul pulsante Condividi (il quadrato con la freccia verso l’alto)
  • e seleziona dal menu la voce relativa al tuo Mac.
  • Spostati ancora su quest’ultimo
  • e conferma la volontà di accettare il trasferimento pigiando sul relativo tasto: il file viene così trasferito nella cartella Download del Mac, puoi eliminarlo tranquillamente dalla memoria del tuo iPad.
  • Fatto ciò, non ti resta che collegare la chiavetta USB al tuo Mac e spostare i file, tramite il Finder, dalla cartella Download del Mac alla chiavetta stessa. Se hai problemi con l’utilizzo di questa modalità di trasferimento, ti consiglio di consultare il mio tutorial su come funziona AirDrop.

Chiavette Lightning o hub portatili

Come ti ho già accennato poco fa, è possibile trasferire file da tablet a chiavetta USB in modo diretto anche quando si parla di iPad, tuttavia non è possibile procedere con le comuni chiavette USB che utilizzi di solito. In altre parole, per effettuare questa operazione, necessiti di una chiavetta dotata di connettore Lightning (dunque creata apposta per i dispositivi Apple) o di un file hub portatile, cioè un dispositivo di archiviazione Wi-Fi adatto allo scopo. Una volta ottenuto il dispositivo più adatto alle tue esigenze, non devi far altro che installare la sua app dedicata (solitamente disponibile sull’App Store) nel tuo iPad e seguire le istruzioni fornite per completare il trasferimento dei file. Poiché Apple non ha una procedura standard per il trasferimento dei file su tali dispositivi (vista l’incompatibilità nativa dell’iPad con le memorie esterne), non posso fornirti istruzioni più precise in merito: in linea di massima, devi usare il gestore dell’app specifica relativa al dispositivo di memoria a tua disposizione per selezionare i file residenti sul tuo iPad e confermare la volontà di trasferirli seguendo la procedura suggerita a schermo.

Trasferire file da tablet Windows 10 a chiavetta USB

  • Possiedi un tablet Windows 10 e vorresti trasferire i file su una chiavetta USB. Per prima cosa verifica la presenza a bordo di porte USB regolari e, in caso vi fossero, collega immediatamente la chiavetta su cui trasferire i file. In caso contrario, ti consiglio di acquistare l’adattatore microUSB-USB più adatto al tuo tablet, esattamente come ti ho suggerito nella sezione relativa ai tablet Android. Una volta collegata la chiavetta USB (eventualmente insieme all’adattatore), devi effettuare la medesima procedura che useresti per il computer, con qualche piccola modifica per renderla più agevole alla selezione tramite touchscreen
  • avvia una finestra di Esplora File pigiando sull’icona a forma di cartella gialla collocata nella barra in fondo allo schermo
  • premi sulla voce Visualizza collocata in alto
  •  apponi il segno di spunta su Caselle di controllo elementi 
  • e seleziona la voce Home. A questo punto recati nella cartella che contiene il file da spostare
  • premi sulle caselle corrispondenti ai file che ti interessano
  • poi sul pulsante Sposta In… collocato nella barra in alto, seleziona la voce Seleziona percorso… dal menu proposto
  • seleziona la chiavetta USB all’interno della nuova finestra
  • e premi sul pulsante OK. Non riesci a vedere l’icona Esplora File nella barra di Windows puoi farla comparire in modo molto semplice
  • premi in modo prolungato su un punto vuoto della barra nera collocata in fondo allo schermo e seleziona la voce Mostra le icone delle app dal nuovo menu proposto l’icona comparirà sulla barra!

Come archiviare foto su iCloud



scritto da IlMagoDellaMela

Come archiviare foto su iCloud

Ciao!! SonoIlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come archiviare foto su iCloud in maniera permanente o temporanea sfruttando tutti servizi offerti da Apple: scegli subito quello che si adatta maggiormente alle tue necessità e scopri come sfruttarlo al meglio.Grazie ad iCloud, il servizio di cloud storage targato Apple, è possibile sincronizzare documenti, file e informazioni fra una vasta gamma di dispositivi in maniera semplicissima. Basta associare un device al proprio ID Apple e questo scarica automaticamente foto, video, messaggi e dati delle applicazioni dal cloud mantenendoli sincronizzati con gli altri dispositivi dell’utente: iPhone, iPad, Mac e perfino PC Windows.

Nel 2014, con il lancio di macOS Yosemite e iOS 8 abbiamo assistito a una grande evoluzione di iCloud, che da semplice servizio di sincronizzazione si è trasformato in un vero e proprio hard disk online (in stile Dropbox) sul quale è possibile caricare documenti, foto, video e musica sfruttando i vari servizi ad hoc offerti da Apple. Qualche esempio? Streaming Foto e Libreria foto di iCloud, due servizi che permettono di archiviare le foto scattate con iPhone/iPad sul cloud e di sincronizzarle su tutti i propri device in maniera completamente automatica.

Streaming Foto

Il primo modo per archiviare foto su iCloud è sfruttare il servizio Streaming foto che è attivo di default su tutti i dispositivi iOS e permette di avere una sorta di hard disk online in cui vengono conservate temporaneamente tutte le foto e gli screenshot realizzati con iPhone e iPad.

Secondo la documentazione ufficiale di Apple la piattaforma Streaming foto può archiviare un numero limitato di foto e solo per un periodo totale di 30 giorni. Per essere più precisi, i limiti di upload si attestano su 1.000 foto all’ora, 10.000 foto al giorno e 25.000 foto al mese. Questo significa che al caricamento della prima foto che supera una di queste soglie, quelle più vecchie vengono cancellate automaticamente e non è possibile un’immagine sui server di iCloud per più di 30 giorni. Nella realtà questi limiti non vengono sempre rispettati e qualche volta si riesce ad accedere alla medesima immagine anche dopo i 30 giorni, ma meglio non rischiare.



  • Tra le caratteristiche più interessanti di questa funzionalità oltre al backup delle foto in sé ci sono la sincronizzazione automatica delle immagini su tutti i device collegati al proprio ID Apple, compresi i computer, e la mancata erosione dello spazio di archiviazione su iCloud. Lo Streaming foto esula da quello che è lo spazio di archiviazione previsto sul proprio account di iCloud Drive e non richiede la sottoscrizione di abbonamenti a pagamento.
  • Per accertarti che il servizio Streaming foto sia attivo sul tuo iPhone/iPad
  • accedi alle Impostazioni di iOS
  • premi sull’apposita icona presente in home screen
  • premi sul tuo nome 
  • e seleziona le voci iCloud > Foto dal menu che si apre. Se la levetta dell’opzione Carica nel mio streaming foto è impostata su ON la funzione è già attiva, in caso contrario attivala tu pigiando sullo switch.

Nota: se utilizzi una versione di iOS precedente alla 10.3, puoi attivare lo Streaming foto recandoti direttamente nel menu Impostazioni > iCloud > Foto e proseguendo come spiegato prima.

In seguito all’attivazione del servizio, troverai tutte le immagini scaricate da Streaming Foto nell’applicazione Foto di iOS e nell’applicazione Foto di macOS (se hai un Mac ed hai attivato l’opzione Il mio streaming foto dal menu Foto > Preferenze > iCloud). Se utilizzi un PC Windows, puoi scaricare le immagini dello streaming foto sul tuo computer scaricando il Pannello di controllo di iCloud e accedendo a quest’ultimo con lo stesso ID Apple impostato sull’iPhone (o sull’iPad). Le foto vengono scaricate automaticamente nella cartella Immagini/iCloud Photos.

ATTENZIONE: il servizio Streaming foto di Apple non va usato come un archivio di backup. Come già detto, le immagini caricate su di esso vengono conservate solo per 30 giorni, inoltre non comprendono i video eventualmente girati con iPhone e iPad. Per archiviare i tuoi scatti e i tuoi filmati in maniera permanente rivolgiti al servizio Libreria foto di iCloud (di cui sto per parlarti), oppure copia le foto sul PC come ti ho spiegato nei miei tutorial su come trasferire foto da iPhone a PC e come scaricare foto da iPhone a Mac.

Libreria foto di iCloud

A partire da iOS 8.1, Apple ha introdotto un nuovo modo per archiviare foto su iCloud. Si tratta della funzione Libreria foto di iCloud che si differenzia dallo Streaming foto per il supporto ai video e per il fatto che non presenta limiti al numero di contenuti che si possono caricare online. È un servizio gratuito ma purtroppo va a intaccare lo spazio di archiviazione su iCloud Drive, ciò significa che per utilizzarlo in maniera decente bisogna ampliare i 5GB dell’account base sottoscrivendo uno dei piani a pagamento di iCloud.

  • Altra caratteristica interessante della Libreria foto di iCloud è la sincronizzazione intelligente dei contenuti sui dispositivi dell’utente: sui server di Apple vengono caricati foto e video in risoluzione originale mentre su iPhone, iPad e Mac vengono scaricati in versione ottimizzata per salvaguardare lo spazio su disco.
  • Se vuoi attivare la Libreria foto di iCloud sul tuo iPhone o iPad
  • recati nelle Impostazioni di iOS
  • seleziona il tuo nome
  • il grafico relativo allo spazio disponibile su iCloud,la voce Modifica piano di archiviazione
  •  e sottoscrivi uno dei piani a pagamento di iCloud Drive. Le opzioni disponibili sono le seguenti: 50GB a 0,99 euro/mese; 200GB a 2,99 euro/mese e 2TB a 9,99 euro/mese.

Nota: se utilizzi una versione di iOS precedente alla 10.3, il medesimo menu lo puoi raggiungere andando in Impostazioni > iCloud > Archivio > Modifica piano di archiviazione.



  • Ad operazione completata
  • recati nel menu Impostazioni > [Tuo nome] > iCloud > Foto del tuo iPhone o del tuo iPad (Impostazioni > iCloud > Foto se utilizzi una versione poco recente di iOS) e imposta su ON la levetta relativa all’opzione Libreria foto di iCloud. L’attivazione del servizio potrebbe richiedere qualche secondo di attesa.
  • Come già accennato in precedenza, la Libreria foto di iCloud fa in modo che su iPhone e iPad rimangano solo delle versioni light delle immagini e dei filmati (in bassa qualità), quelle in qualità originale vengono scaricate dai server di iCloud solo quando l’utente sceglie di visualizzare una determinata foto o un determinato video. Se a te questo non va bene e vuoi mantenere tutte le foto e tutti i video offline in qualità originale
  • recati nel menu Impostazioni > [Tuo nome] > iCloud > Foto di iOS (Impostazioni > iCloud > Foto se utilizzi una versione poco recente di iOS) e metti la spunta sulla voce Scarica e conserva originali.
  • Adesso tutte le foto e i video creati su iPhone/iPad (ma anche quelli scaricati da Internet) verranno salvati automaticamente su iCloud e sincronizzati su tutti i dispositivi associati al medesimo ID Apple.

Per utilizzare il servizio da computer puoi sfruttare la app Foto di macOS e il il Pannello di controllo di iCloud per Windows. Entrambe le soluzioni permettono non solo di scaricare sul PC le foto presenti su iCloud, ma anche di caricare delle immagini e dei video nella libreria online (la sincronizzazione e bi-direzionale insomma).

  • Attivando la Libreria foto di iCloud puoi anche sfogliare tutte le tue foto e i tuoi video dal browser. Tutto quello che devi fare è collegarti al sito Internet di iCloud, effettuare l’accesso con i dati del tuo ID Apple
  • e premi sull’icona Foto. Il servizio è accessibile da tutti i principali browser Web e tutti i sistemi operativi più diffusi. Al primo accesso bisogna attendere qualche minuto affinché venga preparata la libreria fotografica.

Nota: dopo aver attivato la Libreria foto di iCloud sul tuo iPhone/iPad, evita di sincronizzare manualmente le immagini tramite l’applicazione Foto di macOS o potresti creare dei fastidiosi doppioni all’interno della libreria. Tutte le foto e i video vengono scaricati in automatico da Internet.

Creare album di foto condivisi su iCloud

  • iCloud permette anche di creare degli album di foto condivisi e di pubblicarli sul Web, rendendoli così accessibili da qualsiasi computer o dispositivo portatile.
  • Per creare un album condiviso su iCloud
  • apri l’applicazione Foto del tuo iPhone/iPad
  • seleziona la scheda Condivisi
  •  e premi sul bottone (+) collocato in alto a sinistra.
  • Se non vedi il pulsante (+)
  • premi sulla voce Condivisione che si trova sempre in alto a sinistra e dovrebbe comparire.
  • Nel riquadro che si apre
  • digita quindi il nome che vuoi assegnare all’album
  • premi sul pulsante Avanti
  • seleziona le persone con cui condividerlo (le quali potranno visualizzare e modificare le foto oltre che aggiungerne di nuove all’album)
  • e premi sul pulsante Crea.
  • A questo punto
  • seleziona l’album appena creato dalla scheda Condivisi della app Foto
  • premi sul pulsante + e seleziona le foto (e i video) da aggiungere alla collezione: se ne possono caricare fino a 5.000 e si possono creare fino a 100 album.
  • Se vuoi, puoi anche creare un album pubblico visualizzabile da chiunque su Internet.
  • Basta selezionare l’album dalla scheda Condivisi della app Foto
  • premi sul pulsante Persone
  •  e impostare su ON l’opzione Sito web pubblico: entro qualche secondo comparirà il link per visualizzare tutte le foto e i video selezionati dal browser.
  • Se non riesci far funzionare gli album condivisi di iCloud
  • recati nel menu Impostazioni > [Tuo Nome] > iCloud > Foto del tuo iPhone/iPad
  • (o Impostazioni > iCloud > Foto sulle versioni meno recenti di iOS) e attiva l’opzione Condivisione foto iCloud 
  • spostando su ON la levetta che la riguarda.
  • Dopodiché torna nella scheda Condivisi della app Foto, prova a creare un nuovo album di foto condiviso e questa volta l’operazione dovrebbe andare a buon fine.

Come scaricare iTunes



scritto da IlMagoDellaMela

Come scaricare iTunes

Ciao!! Sono IlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come scaricare iTunes . Devi sapere che iTunes è un famosissimo software multimediale sviluppato da Apple. In molti lo conoscono come semplice riproduttore musicale: un player che grazie all’integrazione con l’iTunes Store permette di acquistare la musica online, ma in realtà è molto di più.

Con la nascita di iPhone e iPad, iTunes si è infatti trasformato in un software molto più complesso; un software attraverso il quale è possibile gestire i dispositivi iOS dal PC, sincronizzare i dati tra iPhone, iPad e computer, creare backup, ripristinare i dispositivi iOS in caso di necessità e molto altro ancora. Inoltre, dopo il lancio di Apple Music, iTunes è diventato il client ufficiale mediante il quale è possibile accedere al servizio di streaming musicale di Apple dal computer.

Requisiti minimi

iTunes è compatibile con la stragrande maggioranza dei PC e dei Mac presenti nelle nostre case. In ogni caso, prima di scaricare il programma, assicurati che il tuo computer rispetti i requisiti minimi necessari al suo funzionamento.

  • Hardware: un PC con processore Intel o AMD a 1GHz con supporto per SSE2 e 512MB di RAM; un Mac basato su architettura Intel.
  • Sistema operativo: Windows 7 o successivo; macOS 10.9.5 o successivo.
  • Spazio su disco: 400MB.

Download di iTunes per Windows

iTunes è disponibile sia per Windows che per macOS. Su Windows è disponibile sotto forma di download gratuito. Su macOS, invece, trattandosi del sistema operativo sviluppato da Apple per i suoi computer, si trova preinstallato di serie.



  • Se tu utilizzi un PC Windows e non sai come scaricare iTunes
  • collegati al sito Internet di Apple 
  • e premi sul pulsante azzurro Download.
  • Lascia pure in bianco il campo relativo all’indirizzo email.
  • A download completato
  • apri facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (es. iTunes6464Setup.exe) e, nella finestra che si apre
  • clicca prima su Avanti 
  • e poi su Installa e Fine, per completare il processo d’installazione di iTunes.
  • Adesso sei pronto a utilizzare iTunes per gestire la tua libreria musicale e i tuoi dispositivi iOS. Il programma, va detto, non è tra i più intuitivi di questo mondo, ma seguendo i miei tutorial dedicati a esso dovresti riuscire a comprenderne velocemente il funzionamento.

Per iniziare e apprendere le funzioni base del software, leggi il mio tutorial su come si usa iTunes. Dopodiché se desideri approfondire l’argomento relativo alla gestione della libreria musicale scoprendo come aggiungere canzoni su iTunes tramite lo store incluso nel software, importandole da un CD musicale o scaricandole da Apple Music.

Per quanto riguarda i dispositivi iOS, se vuoi imparare come gestirli dal computer, da’ un’occhiata ai seguenti tutorial.

Aggiornare iTunes su Windows

  • Se hai già installato iTunes sul tuo PC e vuoi semplicemente aggiornare il programma all’ultima versione disponibile, non devi far altro che recarti nel menu Start di Windows e richiamare il programma Apple Software Update. Nella finestra che si apre, se ci sono aggiornamenti disponibili
  • aggiungi il segno di spunta accanto alla voce iTunes 
  • e premi prima su Installa 1 elemento e poi su , per avviare il processo di aggiornamento di iTunes. Se qualche passaggio non ti è chiaro, leggi il mio tutorial su come aggiornare iTunes.

Download di iTunes per Mac

Se utilizzi un Mac troverai iTunes preinstallato sul tuo computer. Tuttavia, in caso di problemi potresti aver bisogno di scaricare iTunes manualmente e di reinstallarlo. Prima di spiegarti come scaricare iTunes devo darti alcune informazioni importanti.

A partire da macOS 10.15 Catalina per maggiori informazioni leggi il seguente tutorial su come installare macOS Catalina , Apple ha eliminato iTunes dal suo sistema operativo e lo ha scomposto in tre nuove applicazioni: MusicaPodcast e TV, demandando la gestione dei dispositivi iOS/iPadOS al Finder. Non è dunque possibile scaricare iTunes.

Stesso discorso vale per macOS 10.14 Mojiave per maggiori informazioni leggi il seguente tutorial su come installare macOS Mojave, dove iTunes è presente ma è parte integrante del sistema operativo, quindi può essere installato/reinstallato solo ripristinando completamente macOS.



  • Sulle versioni precedenti di macOS è possibile agire più liberamente. Il primo passo che devi compiere è collegarti al sito Internet di Apple
  •  e cliccare sul pulsante azzurro Download, per scaricare il programma sul tuo Mac (lascia pure in bianco il campo relativo all’indirizzo email).
  • A download completato
  • apri facendo doppio click su di esso
  • il file appena scaricato (iTunesxx.dmg) e avvia l’eseguibile Install iTunes che si trova al suo interno.
  • Nella finestra che si apre
  • clicca prima sul pulsante Continua per due volte consecutive
  • e poi su quello Installa
  • digita la password di amministrazione del MacOS
  • (quello che usi per accedere al sistema)
  • e dai invio per completare il processo d’installazione di iTunes.

Al termine dell’installazione, puoi cominciare a usare iTunes come spiegato nei tutorial che ti ho fatto vedere in precedenza (il funzionamento del software è identico sia su Windows sia su macOS).

Aggiornare iTunes su Mac

  • Se non hai problemi relativi all’installazione di iTunes ma vuoi semplicemente aggiornare il software alla versione più recente
  • apri il Mac App Store
  • recati nella scheda Aggiornamenti
  •  (che si trova in alto a destra)
  • e installa eventuali aggiornamenti disponibili per iTunes.
  • Gli aggiornamenti per iTunes, macOS e tutte le applicazioni installate tramite Mac App Store dovrebbero essere scaricati in automatico. Qualora così non fosse, apri Preferenze di sistema
  • seleziona l’icona relativa all’App Store e se non c’è
  • metti il segno di spunta accanto alle voci Verifica aggiornamenti automaticamente
  •  Scarica gli aggiornamenti disponibili in background
  •  Installa aggiornamenti app e Installa i file dei dati di sistema e gli aggiornamenti di sicurezza.

A questo punto il tuo Mac è impostato in modo da verificare e scaricare automaticamente gli aggiornamenti per iTunes, oltre che per il sistema operativo e per tutte le applicazioni scaricate tramite il Mac App Store.

Se incontri delle difficoltà nel processo d’installazione di iTunes sul tuo Mac, prova a dare un’occhiata ai miei tutorial su come aggiornare iTunes e come disinstallare iTunes in cui ti ho spiegato come aggiornare e come rimuovere il software multimediale di Apple dal computer per poi ripristinarlo.

Come collegare hard disk esterno al PC



scritto da IlMagoDellaMela

Come collegare hard disk esterno al PC

Ciao!! Sono IlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come collegare hard disk esterno al PC. Qui troverai come connettere un hard disk ai PC con sistema operativo Windows e macOS, fornendoti informazioni anche su come risolvere i problemi più comuni che si possono riscontrare durante quest’operazione. Dopodiché ti spiegherò come convertire un hard disk interno in uno esterno e ti darò alcuni consigli su come collegare una periferica d’archiviazione esterna ai PC portatili che non sono muniti delle classiche porte USB (USB-A). Infine, ti darò alcuni suggerimenti su come effettuare il collegamento di un hard disk esterno su due o più PC contemporaneamente.

Come collegare hard disk esterno al PC

Cominciamo dalla procedura standard per collegare un hard disk esterno al PC. Puoi collegare un hard disk esterno al tuo computer molto comodamente, utilizzando il cavo USB che ti è stato fornito di serie o con un qualsiasi altro cavo dello stesso tipo. La maggior parte degli hard disk (o SSD) esterni moderni sono muniti di un cavo USB 3.0 o superiore che garantisce una velocità di trasmissione dei dati elevata, se il PC è munito anch’esso di una porta USB 3.0 o superiore.

Per gli hard disk esterni più vecchi, la tipologia di cavo impiegata non è superiore all’USB 2.0, con un connettore USB mini B da collegare direttamente alla periferica. In alcuni modelli, addirittura, è presente un cavo USB doppio, per fornire una sufficiente alimentazione all’hard disk esterno.



Ti avviso che, generalmente, i cavi USB per hard disk esterni di nuova generazione hanno un connettore particolare di tipo USB 3.0 micro B. Nel caso in cui fossi già in possesso di un cavo USB e volessi adattarlo per l’utilizzo sul tuo hard disk esterno, allora puoi pensare di acquistare un adattatore da applicare al connettore.Inoltre, se l’hard disk esterno di cui sei in possesso non risulta abbastanza capiente, ti suggerisco di leggere il mio tutorial sui migliori hard disk esterni da acquistare, nella quale ti ho elencato alcuni prodotti che possono essere utili.

Se sei in possesso di tutto l’occorrente, non devi far altro che collegare l’hard disk esterno al tuo PC, tramite l’apposita porta USB. Nel caso dei PC fissi, ti consiglio di usare quelle posteriori, che risultano meglio alimentate rispetto a quelle frontali. La motivazione risiede nel fatto che le porte USB posteriori sono direttamente collegate alla scheda madre, mentre quelle frontali sono connesse tramite cavo e potrebbero sorgere dei cali di voltaggio, se il cavo non è di ottima fattura.

Dopo aver collegato l’hard disk al PC, nel giro di qualche istante visualizzerai una notifica sullo schermo a dimostrazione del corretto collegamento: su Windows, ti verrà mostrato un riquadro nell’angolo in basso a destra, con il messaggio che è stato effettuato il collegamento di una periferica d’archiviazione al PC; su macOS, invece, potrai vedere l’icona di un disco rigido sulla Scrivania.

  • A questo punto, puoi accedere alle cartelle dell’hard disk esterno
  • facendo clic sul suo nome che trovi nella barra laterale di Esplora File di Windows o del Finder di macOS.

Se hai riscontrato dei problemi e Il tuo PC non riesce a leggere l’hard disk. Probabilmente il file system di questa periferica d’archiviazione non è compatibile con il sistema operativo. Quindi ti consiglio di leggere il mio tutorial su come formattare l’hard disk esterno. Se dovessi riscontrare altri problemi, puoi fare riferimento a questo tutorial su come correggere gli errori dell’hard disk.

Come collegare un hard disk SATA esterno al PC

Se hai cambiato gli hard disk presenti nel tuo PC con altri più capienti e/o più performanti, potresti chiederti come continuare a utilizzare quelli appena sostituiti, nonostante non ci sia più spazio all’interno del case del computer.La soluzione più semplice e immediata è quella di collegare l’hard disk interno al PC tramite cavo USB. La prima considerazione da fare, però, è come dovrai fisicamente connettere l’hard disk al PC via USB: puoi utilizzare un semplice adattatore oppure un box per il suo alloggiamento.



In entrambi i casi, per la scelta che devi prendere, verifica la tipologia di porte USB di cui è munito il tuo computer. Devi sapere che nel caso in cui siano presenti nel PC delle USB 3.x, queste potrebbero essere più che sufficienti per garantire l’alimentazione dell’hard disk in modo autonomo, senza utilizzare alimentatori esterni. L’utilizzo di un alimentatore esterno è invece necessario nel caso delle porte USB 2.0 o inferiori, che richiederanno un doppio cavo USB oppure un alimentatore esterno da presa a parete.Nel caso fosse necessaria un’alimentazione supplementare o se fossi in possesso di un vecchio hard disk con interfaccia IDE, oltre agli adattatori, di cui ti ho parlato nei paragrafi precedenti, una delle soluzioni più comode, che tengono anche al sicuro gli hard disk/SSD nel caso di urti accidentali, è l’utilizzo di box: questi permettono di contenere la periferica d’archiviazione in un involucro protettivo, spesso in plastica, che permette di trasportarla comodamente in borsa.

Nel caso in cui volessi approfondire maggiormente quest’argomento, ti consiglio di leggere il mio tutorial su come collegare un hard disk interno al PC tramite USB, nella quale ti ho illustrato nel dettaglio gli adattatori, i box e anche le dock station, che concettualmente sono una via di mezzo tra i due prodotti di cui ti ho parlato nei precedenti paragrafi. Successivamente, puoi fare riferimento a quanto ti ho già illustrato in questo capitolo su come collegare hard disk esterno al pc , per sapere come collegare un hard disk al PC tramite USB.

Come collegare hard disk esterno a PC portatile

Su alcuni PC portatili, ad esempio i MacBook di Apple, non sono presenti le classiche porte USB, tecnicamente dette porte USB tipo A al loro posto ci sono delle porte USB Tipo C che permettono di gestire praticamente qualsiasi tipologia di periferica esterna (compreso l’output video e audio, via HDMI ad esempio), garantendo alte prestazioni in termini di velocità e voltaggio.

Per i produttori, risulta una scelta ottimale, in quanto questo tipo di porta permette di ridurre lo spessore dei PC portatili e di evitare di munirlo di tante porte differenti, come ad esempio quella HDMIUSBVGA o, addirittura, quella Ethernet.

In questo caso, per collegare un hard disk esterno al computer, è necessario munirsi di un adattatore che possa permettere il collegamento di qualsiasi periferica al PC portatile, come ad esempio gli hard disk esterni. A tal proposito, il mio consiglio è quello di valutare uno dei prodotti che ti ho elencato qui di seguito. In alternativa, puoi decidere di sostituire il cavo dell’hard disk esterno, in modo che sia munito con un connettore USB Tipo C da collegare al PC portatile. Se hai trovato la soluzione che si addice di più alle tue esigenze, fai riferimento a quanto ti ho indicato nel mio tutorial su come collegare hard disk esterno al pc , per sapere come collegare l’hard disk esterno al PC via USB.



Come collegare un hard disk esterno a due PC

Un hard disk esterno può essere anche collegato a due PC contemporaneamente, utilizzando alcune soluzioni che richiedono l’abilitazione di alcune funzionalità nel router o nel sistema operativo in uso sul computer, oppure l’acquisto di dispositivi specifici. Andiamo, però con ordine, in modo da rendere chiaro quest’argomento.

Un hard disk esterno, così come qualsiasi altra periferica USB, può essere collegato a due PC per mezzo di uno switch: questo apparecchio è una sorta di scatola, tramite la quale è possibile connettere almeno due computer tramite USB. Tutte le periferiche collegate allo switch possono funzionare su un PC o sull’altro, premendo semplicemente un tasto, presente su un lato di questo dispositivo.

Ovviamente, un hard disk esterno collegato a uno switch non può essere usato simultaneamente su entrambi i computer, ma potrebbe essere la soluzione che stai cercando, in modo così da sfruttare un unico collegamento per gestire l’utilizzo delle periferiche esterne su più PC.

In alternativa alla soluzione che ti ho proposto nei precedenti paragrafi, puoi sfruttare alcune funzionalità software dei modem o dei sistemi operativi, per mettere un hard disk in rete così facendo tutti i PC collegati alla stessa rete possono accedere alle cartelle dell’hard disk per leggere e scrivere i dati.

Ti avviso, che se fai così la velocità di trasferimento dei dati dell’hard disk potrebbe ridursi molto, nel caso in cui vengano eseguite operazioni contemporaneamente su più PC. Ad esempio, se con un computer metti in riproduzione un file video dell’hard disk e con l’altro computer effettui dei trasferimenti di file sulla periferica, la velocità di trasferimento potrebbe ridursi al punto da poterti impedire una delle due operazioni.



Nel caso in cui volessi utilizzare la funzionalità di condivisione dei dati da modem, collegando l’hard disk alla porta USB di quest’ultimo, lo renderai accessibile in qualsiasi momento, a patto che il modem sia acceso. Utilizzando, invece, la funzionalità di condivisione delle cartelle del sistema operativo, l’hard disk è accessibile solo e soltanto se il computer a cui è collegato è acceso.

A tal proposito, quello che ti consiglio è di verificare quale dei due metodi puoi utilizzare sulla tua configurazione di rete e di computer, in modo da trovare quella più adatta alle tue esigenze: puoi approfondire maggiormente questi argomenti, consultando questi tutorial su come accedere l’hard disk collegato al router e come condividere una cartella in rete.

Come trasferire file su hard disk esterno



scritto da IlMagoDellaMela

Come trasferire file su hard disk esterno

Ciao!! Sono IlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come trasferire file su hard disk esterno in modo da conservare i dati per te importanti, come ad esempio documenti, foto o video, e liberare così dello spazio utile per installare nuovi software e app sui tuoi dispositivi. Nel caso in cui non fossi in possesso di un hard disk esterno, ti darò poi alcune dritte per scegliere quello più adatto alle tue esigenze.

Tipologie di hard disk esterni

Prima di affrontare l’argomento su come trasferire i file su un hard disk esterno, in questo capitolo ti parlerò delle tipologie di periferiche di archiviazione di massa che puoi utilizzare per conservare i dati presenti sui tuoi dispositivi.

Gli hard disk esterni sono ovviamente differenti l’uno dall’altro per la capacità di archiviazione, cioè la quantità di spazio disponibile per conservare i dati al suo interno. Ne esistono di tante dimensioni, ma sicuramente ai giorni d’oggi non si può fare a meno di almeno 1 TB di spazio.



Oltre alla capacità di archiviazione, bisogna prendere in considerazione anche le sue dimensioni, soprattutto se viene portato spesso in giro in borsa o in un taschino. Gli hard disk esterni più grandi sono quelli con dischi da 3,5 pollici, ma è preferibile orientarsi su quelli da 2,5 pollici, in quanto hanno delle dimensioni più contenute e sono autoalimentati (quindi si possono usare senza metterli in corrente, ma collegandoli semplicemente al PC o al proprio dispositivo mobile). Queste due tipologie di hard disk sono costituite da un disco magnetico, ma in commercio sono disponibili degli SSD esterni con dimensioni ancora più ridotte e più reattivi. In ogni caso, per l’archiviazione dei dati sul lungo periodo, è consigliato l’uso dei dischi meccanici.

A proposito della reattività dei dischi meccanici, questa può essere di 7200 rpm (rotazioni per minuto) oppure di 5400 rpm. Come facilmente intuibile, a un maggior numero di rpm equivale una maggiore velocità dei dischi. Gli SSD sono infinitamente più rapidi ma, supportando un numero di scritture limitato, come già detto in precedenza, per l’archiviazione dei dati vanno preferiti i dischi meccanici.

Un altro importante parametro è la velocità di trasferimento dei dati: la maggior parte degli hard disk esterni in circolazione possiede ormai almeno lo standard USB 3.0, che permette trasferimenti teorici oltre i 5 Gbps. Il vantaggio di questa tipologia di connessione, oltre alla velocità di trasferimento, è che permette di auto alimentarsi direttamente tramite la porta USB, senza bisogno di alimentazione esterna. Gli hard disk esterni più vecchi, in possesso delle USB 2.0, trasferiscono i file con velocità più ridotte e richiedono, nella maggior parte delle volte, un’alimentazione esterna a muro o la connessione a una seconda porta USB.

Inoltre, sono disponibili gli hard disk esterni con connettività di tipo USB tipo-C/USB 3.1 e/o Thunderbolt (compatibili con alcuni portatili recenti, in primis i MacBook di Apple), che possiedono dei connettori più compatti rispetto all’USB 3.0 e sono più prestanti.

A seguire, ti indicherò alcuni hard disk che potrebbero fare al caso tuo per il trasferimento di dati e, nel caso in cui volessi approfondire l’argomento, ti metto qui il mio tutorial sui miglior hard disk esterni.



Possiedi già un hard disk interno, che magari hai rimosso da un vecchio PC? In questo caso, puoi acquistare un box, inserirlo in quest’ultimo e trasformarlo così in un disco esterno. Qui di seguito ti indico alcuni di questi box, sia da 2,5 pollici che da 3,5, che possono sicuramente fare al caso tuo.

Trasferire file su hard disk esterno da Windows

  • Per trasferire i file sull’hard disk esterno, tramite un computer Windows
  • come prima cosa devi collegare il cavo USB di questa periferica alla porta USB, frontale o posteriore, del computer.
  • Se l’hard disk esterno supporta l’USB 3.0 così come il computer, ti consiglio di utilizzare questa tipologia di collegamento per sfruttare la massima velocità di trasferimento disponibile.
  • Non appena avrai collegato l’hard disk al computer,
  • Windows emetterà un suono e ti verrà mostrato un riquadro, in basso a destra, a indicare che la periferica è in fase di inizializzazione e riconoscimento da parte del sistema operativo. Quest’operazione, in genere, dura qualche secondo e, alla fine, ti verrà mostrata una finestra di Esplora File che fa riferimento alla cartella principale dell’hard disk esterno.
  • Prima di eseguire il trasferimento
  • devi raggiungere la posizione sul computer dove risiedono i file
  • e le cartella da trasferire.
  • Dopo averli individuati
  • evidenziali tutti utilizzando la combinazione di tasti Ctrl + A.
  • In alternativa,
  • puoi tenere premuto il tasto sinistro del mouse per disegnare un rettangolo di selezione sui dati da trasferire
  • oppure tenere premuto il tasto Ctrl 
  • e fare clic col tasto sinistro su ogni file e cartella.
  • Fatto ciò,
  • puoi iniziare il trasferimento tenendo premuto il tasto sinistro del mouse sui file evidenziati ed effettuare il loro trascinamento nella finestra di Esplora File dell’hard disk esterno.
  • In alternativa
  • fai clic con il tasto destro sui file
  • e seleziona nel menu contestuale le voci Copia, nel caso in cui volessi mantenere una copia dei dati sul computer, oppure Taglia, se vuoi eseguire il loro spostamento.
  • Adesso
  • raggiungi la finestra di Esplora File dell’hard disk esterno
  • e facendo clic o con il tasto destro in un qualsiasi punto vuoto della schermata, scegli la voce Incolla per avviare il trasferimento dei dati.

Durante il trasferimento, visualizzerai una schermata che ti mostra lo stato di avanzamento dell’operazione in atto. A fianco al grafico, trovi due icone: quella con il simbolo X serve per annullare il processo di trasferimento, mentre quella con il simbolo ❚❚ permette di metterlo in pausa.

  • Al termine dell’operazione, troverai i dati all’interno dell’hard disk esterno. Prima di scollegarlo dalla porta USB del computer
  • fai clic sull’icona con il simbolo ^ che trovi a fianco dell’orologio di Windows, nella barra delle applicazioni. Nella schermata che ti viene mostrata
  • fai clic sull’icona con il simbolo di una chiavetta USB 
  • e seleziona nel menu contestuale la voce Espelli [nome hard disk].

Trasferire file su hard disk esterno da Mac

Se possiedi un Mac, il primo passo da effettuare è quello di collegare l’hard disk alla sua porta USB. Nel caso in cui fossi in possesso di un Mac di nuova generazione munito soltanto di porta Thunderbolt (con connettore USB-C), devi acquistare un apposito adattatore, se l’hard disk esterno possiede un connettore USB standard.

Un’altra nota da sottolineare è il tipo di file system utilizzato dall’hard disk. Solitamente gli hard disk esterni compatibili con Windows sono in NTFS e, se collegati a un Mac, ti viene permesso di accedere ai file ma senza la possibilità di trasferirvi altri dati al suo interno. Nel caso in cui volessi trasferire file su un hard disk esterno tramite il Mac, devi cambiare il suo file system in Mac OS esteso o exFAT. Il primo formato garantisce la compatibilità con i Mac, mentre il secondo con qualsiasi sistema operativo o dispositivo. Nelle prossime righe, ti spiegherò come modificare il file system dell’hard disk esterno, che comporterà però la cancellazione dei dati in esso presenti. In alternativa, puoi usare i dischi NTFS su Mac installando dei software di terze parti, come ti ho spiegato nel mio tutorial dedicato all’argomento.

  • Nel caso in cui l’hard disk contenga già dei dati
  • collegalo al Mac
  • e fai doppio clic sulla sua icona sulla Scrivania. Dopo aver aperto la finestra del Finder relativa al root dell’hard disk esterno
  • premi la combinazione di tasti cmd+a per selezionare tutti i file e le cartelle in esso contenuti.
  • Trascina poi le cartelle sulla Scrivania o in un’altra cartella del Mac, per creare una copia di backup dei dati.
  • Adesso
  • fai clic sull’icona con il simbolo di una lente d’ingrandimento, che trovi nella barra dei menu in alto a destra
  • e digita i termini utility disco nella casella di testo.
  • Fai quindi clic sul corrispondente risultato di ricerca per avviare lo strumento Utility Disco per la gestione delle periferiche di archiviazione.
  • Nella barra laterale di sinistra
  • seleziona l’hard disk esterno che hai prima collegato
  • e premi sul pulsante in alto Inizializza.
  • Nella schermata che ti viene mostrata
  • fai clic sul menu a tendina in corrispondenza della voce Formato e scegli Mac OS esteso o exFAT (scelta consigliata).
  • Premi poi su Inizializza per eseguire la formattazione dell’hard disk esterno nel nuovo file system da te scelto.
  • Adesso, raggiungi la cartella del computer dove risiedono i file e le cartelle che vuoi trasferire sull’hard disk esterno
  • e selezionali tutti tramite la combinazione di tasti cmd+a 
  • oppure tenendo premuto il tasto cmd 
  • e facendo clic col tasto sinistro sui dati da evidenziare.
  • In alternativa, disegna un rettangolo di selezione tenendo premuto il tasto sinistro del mouse.
  • Arrivato a questo punto
  • tieni premuto il tasto sinistro sui file evidenziati
  • e trascinali nella finestra del root principale dell’hard disk esterno, per iniziare il trasferimento.
  • Oltre a questo metodo
  • puoi fare clic con il tasto destro sui file selezionati e, nel menu contestuale, scegliere la voce Copia xx elementi.
  • Nel root dell’hard disk esterno
  • fai clic con il tasto sinistro su un punto vuoto della schermata e scegli la voce Incolla xx elementi, per avviare il trasferimento dei file.
  • Se vuoi cancellare i dati dal computer dopo averli copiati sul disco esterno
  • tieni premuto il tasto alt sulla tastiera
  • mentre fai clic destro e seleziona la voce Sposta xx elementi anziché incolla xx elementi dal menu contestuale.
  • Al termine dell’operazione
  • fai clic con il tasto destro del mouse sull’icona dell’hard disk esterno che trovi sulla Scrivania di macOS e, nel menu contestuale
  • seleziona la voce Espelli [nome hard disk] per scollegarlo in piena sicurezza dal Mac.

Trasferire file su hard disk esterno da smartphone e tablet

Un hard disk esterno può essere collegato, direttamente o indirettamente, a un dispositivo mobile come uno smartphone o un tablet. Ad esempio, puoi utilizzare degli HUB portatili per connettere hard disk esterni o chiavette USB e condividere i file su qualsiasi dispositivo, inclusi quelli mobili con sistema operativo Android e iOS.



Collegando l’hard disk esterno a questi HUB e usando l’apposita app ad esso correlata, disponibile sia sul Play Store di Android che sull’App Store di iOS, è possibile navigare nelle cartelle della periferica d’archiviazione e trasferirne anche i file in entrambe le direzioni.

Se poi possiedi uno smartphone o tablet Android con supporto OTG, è possibile collegare un hard disk esterno tramite HUB. Usando un’app di gestione dei file, come ad esempio Files Go by Google, è possibile accedere alle cartelle sull’hard disk esterno e trasferirvi dei file al suo interno.

Ad esempio, su uno smartphone come Huawei Mate 10 Pro, utilizzando un HUB USB-C come quello riportato qui di seguito, si può collegare un hard disk esterno in USB 3.0. Ovviamente la batteria del dispositivo verrà parecchio drenata, in quanto l’hard disk ha un considerevole assorbimento di energia.

Similmente a quanto indicato nelle righe precedenti, si possono utilizzare le chiavette USB con connettore Lightining (per iPhone e iPad) o USB-C o microUSB per dispositivi Android. Queste possono permette di leggere i file all’interno di queste periferiche di archiviazione e di trasferirne anche i dati, sempre utilizzando l’apposita app con cui sono corredati. Se vuoi approfondire l’argomento puoi leggere il mio tutorial su come trasferire file da tablet a chiavetta USB.

Come effettuare backup iPhone



scritto da IlMagoDellaMela

Come effettuare backup iPhone

Ciao!! Sono IlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come effettuare backup iPhone così potrai creare una copia di sicurezza di tutti i dati contenuti nel tuo telefono. Oltre a fornirti la procedura dettagliata per eseguire il backup su iCloud (quindi online), troverai anche le indicazioni necessarie per salvare tutti i dati del tuo iPhone sul computer.

Come effettuare backup iPhone su iCloud

La prima soluzione che puoi prendere in considerazione per effettuare backup iPhone è usare iCloud, il celebre servizio di Apple che consente di archiviare online dati di ogni genere, comprese foto e video, e di sincronizzarli su tutti i device associati al medesimo ID Apple.

  • Per eseguire il backup del tuo iPhone e salvare una copia dei dati
  • prendi il tuo dispositivo
  • accedi alle Impostazioni di iOS
  • premendo sull’icona della rotella d’ingranaggio presente nella home screen del tuo iPhone
  • e premi sul tuo nome visibile in alto.
  • Nella nuova schermata visualizzata
  • scegli l’opzione iCloud
  • individua l’opzione iCloud Backup
  • sposta la levetta relativa all’opzione in questione da OFF a ON 
  • e premi sul pulsante OK
  • per attivare il backup automatico su iCloud.
  • Così facendo, ogni giorno verrà creata una copia dei dati del tuo iPhone e automaticamente sarà salvata su iCloud, a patto che il tuo telefono sia collegato a una fonte d’alimentazione e sia connesso a una rete Wi-Fi.
  • Per eseguire immediatamente un backup, invece, assicurati di essere collegato a una rete Wi-Fi
  • seleziona l’opzione Esegui il backup adesso 
  • e attendi che la barra d’avanzamento raggiunga il 100%.

prima di eseguire il tuo primo backup, ti consiglio di verificare quali dati vengono inclusi in quest’ultimo, quali sono le dimensioni totali e qual è lo spazio disponibile su iCloud.

  • Per farlo
  • accedi nuovamente alle Impostazioni di iOS
  • premi sul tuo nome 
  • e seleziona la voce iCloud
  • dopodiché
  • premi sulla voce Gestisci spazio
  •  e premi sulle opzioni Backup e iPhone.
  • Nella schermata Info, oltre a visualizzare la data, l’orario e le dimensioni dell’ultimo backup, puoi scoprire le dimensioni del prossimo backup accanto alla voce Backup successivo.
  • Nella sezione Scegli dati per il backup, puoi scegliere i dati da includere nel tuo prossimo backup
  • spostando la levetta relativa alle applicazione di tuo interesse da OFF a ON
  •  (o viceversa).

Per foto e video, ti consiglio di attivare la Libreria foto di iCloud, che permette di salvare sul cloud tutte le foto e i video realizzati con l’iPhone (e tutti gli altri device Apple connessi al medesimo account): per maggiori informazioni al riguardo, ti invito a consultare il mio tutorial su come archiviare le foto su iCloud.



  • Adesso, torna alla schermata iCloud, individua la sezione Spazio e assicurati di avere spazio sufficiente per eseguire il backup. In caso contrario
  • premi sulla voce Gestisci spazio

per scoprire nel dettaglio quali dati e quali app occupano più spazio, ed eventualmente procedere a svuotare iCloud.

Devi sapere che puoi anche aumentare lo spazio a tua disposizione premendo sulla voce Cambia piano e scegliendo una delle opzioni disponibili tra 50 GB (0,99 euro/mese)200 GB (2,99 euro/mese) e 2 TB (9,99 euro/mese). Per saperne di più, ti lascio qui il mio tutorial su come acquistare spazio iCloud.

Come effettuare backup iPhone su PC

Se ti stai chiedendo se è possibile effettuare backup iPhone su PC, la risposta è si sia se hai un PC Windows che un Mac.

Come fare backup iPhone su Windows

Per fare backup iPhone su Windows è necessario iTunes, il celebre software multimediale sviluppato da Apple. Se non lo hai ancora scaricato e installato sul tuo computer, se hai Windows 10, rivolgiti al Microsoft Store:

  • avvia dunque quest’ultimo
  • (l’icona del sacchetto della spesa con la bandierina di Windows)
  • premi sulla voce Ricerca,
  • scrivi iTunes nel campo Cerca
  •  e clicca sull’icona della lente d’ingrandimento.
  • Nei risultati della ricerca, premi sulla voce iTunes e
  • nella nuova schermata visualizzata
  • premi sul pulsante Ottieni, per avviarne il download e l’installazione.
  • Se, invece, usi una versione precedente di Windows
  • collegati al sito ufficiale di Apple
  • fai clic sul pulsante Scarica ora iTunes per Windows 
  • e attendi che il download del classico pacchetto d’installazione di iTunes sia completato.

Per maggiori informazioni ti lascio il mio tutorial su come scaricare iTunes.



  • A questo punto
  • prendi il tuo iPhone
  • collegalo al computer tramite il cavo Lightning fornito in dotazione
  • (lo stesso che utilizzi per caricare il telefono)
  • e attendi che iTunes si avvii in automatico.
  • Se è la prima volta che metti in comunicazione il computer e l’iPhone
  • devi autorizzare i due dispositivi
  • premendo sui pulsanti Continua e Autorizza apparsi, rispettivamente, sul computer e sullo schermo del tuo iPhone.

Se tutto è andato a buon fine, su iTunes comparirà l’icona del telefono, in alto a sinistra, a indicare che il tuo iPhone è collegato.

  • Adesso
  • premi sull’icona in questione
  • individua la sezione Backup 
  • e apponi il segno di spunta accanto alle opzioni Questo computer e Codifica backup locale 
  • (necessaria per salvare  le informazioni relative alle app Salute e Homekit).
  • premi poi sul pulsante Effettua backup adesso
  • per eseguire il backup del tuo iPhone
  • attendi che la barra d’avanzamento visibile in alto raggiunga il 100% fatto.

Infine, ti informo che dopo aver effettuato il primo collegamento tra iTunes e il tuo iPhone, puoi attivare la sincronizzazione senza cavo che ti permette di collegare il computer e il telefono in modalità wireless, se entrambi i dispositivi sono collegati alla stessa rete Wi-Fi.

  • Per farlo
  • avvia iTunes
  • seleziona la scheda Riepilogo visibile nella barra laterale a sinistra
  • individua la sezione Opzioni
  • apponi il segno di spunta accanto alla voce Sincronizza iPhone via Wi-Fi
  •  e premi sul pulsante Applica.

Come fare backup iPhone su Mac

Se ti stai domandando come fare backup iPhone su Mac con macOS 10.14 Mojave o versioni precedenti, devi sapere che anche in questo caso è necessario utilizzare iTunes e la procedura è identica a quanto ti ho indicato in precedenza per eseguire il backup di iPhone su Windows.

Usi macOS 10.15 Catalina o successivi? In tal caso, devi sapere che iTunes è stato smembrato in tre diverse applicazioni (MusicaPodcast e TV) e che la procedura di sincronizzazione con i dispositivi iOS e iPadOS è stata integrata nel Finder.

  • Se ti interessa come effettuare backup iPhone senza iTunes, tutto quello che devi fare è collegare il telefono al Mac
  • premi sull’icona del Finder 
  • (il volto sorridente)
  • visibile nella barra Dock
  • e premere sulla voce iPhone visibile nella barra laterale a sinistra, nella sezione Posizioni.
  • Fatto ciò, assicurati di aver selezionato la scheda Generali
  • individua la sezione Backup
  • apponi il segno di spunta accanto alle opzioni Effettua il backup di tutti i dati di iPhone sul Mac e Codifica backup locale 
  • (per proteggere le password e i dati sensibili)
  • e premi sul pulsante Esegui backup adesso
  • per avviare il backup.

Anche in questo caso, dopo aver effettuato il primo collegamento tra Mac e iPhone con cavo, è possibile attivare la sincronizzazione tra i due dispositivi senza fili.



  • Per farlo
  • accedi nuovamente alla sezione Generali
  • individua la voce Opzioni 
  • e metti il segno di spunta accanto all’opzione Mostra iPhone se è attiva la connessione al Wi-Fi, per collegare Mac e iPhone senza cavo quando i due dispositivi sono connessi alla stessa rete Wi-Fi.

Come effettuare backup iPhone su hard disk esterno

Vorresti effettuare il backup iPhone su hard disk esterno? In tal caso ti informo che non è possibile farlo direttamente. Tutto quello che puoi fare, è effettuare una backup dei dati del tuo iPhone tramite iTunes e, successivamente, trasferire la cartella contenente i file del backup su un hard disk esterno.

Dopo aver effettuato il backup del tuo iPhone su computer, così come ti ho fatto vedere prima, e aver collegato l’hard disk esterno al PC, individua la cartella contenente i file del backup.

  • Se hai un PC Windows
  • apri Esplora File facendo clic sull’icona della cartella gialla visibile nella barra delle applicazioni
  • seleziona la voce Disco locale nella barra laterale a sinistra
  • e segui il percorso Utenti/[nome utente]/Apple/MobileSync/Backup.
  • Adesso
  • individua la cartella contenente i file del backup del tuo iPhone
  • premi il tasto destro su di essa, scegli la voce Invia a dal menu che compare e seleziona il nome associato al tuo hard disk esterno, per trasferire la cartella in questione sul tuo disco esterno.
  • Se, invece hai un Mac
  • premi sull’icona del Finder
  •  (il volto sorridente) visibile nella barra Dock
  • seleziona la voce Libreria 
  • e segui il percorso Application Support/MobileSync/Backup.
  • Dopo aver individuato la cartella relativa al backup del tuo iPhone
  • trascina quest’ultima sopra il nome del tuo hard disk esterno, visibile sotto la voce Posizione nella barra laterale a sinistra, fatto.

Per approfondire l’argomento, puoi dare un’occhiata alla mia guida su come trasferire file su hard disk esterno.

Come effettuare backup iPhone con schermo rotto

Se la tua intenzione è effettuare il backup di un iPhone con schermo rotto, devi sapere che collegando quest’ultimo al tuo computer puoi tentare di recuperare le foto e i video contenute al suo interno. Se invece, vuoi salvare altri dati, puoi affidarti a software di terze parti che consentono di recuperare contatti, messaggi e molto altro ancora.

  • Per procedere
  • prendi il tuo iPhone
  • e collegalo al computer tramite il cavo Lightning.
  • Adesso se hai un PC Windows
  • apri l’Esplora File di Windows
  • facendo clic sulla sua icona
  • (la cartella gialla) presente nella barra delle applicazioni, e seleziona la voce Questo PC visibile nella barra laterale a sinistra
  • dopodiché
  • fai clic destro sull’opzione Apple iPhone
  •  e seleziona l’opzione Importa immagini e video dal menu che compare.
  • A questo punto
  • fai clic sulla voce Altre opzioni, per regolare le tue preferenze relative all’importazione delle foto
  • e scegli l’opzione di tuo interesse: Rivedi, organizza e raggruppa gli elementi da importare, per suddividere le foto e i video in gruppi basati sulla data di creazione, o Importa tutti gli elementi nuovi ora, per importare tutti i file senza alcuna suddivisione.
  • Infine
  • premi sul pulsante Importa fine.
  • Se, invece, hai un Mac
  • apri l’applicazione Foto
  • seleziona il nome del tuo iPhone nella barra laterale a sinistra e, dopo aver sbloccato il tuo telefono
  • premi sul pulsante Importa tutti i nuovi elementi, per salvare le foto e i video del tuo iPhone sul computer.

Ti sarà utile sapere che questa procedura, così come quella descritta in precedenza per Windows, può essere messa in pratica solo se il tuo iPhone era stato già precedentemente collegato al computer. In caso contrario, se lo schermo del tuo telefono non è funzionante, non sarà possibile procedere poiché è necessario autorizzare il collegamento tra i due dispositivi.



Vuoi recuperare ulteriori dati? In questo caso, ti consiglio di utilizzare EaseUS MobiSaver Free, un software gratuito per Windows e macOS che, dopo aver collegato il proprio iPhone al computer, avvia una scansione del telefono e permette di recuperare non solo foto e video ma anche contatti, messaggi e molto altro ancora. 

Per maggiori informazioni ti lascio il mio tutorial su come recuperare foto da iPhone rotto.

Come sostituire vetro iPhone



scritto da IlMagoDellaMela

Come sostituire vetro iPhone

Ciao!! Sono ilMagoDellaMela ed in questo tutorial ti spiegherò come sostituire vetro iPhone.

Portare il tuo iPhone in assistenza e chiedere che venga messa in atto la procedura per sostituire vetro iPhone è semplice , dovrai solo metterti in contatto con Apple o con un centro di terze parti preposto allo scopo.

 Prima di intraprendere qualsiasi procedura per sostituire vetro iPhone ti consiglio di effettuare un backup dei tuoi dati in modo tale da potervi accedere senza problemi. Se non sai come effettuare un backup dei dati presenti sul tuo smartphone a marchio Apple puoi trovare maggiori informazioni andando a leggere il seguente tutorial su come effettuare backup iPhone.



Per sostituire vetro iPhone è consigliabile rivolgersi ad Apple stessa e richiedere la sostituzione del pannello. L’operazione è a pagamento, anche nel caso in cui il tuo dispositivo risulti essere ancora in garanzia, poiché la rottura del display è un danno accidentale e non un difetto di fabbrica già presente da quando hai comperato lo smartphone. Diversa è invece la situazione se per il tuo dispositivo hai scelto di attivare AppleCare+ (se ti interessa sapere di più leggi questo tutorial su come estendere garanzia iPhone) e se non hai eseguito più di due interventi per danni accidentali (è il limite massimo concesso). In tal caso sono sempre previsti dei costi per sostituire vetro iPhone ma si tratta di cifre decisamente più contenute rispetto alla tariffa base. Se non sai se disponi di AppleCare+, oppure non ricordi se puoi ancora usufruire dei servizi offerti dalla garanzia aggiuntiva di Apple clicca qui per collegarti all’apposita pagina Web di verifica e fornisci i dati richiesti a schermo.

  • I costi possono essere variabili. 
  • Se possiedi un iPhone 6S Plus
  • la cifra da sborsare per effettuare la sostituzione del display è pari a 167,20 euro
  • se possiedi un iPhone 6s Plus, un iPhone 6S, un iPhone SE, un iPhone 5s, un iPhone 5C oppure un iPhone 5
  • la somma a pagare è invece pari a 147,20 euro
  • se possiedi un iPhone 6 il costo della riparazione è pari a 127,20 euro
  • se invece possiedi un iPhone 4s potresti pagare un massimo di 221,20 euro
  • se possiedi un iPhone 4 potresti pagare un massimo di 167,20 euro.
  •  Nello sfortunatissimo caso in cui risulti necessaria la sostituzione dell’intero dispositivo il tuo iPhone rotto verrà cambiato con un device ricondizionato, quindi non un dispositivo nuovo o equivalente al nuovo
  • (vale a dire riparato e testato da Apple stessa dopo un guasto iniziale). 
  • In caso di sostituzione dell’intero dispositivo i prezzi ammontano invece ad
  • un massimo di 351,20 euro per iPhone 6s Plus e iPhone 6 Plus; ad un massimo di 321,20 euro per iPhone 6s e iPhone 6
  • ad un massimo di 291,20 euro per iPhone SE, iPhone 5s, iPhone 5c e iPhone 5; ad un massimo di 221,20 euro per iPhone 4s
  • ad un massimo di 167,20 euro per iPhone 4. 
  • Per ulteriori dettagli puoi consultare l’apposita pagina Web informatica accessibile cliccando qui.

Puoi fare richiesta per sostituire vetro iPhone in un Apple Store, tramite corriere oppure effettuando una telefonata. Chiaramente la scelta di quale delle tre soluzioni adottare spetta solo e soltanto a te, in base a quelle che sono le tue esigenze e preferenze.

Per scoprire se nella tua zona è presente un Apple Store clicca qui per collegarti all’apposita pagina Web mediante cui visualizzare l’elenco completo dei centri Apple presenti sul territorio italiano ed i relativi indirizzi e cerca di individuare quello più vicino alla tua abitazione. Recati dunque nell’Apple Store con il telefono e la sua confezione di vendita originale ed illustra la tua situazione agli addetti presenti in negozio che prenderanno atto della richiesta di sostituzione e che ti aiuteranno e ti forniranno tutti i dettagli del caso.

Generalmente il vetro viene sostituito direttamente nel corso dell’appuntamento ragion per cui dovresti poter ritornare a casa con il tuo iPhone rimesso a nuovo. Nelle situazioni più complesse gli addetti presenti in Apple Store potrebbero però avere la necessità di inviare il tuo iPhone in un certo di riparazione Apple ed in tal caso il dispositivo sarà pronto per il ritiro in circa una settimana.

  • Se invece nei pressi della tua abitazione non è presente alcun Apple Store o, in linea ben più generale, se non hai la possibilità di raggiungere lo store di Apple a te più vicino puoi richiedere la sostituzione dello smartphone tramite corriere (in tal caso metti in conto ulteriori 12,20 euro di spese di ispezione). Per sostituire vetro iPhone tramite corriere clicca qui per collegarti all’apposita pagina Web del supporto Apple
  • e seleziona l’iPhone tra l’elenco dei prodotti per i quali desideri ottenere aiuto.
  •  Premi su Riparazione e danni fisicie
  • seleziona l’opzione Danni accidentali (come schermo rotto o versamento di liquidi).
  • Scegli dunque l’opzione Invia per la riparazione
  •  dopodiché attieniti alla semplice procedura guidata che ti viene mostrata a schermo per fornire i dettagli relativi a te ed al tuo dispositivo a marchio Apple.

Ti verrà poi spedito un pacchetto tramite corriere all’interno del quale dovrai inserire l’iPhone con il vetro rotto per rispedirlo ad Apple. Non dimenticare di estrarre la tua SIM dal dispositivo. Una volta ricevuto il tuo iPhone il centro di assistenza della Apple provvederà a riparare i danni e ti restituirà il tuo dispositivo in circa una settimana.



Puoi fare richiesta ad Apple per sostituire vetro iPhone anche tramite telefono, chiamando il numero 199 120 800 (a pagamento, attivo dalle 09:00 alle 18:00 dal lunedì al venerdì) e concordando con il call center della Apple i termini per la sostituzione.

In tutti i casi, potrai tenerti aggiornato riguardo lo stato d’avanzamento della procedura per sostituire vetro iPhone cliccando qui, compilando i campi ID caso o riparazione e CAP o Numero di serie annessi alla pagina Web visualizzata con i dati in tuo possesso e pigiando il bottone Invio. Nella pagina Web che successivamente andrà ad aprirsi potrai consultare tutti i dettagli riguardanti lo stato in cui si trova il tuo dispositivo.

In alternativa all’assistenza Apple puoi sostituire vetro iPhone rivolgendoti a centri di terze parti specializzati nel fare ciò. In questi, è però bene che tu lo tenga presente, vengono adoperati componenti non originali. 

Ad ogni modo, se sei interessato a scoprire come sostituire vetro iPhone rivolgendoti a terze parti puoi individuare facilmente i centri presenti nella tua zona che consentono di fare ciò effettuando una rapida ricerca su Google.

  • Digita dunque nella barra di ricerca di Google una keyword del tipo centri riparazione schermo iPhone Tua città 
  • (al posto di Tua città digita la tua città)
  • oppure scrivi centri cambio vetro iPhone Tua città
  •  (anche in questo caso al posto di Tua città digita la tua città)
  • dopodiché
  • premi il tasto Invio sulla tastiera
  • dai uno sguardo ai risultati della ricerca
  • e seleziona quello che pensi possa fare maggiormente al caso tuo.
  • Individua poi i recapiti del centro di assistenza di terze parti scelto
  • e recati sul posto o mettiti in contatto con lo stesso per scoprire tempi, prezzi e modalità.

Nel caso in cui dovessi decidere di sostituire vetro iPhone rivolgendoti a centri di terze parti i costi per la messa a segno dell’operazione potrebbero risultare differenti da quelli che ti ho indicato nelle precedenti righe riguardo l’esistenza ufficiale di Apple. Prima di autorizzare la sostituzione dello schermo del tuo iPhone ti suggerisco dunque di chiedere maggiori informazioni a riguardo.



Se invece ti interessa poter sostituire vetro iPhone da solo puoi provvedere ad aggiustarlo allo schermo del tuo iPhone con le tue stesse mani. In tal caso tieni però ben presente che potresti rischiare di compromettere ancora di più il funzionamento del dispositivo e che l’eventuale garanzia applicata allo stesso andrà a decadere all’istante.

Se ti interessa capire come fare per sostituire vetro iPhone da te ti suggerisco di affidarti alle indicazioni passo-passo presenti sul sito Internet iFixit. Qualora non ne avessi mai sentito parlare sappi che si tratta di un sito Web che mostra in maniera dettagliata tutte le operazioni di smontaggio di tutti i modelli di iPhone commercializzati in base ai componenti relativamente ai quali si intende agire. Il sito è inoltre ricco di immagini ed elenca per ciascuna operazione da compiere gli strumenti necessari per portare a termine il lavoro. La maggior parte delle informazioni disponibili sono in inglese (alcuni dettagli sono però presenti anche in italiano).

  • Per scoprire che cosa bisogna fare per sostituire vetro iPhone il primo passo che devi compiere è quindi quello cliccare qui per poterti subito collegare alla sezione del sito Internet di iFixit in cui sono presenti le guide per smontare tutti i modelli di melafonino e seleziona il modello di iPhone in tuo possesso. Dopodiché
  • clicca sulla voce Displayo Schermo presente sotto la dicitura Replacement Guide o Guide Sostituzione e verrà visualizzata una guida passo-passo e piena zeppa di foto su come smontare correttamente l’iPhone e sostituire lo schermo.

Una volta visualizzata la pagina Web della guida che indica come sostituire lo schermo del modello di iPhone in tuo possesso troverai l’elenco degli strumenti necessari a compiere l’operazione nella parte in alto a destra della pagina, sotto la voce Strumenti e Componenti rilevati.

  • Puoi reperire tutti gli strumenti e le parti di ricambio necessarie per sostituire vetro iPhone semplicemente facendo
  • clic sul pulsante Compra questi componenti e strumenti che trovi sempre sulla destra. Se non disponi della strumentazione necessaria ti invito a non improvvisare e a non usare attrezzi di fortuna. È infatti di fondamentale importanza reperire ed utilizzare tutto l’occorrente che viene indicato onde evitare l’insorgenza di problemi e per eseguire alle perfezione i passaggi riportati nella guida.

Dopo aver reperito tutta la strumentazione necessaria, per sostituire vetro iPhone segui per bene tutte le indicazioni riportate nella guida. Guarda attentamente le foto e segui alla lettera le istruzioni testuali.  Ti suggerisco inoltre di dare uno sguardo all’apposito video che illustra in dettaglio come procedere.

Come verificare garanzia Apple



scritto da IlMagoDellaMela

Come verificare garanzia Apple

Ciao!! SonoIlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come verificare la garanzia Apple senza perdere tempo tra call center .

Consultando la garanzia Apple potrai scoprire quale tipo di garanzia è attiva sul tuo dispositivo, la data della sua scadenza, quali danni copre e altri dettagli relativi al supporto tecnico offerto dal colosso di Cupertino. 

Informazioni preliminari

Prima di spiegarti come verificare la garanzia Apple, devi sapere alcune informazioni preliminari che sono e ti saranno utili per avere un quadro chiaro dell’argomento. Così come accade per tutti i produttori di dispositivi elettronici, anche i prodotti Apple venduti nell’Unione Europea sono coperti da due anni di garanzia: il primo è a carico della stessa Apple, mentre il secondo è a carico del negozio presso il quale si è stato acquistato il prodotto. Se si acquista un dispositivo negli Apple Store o presso il sito ufficiale Apple, l’azienda di Cupertino copre ambedue gli anni di garanzia.

Quali danni copre la garanzia di Apple? la garanzia copre esclusivamente i cosiddetti difetti di conformità, non i danni accidentali. Fra questi ci sono tutti i difetti che rendono un dispositivo non idoneo all’uso al quale servono abitualmente prodotti dello stesso tipo o non conforme alla descrizione del venditore in termini di qualità o prestazioni. Se vuoi approfondire l’argomento, puoi consultare la Garanzia legale del Venditore che trovi sul sito Web di Apple.



Se il tuo device ha subìto un danno accidentale (per esempio si è rotto lo schermo dell’iPhone dopo che il telefono ti è caduto o hai danneggiato il Mac), indipendentemente dallo stato della garanzia potrai richiederne la riparazione o la sostituzione presso gli Apple Store in cambio di una somma di denaro, che varia in base all’entità del danno e in base al listino corrente dell’azienda di Cupertino.

Se vuoi avere un’idea delle cifre che si possono spendere, ti consiglio di leggere il seguente articolo su come sostituire vetro iPhone, oppure visitare il sito ufficiale di Apple contenente il listino completo per quanto riguarda iPhoneiPadMacApple Watch ed Apple TV.

Se uno dei tuoi dispositivi Apple è ancora coperto da garanzia e hai bisogno di una riparazione, puoi ordinarla direttamente online dalle pagine che ti ho linkato prima(in base al prodotto che hai bisogno di riparare), seguendo le indicazioni che visualizzerai a schermo nelle pagine in questione.

Se ti interessa puoi anche estendere la garanzia sui tuoi device acquistando il pacchetto AppleCare+ dal sito Internet di Apple. Si tratta di un pacchetto assicurativo che dà accesso al supporto telefonico, estende i diritti di riparazione sui problemi hardware e include fino a due interventi per danni accidentali (facendoli pagare da 29 a 99 euro l’uno).

Per maggiori informazioni su come estendere la garanzia Apple e sui piani AppleCare+,per maggiori informazioni consulta il seguente articolo su come estendere garanzia Apple che ho dedicato all’argomento e visita questa pagina presente sul sito ufficiale di Apple.



Verificare la garanzia Apple

  • Per conoscere lo stato della garanzia su qualsiasi prodotto Apple, non devi far altro che collegarti a questa pagina 
  • immettere il numero di serie del device di cui vuoi verificare la garanzia nell’apposito campo di testo. Dopodiché
  • digita nel box situato in basso il codice alfanumerico che vedi nell’immagine
  • e premi sul pulsante azzurro Continua.

Non sai qual è il numero di serie dei tuoi dispositivi? puoi scoprirlo seguendo le indicazioni che trovi di seguito.

  • iPhone/iPad/iPod Touch 
  • recati nelle Impostazioni di iOS
  • (premi sull’icona grigia raffigurante gli ingranaggi che trovi nella schermata Home)
  • seleziona le voci Generali > Info dal menu che si apre e individua il numero di serie IMEI. In alternativa
  • apri iTunes sul computer
  • clicca sull’icona del dispositivo presente nel menu in alto a sinistra (il device deve essere connesso al PC fisicamente o deve avere la funzione di sincronizzazione Wi-Fi attiva)
  • e cerca il numero di serie dalla schermata di riepilogo con tutte le caratteristiche del terminale.
  • Altri modelli di iPod 
  • recati nel menu Impostazioni > Info
  •  e premi il tasto centrale finché non visualizzi il numero di serie del dispositivo.
  • Mac 
  • clicca sull’icona della mela che si trova in alto a sinistra, nella barra dei menu
  • seleziona la voce Informazioni su questo Mac dal menu che si apre e individua il numero di serie nella finestra che compare a schermo.
  • Apple TV 
  • recati nelle Impostazioni del dispositivo
  • seleziona le voci Generali e Info dal menu che si apre
  • e individua il numero di serie.
  • Apple Watch 
  • apri l’applicazione Watch sul tuo iPhone
  • premi su Generali 
  • e poisu Info
  •  e individua il numero di serie. Se hai la possibilità di agire dallo smartwatch, invece
  • apri l’app Impostazioni
  • premi su Generali > Info
  • scorri verso il basso e cerca il numero di serie o IMEI.

Una volta eseguita la procedura per verificare la garanzia Apple, verrai reindirizzato su una pagina contenente tutte le informazioni di cui hai bisogno: la convalida della data di acquisto del prodotto (che viene fatta in automatico e consente all’azienda di fornire assistenza); lo stato del servizio di assistenza tecnica via telefono che è valida solo per 90 giorni dopo l’acquisto del device (dopodiché diventa a pagamento) e lo stato di copertura di riparazione e assistenza, ossia la garanzia sui guasti fornita direttamente da Apple.

Ora non devi fare altro che valutare quale opzione di assistenza eventualmente richiedere, tenendo conto delle informazioni preliminari puoi leggere il seguente articolo  come verificare garanzia Apple.

Cosa fare in caso di problemi

Seguendo le indicazioni che ti ho fornito prima, hai riscontrato problemi nel verificare la garanzia Apple? Vorresti parlare con un operatore del customer care di Apple per richiedere assistenza a tal proposito? eccoti elencati numerosi modi per contattare Apple.

  • Supporto telefonico — chiama il numero verde 800 915 904 e segui le istruzioni della voce guida per parlare con il primo operatore disponibile. La chiamata è gratuita. Il numero è disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 08:00 alle 19:45.
  • Supporto online — collegati alla pagina apposita per il supporto online che si trova sul sito Internet di Apple, seleziona l’icona del prodotto o del servizio per cui richiedi assistenza e segui la procedura visualizzata a schermo per indicare la tipologia di problema che vuoi risolvere.
  • App Supporto Apple — grazie a quest’applicazione è possibile chiedere e ottenere supporto da parte di un consulente Apple direttamente dal proprio iPhone o iPad.
  • Supporto via Twitter — chiedi aiuto all’account verificato @AppleSupport e inviagli un DM specificando i problemi che hai riscontrato (disponibile soltanto in inglese).
  • Apple Store — recati personalmente presso l’Apple Store più vicino a te e chiedi aiuto ai consulenti presenti in negozio.

Per maggiori informazioni su come contattare Apple puoi leggere il seguente articolo su come contattare Apple.



Come funziona AirDrop



scritto da IlMagoDellaMela

Come funziona AirDrop

Ciao!! SonoIlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come funziona AirDrop.

Prima di scoprire come funziona AriDrop devi però capire di che cosa si tratta. Devi sapere che AirDrop è uno strumento disponibile su iOS e su macOS grazie al quale gli utenti con dispositivi Apple e rispondenti a specifici requisiti possono condividere foto, video, siti Web, posizioni e molto altro ancora tra device vicini in modo davvero molto semplice. AirDrop assume quindi un ruolo per certi versi simile alla pratica, tanto in voga sino a qualche anno fa, di attivare ed utilizzare il modulo Bluetooth su cellulari e computer per scambiare foto, immagini e musica senza cavi e complicazioni varie.

Requisiti per usare AirDrop

Per riuscire a capire come funziona AirDrop e per potertene servire devi innanzitutto accertarti del fatto che il dispositivo in tuo possesso sia compatibile con questo strumento. Per condividere contenuti con AirDrop devi disporre di un iPhone, iPad o iPod Touch con iOS 7 o versioni successive oppure di un Mac con OS X Yosemite o versioni successive oppure con macOS Sierra. Nello specifico:

  • MacBook Pro (fine 2008 o più recente), escluso il modello da 17 pollici di fine 2008
  • MacBook Air (fine 2010 o più recente)
  • MacBook (fine 2008 o più recente), escluso il MacBook bianco di fine 2008
  • iMac (inizio 2009 o più recente)
  • Mac mini (metà 2010 o più recente)
  • Mac Pro (inizio 2009 con scheda AirPort Extreme o metà 2010)
  • iPhone (5 o versioni più recenti)
  • iPad (4a generazione o versioni più recenti)
  • iPad mini
  • iPad Pro
  • iPod touch (5a generazione o versioni più recenti)

Da notare poi che per condividere file tra un Mac e un iPhone, iPad o iPod touch occorre disporre dei seguenti dispositivi e sistemi operativi:



  • Mac del 2012 o modelli successivi (escluso Mac Pro metà 2012) con OS X Yosemite o versioni successive
  • iPhone, iPad o iPod touch con iOS 7 o versioni successive
  • Se stai utilizzando un Mac accertati inoltre che sul tuo computer il menu Vai includa la voce AirDrop.
  • Per controllare che includa la voce AirDrop devi
  • premere sulla voce Vai annessa nella parte in alto a sinistra della barra dei menu e verificare che nel menu visualizzato sia presente AirDrop.
  • Se invece stai usando un iPhone, un iPad o un iPod Touch
  • accedi al centro di controllo 
  • facendo uno swipe dal basso verso l’alto dello schermo oppure dall’angolo in alto a destra verso il basso su iPhone X e versioni successive e su iPad
  • tieni premuto sull’icona del Wi-Fi (quella con le tacchette) ed accertati che ci sia il pulsante AirDrop.

È poi necessario attivare il Wi-Fi e il Bluetooth. Tieni poi presente che se desideri condividere contenuti con i tuoi contatti è indispensabile che tu acceda anche al tuo account iCloud (se ben ricordi, te ne ho parlato nella mia guida su come funziona iCloud).

Attivare e configurare AirDrop

Presa coscienza del fato che sul tuo dispositivo è possibile sfruttare AirDrop, puoi procedere tranquillamente all’attivazione ed alla configurazione di questo strumento.

  • Se disponi di un Mac ed è tua intenzione attivare e configurare AirDrop
  • premi sulla voce Vai collocata nella parte in alto a sinistra della barra dei menu dopodiché
  • premi sulla voce AirDrop. Una volta fatto ciò, ti verrà mostrata una finestra del Finder.
  • Se il Bluetooth e il Wi-Fi risultano attivi potrai cominciare ad utilizzare subito AirDrop.
  • Se invece il Bluetooth o il Wi-Fi risultano disattivati ti verrà mostrato un pulsante per attivarli. In tal caso
  • cliccaci sopra.

Se hai la necessità di ricevere file da persone non incluse nell’app Contatti utilizza l’impostazione Consenti di trovarmi a nella parte inferiore della finestra AirDrop.

  • Se invece stai utilizzando un dispositivo iOS e vuoi attivare e configurare AirDrop
  • ti basta fare uno swipe dal basso verso l’alto dello schermo oppure dalla parte in alto a destra del display verso il basso su iPhone X e versioni successive e iPad
  • premere sull’icona del Wi-Fi (quella con le tacchette)
  • e premi sull’icona di AirDrop.
  • Dal menu che si apre scegli poi se ricevere elementi da chiunque (Tutti) oppure solo dalle persone incluse tra i tuoi contatti (Solo contatti)
  • In alternativa, puoi accedere alla home screen di iOS
  • premi sull’icona di Impostazioni (quella con l’ingranaggio)
  • selezionare la voce Generali, poi AirDrop e fare la tua scelta da li.

La scelta dell’opzione di condividere elementi con chiunque o soltanto con i tuoi contatti varia in base a quelle che sono le esigenze del momento. Se hai la necessità di condividere contenuti con una persona che non è presente nell’app Contatti

premi sulla prima opzione mentre se la persona con cui intendi condividere contenuti è tra i tuoi contatti seleziona la seconda opzione.



Chiaramente tieni conto che l’opzione per condividere contenuti con chiunque sia nei paraggi e risponda ai requisiti di AriDrop non è proprio il massimo della sicurezza e della riservatezza. Scegliendo questa opzione, infatti, chiunque potrebbe avere accesso a ciò che desideri condividere. Ti consiglio di usare questa opzione solo se strettamente necessario.

Condividere con AirDrop

Adesso dovresti avere le idee molto più chiare su come funziona AirDrop. Sei quindi pronto per poter cominciare a condividere i tuoi contenuti sfruttando questa speciale funzionalità di casa Apple.

  • Se utilizzi un Mac, tutto quel che devi fare è trascinare l’elemento o gli elementi che desideri condividere sull’immagine del destinatario presente nella finestra del Finder etichettata come AirDrop, quella che ti ho spiegato come aprire nelle precedenti righe.
  • Successivamente premi su Invia.
  • In alternativa alla procedura appena indicata, puoi condividere contenuti usando AirDrop su Mac anche
  • toccando il tasto destro del mouse sul file che intendi inviare
  • facendo clic sulla voce Condividi annessa al menu visualizzato
  • e poi premi su AirDrop.
  • Se stai utilizzando un app che supporta AirDrop
  • puoi anche premere sull’icona Condividi 
  • (quella a forma di quadrato con sopra una freccia verso l’alto)
  • e scegliere poi AirDrop dal menu visualizzato.
  • Successivamente seleziona un destinatario dal foglio AirDrop
  • e poi fai clic su Fine.
  • Se utilizzi un dispositivo iOS, puoi inviare elementi con AirDrop accedendo a ciò che desideri inviare
  • e facendo tap sull’icona per la condivisione 
  • (quella a forma di quadrato con sopra una freccia verso l’alto)
  • o sulla voce Condividi.
  • Successivamente seleziona il nome dell’utente o del dispositivo Apple nelle vicinanze con cui vuoi interagire.

Una volta avviata la condivisione, l’altro utente riceverà un avviso con un’anteprima del contenuto che desideri condividere e può accettare o rifiutare. Se l’altro utente accetta e sta utilizzando un dispositivo iOS otterrà il contenuto nell’app da cui l’hai inviato. Ad esempio esempio, le foto appariranno nell’app Foto e i siti Internet si apriranno in Safari. Se l’altro utente accetta e sta utilizzando un Mac l’elemento verrà salvato nella cartella Download.

In caso di problemi

Se non riesci a visualizzare il destinatario nella finestra o nel foglio AirDrop, puoi provare a mettere in pratica le indicazioni che trovi qui di seguito, dovresti riuscire a risolvere la cosa.

  • Assicurati che su entrambi i device che intendi sfruttare per scambiare file mediante AirDrop la funzione in oggetto sia attiva e che la distanza tra i dispositivi non superi i 9 metri.
  • Se stai inviando un elemento a un iPhone o iPad tieni conto che la funzione di hotspot personale deve essere disattivata su quest’ultimo. Per fare ciò
  • ti basta accedere alla sezione Impostazioni di iOS,
  • premi su Dati cellulare e poi su Hotspot personale dopodiché devi portare su OFF la levetta collocata accanto alla relativa voce.
  • Se invii un elemento a un Mac del 2012 o meno recente
  • fai clic sulla voce Non trovi chi stai cercando? presente nella finestra o nel foglio di condivisione AirDrop del computer di invio dopodiché fai clic su Cerca un Mac meno recente.
  • Verifica se l’impostazione Impedisci tutte le connessioni in entrata è attiva su Mac. Qualora coì fosse, provvedi a disattivarla in quanto impedisce al computer la ricezione di elementi tramite AirDrop. Per verificare se la funzione è attiva su Mac
  • accedi a Preferenze di sistema
  • clicca su Sicurezza e Privacy, seleziona Firewall,
  • clicca sul lucchetto collocato in basso e digita la password relativa al tuo account utente
  • e poi fai clic sul bottone Opzioni Firewall….

Se necessiti di maggiori dettagli, ti suggerisco di consultare l’apposita sezione informativa annessa al sito Internet ufficiale di Apple. Per consultare la pagina Web relativa ad AirDrop su Mac fai clic qui mentre per consultare quella facente riferimento ai dispositivi iOS puoi cliccare qui.



Come attivare Bluetooth



scritto da IlMagoDellaMela

Come attivare Bluetooth

Ciao!! SonoIlMagoDellaMela in questo tutorial ti spiegherò come attivare Bluetooth sia su computer sia su device mobile.

Attivare Bluetooth su computer

Windows

Se hai un PC con su installato il sistema operativo Windows e ti interessa scoprire come fare per attivare Bluetooth la prima operazione che devi effettuare è quella di verificare che sul dispositivo in tuo possesso sia effettivamente integrato il supporto a tale tipologia di connettività. Se hai comperato il tuo computer da poco quasi sicuramente è così, se invece disponi di un PC un po’ più datato il supporto alla connettività Bluetooth potrebbe non essere integrato. Ad ogni modo verificare non costa nulla e in caso di esito negativo è possibile rimediare.

  • Se possiedi un PC con su installato Windows 7 
  • puoi verificare se il tuo computer supporta la connettività Bluetooth
  • premi sul pulsante Start
  • selezionando con il pulsante destro del mouse la voce Computer annessa al menu visualizzato
  • e premi poi sulla voce Proprietà dal menu che compare.
  • Se possiedi un PC con su installato Windows 8 o versioni successive
  •  puoi verificare se il tuo computer supporta la connettività Bluetooth
  • premi sull’icona raffigurante una cartella di colore giallo che risulta annessa alla barra delle applicazioni
  • selezionando con il tasto destro del mouse la voce Questo PC collocata nella barra laterale di sinistra
  • e scegliendo poi la voce Proprietà dal menu che compare.
  • Nella finestra che andrà ad aprirsi 
  • premi sulla voce Gestione dispositivi che si trova nella barra laterale di sinistra e controlla che nella finestra che si apre
  • tra i dispositivi presenti nel PC, ci sia anche la voce dispositivo Bluetooth o quella Radio Bluetooth. Se la voce è presente nell’elenco significa che il tuo computer supporta il Bluetooth senza problemi, altrimenti no.

Qualora il tuo computer non supporti la connettività Bluetooth puoi far fronte alla cosa acquistando, con pochi euro, un adattatore Bluetooth USB. Si tratta di dispositivi simili alle diffusissime chiavette USB che possono essere acquistati in qualsiasi negozio di elettronica o online, su siti Internet come Amazon o eBay, e che permettono di aggiungere il supporto Bluetooth ai PC che ne sono sprovvisti.

  • Se il tuo computer dispone del Bluetooth integrato per attivarlo devi individuare il pulsante della tastiera del tuo PC su cui è stampato sopra il simbolo del Bluetooth e premerlo.
  • Tieni presente che in alcuni casi il tasto per attivare Bluetooth sul PC è associato ad altre funzioni
  • e quindi per usarlo devi tenere premuto il tasto Fn
  • In altri casi, invece, al posto del pulsante puoi trovare una levetta con accanto scritto Bluetooth o Wireless 
  • che va spostata su ON.
  • Le posizioni dei tasti e delle levette possono variano da computer a computer.

Se invece il tuo computer non integra il supporto alla connettività in oggetto ed hai comperato un adattatore USB come ti ho indicato prima per attivare Bluetooth sul computer ti basta collegare l’adattatore ad una delle prese USB del computer.



  • Una volta collegato l’adattatore attendi qualche istante per l’installazione automatica dei driver
  • dopodiché verifica che nell’area di notifica ci sia l’icona del Bluetooth.
  • Per accertarti del fatto che tutto sia filato per il verso giusto puoi inoltre
  • digitare visualizza connessioni di rete 
  • nel campo di ricerca annesso al menu Start
  • premi sul primo risultato visualizzato 
  • e controllare che fra le connessioni disponibili ed attive sia presente anche quella etichetta con il nome Connessione di rete Bluetooth.
  • Dopo aver provveduto ad attivare Bluetooth ed a prescindere dal fatto che la connettività in oggetto sia supportata nativamente dal tuo PC oppure no per  avviare il trasferimento di un file dal computer allo smartphone o al tablet oppure viceversa
  • premi sul pulsante Start annesso alla barra delle applicazioni
  • digita bluetooth 
  • e premi su Trasferimento file bluetooth che compare fra i risultati della ricerca. 
  • Scegli poi se inviare un file all’altro dispositivo con cui desideri entrare in comunicazione 
  • oppure se ricevere un file da quest’ultimo
  • dopodiché segui le indicazioni visualizzate a schermo per completare l’operazione.

OS X

Per attivare Bluetooth su  un Mac su OS X, per cominciare sappi che a prescindere dal fatto che quello in tuo possesso sia un iMac oppure un MacBook la connettività Bluetooth è sicuramente integrata. Se invece così non fosse (molto probabilmente stai utilizzano un Mac molto datato) puoi rimediare procurandoti prima un adattatore Bluetooth (come quelli che ti ho indicato prima quando ti ho spiegare come attivare Bluetooth su PC Windows), collegandolo al tuo computer ed attenendoti ai seguenti step.

  • Come prima cosa la prima operazione che devi effettuare per poter attivare Bluetooth su Mac è quella di
  • premere sull’icona di Preferenze di sistema annessa al Dock.
  • In alternativa puoi accedere a Preferenze di sistema
  • toccando sulla lente di ingrandimento collocata nella parte in alto a destra della barra dei menu
  • digitando preferenze di sistema nel campo di ricerca che ti viene mostrato a schermo e facendo poi doppio clic sul primo risultato visualizzato.
  • Seleziona ora la voce Bluetooth dalla finestra che è andata ad aprirsi dopodiché premi sul bottone Attiva Bluetooth che si trova sul lato sinistro della finestra che ora ti viene mostrata.
  • Adesso che hai provveduto ad attivare Bluetooth sul tuo Mac per passare file tra il computer e lo smartphone oppure il tablet o viceversa
  • seleziona il dispositivo con cui è tua intenzione effettuare lo scambio
  • premi sul pulsante Abbina 
  • e conferma la connessione fra i due terminali
  • premi sulla voce Accoppia all’avviso che compare sul display dell’altro device.
  • Successivamente
  • premi sull’icona del cellulare nel menu della finestra Bluetooth di Preferenze di sistema del Mac
  • e seleziona la voce Invia file a dispositivo dal menu che compare per inviare un file dal computer allo smartphone oppure la voce Sfoglia file sul dispositivo per visualizzare ed importare tutti i file presenti sul device.
  • Se lo desideri una volta terminato lo scambio dei file
  • premi sul pulsante Disattiva Bluetooth annesso alla finestra di Preferenze di sistema inerente il Bluetooth per disattivare l’utilizzo della connettività in oggetto.
  • Se invece cerchi un sistema per attivare Bluetooth più rapidamente e per potertene servire in maniera più rapida
  • apponi un segno di spunta accanto alla voce Mostra Bluetooth nella barra dei menu in modo tale da poter accedere al Bluetooth direttamente dalla barra dei menu del Mac semplicemente
  • cliccando sull’apposita icona che è stata aggiunta accanto all’orologio.

Attivare Bluetooth su smartphone e tablet

Android

Se hai uno smartphone o un tablet Android e desideri attivare Bluetooth per scambiare file con altri dispositivi o per collegare accessori aggiuntivi i passaggi che devi effettuare sono abbastanza semplici. Tieni però conto del fatto che non essendo a conoscenza del modello esatto di smartphone o tablet Android in tuo possesso e della versione del sistema operativo mobile da te utilizzata alcune delle voci che andrò ad indicarti di seguito potrebbero risultare leggermente differenti.

  • Per cominciare
  • accedi alla home screen del tuo dispositivo
  • premi su Impostazioni 
  • e poi premi sulla voce Bluetooth annessa alla schermata che ti viene mostrata.
  • A questo punto porta su ON la levetta posta accanto alla voce Disattiva.
  • Attendi quindi qualche istante affinché la levetta diventi di colore verde e compia la voce Attiva.
  • Individua ora il dispositivo con cui intendi scambiare file o che intendi associare al tuo smartphone o tablet Android dalla sezione Dispositivi disponibili dopodiché
  • premi sopra
  • digita poi il codice che viene riportato sullo schermo dell’altro dispositivo o che risulta annesso al libretto illustrativo dello stesso
  • e premi sul pulsante Associa.
  • Nel caso in cui dopo aver provveduto ad attivare Bluetooth non riesci a visualizzare l’altro dispositivo con cui è tua intenzione interagire
  • premi sulla voce Ricerca collocata nella parte in alto a destra della schermata del tuo smartphone o tablet Android.

Puoi tenere traccia dello stato dell’attività della connettività Bluetooth dando uno sguardo all’apposita icona apparsa nella parte in alto a destra del display del tuo smartphone o tablet Android. Se l’icona è di colore bianco il Bluetooth è attivo e un dispositivo è connesso al tuo smartphone o tablet Android mentre se l’icona è di colore grigio il Bluetooth è attivo ma non vi sono dispositivi connessi.

  • Per poter rimuovere l’associazione del tuo smartphone o tablet Android con il dispositivo o l’accessorio precedentemente selezionato
  • accedi alla sezione Bluetooth di Impostazioni
  • premi sull’icona a forma di rotella presente accanto al nome del dispositivo di riferimento
  • e poi premi su Dissocia.
  • Quando la connettività Bluetooth non ti è più utile puoi inoltre disattivarla accedendo nuovamente alla sezione Bluetooth di Impostazioni 
  • e portando su OFF la levetta collocata accanto alla voce Bluetooth.
  • In alternativa puoi disattivare rapidamente la funzione Bluetooth sul tuo dispositivo Android
  • scorrendo con il dito dall’alto verso il basso
  • premi poi sulla voce Bluetooth annessa al menu che ti viene mostrato ed aspettando qualche istante affinché diventi di colore grigio.

iOS

Se hai un iPhone, un iPad oppure un iPod Touch ed è tua intenzione attivare Bluetooth perché intendi abbinare un qualche nuovo accessorio al tuo dispositivo, ad esempio degli auricolari oppure uno smartwatch, i passaggi che devi effettuare sono davvero molto semplici.

  • Per cominciare
  • accedi alla home screen del tuo iDevice dopodiché
  • premi su Impostazioni
  • Premi sulla voce Bluetooth dopodiché
  • sposta su ON la levata collocata accanto alla voce Bluetooth annessa alla nuova schermata che ora visualizzi.
  • Adesso attendi qualche istante affinché risulti disponibile la lista di tutti gli altri dispositivi nei paraggi su cui risulta attivo il Bluetooth
  • premi sul nome di quello di tuo interesse
  • e poi premi su Abbina.
  • Immetti ora il codice di accesso a quattro cifre
  • che si trova sul manuale delle istruzioni dell’accessorio che intendi abbinare al tuo iPhone, iPad o iPod Touch dopodiché
  • premi su Connetti.
  • Puoi tenere traccia dello stato dell’attività della connettività Bluetooth dando uno sguardo all’apposita icona apparsa nella parte in alto a destra del display di iPhone. 
  • Se l’icona è di colore bianco il Bluetooth è attivo e un dispositivo è connesso al tuo iDevice
  • mentre se l’icona è di colore grigio il Bluetooth è attivo ma non vi sono dispositivi connessi.
  • Qualora in futuro desiderassi rimuovere l’associazione del tuo iPhone, iPad o iPod Touch con l’accessorio precedentemente
  • selezionato accedi alla sezione Bluetooth di Impostazioni
  • premi sulla voce i collocata accanto al nome del dispositivo di riferimento
  • e premi sulla voce Annulla abbinamento.
  • Quando la connettività Bluetooth non ti è più utile puoi disattivarla
  • accedendo nuovamente alla sezione Bluetooth di Impostazioni
  •  e portando su OFF la levetta collocata accanto alla voce Bluetooth.

Se oltre ad attivare Bluetooth per associare eventuali accessori al tuo iPhone, iPad o i desideri poter sfruttare la connettività in oggetto per scambiare file con altri utenti in possesso di un dispositivo iOS o di un Mac puoi utilizzare AirDrop. Per saperne di più ti invito a consultare la mia guida su come funziona AirDrop.



Come installare CarPlay



scritto da IlMagoDellaMela

Come installare CarPlay

Ciao!! SonoIlMagoDellaMela ed in questo tutorial ti spiegherò come installare CarPlay.

Devi sapere che CarPlay è il software sviluppato da Apple e pensato per utilizzare le principali funzioni del telefono anche quando si è alla guida, in totale sicurezza e nel rispetto del codice della strada. Con Apple CarPlay hai un copilota che ti permette di effettuare chiamate telefoniche, inviare SMS, scegliere la musica da ascoltare e ottenere indicazioni stradali, senza mai togliere le mani dal volante.

leggi con attenzione i prossimi paragrafi e troverai tutte le indicazioni necessarie alla configurazione di CarPlay sulla tua auto.



Modelli auto e iPhone compatibili

Carplay è il sistema di Apple pensato per l’utilizzo di iPhone mentre si è al volante in totale sicurezza. Per utilizzarlo, deve essere installato di serie sulla propria vettura: attualmente sono oltre 200 i modelli di auto compatibili con CarPlay, ma Apple assicura che tutte le principali case automobilistiche stanno integrando il sistema nei loro modelli.

Nel momento in cui scrivo, le case automobilistiche che dispongono di veicoli con Carplay sono: Abarth, Acura, Aston Martin, Bentley, BMW, Buick, Cadillac, Chery, Chevrolet, Chrysler, Citroen, Cowin Auto, Dodge, DS Automobiles, Ferrari, Fiat, Ford, Genesis, GMC, Haima, Honda, Hyundai, Jeep, Kia, Lamborghini, Lifan, Mazda, Mercedes, MG, Nissan, Opel, Peugeot, Porsche, RAM, Renault, Roewe, Seat, Skoda, Subaru, Suzuki, Vauxhall, Wolkswagen e Volvo. Per la lista dei modelli e l’elenco completo, che è in costante aggiornamento, puoi consultare il sito di Apple.

Se la tua auto è tra quelle che non supportano CarPlay, devi sapere che puoi prendere in considerazione l’installazione di un sistema audio compatibile con il software di Apple. Infatti, puoi avere CarPlay sulla tua auto anche installando un impianto stereo compatibile, come quelli di AlpineClarionKenwoodPioneer e Sony.

Per poter utilizzare CarPlay, non solo devi possedere un modello di auto o un impianto stereo tra quelli citati, ma devi avere anche un iPhone compatibile. Il tuo iPhone che supportano CarPlay è meno ristretta rispetto a quella relativa ai modelli di auto e quasi tutti gli iPhone sono compatibili con il software di Apple.

Per poter configurare il tuo iPhone con un’auto che supporta CarPlay, bisogna infatti avere uno dei seguenti modelli (con iOS aggiornato alla versione 7.1 o successive).



  • iPhone 5, 5s e 5c;
  • iPhone SE;
  • iPhone 6 e 6 Plus;
  • iPhone 6s e 6s Plus;
  • iPhone 7 e 7 Plus;
  • iPhone 8 e 8 Plus;
  • iPhone X.

Come installare e configurare CarPlay

Per utilizzare CarPlay nella propria auto, non è richiesta alcuna installazione. Il software, infatti, è già presente nell’auto e la configurazione con il proprio iPhone avviene tramite cavo USB o connessione wireless (Bluetooth e Wi-Fi), senza dover installare nessuna applicazione aggiuntiva.

  • Per configurare CarPlay, il primo passaggio richiesto è l’attivazione di Siri. Prendi quindi il tuo iPhone
  • premi sull’icona della rotella di ingranaggio per accedere alle Impostazioni di iOS
  • ora premi sulla voce Siri e accertati che l’assistente vocale di Apple sia attivato, altrimenti
  • sposta la levetta accanto all’opzione Siri da OFF a ON 
  • e premi sulla voce Abilita Siri.
  • Adesso, recati nella tua auto compatibile con CarPlay
  • e collega il tuo iPhone alla presa USB della vettura tramite il cavo Lightning originale (o certificato) Apple. 
  • Se il tuo veicolo supporta CarPlay tramite connessione wireless
  • assicurati che siano attive le connessioni Bluetooth e Wi-Fi dell’auto
  • prendi quindi il tuo iPhone
  • e premi sull’icona della rotella di ingranaggio
  •  per accedere alle Impostazioni di iOS
  • ora premi sulla voce Generali
  • premi sull’opzione CarPlay 
  • e premi sul bottone Attiva Bluetooth.
  • Per completare il collegamento
  • tieni premuto il tasto del controllo vocale presente sul volante dell’auto, mentre sul tuo iPhone seleziona il veicolo sotto la voce Auto disponibili 
  • e segui la procedura guidata di configurazione.
  • Collegando il tuo iPhone alla vettura tramite cavo, l’avvio di CarPlay è automatico nella maggior parte dei modelli di auto.
  • Se così non fosse
  • avvia il sistema manualmente
  • premi sulla sua icona presente nel menu del sistema di bordo. Per esempio, se hai un’auto Peugeot
  • premi sul tasto Menu
  • premi sulla voce Servizi connessi 
  • e premi sull’opzione Apple CarPlay.

Come usare CarPlay

Per utilizzare CarPlay è necessario disporre di una connessione Internet attiva. Il sistema, è basato principalmente sull’utilizzo di Siri e sui comandi vocali che il guidatore ordina a CarPlay.

Collegato il tuo iPhone alla vettura, il display dell’auto proporrà la schermata Home nella quale vengono visualizzate le 7 app standard: TelefonoMusicaMappeMessaggiIn riproduzioneAudiolibri e Podcast. A queste, si aggiungono le app installate sull’iPhone che sono compatibili con CarPlay, come SpotifyAmazon MusicAudibleVOXNPR OneClammrDowncastOvercastAudibleStitcherAudiobooks.com e At Bat, oltre alle applicazioni delle case automobilistiche.

A differenza di quanto accade con Android Auto con CarPlay il telefono collegato all’auto risulta funzionante anche durante l’utilizzo del sistema alla guida e le azioni svolte tramite il display dell’iPhone vengono riprodotte anche sul display dell’auto.

  • Questo significa che se hai la necessità di utilizzare un’app non compatibile con CarPlay mentre sei in auto, puoi farlo senza uscire da CarPlay (ma se sei alla guida, si tratta di una pratica scorretta e rischiosa).
  • Altra funzione utile è la possibilità di cambiare l’ordine delle app visualizzate sul display dell’auto.
  • Per farlo
  • premi sull’icona della rotella di ingranaggio presente nella home screen tuo iPhone per accedere alle Impostazioni di iOS
  • premi sulla voce Generali,
  • premi sull’opzione CarPlay 
  • ora premi sull’auto associata. Adesso
  • sposta le icone delle app disponibili e posizionale nell’ordine che preferisci, mentre puoi pigiare sul pulsante 
  •  per rimuovere un’app dall’elenco e non visualizzarla
  • Premi invece sulla voce Inizializza per ripristinare tutte le app precedentemente rimosse e ristabilire il posizionamento di default.
  • Per utilizzare CarPlay, puoi interagire direttamente tramite il display touch dell’auto
  • usare il controller con manopola rotante e, sopratutto, tramite comandi vocali
  • premendo a lungo sul pulsante apposito collocato sul volante della macchina e che attiva Siri. In alternativa, proprio come accade con iPhone, puoi richiamare Siri semplicemente
  • con il comando vocale Ehi Siri che avvierà la classica schermata scura con la scritta Come posso aiutarti?.

Adesso, è sufficiente dare un comando vocale a Siri che ti risponderà con i risultati o eseguendo l’operazione richiesta. Ora ti faccio vedere qualche esempio pratico.



Vuoi ottenere indicazioni stradali usando l’app Mappe? Pronuncia Ehi Siri seguito dal comando vocale Dammi le indicazioni per [luogo], o anche Portami a casa e Trova un benzinaio. Se vuoi avviare la riproduzione musicale, ti sarà sufficiente richiamare Siri e pronunciare un comando vocale tra Riproduci [canzone]Riproduci [artista]Riproduci [genere]Fammi ascoltare la mia playlist [nome playlist], o anche Salta questa canzone e Riproduci altri brani simili.

  • Con i comandi vocali puoi perfino gestire le chiamate e i messaggi senza prendere il telefono in mano.
  • Pronuncia i comandi Ehi Siri e Chiama [nome] 
  • Chiama [numero],
  • o anche Richiama l’ultimo numero 
  • Quali messaggi ci sono in segreteria?, mentre per inviare e leggere gli SMS puoi pronunciare i comandi
  •  Scrivi un messaggio a [nome] 
  • Leggi i miei SMS.

Infine, devi sapere che con Siri è possibile accedere ad altre applicazioni che non sono visualizzate nel display dell’auto come CalendarioPromemoriaOrologio. Ad esempio, puoi impostare la sveglia, sapere quale sarà la tua prossima riunione o annotare un appunto con il comando vocale Ehi Siri seguito da Qual è la mia prossima riunione? o Imposta la sveglia per [giorno] alle [orario].

Come funziona Android Auto



scritto da IlMagoDellaMela

Come funziona Android Auto

Ciao!! SonoIlMagoDellaMela ed in questo tutorial ti spiegherò come funziona Android Auto.

Devi sapere che Android Auto è un’applicazione che permette di duplicare lo schermo del proprio smartphone sul display di bordo dell’auto, ma con un’interfaccia minimale studiata appositamente per l’utilizzo del telefono alla guida. Permette di accedere alle principali funzionalità del dispositivo mobile e alle applicazioni supportate, evitando distrazioni alla guida grazie ai comandi presenti sul volante dell’auto e alle comode funzioni vocali che consentono di ordinare al sistema di inviare messaggi, effettuare chiamate, ottenere indicazioni stradali o riprodurre musica.

Come funziona Android Auto

Con questo tutorial riuscirai a capire se la tua auto supporta Android Auto,e come installare l’app e come usarla al meglio.

Dispositivi e modelli auto compatibili

Android Auto è compatibile con oltre 400 modelli di auto, tra cui quelli targati AbarthAlfa RomeoAudiBorgwardCadillacChevroletChryslerCitroënDodgeFiatFordMaseratiKiaOpelPeugeotRenaultSmartSkodaSubaruSuzukiVolkswagen Volvo. Inoltre, supporta numerosi modelli di impianti stereo, come quelli di AlpineCVTEJBLJVCKenwoodPanasonicPioneer e Sony. Puoi visualizzare tutti i modelli di auto e di stereo compatibili con Android Auto consultando la lista ufficiale sul sito Android.com, che è in continuo aggiornamento.



Altra cosa importante che devi sapere è che Android Auto può essere fornito di serie o come optional. Questo significa che potresti essere in possesso di un modello di auto compatibile con Android Auto ma di non poterne usufruire poiché non aggiunto in fase di acquisto. Per avere informazioni dettagliate, puoi rivolgerti al tuo rivenditore.

Se invece non hai un modello di auto compatibile, non preoccuparti! Con un aggiornamento rilasciato a fine 2016, è stata introdotta la possibilità di usare Android Auto in macchina tramite il tuo smartphone. Tutto quello che ti occorre (anche in caso di modello di auto compatibile) è un dispositivo con Android 5.0 o successivi (anche se per avere prestazioni ottimali è consigliato almeno Android 6.0), un buon cavetto USB e una connessione Internet attiva.

Come installare e attivare Android Auto

  • Per usare Android Auto è necessario scaricare e installare l’applicazione gratuita, disponibile per gli smartphone e i tablet Android che presentano i requisiti minimi elencati nei paragrafi precedenti.
  • Per scaricare Android Auto, prendi il tuo dispositivo
  • e avvia il Play Store 
  • premendo sulla sua icona (il simbolo ▶︎ colorato).
  • Adesso, digita Android Auto nel motore ricerca presente in alto e fai tap sulla voce Cerca
  • dopodiché individua Android Auto (dovrebbe essere il primo risultato)
  • e premi sui bottoni Installa
  •  e Accetto per avviare il download e l’installazione dell’app. Se non riesci a trovare l’applicazione su Play Store, significa che il tuo dispositivo non è compatibile.
  • Se intendi usare Android Auto tramite lo schermo del telefono
  • avvia l’applicazione appena installata
  • e premi sul pulsante Continua più volte per accettare il contratto di utilizzo e per consentire ad Android Auto di accedere ai dati relativi alla tua posizione, all’utilizzo di altre applicazioni e di eseguire e gestire le telefonate, dopodiché se richiesto effettua gli aggiornamenti e i download suggeriti, come per esempio le mappe di Google Maps.
  • Adesso, applica il telefono sulla plancia dell’auto utilizzando una ventosa o un supporto analogo, attiva il collegamento Bluetooth per permettere al dispositivo mobile e all’auto di comunicare tra loro e il gioco è fatto.

Se non sai come collegare il tuo smartphone all’auto o se sul tuo veicolo non è presente il Bluetooth, puoi leggere la mia guida su come collegare il telefono alla macchina.

Se il modello della tua macchina è uno degli oltre 400 con Android Auto installato di serie, puoi utilizzare il servizio tramite il display della vettura. Tutto quello che devi fare è accendere l’auto e collegare lo smartphone alla presa USB del veicolo tramite il cavo USB originale (non è possibile il collegamento wireless), permettendo al dispositivo mobile e all’auto di comunicare tra loro tramite un meccanismo definito mirroring.

Se l’app di Android Auto è già installata sul tuo dispositivo, il servizio si avvierà in automatico, altrimenti ti verrà chiesto di eseguire il download e di installare l’applicazione.



Mentre Android Auto è in uso, lo schermo del tuo smartphone proporrà una schermata completamente nera con la scritta Android Auto, risultando quindi inutilizzabile: una soluzione, probabilmente scomoda ma intelligente, per impedire ogni tipo di distrazione mentre sei al volante.

Come usare Android Auto

Sia che tu intenda usare Android Auto tramite il display della tua auto o lo schermo del tuo telefono, il suo funzionamento non cambia. Avvia l’applicazione e, nella sua schermata principale (definita Home), puoi visualizzare le attività recenti come le ultime destinazioni di navigazione, le chiamate effettuate o ricevute, ma anche informazioni utili come il meteo, le informazioni sul traffico e tutte le notifiche ricevute.

Nella schermata Home puoi usufruire anche del menu presente in basso (su smartphone è collocato a destra) che permette di accedere a quattro funzioni: Navigazione (il segnale stradale) che permette di impostare il luogo da raggiungere e ricevere indicazioni stradali; Chiamate (la cornetta) per visualizzare le chiamate ricevute ed effettuate e fare nuove chiamate; Musica (l’icona delle cuffie) per ascoltare musica tramite una delle applicazioni che supportano Android Auto, come ad esempio TuneIn, Spotify, Deezer ecc. e Home (l’icona tonda) che permette di tornare alla schermata principale di Android Auto e di chiudere l’applicazione, se in uso sullo smartphone.

Se stai usando Android Auto tramite il display della tua auto, puoi visualizzare una quinta funzione identificata dall’icona di un orologio, che permette di uscire da Android Auto e tornare al sistema di bordo della macchina.

Devi sapere che per interagire con Android Auto, puoi agire tramite touch-screen (ma se sei alla guida, si tratta di una pratica scorretta); se la tua auto supporta Android Auto di serie, puoi interagire tramite i comandi installati sul veicolo (es. il pulsante per rispondere ed effettuare chiamate) e puoi interagire con Android Auto tramite comandi vocali.



  • Puoi attivare la funzione vocale di Android Auto
  • facendo tap sull’icona del microfono presente nella Home del sistema,
  • premi sul pulsante apposito collocato sul volante della macchina (se presente) e dando il comando vocale Ok Google che avvierà una schermata bianca con quattro linee colorate al centro. Il comando vocale deve essere seguito dall’operazione che vuoi far compiere al sistema. Facciamo subito qualche esempio pratico.

Per ottenere indicazioni stradali da Android Auto, devi pronunciare Ok Google, seguito dal comando Indicazioni stradali per [destinazione], ma anche Navigazione verso [destinazione] o Guida fino a [destinazione]. Se precedentemente hai impostato su Google Maps il tuo indirizzo di casa o quello del tuo ufficio, puoi chiedere ad Android Auto di portarti a casa o al lavoro tramite i comandi vocali Portami a casa e Navigazione verso lavoro.

Con i comandi vocali puoi anche gestire la riproduzione musicale. Pronuncia Ok Google e Riproduci musica per avviare la riproduzione dell’ultimo brano ascoltato o, nel caso di TuneIn, dell’ultima emittente radiofonica riprodotta. Se intendi ascoltare il tuo brano preferito, un determinato genere musicale o una playlist, puoi utilizzare i comandi Riproduci [nome canzone]Riproduci [nome artista]Riproduci [genere musicale] e Riproduci [nome playlist].

  • Per effettuare una chiamata senza prendere in mano il telefono, puoi usare il comando vocale Chiama seguito dal nome associato al contatto o dal numero di telefono.
  • Pronuncia quindi Ok Google per attivare i comandi vocali
  • e ordina Chiama [nome contatto] o Chiama [numero telefono]. Se a un contatto della tua rubrica è associato più di un numero telefonico (per esempio casa e lavoro), prima di effettuare la telefonata Android Auto ti chiederà quale chiamare.
  • Infine, vediamo come chiedere ad Android Auto di scrivere un SMS. Per prima
  • cosa pronuncia Ok Google,
  • seguito dal comando Invia un messaggio a [nome]
  • dopodiché segui le indicazioni di Android Auto
  • e detta il testo del messaggio che desideri inviare.

Puoi ordinare di inviare il messaggio anche tramite una delle numerose applicazioni di messaggistica supportate dal sistema, tra cui WhatsApp, Skype, Messenger e Telegram: il comando vocale dovrà essere del tipo Invia un messaggio a [nome contatto] su [nome app].

  • Se invece hai ricevuto un nuovo messaggio, nella schermata Home apparirà la relativa notifica
  • premi sopra per avviare la lettura del messaggio. Puoi rispondere con la procedura indicata, ma puoi anche impostare una risposta automatica che consente di inviare un messaggio di risposta e far sapere al destinatario che sei alla guida. Per farlo
  • premi sul pulsante ≡ e pigia sulla voce Impostazioni,
  • dopodiché premi sull’opzione Risposta automatica 
  • e digita una frase da inviare automaticamente mentre sei alla guida.

Nella sezione Impostazioni puoi inoltre gestire altri parametri: Limita Wi-Fi per disattivare il Wi-Fi con Android Auto in esecuzione; Auto connesse per gestire le vetture collegate ad Android Auto; 

Avvio automatico per stabilire i dispositivi Bluetooth per cui attivare l’avvio automatico di Android Auto; 



Utilizza Bluetooth per scegliere se attivare il Bluetooth con Android Auto in uso e Schermo attivo per scegliere se avere lo schermo sempre attivo.

Come rimuovere MacKeeper manualmente dal Mac



scritto da IlMagoDellaMela

Rimuovere manualmente MacKeeper

Ciao!!! Sono IlMagoDellaMela ed in questo tutorial ti spiegherò come rimuovere manualmente MacKeeper dal Mac per poter disinstallare questa applicazione che promette di risolvere problemi sul tuo Mac.

Per maggiori informazioni su come rimuovere MacKeeper puoi leggere anche l’articolo dettagliato su tutti i modi per poter disinstallare MacKeeper dal Mac.

>>> Come rimuovere MacKeeper dal Mac

>>> Come disinstallare MacKeeper



Rimuovere manualmente MacKeeper

Se l’utilizzo di Malwarebytes non ha rilevato la presenza del fastidioso programma o se comunque hai l’impressione che pur avendo seguito per filo e per segno la procedura per rimuovere MacKeeper che ti ho appena indicato sul tuo Mac ci siano ancora dei residui di quest’ultimo ti invito a mettere in pratica un procedimento alternativo, quella manuale.

  • Per rimuovere MacKeeper manualmente tanto per cominciare premi in un qualsiasi punto della scrivania del Mac
  • clicca poi sulla voce Vai annessa nella parte in alto a sinistra della barra dei menu 
  • poi fai clic sulla voce Applicazioni presente nel menu che ti viene mostrato.
  • Nella nuova finestra che a questo punto andrà ad aprirsi individua l’icona di MacKeeper
  • cliccaci sopra con ila sto sinistro del mouse e
  • continua a tenere premuto
  • trascinala sull’icona di Cestino annessa al Dock
  •  clicca con il tasto destro del mouse su Cestino 
  • scegli la voce Svuota Cestino dal menu che ti viene mostrato.

  • A questo punto premi nuovamente in un qualsiasi punto della scrivania di OS X, fai clic sulla voce Vai annessa alla barra dei menu
  • premi e tieni premuto il tasto alt sulla tastiera
  • clicca sulla voce Libreria presente nel menu che ti viene mostrato.
  • Individua ora la cartella Logs ed effettua un doppio clic sinistro del mouse per aprila
  • seleziona i file chiamati MacKeeper.log e MacKeeper.log.signed 
  • spostali sull’icona di Cestino presente sul Dock.
  •  clicca sull’icona di Cestino 
  • scegli la voce Svuota Cestino dal menu che ti viene mostrato.
  • premi sulla voce Vai presente sulla barra dei menu 
  • seleziona la voce Documenti
  • Nella finestra del Finder che a questo punto ti viene mostrata 
  • individua la cartella MacKeeper Backups
  • cliccaci sopra con ila sto sinistro del mouse e
  • continua a tenere premuto
  • trascinala sull’icona di Cestino presente sul Dock
  • clicca ancora una volta con il tasto destro del mouse sull’icona di Cestino
  • scegli la voce Svuota Cestino dal menu visualizzato.
  • sposta nel Cestino i file chiamati 

MacKeeper.affid.pkg.plist

MacKeeper.affid.pkg.bom

MacKeeper.pkg.plist 



MacKeeper.pkg.bom


Per trovare questi file 

  • fai clic sull’icona del Finder presente sul Dock con il tasto destro del mouse, scegli la voce Vai alla cartella…
  • copia ed incolla (uno alla volta) i percorsi riportati di seguito 
  • poi premi sul pulsante Vai.
  • /private/var/db/receipts/com.mackeeper.MacKeeper.affid.pkg.plist
  • /private/var/db/receipts/com.mackeeper.MacKeeper.affid.pkg.bom
  • /private/var/db/receipts/com.mackeeper.MacKeeper.pkg.plist
  • /private/var/db/receipts/com.mackeeper.MacKeeper.pkg.bom

Procedi ora andando ad eliminare il file delle preferenze di MacKeeper.
Per effettuare questa opzione accedi al Launchpad

  • clicca sulla cartella Altro 
  • poi fai clic sull’icona dell’applicazione Terminale.
  • avvia il Terminale accedendo a Spotlight premendo sull’icona a forma di lente di ingrandimento collocata nella parte in alto a destra della barra dei menu
  • digitando terminale nel campo di ricerca che ti viene mostrato a schermo 
  • e facendo clic sul primo risultato
  • quello presente sotto la voce Il migliore
    copia ed incolla il comando 
  • sudo rm /Library/Preferences/.3FAD0F65-FC6E-4889-B975-B96CBF807B78
  • premi il pulsante Invio sulla tastiera 
  • quando richiesto digita la password facente riferimento al tuo account utente su OS 

Verifica poi che non siano rimasti residui di MacKeeper sul tuo Mac nei percorsi indicati di seguito. 



  • Puoi raggiungere il percorso /private/tmp/ 
  • tramite il comando Vai alla cartella… del finder
  • puoi raggiungere la cartella Macintosh HD selezionando la voce Computer 
  • premendo sulla voce Vai annessa alla barra dei menu mentre per accedere alla cartella Libreria 
  • premi sulla voce Vai annessa alla barra dei menu 
  • avendo però cura di preme 
  • continuare a tenere premuto il tasto alt sulla tastiera.
  • /private/tmp/com.mackeeper.MacKeeper.Installer.config
  • Macintosh HD > Library > Application Support > MacKeeper
  • Macintosh HD > Library > LaunchDaemons > com.zeobit.MacKeeper.AntiVirus.plist
  • Macintosh HD > Library > LaunchDaemons > com.zeobit.MacKeeper.plugin.AntiTheft.daemon.plist
  • Libreria > Application Support > MacKeeper Helper
  • Libreria > Caches > com.zeobit.MacKeeper
  • Libreria > Caches > com.zeobit.MacKeeper.Helper
  • Libreria > Caches > com.mackeeper.MacKeeper
  • Libreria > Caches > com.mackeeper.MacKeeper.Helper
  • Libreria > LaunchAgents > com.zeobit.MacKeeper.Helper.plist
  • Libreria > LaunchAgents > com.zeobit.MacKeeper.plugin.Backup.agent.plist
  • Libreria > LaunchAgents > com.mackeeper.MacKeeper.Helper.plist
  • Libreria > Preferences > com.zeobit.MacKeeper.plist
  • Libreria > Preferences > com.zeobit.MacKeeper.Helper.plist
  • Libreria > Preferences > com.mackeeper.MacKeeper.plist
  • Libreria > Preferences > com.mackeeper.MacKeeper.Helper.plist

Per portare definitivamente a termine la procedura mediante cui rimuovere MacKeeper 

  • riavvia il Mac 
  • premendo sull’icona a forma di mela morsicata che si trova nella parte in alto a sinistra della barra dei menu e 
  • poi scegli la voce Riavvia….
  • attendi che OS X venga riavviato e che sia nuovamente pronto all’uso.

Modi migliori per rimuovere MacKeeper dal Mac

Per maggiori informazioni su come rimuovere MacKeeper puoi leggere anche l’articolo dettagliato su tutti i modi per poter disinstallare MacKeeper dal Mac.

>>> Come disinstallare MacKeeper



>>> Come rimuovere MacKeeper dal Mac

Come rimuovere pennetta USB dal Mac



scritto da IlMagoDellaMela

come espellere usb da mac

Ciao!! Sono IlMagoDellaMela ed in questo tutorial ti spiegherò come espellere USB da Mac in modo da espellere in sicurezza una chiavetta / pennetta USB dal Mac, senza rovinarla.

Infatti, se rimuovi una pennetta USB dal tuo computer Mac o Windows senza prima disattivarla, potresti incorrere nel rischio di danneggiarla e quindi di perdere i dati in essa salvati.

Per evitare di rovinare la pennetta USB, sia il sistema operativo Apple (MAC OS) sia il sistema operativo Windows hanno una funzione chiamata rimozione sicura dell’USB.

Come espellere una pennetta USB dal Mac senza danneggiarla

Per evitare che i dati custoditi sulle chiavette USB e sugli hard disk esterni si danneggino dopo una esplulsione non corretta della chiavetta, prima di scollegare fisicamente questo tipo di dispositivi dal computer bisogna espellerli a livello software dal sistema.
Questo vale per Windows ma anche per Mac.

Se non conosci ancora benne il computer Apple e non sai come espellere USB da Mac, non ti preoccupare.
È un’operazione facile, ancora più semplice che su Windows, e che può essere portata a termine in diversi modi, in uno, al massimo due clic.
La procedura, è vero, è leggermente diversa rispetto a quanto occorre fare su PC ma posso assicurarti che è veramente facile.



Per saperne di più sull’argomento Come espellere USB da Mac puoi leggere l’articolo che spiega nel dettaglio Come rimuovere USB da Mac qui sotto:
Come espellere USB da Mac

Espellere una pennetta USB correttamente

Così come accade nel mondo Windows, anche su Mac espellere correttamente chiavette USB ed hard disk collegati al computer costituisce un’operazione fondamentale.
Al contrario di quel che in molti possano pensare, sfilare semplicemente il dispositivo di riferimento dalla presa USB del Mac non è il modo giusto per disconnettere il drive.

Per scollegare a regola d’arte un dispositivo USB collegato al computer bisogna infatti mettere in pratica uno dei sistemi ad hoc elencati di seguito.
In caso contrario, il contenuto del drive potrebbe danneggiarsi irrimediabilmente risultando, di conseguenza, illeggibile.

Questo accade perché non viene dato il tempo al sistema di ultimare la copia dei dati sul dispositivo ritrovandosi,con una serie di file corrotti che risultano completamente inservibili. Per cui, non si tratta semplicemente di un abitudine seguita dai più scrupolosi bensì della prassi!

Ad ogni modo, ogni volta che un drive USB viene scollegato in maniera scorretta dal Mac, nella parte in alto a destra della scrivania compare l’apposito avviso Espulsione disco non corretta indicante, appunto, quanto verificatosi.



Metodi standard per espellere USB da Mac

Come ti dicevo ad inizio guida, di sistemi per poter espellere i drive USB collegati al Mac ce ne sono diversi.
Qui di seguito trovi indicati tutti quelli, per così dire, classici, ovvero che sono previsti direttamente da macOS, che consentono di espellere regolarmente i dispositivi USB e soprattutto che non mettono l’utente in condizione di ricorrere all’uso di strumenti di terze parti.
Per sapere di più continua pure a leggere.

Espellere una pennetta USB dal Finder

Il primo sistema per espellere USB da Mac di cui voglio parlarti prevede l’utilizzo del Finder

  • Per cui, provvedi in primo luogo ad accedere al Finder, appunto
  • fai clic sulla sua icona (quella con la faccina bicolore che sorride) presente sulla barra Dock.
  • Una volta visualizzata la finestra del Finder sulla scrivania
  • individua la sezione Dispositivi nella barra laterale sinistra
  • premi sul simbolo eject collocato accanto al nome del dispositivo da rimuovere.
  • Adesso non ti resta altro da fare se non scollegare il dive USB dal Mac.

In alternativa, puoi espellere i tuoi dispositivi USB collegati al Mac selezionando la voce iMac di [tuo nome] che trovi sempre nella sezione Dispositivi della barra sinistra della finestra del Finder

  • facendo clic destro sull’icona del drive da espellere
  • selezionando poi la voce Espelli [Nome del dispositivo] dal menu che compare.
  • Puoi altresì espellere i drive USB collegati al Mac tramite un’apposita scorciatoia da tastiera.

  • Ti basta selezionare il dispositivo su cui intendi agire dalla barra laterale del Finder ed utilizzare la seguente shortcut:
    cmd + e

Se poi non riesci a vedere la sezione Dispositivi nella barra laterale di sinistra del Finder, è perché ne hai disattivato la visualizzazione.
Per risolvere

premi sulla dicitura Finder nella barra dei menu



  • seleziona Preferenze….
  • Dalla finestra che compare su schermo
  • seleziona la scheda Barra laterale
  • metti un segno di spunta in corrispondenza della dicitura Dischi esterni che trovi sotto la voce Dispositivi.

Dalla scrivania

IMMAGINE QUI 3

Un altro metodo che hai dalla tua per espellere i dispositivi USB collegati al Mac consiste nell’andare ad agire dalla scrivania, richiamando l’apposita voce annessa al menu contestuale. 

  • individua l’icona del drive che vuoi espellere presente sul desktop
  • facci clic destro sopra e
  • scegli, dal menu che appare, la voce Espelli NOME DELLA TUA PENNETTA.

Una volta fatto ciò, potrai espellere regolarmente il dispositivo USB di riferimento collegato al tuo Mac semplicemente estraendo quest’ultimo dal relativo alloggiamento.

Ti faccio notare che anche in tal caso puoi scollegare il dispositivo USB connesso al tuo Mac tramite scorciatoia da tastiera, come visto insieme nel passo precedente.


Ti basta selezionare la relativa icona sulla scrivania ed usare la seguente shortcut:
cmd + e



Se poi non riesci a vedere l’icona del drive sulla scrivania, molto probabilmente è perché ne hai disattivato la visualizzazione.
Per risolvere

  • clicca sulla voce Finder annessa alla barra dei menu
  • scegli Preferenze….
  • Nella finestra apparsa sulla scrivania
  • verifica che risulti selezionata la scheda Generali (in caso contrario provvedi tu)
  • spunta la casella accanto alla voce Dischi esterni in corrispondenza della sezione Mostra questi elementi sulla scrivania:.

Dalla barra Dock

In alternativa al sistema di cui sopra, puoi espellere i drive USB da Mac trascinando la relativa icona sulla barra Dock

Per essere più precisi, quello che devi fare altro non è che fare clic sinistro sull’icona del drive che vuoi disconnettere dal Mac presente sulla scrivania e, continuando a tenere cliccato

trascinare quest’ultima sull’icona eject apparsa sulla barra Dock al posto dell’icona del Cestino.

Successivamente potrai scollegare il dispositivo USB di riferimento attualmente connesso al Mac senza alcun tipo di problema.
Insomma, come puoi notare tu stesso è stato semplicissimo.



Anche in tal caso, se non riesci a vedere l’icona dell’USB sulla scrivania evidentemente è perché ne hai disabilitato la visualizzazione nelle impostazioni del Finder.
Per rimediare, puoi seguire le istruzioni sul da farsi che ho provveduto a fornirti nel passo precedente.

Da Utility Disco

Puoi altresì espellere USB da Mac ricorrendo ad Utility Disco, l’applicazione inclusa “di serie” in macOS grazie alla quale è possibile gestire in maniera completa i supporti esterni collegati al Mac. 

Per servirtene per il tuo scopo, provvedi in primo luogo ad avviare l’app facendo clic sulla sua icona (quella con l’hard disk e lo stetofonendoscopio) annessa alla cartella Altro del Launchpad.

Una volta visualizzata la finestra di Utility Disco sulla scrivania

individua il nome del dispositivo USB che vuoi espellere dalla barra laterale sulla sinistra, in corrispondenza della sezione Esterni



e fai clic sul simbolo eject che ci trovi accanto.


Anche per quel che concerne Utility Disco, ci si può avvalere della già menzionata scorciata da tastiera per espellere i drive USB da Mac.

Per riuscirci, ti basta selezionare il nome del drive dalla barra laterale sinistra di Utility disco ed usare la seguente shortcut:
cmd + e.

Dal Terminale

IMMAGINE QUI 6

Puoi espellere USB da Mac anche agendo da riga di comando, servendoti del Terminale.
In apparenza la cosa può sembrare un tantino più complessa rispetto alle altre metodiche sopra descritte ma in realtà non è così. 



Per procedere in tal modo

provvedi in primo luogo ad aprire il Terminale facendo clic sulla relativa icona (la finestra nera con la riga di codice) che trovi nella cartella Altro del Launchpad.

Una volta visualizzata la finestra del Terminale sulla scrivania, provvedi a richiamare l’elenco delle unità connesse, in modo tale da riuscire a capire con esattezza su quale dispositivo andare ad agire.
Per riuscirci, immetti il seguente comando e poi schiaccia il tasto Invio sulla tastiera del Mac: diskutil list.

  • Dopo aver individuato il nome dell’unità da espellere
  • inserisci il seguente comando nel Terminale:
  • diskutil unmount /dev/diskxsx.
  • Nel digitare il comando sostituisci a diskxsx il valore che trovi in corrispondenza dell’unità di riferimento nella colonna IDENTIFIER, sempre annessa alla finestra del terminale.
  • poi schiaccia il tasto Invio sulla tastiera del computer.

Dopo aver fatto ciò, l’unità USB verrà scollegata dal Mac

e potrai dunque estrarla dalla relativa porta.




A conferma della cosa, visualizzerai anche il messaggio Volume [nome dispositivo USB] on diskxsx unmounted nella finestra del Terminale.
In sostituzione di diskxsx troverai riportato l’identificativo esatto del dispositivo espulso.

Espulsione bloccata e forzata

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Se i file presenti sul drive USB da espellere sono attualmente in uso, macOS ti impedirà di completare l’operazione indicandoti quali sono le applicazioni che occupano i file in questione.

In tal modo, potrai correre ai ripari chiudendo le app che tengono in ostaggio i dati e ripetendo la procedura di espulsione, che a quel punto dovrebbe andare a buon fine.

In altri casi, i drive risultano bloccati e si possono scollegare dal Mac solo in maniera forzata.
Per fare ciò, prova ed espellerli normalmente come abbiamo appena visto insieme nelle righe precedenti e poi clicca sul pulsante relativo all’espulsione forzata che comparirà dopo qualche secondo (il tempo che macOS si renda conto del fatto che il dispositivo è bloccato).



Soluzioni “di terze parti”per espellere USB da Mac

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Un altro modo, forse ancora più comodo, per espellere i drive USB da Mac consiste nell’utilizzare unDock Lite.
Si tratta di una piccola applicazione gratuita

(ma eventualmente disponibile anche in variante a pagamento, con funzionalità aggiuntive) che si posiziona nell’area di notifica di macOS e permette di espellere tutti i drive USB collegati al computer al volo, senza dover compiere nessuno dei passaggi di cui sopra.

Non è fondamentale, ma rende decisamente più semplice la vita a tutti coloro che hanno spesso a che fare con chiavette USB e hard disk esterni da collegare e scollegare dal proprio Mac.

Se ti interessa



  • collegati alla pagina dedicata presente sul Mac App Store Online
  • clicca prima sul pulsante Vedi in Mac App Store
  • e su Ottieni 
  • e Installa l’app, in modo tale da installare l’applicazione sul tuo computer.
  • Se lo hai impostato nelle Preferenze di sistema, ti verrà poi chiesto di digitare la password del tuo ID Apple per avviare il download.
  • Ad installazione completata,
  • avvia unDock Lite facendo
  • clic sulla relativa icona (quella con il simbolo eject) che è stata aggiunta al Launchpad
  • rispondi Yes o No,a seconda se desideri che l’applicazione si avvii automaticamente ad ogni accesso al sistema.
  • Per servirtene
  • clicca poi sulla sua icona nell’area di notifica di macOS
  • e seleziona, dal menu che compre, la voce unDock Now! per effettuare l’espulsone del primo drive USB collegato al computer.

La stessa operazione può essere compiuta anche tramite scorciatoia da tastiera, senza dover passare per l’area di notifica di macOS.
Basta utilizzare la seguente combinazione: Control + Option + Command + Space.

Per saperne di più sull’argomento Come espellere USB da Mac puoi leggere l’articolo che spiega nel dettaglio Come rimuovere USB da Mac qui sotto:
Come espellere USB da Mac

come trasferire foto da pc a iphone




come trasferire foto da pc a iphone

Hai tante belle foto archiviate sul PC che vorresti caricare sul tuo iPhone per averle sempre con te ma non sai come fare?
Non disperare. Anche se non è la prima opzione che salta all’occhio aprendo iTunes, ti assicuro che questa funzionalità è compresa nel software multimediale di Apple ed è tremendamente semplice da usare.

Per saperne di più leggi la guida che sto per proporti:
in men che non si dica scoprirai come trasferire foto da PC a iPhone in modo da avere sul tuo smartphone tutte le immagini che vuoi, da quelle scattate con il tuo vecchio cellulare a quelle che hai scaricato da Internet.
Scommetto che resterai stupito da quanto è semplice!

Esiste perfino un sistema per caricare le foto sul “iPhone” tramite Internet senza dover collegare fisicamente il dispositivo al computer, ma di questo mi occuperò nella seconda parte di questo tutorial (insieme ad alcuni servizi che permettono di inviare le foto al telefono in modalità wireless senza sincronizzarle).
Adesso concentriamoci sulle funzioni più “tradizionali” e vediamo come gestire la condivisione delle foto tra Windows, Mac e iPhone.
Buona lettura e buon divertimento!

Indice

  • Sincronizzazione delle foto con iTunes
    • iTunes su macOS 10.15 Catalina e successivi
  • Sincronizzazione delle foto online (Libreria foto di iCloud)
  • EaseUS MobiMover (Windows/macOS)
  • Trasferire foto da PC a iPhone in modalità wireless
    • AirDrop (solo Mac)
    • Send Anywhere (Windows/macOS)

Sincronizzazione delle foto con iTunes

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Cominciamo dalla procedura standard per trasferire foto da PC a iPhone, quella che prevede l’utilizzo di iTunes, per la sincronizzazione delle foto su entrambi i dispositivi.




Il primo passo che devi compiere è collegare il telefono al computer usando il cavo Dock/Lightning in dotazione. Aspetta quindi che iTunes si avvii da solo (altrimenti avvialo tu), seleziona l’icona dell’iPhone che compare in alto a sinistra e recati nella sezione Foto del programma selezionando l’apposita voce dalla barra laterale di sinistra.

A questo punto, apponi il segno di spunta accanto alla voce Sincronizza foto, seleziona la voce Scegli cartella dal menu a tendina Copia foto da e seleziona la cartella che contiene le foto che vuoi caricare sul tuo “iPhone”.
Per concludere, clicca sul pulsante Applica e attendi che il trasferimento delle immagini sul telefono venga portato a termine.

Se la cartella da te selezionata include delle sotto-cartelle, puoi scegliere di sincronizzare con l’iPhone solo quelle che desideri.
Basta mettere il segno di spunta accanto alla voce Cartelle selezionate in iTunes e selezionare le sotto-cartelle da includere nel processo di sincronizzazione dei dati.

Se utilizzi un Mac, come fonte delle immagini viene impostata automaticamente la libreria di Foto.
Se non vuoi sincronizzare tutte le immagini contenute nel software (che potrebbero essere davvero tante!) ma solo determinati eventi o album, apponi il segno di spunta accanto alla voce Album selezionati e seleziona gli album dalla libreria di Foto che vuoi copiare sul telefono.

Una volta finito di trasferire foto da PC a iPhone, tutte le volte che collegherai il tuo “iPhone” al computer ed eseguirai una sincronizzazione con iTunes le foto aggiunte o rimosse dalle cartelle selezionate verranno copiate o rimosse anche dal telefono.
Tu non dovrai fare nulla.




Per disattivare questo automatismo, dovrai tornare nella sezione Foto di iTunes e togliere il segno di spunta dalla voce Sincronizza foto oppure dalle cartelle con le immagini che non vuoi più sincronizzare automaticamente con il telefono.

Se non vuoi collegare fisicamente il telefono al PC, ti ricordo che puoi abilitare la sincronizzazione con iTunes in modalità wireless (a patto che entrambi i dispositivi siano connessi alla stessa rete Wi-Fi) selezionando l’icona dell’iPhone dal menu del programma, recandoti nella sezione Riepilogo e apponendo il segno di spunta accanto alla voce Sincronizza con iPhone via Wi-Fi.

iTunes su macOS 10.15 Catalina e successivi

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Se utilizzi macOS 10.15 Catalina o successivi, devi sapere che iTunes non è più incluso nel sistema operativo:
al suo posto, devi usare il Finder, che in queste release ha la capacità di interfacciarsi con i dispositivi iOS/iPadOS.
Per procedere in tal senso, collega l’iPhone al Mac, seleziona la sua icona dalla barra laterale del Finder e poi procedi come visto in precedenza per iTunes:
i passaggi da compiere sono praticamente gli stessi.

Sincronizzazione delle foto online (Libreria foto di iCloud)

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Se non vuoi passare per iTunes e non ti va di collegare fisicamente l’iPhone al computer puoi passare per la Libreria foto di iCloud, una funzione introdotta da Apple in iOS 8.1 che carica automaticamente su iCloud (quindi online) foto e video realizzati con l’iPhone.

Libreria foto di iCloud è un servizio gratuito ma, a differenza di streaming foto (la funzione predefinita dell’iPhone che conserva le foto su iCloud in via temporanea per sincronizzarle tra più device), erode lo spazio di archiviazione su iCloud Drive.
Ciò significa che, per utilizzarla, bisogna necessariamente sottoscrivere uno dei piani a pagamento di iCloud:
0,99 euro/mese per  50GB, 2,99 euro/mese per 200GB e 9,99 euro/mese per 2TB.

Ti stai chiedendo cosa c’entra la possibilità di archiviare le foto su iCloud con il caricamento delle immagini dal computer all’iPhone?
Te lo spiego subito.

Attivando la Libreria foto di iCloud, avrai un archivio fotografico liberamente accessibile da computer, iPhone, iPad e altri dispositivi e potrai caricare nuovi contenuti al suo interno usando il client di iCloud per Windows o la app Foto di macOS (quindi il computer).
In poche parole potrai aggiungere nuove foto da computer, iPhone o iPad e tutte le modifiche verranno sincronizzate automaticamente su tutti i device.

Per attivare la libreria foto di iCloud sul tuo iPhone, recati nel menu Impostazioni > [Tuo Nome] > iCloud > Foto di iOS (oppure Impostazioni > iCloud > Foto se utilizzi una versione di iOS precedente alla 10.3) e sposta su ON la levetta relativa all’opzione Libreria foto di iCloud.
Prima però ricordati di attivare un piano a pagamento di iCloud Drive andando in Impostazioni, premendo sul tuo nome, poi su iCloud, selezionando il grafico relativo allo spazio disponibile sul tuo account e scegliendo la voce Modifica piano di archiviazione dalla schermata che si apre.




Se utilizzi una versione di iOS precedente alla 10.3, per cambiare piano di abbonamento a iCloud devi andare nel menu Impostazioni > iCloud > Archivio > Modifica piano di archiviazione.  Maggiori info sull’intera procedura sono disponibili nella mia guida su come archiviare foto su iCloud.

Una volta attivata la Libreria foto di iCloud, puoi copiare le tue foto nel tuo archivio fotografico (e quindi anche sul tuo iPhone) in maniera semplicissima.

  • Se utilizzi Windows, installa il client di iCloud sul tuo PC ed effettua l’accesso usando il tuo ID Apple.
    a operazione completata, clicca sul pulsante Opzioni collocato accanto all’icona Foto e assicurati che ci sia il segno di spunta accanto alle voci Libreria foto di iCloud e Carica nuove foto e nuovi video dal mio PC.
    Recati quindi nella cartella Immagini\iCloud Photos\Uploads del tuo computer e copia al suo interno le foto che vuoi trasferire su iCloud. Entro qualche secondo vedrai comparire le immagini sul tuo spazio online e quindi anche sul tuo iPhone.
  • Se utilizzi un Mac, apri l’applicazione Foto di macOS e trascina nella tua libreria personale le foto che vuoi caricare su iCloud.
    Naturalmente la sincronizzazione con l’iPhone funzionerà solo se il Mac e il “iPhone” sono associati allo stesso ID Apple.
    In caso di problemi, apri Preferenze di sistema e assicurati che nel menu iCloud ci sia il segno di spunta accanto alla voce Foto.
  • Esiste anche una terza via per caricare foto nella libreria di iCloud. Collegandoti al sito Internet iCloud.com, eseguendo l’accesso con il tuo ID Apple e accendendo alla sezione Foto, puoi caricare nuove immagini nel tuo album personale cliccando sul pulsante Carica che si trova in alto a destra.
    Il servizio funziona da qualsiasi browser e sistema operativo.
    Comodo, vero?

Non ti fidi di iCloud?
Non ti trovi bene con la Libreria foto di Apple?
Nessun problema, puoi anche copiare le foto da Windows, Mac o Linux a iPhone usando Google Foto:
un servizio di cloud storage gratuito offerto da Google che permette di caricare foto e video sul cloud senza limiti di spazio (a patto che le immagini non superino i 16MP di risoluzione e i video non siano oltre il formato Full HD). Per sfruttare Google Foto, basta attivare la sincronizzazione del rullino in iOS (tramite la app ufficiale di Google Foto) e configurare il client del servizio su Windows o macOS.

EaseUS MobiMover (Windows/macOS)

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Se cerchi una soluzione più completa e flessibile per trasferire le foto dal PC all’iPhone (e viceversa), ti consiglio vivamente di dare un’occhiata a EaseUS MobiMover:
si tratta di un software disponibile sia per Windows che per macOS in grado di trasferire dati tra due dispositivi iOS e tra iPhone/iPad e PC in maniera molto semplice.
Funziona con tutti i modelli di iPhone (a partire da iPhone 8/8 Plus) e di iPad più recenti equipaggiati con iOS 12 o successivi.
Supporta il trasferimento di foto, video, audio, libri, contatti, note, preferiti di Safari e altro ancora.




È disponibile in due versioni:
una Free senza limitazioni sui file che si possono trasferire e una Pro (a partire da 27,95 euro/mese) con supporto tecnico e aggiornamenti a vita.
Per scaricare il software sul tuo PC, collegati al suo sito Internet ufficiale e clicca sul pulsante Scarica gratis relativo a Windows o macOS, in base al sistema operativo installato sul tuo computer.

A download completato, se utilizzi Windows, apri il file .exe ottenuto e, nella finestra che si apre, clicca prima sul pulsante e poi su OK.
Accetta, quindi, le condizioni d’uso del software, mettendo il segno di spunta accanto alla voce Accetto i termini del contratto di licenza, e concludi il setup, cliccando in sequenza sui pulsanti Avanti (per tre volte consecutive) e Fine.
Se non vuoi fornire statistiche d’uso anonime, deseleziona la casella Partecipa al Programma di miglioramento dell’esperienza del cliente.

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Se utilizzi un Mac, per installare EaseUS MobiMover, devi invece aprire il pacchetto .dmg ottenuto e trascinare l’icona del software nella cartella Applicazioni di macOS:
tutto qui.
Al primo avvio del software, dovrai rispondere Apri all’avviso che comparirà sullo schermo.

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Ora, a prescindere dal sistema operativo che utilizzi, avvia EaseUS MobiMover, collega l’iPhone al computer usando il cavo Lightning in dotazione (se hai attivato il collegamento in Wi-Fi in iTunes, potrebbe non essercene bisogno) e clicca sul pulsante PC a Dispositivo.

Nella finestra successiva, premi sui pulsanti Aggiungi File e Aggiungi Cartelle, per selezionare singole immagini o cartelle di foto da copiare su iPhone, e premi sul pulsante Importa, per avviare la copia dei dati sul telefono.

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Al termine della procedura, troverai le foto nell’applicazione Foto di iPhone (più precisamente nell’album By MobiMover).
Contento?
Ti segnalo, inoltre, che attivando la levetta Trasferimento automatico, potrai attivare la copia automatica delle immagini sull’iPhone al collegamento dello stesso a EaseUS MobiMover.

Trasferire foto da PC a iPhone in modalità wireless

Vuoi trasferire foto da PC a iPhone senza sincronizzarle tra i due dispositivi e senza utilizzare cavi?
Tranquillo, si può fare anche questo.




AirDrop (solo Mac)

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Se utilizzi un Mac abbastanza recente, puoi contare su AirDrop, una tecnologia wireless basata sul Bluetooth e sul Wi-Fi che permette di scambiare dati tra due dispositivi Apple.
Funziona con la maggior parte dei Mac prodotti dopo il 2008 e con tutti gli iPhone a partire da iPhone 5.

Per copiare delle foto dal computer all’iPhone usando AirDrop, apri il Finder sul Mac (l’icona con il volto sorridente che si trova nella barra Dock) e seleziona la voce AirDrop dalla barra laterale di sinistra.
A questo punto, accendi l’iPhone e attendi che nella finestra del Finder sul Mac compaia la tua foto (o comunque la foto del proprietario dell’iPhone).
Trascina, dunque, le foto da trasferire sul “iPhone” sulla foto del destinatario e il gioco è fatto.

Se incontri qualche problema, assicurati che il Bluetooth sia attivo su entrambi i dispositivi e leggi la mia guida su come funziona AirDrop, lì trovi spiegato tutto con dovizia di particolari.

Send Anywhere (Windows/macOS)

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Send Anywhere è un’ottima applicazione gratuita che permette di inviare e ricevere file in modalità wireless tra una vasta gamma di dispositivi.
Supporta non solo gli iPhone e i PC Windows, ma anche i Mac, i computer linux e i device Android.
Questo significa che puoi usarla per trasferire foto, video e altri tipi di file in modalità wireless su tantissimi dispositivi differenti in pochissimi click (basta digitare un codice di conferma sul dispositivo di destinazione dei file e il gioco è fatto).

Per scaricare Send Anywhere sul tuo PC, collegati al sito Internet del programma e clicca sul pulsante Download che si trova sotto la voce Windows.
A scaricamento completato, apri il pacchetto d’installazione di Send Anywhere (SendAnywhereSetup.exe) e clicca in sequenza sui pulsanti  e Next.
Metti quindi il segno di spunta accanto al pulsante I accept the agreement e clicca prima su Next, per quattro volte consecutive e poi su InstallNext e Finish, per concludere il setup.
Se utilizzi un Mac, puoi scaricare Send Anywhere direttamente dal Mac App Store.

Adesso sei libero di inviare foto dal computer all’iPhone. Apri quindi Send Anywhere sul tuo PC, clicca sul pulsante Send che si trova in alto a sinistra e trascina le immagini che desideri inviare all’iPhone nella finestra del programma.
Successivamente, fai click sul pulsante Send e appuntati il codice che viene visualizzato sul computer.

Ad operazione completata, avvia la app di Send Anywhere su iPhone, premi sul pulsante Ricevi, digita il codice che è comparso sullo schermo del PC e premi l’icona della freccia, per avviare il trasferimento delle foto sul telefono.

Articolo realizzato in collaborazione con EaseUS.




come trasferire foto da iphone a pc




come trasferire foto da iphone a pc

La fotocamera è sempre stato uno dei punti di forza di iPhone.
Con il telefonino di casa Apple è possibile realizzare scatti di ottima qualità e applicare loro una vasta gamma di filtri in grado di renderli delle piccole opere d’arte. Spesso è davvero un peccato confinare delle foto così belle al piccolo schermo di uno smartphone, ed è per questo che oggi voglio proporti una guida su come trasferire foto da iPhone a PC: così potrai stampare le tue immagini su carta, usarle come wallpaper e archiviarle insieme alle altre foto memorizzate sul computer senza correre il rischio di perderle.

Vedremo inoltre come sfruttare al meglio iCloud, il servizio di cloud storage di Apple che permette di archiviare le foto online e sincronizzarle automaticamente su una vasta gamma di device:
computer Windows, Mac, iPhone, iPad, Apple TV e altro ancora.
Non devi far altro che prenderti cinque minuti di tempo libero e seguire le indicazioni che sto per darti, ti assicuro che è tutto molto semplice.

Il tutorial è stato realizzato usando un iPhone XS Max equipaggiato con iOS 13.x e un PC animato da Windows 10, ma le istruzioni che trovi di seguito valgono per tutti i modelli di iPhone, tutte le versioni più recenti di iOS e Windows.
Buona lettura e buon divertimento!

Indice

  • Operazioni preliminari
  • Processo di importazione standard
  • Applicazione Foto di Windows 10
  • Importazione delle foto tramite iCloud
  • Scaricare le foto dal browser
  • Come trasferire foto da iPhone a Mac

Operazioni preliminari

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Se vuoi imparare come trasferire foto da iPhone a PC, devi fare in modo che Windows riconosca il tuo “iPhone” correttamente.
In altre parole hai bisogno di iTunes, il celebre software multimediale di Apple che include al suo interno anche i driver per mettere in comunicazione i computer Windows e l’iPhone.




Se hai Windows 10, puoi installare iTunes direttamente dal Microsoft Store, cliccando su questo link, quindi sulla voce per aprire il Microsoft Store sul tuo PC e cliccando, infine, sul pulsante Installa.
Se necessario, effettua l’accesso con il tuo account Microsoft.

Se, invece, utilizzi una versione più datata del sistema operativo Microsoft, puoi scaricare iTunes dal sito Internet di Apple, sotto forma di classico pacchetto d’installazione.
A scaricamento ultimato, avvia dunque il file .exe ottenuto e fai clic prima su Avanti e poi su Installa, per due volte consecutive e Fine, per concludere il setup.
Se qualche passaggio non ti è chiaro, consulta la mia guida su come scaricare iTunes.

Ad installazione completata, indipendentemente dalla versione di Windows e iTunes in tuo possesso, collega l’iPhone al PC usando il cavo Lightning in dotazione, avvia iTunes (se non si avvia da solo), accetta le sue condizioni d’uso e, se è la prima volta che connetti il “iPhone” al computer, clicca sul pulsante Continua di iTunes, quindi su quello Autorizza di iOS e immetti il codice di sblocco dello smartphone, in modo da autorizzarne la comunicazione con il PC.

Fatto ciò, ti consiglio di avviare una prima sincronizzazione di iPhone e iTunes, come spiegato nel mio tutorial sul tema:
senza questa mossa, potrebbe esserci qualche problema nell’accedere alle foto e ai video custoditi sul “iPhone”.

Processo di importazione standard

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Per avviare l’importazione delle foto su Windows, collega il “iPhone” al PC, attendi che compaia il menu dell’autoplay e seleziona la voce Importa immagini e video da quest’ultimo. Qualora non comparisse la schermata dell’autoplay, apri l’Esplora File di Windows e seleziona la voce Questo PC dalla barra laterale di sinistra, dopodiché fai clic destro sull’icona dell’iPhone e scegli la voce Importa immagini e video dal menu che compare.

Nella finestra che si apre, apponi il segno di spunta accanto alla voce Rivedi, organizza e raggruppa gli elementi da importare, premi sul pulsante Avanti e organizza i gruppi di foto da importare sul PC usando le caselle di selezione collocate sulla sinistra (per scegliere quali gruppi di immagini trasferire sul computer) e la barra di regolazione collocata in basso a destra (per determinare l’intervallo di tempo che deve passare da un gruppo di foto all’altro).
Clicca infine sul pulsante Importa e il gioco è fatto.

Se non ti interessa organizzare i gruppi di foto prima di importarli sul PC, metti il segno di spunta accanto alla voce Importa tutti gli elementi nuovi ora (nella schermata iniziale del processo di importazione delle foto), digita i tag da assegnare alle foto presenti su iPhone nell’apposito campo di testo (operazione facoltativa) e clicca sul pulsante Importa, per avviare il trasferimento delle foto da iPhone a computer.

Ad operazione completata troverai le foto scattate con la fotocamera di iPhone nella cartella Immagini di Windows.
Sarà creata automaticamente una cartella avente come nome la data del giorno in cui hai effettuato l’importazione delle immagini (es.
2020-01-01, per il 1° gennaio 2020) ma puoi anche cambiare la cartella di destinazione e altre impostazioni delle foto da trasferire, cliccando sulla voce Impostazioni di importazione collocata in basso a sinistra nella finestra dove si possono assegnare i tag alle immagini.

In alternativa, anche se meno comoda e organizzata come soluzione, puoi copiare manualmente sul PC tutte le cartelle in cui iPhone salva foto e video:
per compiere quest’operazione, avvia l’Esplora File di Windows (la cartella gialla sulla barra collocata in fondo allo schermo), seleziona Questo PC dalla barra laterale della finestra che si apre, fai doppio clic prima sull’icona Apple iPhone e poi su quella Internal Storage.




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In conclusione, non ti resta che copiare sul computer la cartella DCIM, che contiene al suo interno tutte le sotto-cartelle in cui iPhone organizza foto e video.

Applicazione Foto di Windows 10

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Se utilizzi Windows 10, oltre che tramite il processo di importazione standard delle foto, puoi trasferire le foto da iPhone al PC anche tramite l’applicazione Foto che trovi nel menu Start (e che viene richiamata automaticamente se si sceglie la voce Importa immagini e video dal menu dell’autoplay).
Come si usa?
Te lo spiego subito.

Dopo aver collegato l’iPhone al computer, non devi far altro che avviare l’applicazione Foto, premere sul pulsante Importa che si trova in alto a destra, scegliere l’opzione Da un dispositivo USB dal menu che si apre e attendere qualche secondo affinché vengano trovate le immagini (e i video) da importare sul PC.




A questo punto, apponi il segno di spunta accanto alle miniature delle immagini e dei video che vuoi trasferire sul PC, clicca sul pulsante Continua e scegli la cartella in cui salvare gli elementi selezionati (posizione di importazione).
Dopodiché fai clic sul bottone Importa e attendi che il trasferimento dei dati venga portato a termine.

Importazione delle foto tramite iCloud

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Se non ti va di collegare l’iPhone al computer solo per trasferire qualche foto, puoi trasferire foto da iPhone a PC anche attraverso iCloud, il servizio di cloud storage di Apple che permette di salvare dati, applicazioni e preferenze online in modo da averli sincronizzati automaticamente su tutti i device.
Il servizio è gratis fino a 5GB di spazio, poi ci sono dei piani a pagamento di cui parleremo a breve.

Per attivare il caricamento automatico delle foto che scatti con l’iPhone nel tuo spazio personale di iCloud, devi aver attivato la funzione Libreria foto di iCloud (che salva in maniera permanente foto e video online, erodendo lo spazio di archiviazione su iCloud Drive) oppure quella streaming foto (che salva sul cloud solo le foto degli ultimi 30 giorni).
Puoi attivare entrambi i servizi andando nel menu Impostazioni > Foto del tuo iPhone:
maggiori info qui.

Una volta attivato il salvataggio delle foto su iCloud, devi installare il client ufficiale di iCloud sul tuo PC:
se utilizzi Windows 10, puoi prelevare il software direttamente dal Microsoft Store, visitando l’apposita pagina e cliccando sul pulsante Installa.




Se, invece, utilizzi una versione più datata di Windows, devi scaricare il pacchetto d’installazione tradizionale del software dal sito Internet di Apple.
A download completato, avvia il file .exe ottenuto e completa il processo d’installazione del software, apponendo il segno di spunta accanto alla voce Accetto i termini dell’accordo di licenza e cliccando sui pulsanti InstallaFine.
Potrebbe esserti chiesto di riavviare il PC per applicare correttamente tutte le modifiche.

A setup completato, se non si avvia automaticamente, apri il pannello di controllo di iCloud per Windows (selezionando l’icona iCloud dal menu Start), effettua l’accesso con il tuo ID Apple e le foto caricate nel tuo spazio di iCloud verranno scaricate automaticamente nella cartella Immagini/iCloud Photos di Windows tramite Internet.

Per cambiare la cartella in cui devono essere salvate le foto di iCloud e attivare/disattivare servizi come la Libreria foto di iCloud, clicca sul pulsante Opzioni che si trova accanto all’icona Foto.
Cos’è la Libreria foto di iCloud?
Te lo spiego subito.

Come già accennato in precedenza, lo streaming foto di iCloud può archiviare fino a 1.000 immagini alla volta per un periodo totale di 30 giorni ma, a partire da iOS 8.1, Apple ha introdotto un nuovo servizio denominato Libreria foto di iCloud che permette di utilizzare iCloud come un vero e proprio hard disk online salvando tutte le foto e i video realizzati con l’iPhone in maniera permanente sulla “nuvola”.

È un servizio gratuito ma a differenza di Streaming foto va a intaccare lo spazio di archiviazione di iCloud Drive, va da sé che per sfruttarlo a dovere i 5GB dell’account gratuito offerto da Apple non bastano. Occorre sottoscrivere uno dei piani a pagamento del servizio, come quello che per 0,99 euro/mese offre 50GB di storage.




Per sottoscrivere un piano a pagamento di iCloud Drive, recati nelle Impostazioni di iOS, seleziona il tuo nome, vai su iCloud, quindi su Gestisci spazio, Cambia piano e scegli il tipo di abbonamento che ti sembra più interessante.

Se utilizzi una versione di iOS precedente alla 10.3, puoi modificare il piano di archiviazione di iCloud recandoti nel menu Impostazioni > iCloud > Archivio > Modifica piano di archiviazione.

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Per attivare la Libreria foto di iCloud, recati invece in Impostazioni > [Tuo Nome] > iCloud > Foto (oppure Impostazioni > iCloud > Foto se utilizzi una versione di iOS precedente alla 10.3) e sposta su ON la levetta relativa all’opzione Foto di iCloud.

In questo modo manterrai perennemente nel cloud i tuoi scatti e potrai anche visualizzarli dal browser accedendo al sito iCloud.com. Per maggiori info a riguardo da’ un’occhiata al mio tutorial su come archiviare le foto su iCloud.




Scaricare le foto dal browser

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Come appena detto, attivando la Libreria foto di iCloud sul tuo iPhone puoi anche visualizzare – e scaricare – le foto direttamente dal browser.
Per farlo, collegati al sito Internet iCloud.com ed effettua l’accesso con il tuo ID Apple (che chiaramente deve essere lo stesso che hai configurato sul “iPhone”).

Ad accesso effettuato, clicca sull’icona Foto e, se è la prima volta che accedi al servizio, attendi qualche secondo affinché venga organizzata la tua libreria fotografica sul cloud.
Quando compaiono le miniature delle foto presenti sul tuo spazio online, seleziona le immagini che vuoi scaricare sul PC usando la combinazione di tasti Ctrl+clic (o cmd+clic se utilizzi un Mac) e clicca sull’icona della nuvola con la freccia che va verso il basso che si trova in alto a destra, per avviarne il download.

Come trasferire foto da iPhone a Mac

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Utilizzi un Mac?
Nessun problema.
Consulta la mia guida su come scaricare foto da iPhone a Mac e scoprirai come archiviare in maniera sicura i tuoi scatti sull’hard disk del computer.
È ancora più semplice che su Windows visto che i driver per il riconoscimento del telefono e iCloud sono già inclusi “di serie” nel sistema operativo.




come trasferire foto da iphone a mac




come trasferire foto da iphone a mac

Dopo essere rimasto piacevolmente colpito dalle funzionalità del tuo Mac, hai cambiato telefonino ed hai acquistato il tuo primo iPhone.
Trovi lo smartphone di Apple molto facile da usare ma ci sono alcune funzioni che ancora non hai avuto modo di approfondire.
Ad esempio non sai ancora come trasferire foto da iPhone a Mac e l’idea di perdere tutti gli scatti che hai già realizzato con il tuo “iPhone” ti terrorizza.

Niente panico! Se stai leggendo queste righe sai già che sei capitato sul blog giusto nel momento giusto.
Con la guida di oggi, ti spiegherò infatti come esportare tutte le foto dal tuo iPhone e salvarle sul Mac nella maniera più facile, veloce e sicura possibile.
Tutto quello che devi fare è prenderti cinque minuti di tempo libero e mettere in pratica i consigli che sto per darti. Ti garantisco che ti basterà leggere una sola volta questo tutorial e imparerai a memoria tutti i passaggi da compiere.

Devi solo scegliere il metodo di trasferimento che preferisci di più.
A cosa mi riferisco?
Al fatto che puoi copiare le foto dall’iPhone al computer in vari modi:
puoi usare l’applicazione Foto di Apple, lo strumento per l’acquisizione delle immagini incluso “di serie” in macOS oppure i servizi online di iCloud.
Ogni metodo ha chiaramente i suoi pro e i suoi contro, ma nel complesso c’è solo da avere l’imbarazzo della scelta.
Per saperne di più continua a leggere, trovi spiegato tutto qui sotto.

Indice

  • Applicazione Foto
    • Streaming foto di iCloud
    • Libreria Foto di iCloud
  • Acquisizione Immagine
  • iCloud.com
  • AirDrop
  • Altri servizi di cloud storage

Applicazione Foto

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Cominciamo da Foto, l’applicazione predefinita per la gestione delle foto presente su macOS e iOS.
I suoi principali punti di forza sono la semplicità di utilizzo, la perfetta integrazione con i servizi di iCloud e le funzioni di editing integrate.
Come lato negativo c’è da menzionare il fatto che archivia foto e video in un archivio proprietario non utilizzabile liberamente da parte di altre applicazioni (anche se ormai molte applicazioni per Mac riescono a “vedere” le foto e i video presenti nel database di Foto).




Per trasferire foto da iPhone a Mac con Foto, collega il tuo “iPhone” al computer usando il cavo Lightning/Dock in dotazione e attendi che l’applicazione venga avviata in automatico.
Qualora ciò non accadesse, seleziona l’icona di Foto dalla barra Dock di macOS e recati nella scheda Importa dell’applicazione (in alto a destra).

A questo punto ti vengono mostrate tutte le foto presenti nel rullino di iPhone e non ancora importate sul Mac.
Per importarle sul computer, premi sul pulsante Importa tutte le nuove foto che si trova in alto a destra e attendi affinché la procedura venga portata a termine.
Se invece desideri trasferire solo determinate foto e lasciare le altre sul telefono, seleziona le loro anteprime con il mouse (tenendo premuto il tasto cmd della tastiera) e clicca sul pulsante blu Importa xx selezionati.

Se vuoi cancellare automaticamente le foto importate dall’iPhone, prima di avviarne il trasferimento sul Mac metti il segno di spunta accanto all’opzione Elimina elementi dopo l’importazione (sempre in alto a destra).

Streaming foto di iCloud

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Un’altra tecnica per trasferire foto da iPhone a Mac è sfruttare la funzione di Streaming foto offerta da Apple tramite iCloud.
Con lo Streaming Foto, tutte le foto che scatti con il tuo iPhone (o con altri iDevice in tuo possesso) nell’arco degli ultimi 30 giorni vengono salvate automaticamente online in una libreria che può contenere fino a 1.000 immagini.
Il servizio è completamente gratuito, è attivo di default e non va ad influire sullo spazio online disponibile su iCloud Drive.




Per verificare che Streaming Foto sia attivo sul tuo iPhone, recati nelle Impostazioni del dispositivo, seleziona le voci iCloud > Foto dal menu che si apre e accertati che la levetta relativa alla funzione Il mio streaming foto sia impostata su ON (altrimenti attivala tu).

Con lo Streaming Foto attivato, le foto scattate con il tuo iPhone saranno accessibili da Foto senza bisogno di collegare fisicamente il telefono al computer o connetterlo alla stessa rete wireless del Mac.
Non devi far altro che recarti nel menu Foto > Preferenze (in alto a sinistra), selezionare la scheda iCloud dalla finestra che si apre e mettere il segno di spunta accanto alla voce Il mio streaming foto (se non è già presente).

Libreria Foto di iCloud

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Se vuoi conservare le foto su iCloud in maniera permanente e vuoi sincronizzarle automaticamente con il Mac (senza collegare fisicamente l’iPhone al computer), attiva Libreria foto di iCloud.
Si tratta di un servizio di Apple che archivia in maniera permanente le foto e i video realizzati con il “iPhone” su iCloud.

A differenza di Streaming Foto, Libreria Foto foto di iCloud erode lo spazio di archiviazione disponibile su iCloud Drive.
Questo significa che devi abbandonare il piano gratuito da 5GB e attivare un abbonamento a pagamento per il servizio.




Per sottoscrivere uno dei piani a pagamento di iCloud (a partire da 0,99 euro/mese per 50GB di storage), recati nel menu Impostazioni di iOS, seleziona il tuo nome, poi il grafico relativo allo spazio attualmente disponibile su iCloud, l’opzione Modifica piano di archiviazione e scegli il tipo di abbonamento che preferisci.
Se utilizzi una versione di iOS precedente alla 10.3, la medesima opzione è accessibile dal menu iCloud > Archivio > Modifica piano di archiviazione.

Per attivare la Libreria foto di iCloud, recati invece nel menu Impostazioni > [Tuo nome] > iCloud > Foto di iPhone (oppure Impostazioni > iCloud > Foto se utilizzi una versione di iOS precedente alla 10.3) e sposta su ON la levetta relativa all’opzione Libreria foto di iCloud.
Maggiori info a riguardo sono disponibili nel mio tutorial su come archiviare le foto su iCloud.

Una volta attivata la Libreria foto di iCloud, tutte le foto e i video realizzati con i tuoi dispositivi Apple verranno scaricati automaticamente nell’applicazione Foto.
Per verificare che tutto funzioni correttamente, recati nel menu Preferenze di Foto su macOS, seleziona la scheda ID Apple/iCloud dalla finestra che si apre e assicurati che ci sia il segno di spunta accanto alla voce Foto (altrimenti mettilo tu).
In caso di problemi con la sincronizzazione delle foto, recati in Preferenze di sistema > ID Apple/iCloud e prova a disattivare e riattivare l’opzione Foto.

Nota: dopo aver attivato la Libreria foto di iCloud, cerca di non importare più le foto sul Mac “manualmente” (come abbiamo visto nel primo capitolo del tutorial), altrimenti rischi di creare dei “doppioni” nella libreria dell’applicazione Foto.

Acquisizione Immagine

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Se trovi Foto un po’ troppo macchinoso e/o preferisci salvare le tue foto in una cartella del computer senza legarle a un’applicazione specifica, puoi recarti nella cartella Altro del Launchpad e avviare l’utility Acquisizione Immagine, la quale permette di estrapolare foto e screenshot dall’iPhone senza passare per Foto.

Come funziona?
Nulla di più facile.
Seleziona l’icona dell’iPhone dalla barra laterale del programma, indica la cartella in cui esportare le immagini (tramite il menu tendina Importa in) e clicca sul pulsante Importa tutto per copiare tutte le foto e gli screenshot sul Mac oppure seleziona con cmd+click le immagini da importare sul computer e clicca sul pulsante Importa per completare l’operazione.

Piccolo suggerimento: se vuoi impedire che quando colleghi l’iPhone al Mac vengano avviate automaticamente Foto o altre applicazioni, clicca sulla frecciacollocata in basso a sinistra nella schermata principale di Acquisizione Immagine e seleziona la voce Nessuna applicazione dal menu a tendina che compare.

iCloud.com

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Se hai attivato la Libreria foto di iCloud, puoi accedere alle tue foto – e quindi scaricarle sul Mac – anche tramite il sito Internet iCloud.com.
Collegandoti ad iCloud.com, effettuando l’accesso con il tuo ID Apple e cliccando sull’icona Foto puoi infatti “sfogliare” tutti i contenuti della tua libreria foto e scaricarli sul computer con un semplice click.




Entrando più nel dettaglio, per scaricare le foto da iCloud.com non devi far altro che selezionare le immagini da scaricare (usando Ctrl+clic/cmd+clic per selezionare singoli contenuti o Ctrl+A/cmd+a per selezionarli tutti) e premere sull’icona della nuvola collocata in alto a destra.

AirDrop

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Hai un Mac abbastanza recente?
Allora puoi trasferire foto da iPhone a Mac anche tramite AirDrop, una tecnologia wireless che sfrutta il Bluetooth e il Wi-Fi per condividere dati fra due dispositivi Apple.
Funziona con iPhone 5 e successivi e con la maggior parte dei Mac prodotti dopo il 2008.

Per condividere delle foto tramite AirDrop, apri la app Foto sull’iPhone, seleziona le immagini da inviare al Mac e premi sull’icona della condivisione (la freccia all’interno del quadrato).
A questo punto, seleziona l’icona relativa al tuo Mac dalla schermata che si apre e attendi che il trasferimento venga portato a termine.

In caso di problemi, verifica che il Bluetooth sia attivo su entrambi i dispositivi e che AirDrop sia impostato su Solo contatti o Tutti.
Per maggiori dettagli leggi la mia guida su come funziona AirDrop.




Altri servizi di cloud storage

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iCloud non è l’unico servizio di cloud storage che permette di archiviare le foto online e sincronizzarle automaticamente con il computer.

Utilizzando, ad esempio, Google Foto puoi avere un backup automatico, illimitato e gratuito di tutte le foto e i video realizzati su iPhone senza alcuna fatica.
L’applicazione lavora in background e salva tutte le immagini (fino a 16MP) e tutti i filmati (con una risoluzione massima di 1080p) su Google Drive senza erodere spazio di archiviazione online.
I contenuti sincronizzati con la app possono essere scaricati sul Mac utilizzando il client di Google Drive o collegandosi alla versione Web di Google Drive.

Un’altra possibile alternativa alla Liberia Foto di iCloud è Dropbox, che con la funzione Caricamento da fotocamera permette di archiviare automaticamente sul cloud tutte le foto scattate con l’iPhone (e quindi di sincronizzarle con il Mac).
Il servizio ha un limite di 2GB di spazio nella sua versione free, ma ci sono dei bonus disponibili per chi installa Dropbox sui propri device e invita altre persone a provare l’applicazione.
Per maggiori info leggi la mia guida su come funziona Dropbox.

Infine ti segnalo Send Anywhere, un’eccellente applicazione gratuita compatibile con iPhone, macOS, Windows, Android e qualsiasi browser Web che permette di condividere vari tipi di file da un dispositivo all’altro in maniera semplicissima; basta selezionare i file da condividere, attendere la generazione di un codice numerico e fornire tale codice alla postazione di destinazione dei file.
Funziona tutto “magicamente” tramite Internet.




come trasferire file da pc a iphone




come trasferire file da pc a iphone

Recentemente, riordinando le cartelle del tuo disco rigido, hai trovato degli interessanti file che vorresti mostrare ad alcuni amici.
Il problema, però, è che non disponi di un notebook da portare con te, pertanto vorresti spostare tutto il materiale sull’iPhone, in modo da poter visionare il tutto in qualsiasi momento e senza dover necessariamente avere con te un computer funzionante.

Come dici?
Ho indovinato il problema che ti ha condotto su questo tutorial?
Allora voglio dirti subito che ti trovi nel posto giusto, in un momento che non poteva essere migliore:
di seguito, infatti, intendo spiegarti per filo e per segno come trasferire file da PC a iPhone, sia utilizzando il cavo in dotazione con il cellulare, sia avviando un collegamento tramite Wi-Fi.

Non preoccuparti se non sei molto esperto con la tecnologia, non ce n’è motivo:
le procedure che intendo illustrarti sono di semplice applicazione e adatte anche a chi, come te, ha il terrore di fare qualche pasticcio di troppo.
Dunque, senza esitare oltre, ritaglia un po’ di tempo per te e leggi attentamente tutto quanto ho da dirti sull’argomento:
sono sicuro che il risultato finale ti lascerà assolutamente soddisfatto.
Buona lettura e buon divertimento!

Indice

  • Trasferire file da PC a iPhone con cavo
    • iTunes (Windows/macOS)
    • Finder (macOS)
    • iMazing (Windows/macOS)
    • iExplorer (Windows/macOS)
  • Trasferire file da PC a iPhone senza fili
    • AirDrop (iOS/macOS)
    • Send Anywhere (iOS/Android/Windows/macOS)

Trasferire file da PC a iPhone con cavo

Se hai necessità di spostare file e documenti dal computer all’iPhone alla massima velocità possibile, ti consiglio di effettuare il collegamento tra i due dispositivi attraverso il cavo Lightning.
A tal proposito, puoi utilizzare tecniche differenti per raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato:
puoi sincronizzare i file multimediali utilizzando il classico iTunes, oppure servirti di specifici programmi progettati per lo scopo, tra i quali meritano menzione iMazingiExplore.
Di seguito intendo fornirti le istruzioni da seguire per tutti i software appena citati.

iTunes (Windows/macOS)

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La procedura standard per trasferire file da PC a iPhone prevede l’impiego di iTunes, il software multimediale di Apple preinstallato su tutti i Mac, fino a macOS 10.14 Mojave.

Se disponi di Windows e non hai già provveduto a installare il programma, puoi farlo subito tramite il Microsoft Store.
Se utilizzi una versione di Windows precedente alla 10, invece, puoi rimediare collegandoti al sito Internet di Apple e cliccando sul pulsante Download.
Fatto ciò, avvia il file così ottenuto (ad es. iTunes6464setup.exe) e clicca sui pulsanti Avanti, Installa, Sì per due volte e Fine.

A questo punto, collega il telefono al computer tramite il cavo in dotazione e attendi che iTunes si avvii automaticamente:
qualora ti fosse richiesto di autorizzare la connessione tra i due dispositivi, premi sul pulsante Autorizza mostrato sul telefono e sul pulsante Continua visualizzato sullo schermo del computer.
Dopodiché digita il codice di sblocco del tuo “iPhone”.

Fatto ciò, clicca sull’icona dell’iPhone collocata in alto a sinistra nella finestra di iTunes e, a seconda di ciò che intendi trasferire, clicca sulla sezione più appropriata del riquadro Impostazioni:
ad esempio, premendo sulla sezione Musica, hai la possibilità di sincronizzare la libreria musicale del computer (in toto o in parte) con il telefono.
Puoi effettuare la stessa operazione con foto, video ed elementi multimediali in genere:
te ne ho parlato nel dettaglio nelle mie guide su come trasferire foto da PC a iPhone e come trasferire musica da PC a iPhone.

Per quanto riguarda invece tutti gli altri tipi di file (ad es. documenti Word, PDF, file multimediali e quant’altro), puoi effettuare il trasferimento dei file tramite iTunes soltanto se sul “iPhone” sono installate app “autorizzate” a scrivere file su cartelle dedicate in memoria, come ad esempio le app Word, Excel e PowerPoint, VLC e Documents di Readdle, giusto per citartene alcune.
Se è questo il tuo caso, devi recarti nella sezione Condivisione file di iTunes, selezionare l’app più appropriata al tipo di file da trasferire (ad es. Word per i documenti in formato .docx) e trascinare il documento di tuo interesse nella finestra di iTunes.




Se vuoi maggiori informazioni su questa procedura, puoi dare un’occhiata al mio tutorial su come salvare file su iPad, le cui indicazioni valgono anche per iPhone.

Finder (macOS)

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Se utilizzi macOS 10.15 Catalina o una versione successiva del sistema operativo Apple, non puoi usare iTunes, in quanto non più disponibile.
Per gestire i file presenti sul tuo iPhone, devi usare il Finder, selezionando l’icona del telefono dalla barra laterale di sinistra e andando nella scheda File.
I passaggi da compiere, per il resto, sono analoghi a quelli illustrati in precedenza per lo storico software di casa Apple.

iMazing (Windows/macOS)

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Un ottimo programma alternativo a iTunes, adatto a trasferire file da PC a iPhone, è iMazing:
nella fattispecie, si tratta di un programma compatibile sia con Windows che macOS, in grado di inviare file dal computer al “iPhone” in modo semplicissimo.




È possibile usufruire gratuitamente del software per trasferire al massimo 100 file, terminati i quali è necessario acquistare una licenza, al prezzo di 39,99€ una tantum, per eliminare tale limite e sbloccare le altre funzionalità del programma.

Se desideri farti un’idea del funzionamento di iMazing e scaricare la versione di prova del programma, collegati al sito Internet ufficiale dello stesso, clicca sul pulsante Scarica per PC o sul pulsante Scarica per Mac, a seconda del modello di computer in tuo possesso, per avviare il download del file d’installazione (.exe su Windows e .dmg su macOS).

Una volta ottenuto il file d’installazione di iMazing, avvialo e, se ti trovi su Windows, premi sui pulsanti Sì Avanti, dopodiché apponi il segno di spunta accanto alla voce Accetto i termini del contratto di licenza, premi ancora per tre volte sul pulsante Avanti e, successivamente, sui pulsanti Installa Fine, avendo cura di rimuovere il segno di spunta dalla casella accanto alla voce Avvia iMazing.

Se, invece, ti trovi su Mac, apri il pacchetto dmg scaricato in precedenza, premi il pulsante Agree che compare a schermo e trascina l’icona di iMazing nella cartella Applicazioni del Mac, utilizzando la finestra successiva.

Nota:
per funzionare correttamente, è necessario che iTunes sia stato preventivamente installato sul computer, per via di alcuni driver utili a stabilire la connessione con il telefono.
Se stai usando Windows e non disponi di iTunes, puoi installarlo seguendo le istruzioni che ti ho fornito nel mio tutorial dedicato all’argomento.
Se ti trovi su Mac, invece, non devi effettuare questo passaggio, in quanto iTunes è già presente sul sistema.




Ad ogni modo, dopo aver collegato l’iPhone al PC, avvia iMazing richiamandolo dal menu Start di Windows o dal Launchpad di macOS (l’icona a forma di razzo collocata nella barra Dock) e, se ti trovi su quest’ultimo sistema operativo, premi sul pulsante Apri per aggiungere il programma alla lista delle eccezioni di GateKeeper (devi farlo soltanto al primo avvio).

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Se è la prima volta che connetti il “iPhone” al computer che stai usando, dovresti visualizzare sullo schermo del telefono un messaggio che richiede l’autorizzazione per l’abbinamento al computer:
tocca sul pulsante Consenti e attendi che il programma riconosca correttamente il dispositivo.

A questo punto, ritorna sul computer, premi il pulsante Più tardi per utilizzare la versione di prova di iMazing (o clicca su Acquista licenza per procurarti una licenza d’uso) e seleziona la voce Trasferimento veloce collocata nella pulsantiera centrale del software.

Il gioco è praticamente fatto:
per avviare il trasferimento, non ti resta che trascinare il file (o i file) da spostare nella finestra principale del programma e selezionare l’app più adatta su cui memorizzarli, in base alla compatibilità.




Tieni ben presente che, in questo modo, puoi trasferire più file in simultanea, ma in una sola app per volta.
Quando hai finito, premi sul pulsante Trasferisci per finalizzare lo spostamento dei file, indicando alcune informazioni aggiuntive (ad es.
il nome del nuovo album fotografico da creare), se necessario, per poi attendere il messaggio che conferma l’avvenuto trasferimento.
Tutto qua!

iExplorer (Windows/macOS)

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Non sei rimasto soddisfatto dalle precedenti soluzioni?
Allora potresti dare un’opportunità a iExplorer:
di fatto, si tratta di un programma inizialmente progettato per “esplorare” la memoria interna dei dispositivi iOS tramite Esplora File di Windows o il Finder di Mac, con la possibilità di copiare agevolmente sul computer i file in essa contenuti, tuttavia può essere tranquillamente utilizzato per effettuare il passaggio inverso.

Anche in questo caso, non si tratta di un programma gratuito:
per sfruttarlo appieno, è necessario acquistare una licenza d’uso al prezzo di 39,99$ una tantum, ma si può provare gratuitamente con alcune limitazioni sul funzionamento (per esempio, non è possibile spostare più di 10 file musicali per volta o più di 150 MB di dati complessivamente).

Per scaricare la versione di prova del software, collegati alla sua pagina Internet principale, clicca sul pulsante Download iExplorer e attendi che il pacchetto d’installazione (.exe su Windows e .dmg su macOS) venga completamente scaricato sul computer.




A questo punto, se stai usando Windows, avvia il file ottenuto e, se necessario, accetta l’installazione del framework .NET di Microsoft cliccando sul pulsante Accept.
Fatto ciò, premi sul pulsante Installa e attendi che i file necessari vengano scaricati da Internet:
la procedura viene completata automaticamente.
Se, invece, stai utilizzando un Mac, lancia il pacchetto dmg scaricato in precedenza e trascina l’icona del programma nella cartella Applicazioni di macOS.

Nota:
anche in questo caso, se ti trovi su Windows, devi provvedere a scaricare e installare iTunes sul computer:
per funzionare correttamente, iExplorer necessita dei driver di collegamento inclusi nel programma di Apple.

Ad ogni modo, dopo aver completato i passaggi necessari per installare correttamente iExplorer, collega l’iPhone al computer e avvia il programma:
se necessario, premi sul pulsante OK e poi sul pulsante Continue With Demo, collocato in basso a destra, per continuare a usare la versione di prova del software.

A questo punto, premi sul bottone Files collocato nella sezione centrale del programma e, per copiare i file in tutta sicurezza e senza rischiare di accedere a zone di memoria “pericolose”, clicca sul pulsante Documents folder che compare nel pannello successivo:
per avviare il trasferimento, devi semplicemente trascinare i file di tuo interesse nella finestra del programma.

Nota:
i file copiati nella summenzionata cartella possono essere visualizzati soltanto esplorando la memoria del telefono dal PC e non direttamente dal dispositivo stesso.




Trasferire file da PC a iPhone senza fili

Non hai a disposizione il cavo Lightning del telefono, dunque, sei alla ricerca di un metodo che ti permetta di trasferire file da PC a iPhone senza fili e con meno passaggi possibili?
Allora lascia che ti suggerisca un paio di soluzioni che potrebbero fare al caso tuo:
la prima è AirDrop, una tecnologia sviluppata da Apple per spostare file tra la maggior parte dei suoi dispositivi, mentre la seconda è Send Anywhere, un’applicazione multipiattaforma che permette lo spostamento di file tramite l’inserimento di un codice.
Di seguito te le illustro entrambe in dettaglio.

AirDrop (macOS)

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AirDrop, se non ne fossi a conoscenza, è la soluzione pensata da Apple per il trasferimento dei file tra la maggior parte dei dispositivi da essa prodotti, come Mac, iPad e, ovviamente, iPhone.
È compatibile con quasi tutti i Mac prodotti dopo il 2008 e con iPhone 5 e successivi ed è sfruttabile attraverso le tecnologie Wi-FiBluetooth.

Per servirtene, attiva innanzitutto la ricezione dei file sul Mac:
per farlo, recati nel menu Vai > AirDrop, accessibile dal pannello superiore di macOS, e attendi che la finestra del Finder sia mostrata a schermo.
Se sia il Bluetooth che il Wi-Fi sono attivi, puoi utilizzare immediatamente AirDrop, altrimenti premi il pulsante mostrate a schermo per attivare entrambe le connessioni.

A questo punto, prendi il “iPhone”, recati nel menu Impostazioni > Generali > AirDrop di iOS e, se il Mac da cui intendi ricevere file non è associato a nessun contatto che hai in rubrica, seleziona l’opzione Tutti (altrimenti lascia attiva quella Solo contatti).
Adesso torna sul Mac, e trascina i file da trasferire sull’iPhone sulla foto relativa all’iPhone (nella finestra di AirDrop).




Se qualche passaggio non ti è chiaro, consulta la mia guida su come funziona AirDrop, in cui ti ho illustrato con dovizia di particolari il funzionamento di questa tecnologia.

Send Anywhere (iOS/Android/Windows/macOS)

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Se non possiedi un Mac, pertanto la soluzione segnalata poc’anzi non è ti è stata di aiuto, puoi trasferire file da PC a iPhone in modalità wireless avvalendoti di Send Anywhere:
di fatto, si tratta di un programma, con relativa app, che permette di spostare file da un dispositivo all’altro (non soltanto tra computer e iPhone ma anche tra PC e Android e tra smartphone/tablet di vario tipo) senza l’utilizzo di cavi di comunicazione, avvalendosi di un sistema di codici molto intuitivo.

Una volta scelti i file da condividere dal computer, si ottiene un codice numerico da digitare sull’iPhone e il gioco è fatto.
Il servizio SendAnywhere è disponibile gratuitamente fino a 10 GB per upload e con link che durano 10 minuti, altrimenti costa 5,99$/mese e offre 1 TB di archiviazione, con un limite di 10 GB per upload e link con scadenza che può essere configurata.

Per servirtene, collegati alla pagina principale del programma e, se ti trovi su Windows, clicca sul pulsante Download contrassegnato con il logo di Windows e attendi che il file d’installazione venga completamente scaricato sul computer.




A download completato, lancia il programma così ottenuto (ad es. SendAnywhereSetup.exe) e clicca sui pulsanti Sì e Next per avviare la procedura d’installazione.
Fatto ciò, apponi il segno di spunta accanto alla voce I accept the agreement, premi sul pulsante Next per quattro volte consecutive e concludi la procedura premendo, in sequenza, sui pulsanti Install, NextFinish.
Per quanto riguarda macOS, puoi installare Send Anywhere prelevandolo direttamente dal Mac App Store.

Completata l’installazione, avvia il programma richiamandolo dal menu Start di Windows (l’icona a forma di bandierina collocata nell’angolo in basso a sinistra dello schermo) oppure dal Launchpad di macOS (l’icona a forma di razzo annessa alla barra Dock), clicca sul pulsante Send situato in alto a sinistra della finestra che si apre a schermo e trascina i file che desideri inviare all’iPhone nella finestra del programma, aiutandoti con Esplora File/Finder, se necessario.
Fatto ciò, premi nuovamente il pulsante Send e prendi nota del codice che viene visualizzato a schermo.

Per ricevere il file (o i file), scarica e installa l’app di Send Anywhere sull’iPhone, avviala, consenti l’accesso a foto e notifiche sul dispositivo, tocca il pulsante Ricevi collocato in basso e digita il codice numerico appuntato in precedenza nell’apposito campo.
Infine, fai tap sul pulsante Ricevi per avviare il trasferimento dei file sul “iPhone”.
In alternativa, anziché digitare il codice numerico, puoi avviare il trasferimento dei file toccando l’icona del codice QR situata in alto a destra dell’app per iPhone e inquadrando successivamente il codice visualizzato sullo schermo del computer.

come trasferire dati da iphone a pc




come trasferire dati da iphone a pc

Sulla memoria del tuo iPhone hai davvero tanti file e hai il timore di esaurire, prima o poi, lo spazio a disposizione.
Vorresti quindi trasferire le foto, i video e qualsiasi altro file che non ti serve avere sul tuo smartphone nell’hard disk del tuo computer.
C’è però un problema:
il tuo computer non riconosce l’iPhone e non sai quindi come procedere.
Le cose stanno in questo modo?
Allora non preoccuparti, perché sei capitato nel posto giusto per risolvere il tuo problema.

In questa mia guida, infatti, ti illustrerò come trasferire i dati da iPhone a PC, consigliandoti alcuni metodi per sincronizzare i due dispositivi con l’utilizzo di applicazioni ufficiali e di terze parti.
Ti suggerirò anche alcuni consigli per utilizzare gli strumenti predefiniti del sistema operativo da te in uso.

Non è richiesto che tu abbia specifiche competenze, in quanto tutto ciò che ti illustrerò è alla portata di chiunque.
Adesso sei più tranquillo, vero?
Quello che devi fare è semplicemente dedicarmi alcuni minuti del tuo tempo per leggere questo mio tutorial e riuscire, quindi, a raggiungere il tuo scopo, grazie ai miei consigli.
Sei pronto a iniziare?
Ti auguro una buona lettura!

Indice

  • Operazioni preliminari
  • Trasferire foto e video su PC
    • Windows
    • macOS
  • Trasferire documenti su PC
  • Trasferire dati con iCloud
  • Altri strumenti per trasferire dati da iPhone a PC

Operazioni preliminari

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Prima di affrontare l’argomento del trasferimento dei dati dall’iPhone al PC, è necessario accertarsi che iTunes sia presente sul proprio computer.
Questo software è essenziale, affinché possano essere sincronizzati i dati tra i dispositivi Apple e i computer Windows o i Mac.
Tale sincronizzazione permette di trasferire, attraverso anche gli strumenti predefiniti del sistema operativo in uso, elementi multimediali e documenti, oltre alla possibilità di effettuare il backup e ripristino del tuo iPhone.




Non è richiesto, quindi, l’utilizzo esclusivo di questo software per eseguire il trasferimento di ogni dato, ma senza iTunes non è possibile installare i driver del proprio iPhone e, quindi, accedere alla sua memoria interna.

iTunes è già presente sui Mac e non richiede quindi alcuna procedura d’installazione:
puoi trovare la sua icona nel Launchpad, nel Dock oppure tra le i programmi all’interno della cartella Applicazioni, raggiungibile dalla barra laterale nel Finder.
Su Windows, invece, bisogna effettuare il download di iTunes raggiungendo il sito Web ufficiale di Apple e cliccando sul pulsante Download 32bit o Download 64bit (a seconda del tipo di sistema operativo installato su di esso).
Se tu non sai qual è l’architettura del tuo computer e del sistema operativo installato su di esso, ti consiglio di leggere questo mio tutorial.

Quando il download del file iTunesXXSetup.exe sarà completato, fai doppio clic su di esso e poi clicca sul pulsante Avanti.
Spunta le caselle relative ai parametri che non vuoi tenere attivi e fai quindi clic sul pulsante Installa.
Si avvierà in questo modo il processo d’installazione che durerà alcuni minuti; durante questa fase, ti verranno mostrate per due volte consecutive le finestre di Controllo dell’account utente di Windows, alle quali dovrai dare conferma tramite il pulsante .
Concludi quindi l’installazione, selezionando il pulsante Fine, e poi scegli la voce Accetto, dopo aver avviato il programma.

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A partire da questo momento, la procedura di collegamento di un iPhone a un computer è uguale, sia che tu possieda un PC Windows che un Mac.
Collega, quindi, lo smartphone al computer tramite il cavo Lightning in dotazione e attendi qualche secondo:
in iTunes viene mostrata una finestra, nella quale devi premere il pulsante Continua, mentre sul display del tuo iPhone trovi una notifica, sulla quale devi fare tap scegliendo l’opzione Autorizza.
Potresti anche dover digitare il codice di sblocco del telefono.




Adesso che l’iPhone è collegato correttamente al computer, potresti anche decidere di non utilizzare più il cavo Lightning e di stabilire quindi un collegamento wireless per utilizzare iTunes.
In questo caso, mantenendo il collegamento tra lo smartphone e il computer tramite cavo Lightning, avvia iTunes e fai clic sull’icona dell’iPhone, situata in alto a sinistra.

Effettuata questa operazione, seleziona la scheda Riepilogo dalla barra laterale situata a sinistra nell’interfaccia di iTunes, scorri la schermata e individua la sezione Opzioni.
Metti un segno di spunta sulla casella Sincronizza con iPhone via Wi-Fi e fai clic sul bottone Applica in basso a destra per confermare la tua scelta.

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Se l’iPhone e il computer sono connessi alla stessa rete Wi-Fi, possono comunicare tra loro.
Se non sai come connettere l’iPhone o il computer a una rete Wi-Fi, ti consiglio di consultare il mio tutorial su come connettersi al Wi-Fi.

Nei paragrafi che seguono, ti illustrerò dei metodi che puoi utilizzare per trasferire elementi multimediali, documenti e qualsiasi altro dato dal tuo iPhone al tuo computer.




Trasferire foto e video su PC

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Per trasferire foto e video dal tuo iPhone al computer puoi utilizzare gli strumenti predefiniti del sistema operativo da te in uso.
Nelle prossime righe, infatti, ti darò alcuni consigli che puoi mettere in pratica sul tuo computer Windows o sul tuo Mac, per trasferire i file multimediali presenti nella memoria dell’iPhone.

Windows

Quando colleghi un iPhone a un computer Windows, previa installazione di iTunes, puoi scegliere di eseguire diverse operazioni per il trasferimento di elementi multimediali dallo smartphone verso il PC.
Tra questi, puoi utilizzare quello più immediato, cioè l’utilizzo di Esplora File.

Collega quindi il tuo iPhone al computer e attendi che venga riconosciuto.
Apri adesso Esplora File, tramite la sua icona con il simbolo di una cartella gialla che trovi nella barra delle applicazioni in basso.
Dalla barra laterale di sinistra, fai clic sulla voce Questo PC e, nella sezione Dispositivi e unità, fai doppio clic sull’icona relativa al tuo iPhone.
Accedi, ora, alle cartelle Internal Storage > DCIM per visualizzare l’archivio di foto e video, presenti nella memoria del tuo smartphone.

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Puoi anche eseguire quest’operazione tramite lo strumento Importazione foto e video di Windows.
Dopo aver collegato l’iPhone al computer, apri Esplora File, così come ti ho indicato nelle righe precedenti, e accedi alla sezione Questo PC dalla barra laterale di sinistra della finestra.
Individua adesso l’icona del tuo iPhone nella sezione Dispositivi e unità, fai clic con il tasto destro su di essa e scegli la voce Importa immagini e video dal menu che si apre.

Ora, attendi la fine dell’analisi, assicurarti che sia selezionata la casella Rivedi, organizza e raggruppa gli elementi da importare e fai clic sul pulsante Avanti.
Nella finestra che si apre, metti un segno di spunta sugli elementi da importare (oppure attiva la casella Seleziona tutto, per selezionare tutti gli elementi che sono stati individuati).
Premi quindi sul pulsante Importa per eseguire l’operazione di importazione dei file all’interno della cartella Immagini del tuo computer.
Al termine del trasferimento, verrà aperta una finestra di Esplora File che mostrerà tutti i file appena importati.

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Un ultimo metodo che ti consiglio è quello di utilizzare l’applicazione Foto, già installata in Windows 10.
Tramite la barra di ricerca che puoi trovare in basso a sinistra sulla barra delle applicazioni, digita il termine foto e fai clic sul corrispondente risultato che fa riferimento all’applicazione.

Avviata quindi Foto, clicca sul pulsante Importa che si trova nell’angolo in alto a destra e scegli la voce Da un dispositivo USB dal menu contestuale.
Tramite la finestra appena aperta, puoi visualizzare tutti gli elementi multimediali presenti nella memoria del tuo iPhone.




Metti quindi un segno di spunta in corrispondenza dei file da importare, in alternativa utilizza i pulsanti Seleziona tutto per selezionare tutti gli elementi o Seleziona nuovo per evidenziare soltanto gli elementi nuovi presenti nella memoria dell’iPhone che non sono stati importati precedentemente tramite l’applicazione Foto.
Puoi personalizzare l’importazione facendo clic sulla voce Impostazione di importazione, che permette di impostare la cartella di destinazione e il metodo di raggruppamento delle immagini secondo la data, il mese o l’anno.

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Dopo aver selezionato gli elementi che vuoi trasferire su computer, fai clic sul pulsante Importa selezionato e attendi il suono di conferma del completamento dell’operazione.

macOS

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Puoi trasferire le foto dal tuo iPhone al Mac utilizzando l’applicazione Foto, già preinstallata e pronto al suo utilizzo.
Collega quindi il tuo iPhone al Mac tramite il cavo Lightning o la modalità wireless e attendi l’apertura automatica dell’applicazione.
Puoi trovare la sua icona anche nel Dock di macOS o all’interno del Launchpad.




Individua, quindi, la sezione Dispositivi, che trovi nella barra laterale di sinistra, e fai clic sulla voce iPhone.
Attendi qualche secondo affinché vengano caricate le miniature degli elementi multimediali presenti nella memoria del tuo smartphone, seleziona  tutti gli elementi da importare facendo clic su di essi e poi premi il pulsante Importa X elementi, per trasferire soltanto i file selezionati, o il pulsante Importa tutti i nuovi elementi, per effettuare il download dei soli file non ancora importati.

Puoi anche utilizzare lo strumento Acquisizione Immagine, che permette di effettuare la stessa operazione che ti ho indicato nelle righe precedenti con l’app Foto.
Avvia quindi il Launchpad, seleziona la cartella Altro e avvia l’utility Acquisizione Immagine.

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Dalla barra laterale di sinistra, individua la sezione Dispositivi e fai clic sulla dicitura relativa al tuo iPhone.
Seleziona quindi una o più immagini (cmd+clic sinistro) da importare sul computer e premi poi sul pulsante Importa per confermare l’operazione.

Trasferire documenti su PC

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Tramite il software iTunes, puoi utilizzare la funzionalità Condivisione file per copiare i documenti dall’iPhone al computer (e viceversa).
Collega quindi il tuo iPhone al computer tramite cavo Lightning o modalità wireless ed avvia iTunes, se non si è aperto automaticamente.

Adesso, fai clic sull’icona dell’iPhone che trovi in alto a sinistra, seleziona la scheda Condivisione file e attendi qualche secondo, affinché venga caricata la lista delle app che possono sfruttare questa funzionalità.

Dalla colonna App, fai clic sull’applicazione dalla quale vuoi esportare i documenti sul computer e seleziona poi i file dalla colonna a fianco.
Trascinali quindi fuori dall’applicazione iTunes, trasferendoli in una qualsiasi cartella presente sull’hard disk del tuo computer.

Trasferire dati con iCloud

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Puoi utilizzare anche il cloud storage di iCloud, per trasferire i dati dal tuo iPhone al computer.
Per effettuare quest’operazione, devi innanzitutto abilitare la sincronizzazione dei dati del tuo iPhone con iCloud.
A tal proposito, puoi consultare la mia guida su come funziona iCloud, nella quale ti ho illustrato i passaggi da eseguire per abilitare questa funzionalità sul tuo iPhone.




Adesso, avvia il tuo browser e accedi al sito iCloud.com, effettuando l’accesso con le credenziali del tuo account Apple.
Potrebbe esserti richiesto il codice di autorizzazione, che puoi visualizzare sul display del tuo smartphone.

Il pannello principale di iCloud è composto da diverse icone che racchiudono al loro interno dati differenti relativi a quelli che essi rappresentano:
ad esempio, nella sezione Foto, se hai attivata la Libreria Foto di iCloud,  puoi visualizzare tutti gli elementi multimediali (foto e video) presenti nella memoria del tuo dispositivo e che sono stati sincronizzati nel cloud storage; nella sezione iCloud Drive, puoi invece accedere ai documenti caricati online.
Tutti questi dati sono disponibili al download diretto sul computer.
Altri dati invece, sebbene accessibili dall’interfaccia Web, possono essere soltanto visualizzati, senza la possibilità di salvarne una copia direttamente sul computer.

Giusto per farti alcuni esempi, le email, i contatti, il calendario o i promemoria possono essere visualizzati su iCloud tramite browser Web, ma non direttamente scaricabili nella memoria del tuo computer.
Utilizzando però l’applicazione di iCloud, è possibile raggiungere questo scopo, sincronizzando i dati ed esportandoli per l’utilizzo su diversi software e applicazioni.

Su Mac, lo strumento di sincronizzazione con iCloud è già disponibile di default e puoi quindi sincronizzare la maggior parte dei dati con esso e renderli disponibili in altre applicazioni, come ad esempio i Segnalibri di iPhone su Safari per Mac.

Su Windows, invece, devi effettuare il download dell’applicazione gratuita iCloud, tramite il sito Internet ufficiale di Apple.
Accedi quindi al link che ti ho fornito e fai clic sul pulsante Scarica, per effettuare il download del file iCloudSetup.exe.
Dopo averlo scaricato, fai doppio clic su di esso, seleziona la casella Accetto i termini dell’accordo di licenza e fai clic sul pulsante Installa.
Nella finestra di Controllo dell’account utente di Windows, scegli (per due volte consecutive) e attendi la fine dell’installazione.
Premi poi il pulsante Fine, seguito da per riavviare il computer.




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Dopo che il computer sarà stato riavviato, avvia l’applicazione iCloud, che trovi nell’elenco dei programmi di Windows, ed effettua l’accesso con le credenziali del tuo account Apple.
Sullo schermo del tuo iPhone, fai tap su Autorizza, per confermare l’accesso al tuo account iCloud.
Sul tuo computer, scegli poi l’opzione Non inviare.

Nell’interfaccia dell’applicazione iCloud, potrai mettere il segno di spunta sugli elementi che da sincronizzare con il tuo computer Windows.
Ad esempio, attivando la casella Segnalibri, potrai effettuare la sincronizzazione dei siti Web salvati nei preferiti del tuo iPhone con Internet Explorer, Firefox oppure Google Chrome; spuntando invece la casella Foto, puoi sincronizzare le foto e i video con il tuo computer.

Altri strumenti per trasferire dati da iPhone a PC

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Se vuoi utilizzare altri strumenti per trasferire i tuoi dati da iPhone a PC, ti consiglio delle soluzioni che sfruttano la connessione a Internet o il collegamento wireless.
Nel primo caso, ti consiglio di usare applicazioni di cloud storage o di condivisione dei file; nel secondo caso, puoi invece far riferimento alla funzionalità nativa AirDrop o applicazioni di terze parti.
Andiamo però per ordine.




Trasferire dati tramite servizi di cloud storage è davvero semplice, in quanto ti servirà semplicemente l’applicazione del servizio che vuoi utilizzare per effettuare l’upload dei file; dal tuo computer dovrai effettuare l’accesso all’interfaccia Web del servizio di cloud storage o scaricare la sua applicazione desktop, se disponibile.
Quello che ti consiglio di fare, innanzitutto, è verificare quale servizio cloud può fare al caso tuo e, a tal proposito, puoi consultare la mia guida sui migliori cloud storage.
Ti consiglio di utilizzare, ad esempio, servizi come Google DriveOneDrive o Dropbox, di cui ti ho parlato nelle mie guide su come scaricare Google Drive, come funziona OneDrive e come funziona Dropbox.

Se invece vuoi utilizzare un metodo alternativo, puoi utilizzare dei servizi di condivisione dei file per effettuare il trasferimento di questi sul computer.
Tra i tanti servizi di questo genere, un esempio è Send Anywhere, che permette la condivisione gratuita di file fino a 10 GB di peso.
Utilizzando l’app dedicata, potrai effettuare quindi l’upload di file da scaricare successivamente tramite l’interfaccia Web oppure l’applicazione desktop per Windows, macOS o Linux.
Il file condiviso rimarrà però disponibile per sole 48 ore, ma nel caso in cui tu abbia necessità di estendere i limiti del piano gratuito, potrai sottoscrivere un abbonamento al costo di $ 5,99 al mese.
Se vuoi saperne di più, puoi consultare la mia guida su come trasferire foto da iPhone, nella quale ti ho parlato nel dettaglio del servizio di condivisione file Send Anywhere.

Tra i dispositivi Apple, puoi utilizzare la funzione nativa AirDrop, che ha lo scopo di condividere i dati tra di essi in modo semplice e immediato.
In linea concettuale, viene effettuato il collegamento tra dispositivi Apple vicini, attraverso una connessione wireless diretta e criptata, con la quale si possono trasferire i dati.
Vuoi sapere come utilizzare questa funzionalità?
Puoi leggere la mia guida su come funziona AirDrop, nella quale ti illustro i requisiti per utilizzare, attivare e usare AirDrop.

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Infine, puoi anche ripiegare sulla famosa applicazione AirDroid, così da inviare i file dall’iPhone al PC in modo veramente semplice.
Quest’app gratuita permette di trasferire gratuitamente i file se entrambi i dispositivi si trovano nella stessa rete domestica; se si vuole invece accedere da remoto, il servizio presenta delle limitazioni, che consistono nel trasferimento di file non superiori a 30 MB, per un totale di 200 MB di traffico mensile.
Per estendere questi limiti, è necessaria la sottoscrizione di un abbonamento al costo di $ 1,99 al mese oppure $ 19,99 all’anno.




Per utilizzare AirDrop, scarica l’applicazione sul tuo dispositivo tramite l’App Store e, dopo averla avviata, crea un account seguendo le istruzioni a schermo, se vuoi utilizzare il servizio di trasferimento remoto.
Con le credenziali di accesso appena create, accedi al suo sito Web ufficiale tramite il browser del tuo computer.

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Se i dispositivi si trovano nella stessa rete domestica, puoi anche saltare la creazione dell’account e accedi dall’app alla sezione AirDroid Web, presente nella scheda My devices.
Attiva quindi la voce Scan QR code e inquadra il QR code che ti viene mostrato nella schermata principale del sito Internet ufficiale.

Dall’interfaccia Web, per trasferire un file, fai clic sulle icone File, Foto o Video per esplorare le cartelle dei rispettivi contenuti che le icone rappresentano.
Fai quindi clic su ogni elemento da scaricare e poi scegli il pulsante Scarica dalla barra in alto.
Facile, vero?

come trasferire contatti da samsung a iphone




come trasferire contatti da samsung a iphone

Vorresti sincronizzare la rubrica di un iPhone con quella di uno smartphone Samsung, quindi uno smartphone Android, ma non sai quale soluzione adottare?
Sei passato da un telefono Samsung a un iPhone e non sai come recuperare i contatti che avevi sull’altro dispositivo?
Non ti preoccupare, si tratta di una procedura molto più semplice di quello che si può immaginare.

Esistono fondamentalmente due strade da seguire per trasferire contatti da Samsung a iPhone.
Una, semplicissima, prevede la sincronizzazione dei contatti tramite un sevizio cloud supportato da entrambi i dispositivi (io ti consiglio Gmail).
L’altra, un po’ più complicata, prevede l’esportazione manuale dei contatti da uno smartphone e la loro importazione sull’altro.
Analizza pregi e difetti di entrambe le soluzioni e scegli quella che ti sembra più adatta alle tue esigenze.

  • La sincronizzazione dei contatti tramite Gmail ha il vantaggio di essere estremamente semplice da attuare e mantiene la rubrica sincronizzata in automatico su entrambi i device.
    Questo significa che devi inserire nome utente e password del tuo account Google su Android e iOS, abilitare la sincronizzazione dei contatti con i server di Gmail e attendere che i nominativi vengano trasferiti “magicamente” da una rubrica all’altra.
  • Il trasferimento “manuale” dei contatti da uno smartphone all’altro permette di avere un controllo più certosino sui nominativi da inserire in rubrica, mantiene separate le rubriche dei due device ma è decisamente più complesso da attuare.
    Devi esportare i contatti da Android sotto forma di file VCF, auto-inviarteli tramite posta elettronica e aprire il file che ti sei spedito su iPhone, in modo che iOS possa rilevare tutti i contatti e aggiungerli alla sua rubrica.

Trasferire contatti da Samsung a iPhone tramite Gmail

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Hai deciso di sincronizzare la rubrica di Android e iOS tramite Gmail?
Bene, allora provvedi subito a configurare il tuo account Google sia sullo smartphone Samsung sia sull’iPhone.

Se, come probabile, sullo smartphone Samsung hai già configurato il tuo account Gmail, recati direttamente nelle impostazioni di Android e accertati che la sincronizzazione dei contatti sia attiva.
Per compiere quest’operazione, apri l’applicazione Impostazioni (l’icona dell’ingranaggio che si trova nella schermata con la lista di tutte le app installate sul telefonino), seleziona l’icona Account e premi prima sul logo di Google e poi sul tuo indirizzo Gmail.
Verifica quindi che l’opzione Contatti sia attiva, altrimenti attivala tu per far partire la sincronizzazione della rubrica con Gmail.




Nel caso in cui tu non abbia ancora configurato un account Google sul tuo smartphone Samsung, o comunque voglia sincronizzare la rubrica con un altro account, recati nel menu Impostazioni > Account di Android, seleziona la voce Aggiungi account e fai “tap” sul logo di Google per avviare la creazione o l’aggiunta di un nuovo indirizzo Gmail.

Ad operazione completata, assicurati che la sincronizzazione dei contatti su Android sia attiva, come spiegato poche righe più su, e prendi il tuo iPhone.

Ora devi aggiungere l’account Google appena configurato sullo smartphone Samsung anche sull’iPhone.
Recati quindi nelle impostazioni di iOS (l’icona dell’ingranaggio presente in home screen), seleziona la voce Posta, contatti, calendari dal menu che si apre e premi sul pulsante Aggiungi account.

Nella schermata che si apre, fai “tap” sul logo di Google, effettua l’accesso all’account Gmail che hai configurato in precedenza sullo smartphone Samsung, premi sulla voce Consenti, assicurati che la levetta relativa ai Contatti sia attiva e premi sul pulsante Salva per completare l’operazione.

Ora, per far sì che iOS riconosca l’account Google come l’account predefinito con cui sincronizzare la sua rubrica, recati nel Impostazioni > Posta, contatti, calendari, seleziona la voce Account di default dal riquadro Contatti e seleziona Gmail dal menu che si apre.




Missione compiuta! Attendi qualche secondo e le rubriche dei due telefonini dovrebbero sincronizzarsi quasi come per magia.
Essendo attiva una vera e propria sincronizzazione, tutte le modifiche apportate sui contatti di uno smartphone verranno riportare automaticamente anche sull’altro.

Trasferire contatti da Samsung a iPhone “manualmente”

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Preferisci trasferire contatti da Samsung a iPhone in maniera “tradizionale”, senza attivare una sincronizzazione fra le rubriche dei due dispositivi?
Nessun problema.
Procedi come sto per illustrarti e dovresti riuscire a ottenere il risultato sperato.

Il primo passo che devi compiere è aprire l’applicazione Contatti sullo smartphone Samsung e selezionare la scheda Contatti dalla schermata che si apre.
Pigia quindi sul pulsante […] che si trova in alto a destra, seleziona la voce Impostazioni dal menu che compare e vai prima su Contatti e poi su Importa/Esporta.

A questo punto puoi scegliere se esportare la rubrica in archivio (ossia sulla memoria del telefono) o su una SD (nel caso in cui il tuo smartphone fosse provvisto di memoria espandibile).
Attendi dunque qualche secondo affinché l’esportazione della rubrica venga completato (puoi seguire l’avanzamento della procedura tramite il menu delle notifiche di Android) e auto-inviati il file VCF della rubrica via email.




Per auto-inviarti il file VCF con i contatti della rubrica puoi installare un file manager come ES Gestore File (che è completamente gratuito) e utilizzarlo per navigare nella cartella Home dello smartphone o nella directory principale della SD.
Una volta raggiunta la cartella in cui si trova il file della rubrica (es.
00001.vcf), tieni il dito premuto sull’icona di quest’ultimo, premi sul pulsante Altro che compare in basso a destra e seleziona la voce Condividi dal menu che compare.
Scegli dunque di aprire il file nel tuo client di posta preferito (es.
Gmail) e invia il file a un indirizzo email accessibile dal tuo iPhone.

Per concludere, prendi il tuo iPhone e apri l’applicazione Mail (con altri client di posta la procedura non andrebbe a buon fine), apri il messaggio che ti sei appena auto-inviato e premi sull’icona del file VCF presente come allegato per aprirlo nella Rubrica di iOS.
Pigia quindi sul pulsante Aggiungi tutti i xx contatti e tutti i contatti presenti nel file VCF esportato dal cellulare Samsung verranno aggiunti alla rubrica dell’iPhone.

Qualora ci fosse qualche intoppo nella procedura, puoi collegarti anche al sito Internet di iCloud e caricare il file VCF direttamente nella tua rubrica online (la quale viene sincronizzata in automatico con l’iPhone, ammesso che tu abbia impostato correttamente l’utilizzo di iCloud).
Per importare il file VCF nel sito di iCloud, effettua l’accesso usando i dati del tuo ID Apple, seleziona l’icona Contatti e premi prima sull’icona dell’ingranaggio collocata in basso a sinistra e poi sulla voce Importazione vCard.
Più facile di così?

come trasferire contatti da iphone a sim




come trasferire contatti da iphone a sim

Dopo anni di onorato servizio, il tuo vecchio iPhone comincia ad accusare i segni del tempo; così, dopo averci riflettuto su a lungo finalmente ti sei deciso:
sostituirai il tuo vecchio dispositivo Apple con uno smartphone di recente uscita, ma di un’altra marca.
Tuttavia, se in questo momento stai leggendo queste righe molto probabilmente è perché, vista la scelta fatta, hai bisogno di un piccolo aiutino per sapere come eseguire una procedura.
In particolar modo, vorresti trasferire contatti da iPhone a SIM, in modo tale da poter accedere alla tua rubrica anche da un altro dispositivo, senza riscontrare alcun tipo di problema.
Se le cose stanno effettivamente e sei un po’ in agitazione perché non sai come fare, non hai affatto motivo di preoccuparti…posso spiegarti io come risolvere.

Prima di indicarti che cosa è necessario fare per poter trasferire contatti da iPhone e a SIM è bene però chiarire subito su un punto fondamentale.
La procedura che andrò ad illustrarti in questa guida risulta di fondamentale importanza se è tua intenzione poter accedere a tutti i tuoi contatti anche da un altro smartphone.
Su iPhone, infatti, l’intera rubrica non viene memorizzata sulla SIM, bensì solo ed esclusivamente nella memoria del dispositivo (soltanto dopo che avrai abilitato l’apposita opzione su iCloud).
Detto questo, se estrarrai la SIM dal tuo smartphone iOS e la inserirai in un altro device, senza effettuare alcuna apposita procedura preliminare, non potrai visualizzare nessuno dei tuoi contatti.

Inoltre se ciò che ti interessa davvero è trasferire contatti da iPhone a SIM, devi sapere che allo stato attuale delle cose, iOS, il sistema operativo mobile utilizzato sui dispositivi Apple, non integra alcuna funzione apposita per effettuare questa operazione.
Per poter trasferire contatti da iPhone a SIM è dunque necessario ricorrere all’impiego di apposite applicazioni, presenti su App Store.
Di seguito trovi quindi elencate quelle che, a mio avviso, rappresentano le migliori applicazioni attualmente disponibili sulla piazza per trasferire contatti da iPhone a SIM e le relative “istruzioni” d’impiego.
Fatta questa doverosa premessa, se sei quindi effettivamente intenzionato a scoprire che cosa bisogna fare per poter trasferire contatti da iPhone a SIM, ti suggerisco di tenere sotto mano il tuo iPhone, di metterti seduto comodo e di prenderti qualche minuto di tempo libero da dedicare alla lettura delle mie indicazioni.
Pronto?
Si?
Perfetto, allora cominciamo.

Nota: Nel caso in cui avessi bisogno di effettuare l’operazione inversa, ovvero di trasferire contatti da SIM a iPhone, puoi trovare tutte le indicazioni di cui hai bisogno nella mia guida su come importare i contatti su iPhone. 

Contacts Backup – IS Contacts Kit Free

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Se desideri trasferire i contatti da iPhone a SIM, la prima app che ti suggerisco di utilizzare è chiamata Contacts Backup – IS Contacts Kit Free.
Si tratta di un’applicazione gratuita presente su App Store che così come puoi facilmente intuire dal tuo stesso nome, permette di effettuare un backup della rubrica dei contatti presenti su iPhone in modo estremamente semplice.
Tra le caratteristiche degne di nota, vi è la possibilità di effettuare il backup dei contatti in formato XLS, in formato CSV oppure ancora in un formato compatibile con Outlook, per facilitarne così il passaggio da un dispositivo all’altro.

Detto questo, per poter trasferire contatti da iPhone a SIM con Contacts Backup – IS Contacts Kit Free la prima cosa che bisogna fare è quindi quella di scaricare l’applicazione da App Store.
Per fare ciò accedi alla schermata principale del tuo iPhone, dopo averlo sbloccato tramite Touch ID o tramite codice, e premi sull’icona di App Store, fai tap sull’icona a forma di lente di ingrandimento situata nella parte in basso della schermata che ti viene mostrata e poi, nel campo dedicato alla ricerca che si trova in alto, digita contacts backup – is contacts kit free.
Individua quindi l’applicazione e premi primo risultato della ricerca che ti viene mostrato e poi fai tap sull’icona dell’applicazione visibile in elenco.

Successivamente, per scaricare l’app sul tuo dispositivo, premi sul pulsante Ottieni/Installa e, se richiesto, digita la password facente riferimento al tuo ID Apple (oppure utilizza il Touch ID).
Adesso dovrai soltanto attendere qualche istante affinché venga avviata e portata a termine la procedura di download e di installazione dell’app Contacts Backup – IS Contacts Kit Free.

In alternativa, per velocizzare l’esecuzione di questi passaggi preliminari, puoi anche premere direttamente qui se stai leggendo questa guida dal tuo smartphone Apple.
Ti ho condiviso il link per il download dell’applicazione; potrai così collegarti subito all’apposita sezione dell’app presente su App Store e scaricare l’applicazione alla velocità della luce, premendo sul pulsante Ottieni/Installa.

Una volta che l’applicazione si sarà scaricata e installata correttamente, ritorna sulla Home Screen del tuo iPhone e cerca l’icona di Contacts Backup – IS Contacts Kit Free per fare poi tap su di essa al fine di avviarla.
Quando ti verrà richiesto, abbi cura di autorizzare l’applicazione ad accedere ai tuoi contatti (altrimenti non potrà funzionare per lo scopo desiderato), dopodiché fai premi su Accetta oppure su Non consentire se è tua intenzione, rispettivamente, abilitare l’invio delle notifiche oppure no.
Si tratta di un’opzione facoltativa, a te la scelta.




A questo punto, per incominciare a utilizzare l’applicazione Contacts Backup – IS Contacts Kit Free per trasferire i contatti da iPhone a SIM, fai tap sul pulsante Export e accertati che, nella schermata che andrà ad aprirsi, vi sia il segno di spunta accanto alla voce All contacts.
Fatto questo, premi il pulsante Next per proseguire con la procedura.

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Nella schermata successiva dovrai scegliere il formato in cui desideri esportare i contatti di iPhone.
Hai a disposizione varie scelte, vado a elencartele.
Il primo formato che hai a disposizione è quello pensato per Excel, poi vi è la voce Gmail (per esportarli in formato CSV) ed Outlook (per salvarli sotto forma di file XLS) e infine la voce VCard per salvare i contatti in formato Vcf.
Una volta che hai scelto il formato desiderato, premi su Start per avviare l’esportazione della rubrica del tuo dispositivo.

Ad operazione completata, hai diverse opzioni a disposizione.
Puoi vedere il file generato in anteprima (pulsante Previw), puoi scegliere se aprilo per valutare il risultato (pulsante Open In), se inviare il file dei contatti esportati da iPhone tramite la posta elettronica (pulsante Email), oppure se caricarli su Dropbox premendo sul pulsante Upload.

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Effettuati questi passaggi utilizza il file appena ottenuto con Contacts Backup per trasferire contatti da iPhone a SIM sul tuo nuovo smartphone.
Nel caso di Android, una procedura che puoi utilizzare è quella di sincronizzare il file ottenuto con Gmail.
Dovrai quindi importare nel servizio di webmail il file generato con l’appliazione.
Gmail supporta infatti l’importazione dei contatti da un file in formato CSV o Vcard.
Per farlo, recati quindi sulla tua Gmail e vai alla voce Contatti che trovi facendo clic sulla voce Gmail presente in alto a sinistra della tua posta elettronica (in alternativa, fai clic qui per andare direttamente al servizio Contatti di Gmail) e poi fai clic sulla voce Importa contatti per importare il file.

Easy Backup

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In alternativa alla soluzione che ti ho appena proposto per trasferire contatti da iPhone a SIM, puoi ricorre all’impiego di un’altra applicazione chiamata Easy Backup.
Quest’ultima è un’altra applicazione gratuita che fa della presenza della localizzazione in italiano il suo punto di forza.
Come la precedente applicazione indicata, anche Easty Backup ti permette di trasferire i contatti da iPhone alla SIM, con una procedura di facile e intuitiva.

Fatta questa premessa, ti spiego subito come trasferire contatti da iPhone a SIM con Easy Backup.
Ovviamente, la prima cosa da fare è scaricare l’applicazione.
Per fare ciò, recati nella schermata principale del tuo iPhone e premi sull’icona di App Store.
Dovrai poi fare tap sull’icona a forma di lente di ingrandimento collocata nella parte in basso della schermata che ti viene mostrata e per poi andare a digitare il nome dell’applicazione (Easy Backup) nel campo di testo dedicato alla ricerca che trovi in alto.

A questo punto, premi sul primo risultato della ricerca che ti viene mostrato e poi fai tap sull’anteprima della prima applicazione disponibile in elenco.
In alternativa, se desideri velocizzare l’esecuzione di questa procedura di download dell’applicazione, premi qui direttamente dal tuo smartphone.
Potrai subito collegarti all’apposita sezione dell’app presente su App Store.




Ora dovrai avviare il download dell’applicazione:
per farlo, premi sul pulsante Ottieni/Installa e, se richiesto, digita la password facente riferimento al tuo ID Apple oppure utilizza il Touch ID (se supportato sul tuo modello di iPhone).
Adesso dovrai soltanto attendere qualche istante affinché la procedura di download e di installazione dell’applicazione Easy Backup venga avviata e portata a termine.

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Una volta terminato il download dell’app su iPhone, cerca l’icona di Easy Backup e fai tap su di essa.
Una volta visualizzata la schermata principale dell’app e letta l’introduzione iniziale, premi sul pulsante Inizia collocato in basso e poi fai tap prima su Accedi ai contatti e poi su OK per autorizzare l’app ad accedere ai tuoi contatti.
L’autorizzazione all’accesso ai contatti è obbligatorio, altrimenti l’applicazione non potrà funzionare per lo scopo predefinito.
Invece, puoi liberamente scegliere se premere su OK oppure su Non consentire se vuoi che l’applicazione ti invii le notifiche oppure no.

Nella nuova schermata che a questo punto ti viene mostrata dovrai premere sul pulsante raffigurante una freccia situato al centro dello schermo in corrispondenza della voce Esegui subito il backup.
Una volta eseguito il backup, hai alcune opzioni a disposizione.
Puoi premere sulla voce E-mail per inviare, tramite messaggio di posta elettronica, l’intero elenco dei tuoi contatti in formato vCard (dovrai anche effettuare la registrazione all’applicazione tramite l’account Facebook o Google).
In alternativa, premendo sul Esporta potrai caricare il file vCard appena generato sul tuo account Dropbox oppure su Google Drive.
In questo caso, però, si tratta di una feature della versione Pro di Easy Backup quindi per poterla utilizzare è necessario effettuare l’acquisto della versione a pagamento dell’applicazione, il cui costo è di 3,49€.
Per trasferire i contatti della rubrica del tuo iPhone vi è inoltre la voce Exel che ti permette di inviare via email un file in formato Xlsx.

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Anche in questo caso, dovrai poi utilizzare il file ottenuto con Easy Backup per trasferire contatti da iPhone a SIM sul tuo nuovo smartphone.
Nel caso tu abbia acquistato uno smartphone Android, potrai nuovamente effettuare la sincronizzazione con Gmail dal momento che il servizio di webmail supporta l’importazione del file vCard generato.
Per farlo, dovrai eseguire la stessa operazione indicata in precedenza.

come trasferire contatti da iphone a iphone




come trasferire contatti da iphone a iphone

Hai sostituito il tuo iPhone con un modello più recente e stai cercando un modo per recuperare facilmente tutti i contatti dalla tua vecchia rubrica?
Devi inviare alcuni contatti all’iPhone di un tuo amico ma non sai come riuscirci?
Tranquillo, sono qui per darti una mano.

Con la guida di oggi vedremo insieme come trasferire contatti da iPhone a iPhone utilizzando le funzioni incluse “di serie” in iOS e alcune applicazioni prodotte da terze parti.
Scopriremo dunque come trasferire la rubrica da un “iPhone” all’altro utilizzando i backup di iTunes o la sincronizzazione di iCloud e come inviare singoli contatti ad altri iPhone sfruttando la tecnologia wireless AirDrop.
Si tratta, in tutti i casi, di operazioni semplicissime da portare a termine.
Quindi direi di non perderci ulteriormente in chiacchiere e passare subito all’azione.
Trovi spiegati tutti i passaggi da compiere qui sotto.

Nota: il seguente tutorial è stato scritto utilizzando degli iPhone equipaggiati con iOS 9.x e iOS 8.x ma le indicazioni presenti in esso dovrebbero risultare valide anche per iOS 7.x.
Il modello di iPhone utilizzato è ininfluente ai fini del trasferimento dei contatti (eccetto che per la condivisione tramite AirDrop che necessita di iPhone 5 o modelli successivi).

Trasferire la rubrica su un nuovo iPhone

Se hai acquistato un nuovo iPhone e vuoi trasferire su quest’ultimo tutti i contatti che avevi sul vecchio “iPhone” puoi procedere in tre modi differenti.

  • Attivare il telefono usando un backup del vecchio iPhone. In questo modo, oltre alle app, alle impostazioni e ai dati, verranno ripristinati sul device anche tutti i contatti presenti nella rubrica.
    Il ripristino si può effettuare sia tramite i backup locali di iTunes sia tramite iCloud (quindi via Internet).
  • Associare il telefono allo stesso ID Apple utilizzato sul vecchio iPhone. In questo modo tutti i dati associati all’account iCloud (fra cui dovrebbero esserci anche i contatti della rubrica) verranno copiati automaticamente sul “iPhone” senza dover ripristinare il dispositivo.
    In alternativa si può usare anche un account Google e sfruttare la sincronizzazione automatica dei contatti con Gmail.
  • Utilizzare un’app di terze parti per esportare i contatti dal vecchio iPhone in formato VCF, inviarti il file ottenuto via email e aprirlo sul nuovo iPhone (importando quindi i contatti nella rubrica).

Ripristinare i backup da iCloud e iTunes

Se vuoi ripristinare un backup dal tuo vecchio iPhone, assicurati innanzitutto di aver effettuato un backup del dispositivo in periodi recenti (su iCloud o iTunes, in base alle tue preferenze).
In caso contrario provvedi ad effettuare backup iPhone seguendo le indicazioni che trovi nel mio tutorial sull’argomento.




Successivamente, se vuoi ripristinare un backup da iCloud, avvia la procedura di configurazione iniziale dell’iPhone, seleziona la voce Ripristina da backup iCloud dalla schermata relativa ad App e dati e seleziona il backup con la data più recente.
La procedura di ripristino potrebbe durare diversi minuti in quanto prevede il download di dati molto “pesanti” da Internet.

Nel caso in cui avessi già attivato il tuo iPhone, per riportarlo alle impostazioni di fabbrica e ripristinarlo tramite iCloud o iTunes, recati nel menu Impostazioni > Generali > Ripristina di iOS, seleziona l’opzione Inizializza contenuto e impostazioni, digita il codice di sblocco e premi sul pulsante Inizializza iPhone.

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Se preferisci operare alla “vecchia maniera”, cioè preferisci ripristinare un backup tramite iTunes, collega il telefono da attivare al computer usando il cavo Lightning/Dock in dotazione, clicca sull’icona del telefono che compare in alto a sinistra nella finestra principale del programma e scegli l’opzione per ripristinare da un backup precedente. Seleziona dunque il backup con la data più recente dal menu a tendina Ripristina da questo backup e avvia il processo di ripristino del dispositivo.

Se vuoi resettare un iPhone già configurato, collegalo al computer, seleziona l’icona del telefono in alto a sinistra e clicca sul pulsante Ripristina iPhone. Pigia quindi su Ripristina/Ripristina e aggiorna e accetta le condizioni d’uso di iOS facendo click prima su Successivo e poi su Accetto.




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La procedura di reset dell’iPhone prevede il download della versione più recente di iOS da Internet, quindi può durare anche più di un’ora. Al suo termine potrai ripristinare iOS con un backup precedente o potrai configurare il telefono come nuovo sincronizzandolo con il tuo account iCloud/Gmail (in modo da ottenere la sincronizzazione della rubrica).
Per maggiori segui il passaggio successivo del tutorial.

Sincronizzare i contatti tramite iCloud

Se non hai intenzione di ripristinare un backup dal tuo vecchio iPhone, puoi trasferire la tua rubrica sul nuovo “iPhone” associando quest’ultimo allo stesso ID Apple usato sull’altro device.

Per prima cosa prendi quindi il vecchio iPhone, recati nel menu Impostazioni > [Tuo nome] > iCloud di iOS (o impostazioni > iCloud se utilizzi una versione di iOS inferiore alla 10.3) e verifica che la levetta relativa alla sincronizzazione dei contatti sia attiva.
In caso contrario, attivala tu.

Dopodiché spostati nel menu Impostazioni > Contatti (oppure Impostazioni > Posta, Contatti, Calendari se utilizzi una versione poco recente di iOS), scorri la schermata che si apre fino alla sezione Account di default e assicurati che l’account predefinito per la sincronizzazione della rubrica sia quello di iCloud.
Se non vedi l’opzione Account di default vuol dire che sul tuo iPhone è impostato solo l’account di iCloud e viene già utilizzato come account di default per la sincronizzazione dei contatti.




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A questo punto puoi passare al nuovo iPhone.
Se non hai ancora effettuato la procedura di attivazione del telefono, effettuala e quando arriva il momento di inserire le credenziali di accesso dell’ID Apple inserisci quelle dell’ID utilizzato anche sul vecchio “iPhone”.
Nella schermata App e dati scegli di configurare il telefono come nuovo iPhone per non ripristinare alcun backup precedente.

Se hai già effettuato la procedura di configurazione iniziale di iOS, puoi configurare il tuo account iCloud recandoti nel menu Impostazioni > [Tuo nome] > iCloud del “iPhone” (o Impostazioni > iCloud sulle versioni più datate del sistema operativo) e assicurandoti che sia attiva la voce relativa alla sincronizzazione dei contatti.
Nel caso in cui il telefono fosse già associato ad un altro account iCloud, per sostituirlo con il tuo recati nel menu Impostazioni > [Tuo nome] (o Impostazioni > iCloud sulle versioni meno recenti di iOS) e premi sul pulsante Esci che si trova in fondo allo schermo.

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Ad operazione completata, esegui l’accesso con il tuo account iCloud e la rubrica verrà sincronizzata automaticamente.




Sincronizzare la rubrica con Gmail

Come accennato in apertura del post, puoi trasferire contatti da iPhone a iPhone anche tramite Gmail.
Se aggiungi lo stesso account Google a due “melafonini” e imposti Gmail come rubrica predefinita su entrambi, i contatti risulteranno sempre sincronizzati.

Per aggiungere un account Google al tuo iPhone, recati nel menu Impostazioni > Contatti > Account di iOS (oppure Impostazioni > Posta, contatti, calendari se utilizzi una versione di iOS precedente alla 10.3) e premi sulla voce Aggiungi account.
Nella schermata che si apre, fai “tap” sul logo di Google, effettua l’accesso al tuo account Gmail, assicurati che la levetta relativa alla sincronizzazione dei Contatti sia attiva e premi sul pulsante Salva che si trova in alto a destra.

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Successivamente, per impostare Gmail come rubrica predefinita dell’iPhone (e quindi sincronizzare tutti i contatti con quest’ultimo), vai nel menu Impostazioni > Contatti (o Impostazioni > Posta, contatti, calendari) di iOS, premi sull’opzione Account di default relativa ai Contatti e metti il segno di spunta accanto alla voce Gmail. Ripeti l’operazione sul secondo iPhone su cui desideri sincronizzare i contatti e il gioco è fatto.

Trasferimento dei contatti tramite file VCF

Se non vuoi passare né per i backup di iTunes né per la sincronizzazione di iCloud, puoi trasferire contatti da iPhone a iPhone utilizzando My Contacts Backup.
Si tratta di un’applicazione gratuita che permette di esportare i propri contatti in un file VCF da auto-inviarsi tramite email e poi importare poi sul nuovo “iPhone”.




Il funzionamento di quest’applicazione è davvero semplicissimo. Dopo aver scaricato My Contacts Backup dall’App Store, avviala e  autorizzala a leggere la rubrica di iOS rispondendo OK all’avviso che compare sullo schermo.
Successivamente, premi sul pulsante Backup e attendi che venga creato il file VCF con tutti i contatti della rubrica, ci vorranno pochi secondi. Al termine dell’esportazione, premi sul pulsante Email ed auto-inviati il file VCF a un indirizzo accessibile dal nuovo iPhone.

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A questo punto, prendi il nuovo iPhone, apri l’email che ti sei appena auto-inviato e premi sull’icona del file VCF per aprire quest’ultimo nella app Contatti di iOS.
Adesso premi il pulsante Aggiungi tutti i xx contatti per importare i contatti nella rubrica di iPhone e il gioco è fatto!

Se utilizzi un client di posta di terze parti, come ad esempio Outlook o Gmail, dopo aver aperto l’allegato premi sull’icona della Condivisione (la freccia che va verso l’alto), scegli l’opzione Apri con e fai “tap” sull’icona Copia in contatti per aprire il file VCF in Contatti.

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Trasferire contatti sull’iPhone di un’altra persona

Vuoi trasferire singoli contatti dal tuo iPhone a quello di un amico?
Nulla di più facile.
Basta utilizzare AirDrop, la tecnologia wireless che permette di condividere contatti, foto, video, siti Web e posizioni geografiche con tutti i dispositivi Apple.
Funziona con tutti i modelli di iPhone dal 5 in poi e con tutte le versioni di iOS dalla 7 in su.

Per condividere un contatto tramite AirDrop segui questi semplicissimi passaggi:
apri l’applicazione Contatti, seleziona il contatto da inviare all’altro iPhone e seleziona la voce Condividi contatto che si trova in fondo alla schermata che si apre.

A questo punto, attendi che nel menu di AirDrop compaia l’icona relativa al “iPhone” del tuo amico (lo smartphone deve avere il display acceso e le connessioni Wi-Fi/Bluetooth attive), premi su quest’ultima e attendi qualche istante affinché venga effettuato il trasferimento del contatto.

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Qualora AirDrop non funzionasse, prova ad aprire il control center di iOS (effettuando uno swipe dal fondo dello schermo verso l’alto) e ad impostare il menu di AirDrop su Tutti anziché su Solo contatti.
Ripeti l’operazione anche sullo smartphone del tuo amico.




Dopo il trasferimento dei contatti reimposta il menu su Solo contatti, altrimenti tutti gli utenti di iOS nelle vicinanze potranno inviarti file liberamente! Una volta ricevuto il contatto, il tuo amico non dovrà far altro che premere sul pulsante Salva (in alto a destra) o sulla voce Crea contatto e il nominativo verrà aggiunto istantaneamente alla sua rubrica.
Per maggiori informazioni su come funziona AirDrop consulta il mio tutorial sull’argomento.

In alternativa, se vuoi, puoi trasferire un contatto anche via email o via WhatsApp.
Basta seguire la procedura appena vista insieme e selezionare le icone della app Mail o di WhatsApp dal menu della condivisione (al posto di quella di AirDrop).

come trasferire contatti da iphone a cellulari samsung




come trasferire contatti da iphone a cellulari samsung

Hai deciso di “mollare” il tuo vecchio iPhone in favore di un cellulare Samsung equipaggiato con Android?
Scelta rispettabile la tua (così come quella di chi effettua il passaggio da Android ad iPhone) ma, dimmi un po’, hai già trasferito tutti i contatti della rubrica sul tuo nuovo smartphone?
No?
E allora non perdere altro tempo! Prenditi cinque minuti di tempo libero e segui le indicazioni su come trasferire contatti da iPhone a cellulari Samsung che trovi di seguito.

Devi sapere che esistono due strade differenti per raggiungere lo stesso risultato:
la prima – quella più semplice e immediata – prevede la sincronizzazione di un account Gmail con iPhone e Android (in modo che i due sistemi operativi possano condividere la stessa rubrica).
La seconda, un po’ più complicata ma comunque valida, consiste nell’esportazione della rubrica in un file VCF e il suo trasferimento sullo smartphone di destinazione (in questo caso il tuo cellulare Samsung) mediante apposite app.

Qualsiasi procedura tu decida di mettere in pratica, non ti preoccupare, qui sotto trovi tutte le informazioni di cui hai bisogno.
Su, rimboccati le maniche e mettiti subito al lavoro.
Non vorrai mica andare in giro con il tuo nuovo telefonino senza avere a portata di mano i numeri dei tuoi amici?!

Sincronizzare contatti tramite Gmail

Se vuoi un consiglio, non perdere tempo con l’esportazione manuale della rubrica e prova a sincronizzare i tuoi contatti tramite Gmail.
Impostando lo stesso account Google su un iPhone e un terminale Samsung, infatti, i due dispositivi condivideranno la stessa rubrica in maniera del tutto automatica.
Questo significa che tutti i nominativi presenti su un telefono compariranno anche sull’altro e le modifiche apportate ai contatti avranno effetto immediato su entrambi i device.
Comodo, vero?

Cosa fare su iPhone

Il primo passo che bisogna compiere per trasferire contatti da iPhone a cellulari Samsung è aggiungere un account Gmail su iPhone.
Se non sai come si fa, recati dunque nel menu impostazioni del tuo “iPhone” (l’icona dell’ingranaggio che si trova in home screen), vai su Mail e seleziona le opzioni Account > Aggiungi account.




Nella schermata che si apre, fai “tap” sul logo di Google, effettua l’accesso al tuo account Gmail e premi sul pulsante Consenti.
A questo punto, verifica che la levetta relativa alla sincronizzazione dei Contatti sia attiva e premi il pulsante Salva (in alto a destra) per completare la configurazione dell’account.

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Ora devi configurare Gmail come servizio predefinito con cui sincronizzare i contatti della rubrica di iOS.
Recati quindi nel menu Impostazioni > Contatti dell’iPhone, vai su Account di default, metti il segno di spunta accanto alla voce Gmail e il gioco è fatto.
La sincronizzazione della rubrica con Google dovrebbe iniziare istantaneamente.

In caso di mancata sincronizzazione, prova ad aggiungere un nuovo contatto alla rubrica dell’iPhone e aspetta qualche minuto.
La sincronizzazione dovrebbe avviarsi in maniera completamente automatica.

Cosa fare su smartphone Samsung

Se il tuo smartphone Samsung è già associato all’account Google che hai configurato su iPhone, non devi far nulla.
I contatti del “iPhone” dovrebbero comparire automaticamente nella rubrica di Android.




Qualora ciò non accadesse, recati nel menu con le impostazioni del telefono (l’icona dell’ingranaggio che si trova nella schermata con tutte le app installate sul dispositivo), seleziona la voce Account da quest’ultimo e fai “tap” sul logo di Google.

Successivamente, seleziona il tuo indirizzo Gmail e verifica che la levetta relativa ai Contatti sia attiva.
In caso contrario, spostala su ON e la sincronizzazione della rubrica dovrebbe avvenire in maniera istantanea.

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Nel caso in cui non avessi ancora configurato un account Google sul tuo smartphone Samsung, recati nel menu delle impostazioni, seleziona la voce Account dalla schermata che si apre e premi sull’opzione Aggiungi un account.

A questo punto, fai “tap” sul logo di Google, digita il tuo indirizzo di posta Gmail e vai avanti per terminare la configurazione dell’account.
Ad operazione completata, accertati che la funzione di sync per i contatti sia attiva (come abbiamo visto in precedenza) e dovresti avere la rubrica dell’iPhone disponibile anche su Android (e vice versa).




Trasferire contatti da iPhone a cellulari Samsung “manualmente”

Se preferisci trasferire la tua rubrica da uno smartphone all’altro “manualmente”, cioè senza attivare la sincronizzazione automatica dei contatti, puoi esportare la rubrica dell’iPhone in un file VCF e importarla sul tuo smartphone Samsung usando una delle tante app adatte allo scopo.

Cosa fare su iPhone

Il primo passo che bisogna compiere per trasferire contatti da iPhone a cellulari Samsung “manualmente” è installare un’applicazione che consenta di esportare la rubrica di iOS sotto forma di file VCF.
Ce ne sono tante sull’App Store, di applicazioni di questo tipo, ma io ti consiglio My Contacts Backup che è completamente gratuita e nei miei test ha sempre svolto egregiamente il suo lavoro.

Dopo aver installato My Contacts Backup sul tuo iPhone, avvia l’applicazione e consentile di accedere alla rubrica di iOS rispondendo OK all’avviso che compare sullo schermo.
Successivamente, premi sul pulsante Backup e aspetta qualche secondo affinché venga creato il file VCF con tutti i contatti presenti sul “iPhone”.

Ad operazione completata (dovrebbero volerci solo pochi secondi) fai “tap” sul pulsante Email ed auto-inviati il file VCF con tutti i contatti della rubrica a un indirizzo accessibile dallo smartphone Android su cui intendi copiare la rubrica.

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Cosa fare su smartphone Samsung

Come facilmente intuibile, la prima cosa che devi fare sul tuo smartphone Samsung è scaricare il file VCF generato su iPhone.
Avvia dunque il tuo client di posta elettronica preferito (es. Gmail), apri il messaggio che ti sei auto-inviato dall’iPhone e scarica il file VCF allegato all’email.

Ad operazione completata, avvia la rubrica sul tuo smartphone Samsung, premi sul pulsante Altro […] collocato in alto a destra, vai su Impostazioni e fai “tap” sul pulsante Importa/Esporta contatti.
Scegli dunque l’opzione Importazione dalla schermata che si apre, seleziona il tuo file VCF e il gioco è fatto.

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Qualora l’applicazione contatti non dovesse svolgere adeguatamente il suo compito, prova Import Contacts. Si tratta di un’applicazione completamente gratuita che funziona molto bene. Per utilizzare Import Contacts, avvia la app, premi sul pulsante Next e scegli la voce dal menu a tendina Import contacts from a single vCard file.
Seleziona quindi il file VCF scaricato poc’anzi sul telefono e fai “tap” sul pulsante OK.

A questo punto, apponi il segno di spunta accanto alla voce Skip, keep the phone contact (in modo da sovrascrivere i contatti già presenti su Android) e premi su Begin per completare l’importazione della rubrica dell’iPhone.




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Nota:
è disponibile anche una versione più recente di Import Contacts che costa 1,15 euro.
Se quella free non funziona, prova con quest’ultima.

Smart Switch Mobile

Se hai uno smartphone equipaggiato con Android 4.1.2 o superiori puoi trasferire contatti da iPhone a cellulari Samsung usando Smart Switch Mobile, l’applicazione ufficiale di Samsung per il trasferimento dei dati da altri terminali, che è completamente gratuita e si può scaricare direttamente dal Google Play Store. Ci sono tre modi per trasferire i dati (compresi i contatti) dall’iPhone ad Android tramite Samsung Smart Switch.

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  • iCloud – se la rubrica del tuo iPhone è sincronizzata con iCloud, puoi trasferire i contatti su Android senza collegare lo smartphone Samsung né al computer né al “iPhone”.
    Tutto quello che devi fare è avviare Smart Switch sullo smartphone Samsung, selezionare l’opzione per importare i dati da iOS e premere sul pulsante per importare dati da iCloud.
    Per finire, devi digitare i dati di accesso del tuo ID Apple, devi selezionare il backup da cui recuperare i dati e devi scegliere quali informazioni trasferire su Android (puoi scegliere solo i contatti o anche calendari,  sveglie e altri dati).
  • Collegamento via cavo – se hai un cavo USB OTG (on the go) puoi collegare l’iPhone al tuo smartphone Samsung e copiare i dati direttamente dalla memoria del device.
    Per compiere quest’operazione devi disattivare iMessage su iOS (in modo da evitare la ricezione di SMS durante l’esportazione dei dati), dopodiché devi avviare Smart Switch sul telefono Samsung e devi scegliere le opzioni per importare i dati da iOS e trasferire le informazioni direttamente dal dispositivo.
    Infine devi mettere il segno di spunta accanto ai dati da copiare su Android e il gioco è fatto.
  • iTunes – se hai creato un backup del tuo iPhone sul PC usando iTunes, puoi trasferire i dati sul tuo smartphone Samsung tramite la versione desktop di Smart Switch (ti ho spiegato come installarla nel mio tutorial su come collegare un cellulare Samsung al PC).
    Per sfruttare le funzioni di trasferimento dati di Smart Switch per Windows o macOS devi collegare il tuo smartphone Samsung al computer, dopodiché devi avviare il programma, devi cliccare sul pulsante  Ripristina e devi selezionare come fonte dei dati da ripristinare il backup di iTunes (tramite il pulsante che si trova in basso a sinistra).

Se qualche passaggio non ti è chiaro, visita il canale YouTube di Samsung, lì puoi trovare dei video tutorial che spiegano molto bene come sfruttare Smart Switch per il passaggio dei dati da iPhone ad Android.
Sono in inglese ma risultano chiarissimi anche per chi non “mastica” bene la lingua in questione.




come tradurre pagina web safari mac




come tradurre pagina web safari mac

Anche tu sei entrato nel mondo Mac e hai da poco acquistato il tuo primo computer Apple?
Ottima scelta! I Mac sono macchine generalmente affidabili, che permettono di svolgere le proprie attività lavorative (e non solo) in modo semplice, intuitivo e produttivo.
Tuttavia, non hai ancora preso dimestichezza con alcune applicazioni integrate “di serie” nel sistema operativo del colosso di Cupertino, in primis il browser Safari.

Per entrare più nel merito della questione, non hai ancora capito come tradurre una pagina Web con Safari su Mac e, per questo motivo, vorresti qualche delucidazione sull’argomento.
Che dirti?
Sei capitato proprio nel posto giusto al momento giusto! Nelle prossime righe di questa guida, infatti, trovi spiegato proprio come portare a termine quest’operazione adoperando servizi Web ed estensioni utili a questo scopo.

Allora, sei pronto per iniziare?
Sì?
Alla grande! Mettiti bello comodo, prenditi tutto il tempo di cui necessiti per concentrarti sulla lettura delle prossime righe e, cosa ancora più importante, cerca di attuare le “dritte” che ti darò.
Sono sicuro che, seguendo passo-passo le mie indicazioni, non avrai alcun problema a tradurre pagine Web con Safari.
Buona lettura!

Indice

  • Google Traduttore
  • Microsoft Translator
  • Yandex Translate
  • Apertium

Google Traduttore

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La prima soluzione che ti consiglio di provare per tradurre pagine Web su Mac, agendo da Safari, è l’arcinoto Google Traduttore.
Non dirmi che non ne hai mai sentito parlare, perché non potrei assolutamente crederti:
si tratta, infatti, di uno dei migliori traduttori online e anche uno dei più utilizzati al mondo.
Permette di tradurre un’intera pagina Web dandogli “in pasto” il link alla stessa e poi cliccando semplicemente su di esso.




Per servirtene, dunque, recati sulla pagina principale di Google Traduttore (cliccando sul link che ti ho fornito poc’anzi) e incolla l’indirizzo della pagina Web da tradurre nel box situato sulla sinistra.

Avvalendoti dei pulsanti e dei menu posti nella parte superiore della pagina, seleziona poi la lingua di partenza della pagina Web che vuoi tradurre (es. Inglese, Spagnolo, etc.) o, se non la conosci, imposta l’opzione Rileva lingua per consentire all’algoritmo di Google Traduttore di rilevarla in modo automatico.

Dopodiché seleziona la lingua di destinazione (es. Italiano) mediante l’apposito menu collocato sulla parte destra della pagina e clicca sul link azzurro comparso sul riquadro collocato sulla destra.
Nella nuova pagina che si apre, dovresti vedere la pagina Web di tuo interesse interamente tradotta nella lingua di destinazione che hai impostato.

Se passi con il cursore del mouse sul testo tradotto, puoi visualizzare un fumetto contenente la corrispondente porzione di testo nella lingua di partenza.
Facendo clic sul pulsante Originale posto in alto a destra (in corrispondenza del menu Visualizza), puoi vedere la pagina Web in lingua originale, mentre cliccando sul bottone Traduzione puoi visualizzare nuovamente la sua traduzione.
Comodo, vero?

Microsoft Translator

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Un altro servizio che ti consiglio di provare è Microsoft Translator.
Si tratta della “risposta” di Microsoft al traduttore di Google e, proprio come quest’ultimo, permette di tradurre facilmente intere pagine Web:
vediamo in che modo.

Per avvalerti di Microsoft Translator, recati sulla sua home page (cliccando sul link che ti ho fornito poc’anzi) e seleziona la lingua di partenza (es.
Inglese, Portoghese, etc.) della pagina che intendi tradurre, avvalendoti del menu situato in alto a sinistra.
Se non sei in grado di determinare questo dato, avvaliti della funzione Rilevamento automatico per rilevare automaticamente la lingua di partenza della pagina.

Successivamente, specifica la lingua di destinazione (es.
Italiano) mediante il menu a tendina collocato sulla destra e, per concludere, incolla l’indirizzo della pagina Web che intendi tradurre nel riquadro situato sulla sinistra e poi clicca sul link blu comparso sul riquadro di destra.

Nella pagina che si apre, dovresti visualizzare la traduzione della pagina Web di tuo interesse. Anche in questo caso, passando con il cursore del mouse sul testo tradotto vedrai comparire un fumetto contenente la versione “originale” del testo presente nella pagina.

Yandex Translate

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Yandex è un noto motore di ricerca russo.
Yandex Translate è il suo servizio di traduzione online, che offre la possibilità di tradurre singole parole, interi testi, pagine Web e persino interi siti Internet nelle principali lingue parlate al mondo.

Per avvalertene, recati sulla sua pagina principale (mediante il link che ti ho fornito poc’anzi) e clicca sul pulsante Site collocato in alto.
Se necessario, poi, supera la verifica di sicurezza, immettendo i caratteri che vedi su schermo nell’apposito campo testuale, e clicca poi sul pulsante giallo Continue.

Dopodiché, apri il menu Original posto in alto e seleziona la lingua originale della pagina che intendi tradurre.
Apri, poi, il menu Translation e seleziona la lingua di destinazione in cui tradurre la pagina Web di tuo interesse.

A questo punto, non ti rimane che incollare l’URL della pagina Web da tradurre nel campo di testo Enter a website address posto in alto, cliccare sul pulsante Translate posto di fianco a quest’ultimo e attendere qualche secondo, affinché venga caricata la traduzione.

Passando con il cursore del mouse sul testo presente nella pagina, potrai visualizzare il testo corrispondente nella lingua originale, grazie a una nuvoletta che comparirà a schermo.
Se vuoi, puoi anche visualizzare la versione tradotta affiancata a quella originale, cliccando sul pulsante raffigurante i due rettangoli in verticale o su quello raffigurante i due rettangoli in orizzontale collocatoin alto a destra (in base alla modalità di visualizzazione che più preferisci).




Ti ricordo, inoltre, che il servizio traduce l’intero sito Web che fa capo alla pagina che hai linkato e non solo quest’ultima:
ciò significa che, se navighi sul sito agendo da Yandex Translate, puoi vedere in modo automatico la traduzione di tutte le pagine che ne fanno parte.
Molto utile, vero?

Apertium

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Concludo questa guida parlandoti di Apertium.
Si tratta di un’altra applicazione Web appartenente alla categoria in oggetto che permette di tradurre pagine Web in decine e decine di lingue.
È facile da utilizzare ed è compatibile con tutti i principali navigatori Web, compreso Safari.

Per avvalertene, recati sulla sua pagina principale (cliccando sul link che ti ho fornito poc’anzi), apri il menu posto sulla sinistra e seleziona la lingua originale della pagina Internet che intendi tradurre.
Successivamente, servendoti del menu posto sulla destra, seleziona l’idioma in cui intendi tradurre il contenuto di tuo interesse.

Fatto ciò, provvedi a incollare l’indirizzo della pagina Web da tradurre nel campo di testo situato sulla sinistra, cliccare sul pulsante Translate e attendere che venga effettuata la traduzione della pagina stessa.




Apertium, oltre a tradurre la pagina Web di cui hai precedentemente incollato l’indirizzo, provvede a tradurre anche tutte le altre pagine del sito di cui fa parte la pagina tradotta (in modo analogo a Yandex Translate).

come togliere suono fotocamera iphone




come togliere suono fotocamera iphone

Trovi molto fastidioso il fatto che, ogni volta che devi scattare una foto con il tuo iPhone, la fotocamera del dispositivo emette il suono dell’otturatore.
Ti piacerebbe, dunque, sapere se esiste un modo per aggirare la cosa e hai cercato una soluzione in Rete, finendo su questa mia guida.
Allora direi che sei capitato proprio sul sito giusto al momento giusto!

Se mi concedi qualche minuto del tuo prezioso tempo, infatti, posso spiegarti come togliere il suono della fotocamera dell’iPhone. Prima di entrare nel vivo dell’argomento, ci tengo però a fare un’importante precisazione:
purtroppo, allo stato attuale delle cose in, iOS non risulta integrata alcuna funzione per togliere SOLO il suono della fotocamera.
Quello che, però, si può fare per far fronte a tale necessità è attuare dei “trucchetti” che permettono comunque di raggiungere il risultato in maniera brillante.

Se poi questi “trucchetti” non dovessero convincerti, potrai affidarti a delle app fotocamera di terze parti che includono apposite finzioni per “zittire” il suono dello scatto.
Ora però basta chiacchierare e passiamo all’azione.
Ti auguro, come mio solito, buona lettura e ti faccio un grandissimo in bocca a lupo per ogni cosa!

Indice

  • Informazioni preliminari
  • Togliere il suono della fotocamera dell’iPhone
    • Attivare la modalità silenzioso
    • Disattivare i suoni
    • Scattare foto in modalità Live
  • App per togliere il suono della fotocamera dell’iPhone
    • Rookie Cam
    • Microsoft Pix Camera
    • Altre app

Informazioni preliminari

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Come anticipato in apertura del post, allo stato attuale, iOS non offre alcun funzione ad hoc tramite la quale poter togliere il suono della fotocamera dell’iPhone. Sfruttando, però, altre funzionalità del sistema operativo Apple, quali ad esempio l’attivazione della modalità silenzioso, la disattivazione dei suoni o, ancora, la realizzazione di una foto in modalità Live, è comunque possibile raggiungere lo scopo oggetto di questa guida.




A tal proposito, è tuttavia necessario fare una precisazione:
le metodiche in questione non valgono per gli iPhone importati dall’Asia o prodotti per quel mercato. Infatti, essendo la popolazione asiatica molto numerosa ed essendo tanti coloro che nei luoghi affollati e nei mezzi pubblici possono usare lo smartphone per scopi poco raccomandabili, le normative locali hanno imposto ad Apple di produrre dispositivi da vendere nel territorio sui quali non è possibile abbassare il volume o disattivare il suono dell’otturatore dell’iPhone.

Togliere il suono della fotocamera dell’iPhone

Fatte le dovute precisazioni di cui sopra, possiamo finalmente entrare nel vivo del tutorial e andare a scoprire, in concreto, come togliere il suono della fotocamera dell’iPhone sfruttando i “trucchi” anticipati nelle righe precedenti.

Attivare la modalità silenzioso

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Il primo sistema che ti invito a prendere in considerazione per disattivare il suono dell’otturatore della fotocamera dell’iPhone consiste nell’attivazione della modalità silenzioso sul dispositivo.
Infatti, quando la modalità in questione risulta abilitata, suonerie e avvisi vari (compreso il suono dell’otturatore) vengono silenziati.
Gli altoparlanti dell’iPhone continueranno comunque a riprodurre altri suoni e il device a vibrare in caso di chiamata o arrivo di nuove notifiche.

Per abilitare la modalità in questione, tutto quello che devi fare è prendere il tuo iPhone e spostare l’interruttore apposito situato sul lato sinistro del dispositivo (quando rivolto frontalmente) in modo tale che si veda lo sfondo arancione.
A conferma del fatto che la modalità silenziosa è stata attivata, l’iPhone emetterà una leggera vibrazione e sullo schermo del “iPhone” comparirà l’avviso Silenzioso.




Fatto ciò sei pronto per passare all’azione.
Avvia, dunque, l’app Fotocamera facendo tap sulla relativa icona (quella con la fotocamera e lo sfondo grigio) presente in home screen oppure richiamala con uno swipe da destra a sinistra nella schermata di blocco o, ancora, premendo sul pulsante apposito (sempre quello con la fotocamera) annesso al Centro di Controllo di iOS, al quale puoi accedere facendo uno swipe dal basso verso l’alto (se possiedi iPhone 8/8 Plus o modelli precedenti) oppure facendo uno swipe verso il basso dall’angolo in alto a destra dello schermo (se possiedi iPhone X o modelli successivi). Inquadra poi ciò che vuoi fotografare, premi sul tasto circolare per scattare la foto e… non verrà emesso alcun suono!

Quando lo vorrai, potrai attivare nuovamente la modalità suoneria sul tuo iPhone spostando il summenzionato interruttore, in modo tale che lo sfondo arancio dello stesso non risulti più visibile.

Disattivare i suoni

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In alternativa alla metodica descritta nelle righe precedenti, puoi togliere il suono della fotocamera dell’iPhone andando a disattivare i suoni, intervenendo sui pulsanti per la regolazione dell’audio oppure mediante il Centro di Controllo di iOS.

In entrambi i casi, devi però assicurarti preventivamente del fatto che i comandi in questione non vadano a intaccare la suoneria.
Per cui, prendi l’iPhone, sbloccalo, accedi alla home screen e premi sull’icona delle Impostazioni (quella con l’ingranaggio).
Dopodiché fai tap sulla dicitura Suoni e feedback aptico e verifica che l’interruttore accanto alla voce Modifica con i tasti risulti impostato su OFF.
In caso contrario, provvedi tu.




Adesso sei finalmente pronto per passare all’azione.
Per cui, disattiva i suoni dell’iPhone usando il tasto volume giù:
l’ultimo verso il basso collocato sul lato sinistro del dispositivo (quando rivolto frontalmente).
Premi dunque su quest’ultimo e continua a tenere premuto fino a quando le tacchette dell’indicatore Volume che compare sul display non scompaiono completamente e ti viene mostrata la dicitura Muto.

In alternativa, richiama il Centro di Controllo effettuando uno swipe dal basso verso l’alto (se possiedi iPhone 8/8 Plus o modelli precedenti) oppure facendo uno swipe verso il basso dall’angolo in alto a destra dello schermo (se possiedi iPhone X o modelli successivi), individua la barra di regolazione del volume (quella contrassegnata dal simbolo dell’altoparlante), premici sopra e, continuando a tenere premuto, sposta l’indicatore dell’audio verso il basso, fin quando non vedi comparire l’icona con l’altoparlante barrato.

A questo punto, non ti resta altro da fare, se non scattare una foto con l’otturatore silenziato.
Per cui, avvia l’app Fotocamera facendo tap sulla relativa icona (quella con la fotocamera e lo sfondo grigio) presente in home screen oppure richiamala premendo sul pulsante apposito (sempre quello con la fotocamera) annesso al Centro di Controllo di iOS o, ancora, effettuando uno swipe da destra a sinistra nella schermata di blocco, inquadra poi ciò che vuoi fotografare e scatta la foto in modalità silenziosa premendo sul tasto circolare dedicato.

Chiaramente, quando lo vorrai, potrai attivare nuovamente i suoni sul tuo iPhone premendo il tasto volume sù collocato sul lato destro del dispositivo (quando rivolto frontalmente), fin quando le tacchette dell’indicatore che compare su schermo non raggiungono il livello desiderato, oppure tramite il Centro di Controllo, richiamando quest’ultimo, premendo sulla barra per la regolazione dell’audio e, continuando a tenere premuto, spostando il dito verso l’alto sin quando l’indicatore dei suoni non raggiunge il livello che preferisci.

Scattare foto in modalità Live

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Un altro sistema che puoi adottare per non far emettere alcun suono all’iPhone mentre scatti una foto consiste nell’abilitare la modalità che consente di catturare foto Live.
Una Live Photo, nel caso in cui non ne fossi a conoscenza, è, sostanzialmente, una foto animata che viene realizzata registrando cosa accade 1,5 secondi prima e dopo lo scatto.
Per impostazione predefinita, attivando la suddetta feature il suono dell’otturatore non viene emesso.

Per abilitare l’uso delle Live Photo, prendi il tuo iPhone, sbloccalo, accedi alla home screen e avvia l’app Fotocamera facendo tap sulla relativa icona (quella con la fotocamera e lo sfondo grigio) presente in home screen oppure richiamala con uno swipe da destra a sinistra nella schermata di blocco o, ancora, premendo sul pulsante apposito (sempre quello con la fotocamera) che si trova nel Centro di Controllo di iOS, che puoi richiamare effettuando uno swipe dal basso verso l’alto (se possiedi iPhone 8/8 Plus o modelli precedenti) oppure facendo uno swipe verso il basso dall’angolo in alto a destra dello schermo (se possiedi iPhone X o modelli successivi).

Una volta visualizzata la schermata dell’app Fotocamera, assicurati che risulti impostata la modalità Foto nel menu che si trova in basso o lateralmente (a seconda di come è orientato il dispositivo) e fai tap sull’icona per attivare la modalità Live (quella con i cerchi concentrici) posta in alto oppure di lato (sempre a seconda di come è orientato il dispositivo), in modo tale che da bianca diventi di colore giallo.

A conferma della corretta attivazione della funzione, vedrai inoltre comparire la scritta Live nella parte in alto dello schermo.
Scatta quindi la tua foto, facendo tap sul pulsante circolare apposito, e il gioco è fatto. Quando e se lo vorrai, potrai disattivare l’uso delle Live Photo avviando nuovamente l’app Fotocamera sul tuo “iPhone” e premendo sull’icona apposita in modo tale che da gialla diventi bianca.

App per togliere il suono della fotocamera dell’iPhone

Nel caso in cui le soluzioni di cui ti ho parlato nei capitoli precedenti non ti avessero convinto, l’unica alternativa che hai è quella di affidarti a delle app fotocamera di terze parti comprensive di un’opzione per disattivare il suono di scatto.
Eccone alcune che potrebbero fare al caso tuo.




Rookie Cam

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La prima tra le app fotocamera alternative a quella “di serie” di iOS che ti consiglio di provar è Rookie Cam.
È gratis, facile da usare e include una miriade di utili strumenti, funzioni ed effetti per scattare e modificare le foto.
Da notare che mediante acquisiti in-app (a patire da 3,49 euro) è possibile sbloccare filtri extra e altri contenuti aggiuntivi.

Per scaricare l’app sul tuo dispositivo, visita la relativa sezione di App Store, premi sul bottone Ottieni/Installa e autorizza il download tramite Face ID, Touch ID o password.
A installazione ultimata, avvia l’app premendo sul bottone Apri comparso su schermo oppure facendo tap sulla relativa icona che è stata aggiunta in home screen. Segui, dunque, il breve tutorial introduttivo che ti viene proposto, concedi all’app i permessi per accedere alla fotocamera e alla posizione, scegli se abilitare la ricezione delle notifiche oppure no e, una volta visualizzata la schermata principale di Rookie Cam, premi sul pulsante […] situato in alto o di lato (a seconda di come è orientato l’iPhone).

Ora che visualizzi la schermata con le impostazioni dell’app, individua la dicitura Scatto Silenzioso e porta su ON il relativo interruttore per, appunto, attivare la funzione che consente di scattare foto senza emettere suoni. Premi poi sulla freccia che trovi in alto a sinistra per ritornare alla schermata principale di Rookie Cam e scatta la tua foto facendo tap sul bottone circolare apposito.

Microsoft Pix Camera

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Un’altra ottima applicazione per scattare foto andando a togliere il suono della fotocamera su iPhone è Microsoft Pix Camera:
si tratta di un’applicazione distribuita dall’azienda di Redmond (come intuibile dal nome stesso), gratuita e ricca di funzioni, tra cui anche quella per disattivare il suono di scatto.

Per scaricarla sul tuo “iPhone”, visita la relativa sezione di App Store, premi sul bottone Ottieni/Installa e autorizza il download tramite Face ID, Touch ID o password.
A installazione ultimata, avvia l’app premendo sul bottone Apri comparso su schermo oppure facendo tap sulla relativa icona che è stata aggiunta in home screen.

Segui quindi il breve tutorial introduttivo che ti viene proposto, concedi all’app i permessi per accedere alla fotocamera e alla posizione e scegli se abilitare la ricezione delle notifiche oppure no.
Successivamente, chiudi l’app, premi l’icona delle Impostazioni (quella con l’ingranaggio) che si trova nella home screen di iOS, scorri la schermata visualizzata sino a individuare l’icona dell’app, premici sopra e porta su OFF l’interruttore che trovi accanto alla voce Shutter Sound.

Adesso, avvia nuovamente Microsoft Pix Camera e scatta pure la tua foto premendo sul pulsante circolare situato in basso o di lato (a seconda dell’orientamento del dispositivo).
Ecco qui!

Altre app

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Otre alle app di cui ti ho già parlato, puoi valutare l’impiego di quelle che ho provveduto a segnalarti nei miei tutorial dedicati in maniera specifica alle app per fare foto e alle app per fare selfie.
Molte di esse, infatti, offrono la possibilità di abilitare la funzione per silenziare gli scatti su iPhone:
fossi in te le prenderei in considerazione!

come togliere pin iphone




come togliere pin iphone

Basta! Non ne puoi proprio più di inserire il PIN della tua scheda SIM ogni volta che accendi l’iPhone (anche perché non riesci mai a ricordarlo per cui ti tocca sempre andare a guardare il post-it dove lo hai appuntato)! Vista la situazione hai dunque deciso di fare qualche ricerca in rete per scoprire in che modo procedere ed ora eccoti qui, su questo mio tutorial, desideroso di ricevere tutte le indicazioni del caso.
Mi sbaglio?
No, appunto.
Allora fai così:
mettiti bello comodo e dedica qualche minuto del tuo prezioso tempo alla lettura di questo mio articolo interamente dedicato a come togliere PIN iPhone.
Vedrai che in un battibaleno riuscirai finalmente nel tuo intentano.

Come dici?
Vorresti sapere se, rimozione del PIN a parte, posso spiegarti anche come fare per inserire un eventuale codice di blocco direttamente sul “iPhone”?
Ma certo che si, non temere, era proprio quello che volevo fare.
Nelle righe successive andrò infatti ad indicarti anche come fare per attivare un codice di sblocco complesso o semplice sul dispositivo oltre che come fare per abilitare ed utilizzare il Touch ID per lo scopo in questione.

Ora però basta chiacchierare e mettiamoci subito all’ora.
Sono sicuro che alla fine potrai dirti ben felice e soddisfatto di quanto appresso e che addirittura in caso di necessità sarai pronto a fornire tutte le spiegazioni del caso ai tuoi amici bisognosi di qualche dritta analoga.
Che ne dici, scommettiamo?

Indice

  • Togliere il PIN sull’iPhone
  • Alternative al codice PIN
    • Codice di sblocco complesso o semplice
    • Touch ID
    • Face ID
  • In caso di problemi

Togliere il PIN sull’iPhone

Partendo dal presupposto che togliere il PIN sull’iPhone è un’operazione tanto semplice quanto veloce e per la messa a segno della quale non è assolutamente necessario essere dei grandi esperti in fatto di smartphone ed ancor meno di nuove tecnologie in generale, per compiere quest’operazione il primo fondamentale passo che devi compiere è quello di afferrare il tuo telefonino a marchio Apple, accedere alla home screen e premere sul pulsante Impostazioni (quello con la ruota di ingranaggio).

Nella schermata che a questo punto ti viene mostrata, premi sulla voce Cellulare (Telefono se usi una versione di iOS precedente alla 12) e seleziona la dicitura PIN SIM.
Nella schermata che successivamente andrà ad aprirsi tappa sull’interruttore che trovi in corrispondenza della dicitura PIN SIM in modo tale da portarlo su OFF.




Digita ora il codice PIN della tua scheda SIM nella schermata che ti viene proposta e poi premi sulla voce Fine in alto a destra per completare tutta la procedura.
Dopo aver fatto ciò, l’interruttore relativo alla voce PIN SIM su cui precedentemente hai premuto sopra diventerà di colore bianco (invece che verde come quando è attivo) ed il codice sulla tua scheda verrà disattivo (non solo sull’iPhone ma anche su tutti gli altri cellulari su cui andrai eventualmente ad inserirla).

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Ovviamente, qualora dovessi avere dei ripensamenti potrai abilitare nuovamente il codice PIN della tua scheda semplicemente recandoti nuovamente nella sezione Cellulare delle impostazioni del dispositivo (Telefono se usi iOS 11 o precedenti), facendo tap su PIN SIM, premendo sull’interruttore accanto alla dicitura PIN SIM nella nuova schermata visualizzata e digitando il codice associato alla tua scheda.
Facendo in questo moto l’interruttore collocato accanto alla voce PIN SIM verrà portato su ON e l’uso del codice verrà immediatamente riabilitato.

Alternative al codice PIN

In alternativa al codice PIN che, ci tengo a fartelo presente, non va a proteggere l’intero telefonino ma solo ed esclusivamente l’utilizzo della rete associata alla SIM inserita all’interno di quest’ultimo e quello della rubrica e degli SMS eventualmente salvati nella memoria della scheda, puoi abilitare l’uso del codice di sblocco dell’iPhone che ti consente invece di preservare l’intero iPhone da eventuali accessi indesiderati.

Se il tuo iPhone lo supporta, puoi anche abilitare ed utilizzare in alternativa il Touch ID che ti consente di sbloccare il tuo dispositivo mediante l’impronta digitale.
Per maggiori info continua a leggere, trovi indicato tutto in dettaglio qui di seguito.




Codice di sblocco complesso o semplice

Per quanto riguarda il codice di sblocco, oltre che permetterti di preservare l’acceso all’iPhone ti verrà richiesto anche tutte le volte che accendi o riavvii il dispositivo, aggiorni il software di quest’ultimo, inizializzi l’iPhone, visualizzi o modifichi le impostazioni del codice e/o installi profili di configurazione iOS.
Per maggiori informazioni, visita l’apposita pagina di supporto annessa al sito Internet di Apple.

Per abilitarlo sul tuo iPhone (nel caso in cui non avessi già provveduto a farlo, ovviamente) accedendo alla sezione Impostazioni di iOS, facendo tap sulla voce relativa a Face ID e codice o quella Touch ID e codice (dipende dal modello di iPhone in uso) e premendo poi sulla dicitura per abilitare la funzione.

Segui poi le semplici indicazioni a schermo per impostare il tuo codice di blocco che dovrà essere di sei cifre.
Se lo preferisci, puoi anche creare un codice di sblocco più breve, composto soltanto da quattro cifre, oppure puoi impostare una vera e propria password di sblocco per il tuo dispositivo costituita da numeri, lettere e caratteri speciali.

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Per fare ciò, tappa sulla voce Opzioni codice che si trova in basso e scegli un codice alfanumerico personalizzato oppure un codice numerico a quattro cifre dal menu che vedi apparire.
Successivamente digita il codice o la password che intendi usare per proteggere il tuo iPhone ed inseriscila di nuovo nella schermata che in seguito ti viene mostrata.




Hai già impostato il codice di sblocco per il tuo iPhone e desideri modificarlo?
Allora recarti nella sezione delle impostazioni dedicata all’inserimento del codice così come visto poc’anzi, digita il codice attualmente impostato per poter accedere alla relativa configurazione, tappa sulla voce Cambia codice presente nella parte in basso della nuova schermata visualizzata e digita nuovamente il codice attualmente in uso dopodiché digita per due volte di seguito il nuovo codice che vuoi utilizzare (anche in tal caso puoi accedere alle opzioni del codice e regolarle come meglio credi).
Fatto!

Ci hai ripensato ed hai deciso di disabilitare il codice di sblocco sul tuo iPhone?
Allora, sempre agendo dalla sezione delle impostazioni dedicate al codice e al Touch ID, tappa sulla dicitura Disabilita codice presente in basso e conferma l’esecuzione dell’operazione facendo tap sul pulsante Disattiva in risposta all’avviso che vedi comparire a schermo.

Touch ID

Come anticipato, puoi proteggere il tuo iPhone anche utilizzando la tua impronta digitale.
Come si fa?
Semplice:
ti basta abilitare l’uso del Touch ID (suppurato da iPhone 5s in poi) ed il gioco è fatto.
Una volta abilitato, potrai utilizzare il Touch ID in sostituzione del codice di sblocco di cui ti ho parlato nelle precedenti righe.
Per maggiori dettagli, puoi leggere l’apposita pagina dell’assistenza annessa al sito Internet di Apple.

Per abilitare l’uso del Touch ID sul tuo iPhone accedi alla sezione Impostazioni di iOS, seleziona la voce Touch ID e codice dalla schermata che ti viene mostrata e se hai già provveduto ad impostare un codice di sblocco sul tuo dispositivo digita quest’ultimo quando richiesto.
Se invece non hai ancora impostato un codice di sblocco a sei o quattro cifre, prima di per abilitare il Touch ID dovrai provvedere ad inserirne uno.
Per riuscirci, puoi seguire le indicazioni sull’argomento che ti ho fornito proprio qualche riga più su.

Adesso, assicurati che l’opzione Sblocco iPhone sia attiva (altrimenti abilitala tu spostando su ON l’interruttore che la riguarda), fai tap sulla voce Aggiungi un’impronta e segui le indicazioni a schermo per configurare il riconoscimento della tua impronta digitale.




La procedura che devi seguire è di una semplicità disarmante, non preoccuparti.
Non devi far altro che poggiare il polpastrello del dito sul tasto Home dell’iPhone e muoverlo leggermente sollevandolo e appoggiandolo nuovamente sul tasto.
Quando poi sullo schermo compare la scritta Regola la presa, impugna il telefono così come fai di solito quando devi rispondere ad un messaggio su WhatsApp, consultare un sito Web ecc.
e poggia nuovamente il dito sul tasto Home cercando di restare sulle parti più esterne del tasto.

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A procedura completata vedrai comparire la scritta Completo a schermo.
Tappa su Continua e lo sblocco con Touch ID verrà immediatamente abilitato sul tuo dispositivo. Tieni presente che seguendo la procedura appena vista insieme è possibile configurare fino a cinque impronte e usarle tutte per il riconoscimento tramite Touch ID.

Se vuoi cancellare un’impronta memorizzata in precedenza, recati nuovamente nella sezione delle impostazioni di iOS dedicata al Touch ID ed al codice, digita il codice di sblocco del tuo iPhone, seleziona l’impronta da cancellare (es.
Dito 1) e seleziona la voce Elimina impronta digitale dalla schermata che si apre.

Face ID

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Se utilizzi un modello di iPhone pari o superiore a iPhone X, puoi proteggere il tuo telefono da accessi non autorizzati tramite Face ID, quindi tramite riconoscimento del volto (effettuato tramite la camera frontale del dispositivo).

Per attivare il Face ID, recati nel menu Impostazioni > Face ID e codice di iPhone, premi sulla voce per abilitare il Face ID e segui le istruzioni su schermo per far riconoscere il tuo volto allo smartphone.
Si tratta di ruotare il volto seguendo la freccia presente sullo schermo.
Per maggiori informazioni al riguardo, leggi la mia guida su come usare iPhone X, in cui ti ho spiegato più in dettaglio anche come usufruire del Face ID.

In caso di problemi

Considerando che per poter disabilitare il PIN sull’iPhone occorre comunque digitare quello in uso sulla SIM, nel caso in cui non lo ricordassi prova a dare uno sguardo alla confezione di vendita della SIM.
Dovresti trovare il PIN in corrispondenza della dicitura PIN o Codice PIN sul retro della carta plastificata in cui era inserita la scheda e sotto la striscia argentata da grattare (ovviamente il PIN in questione sarà quello giusto se tu non lo hai modificato con uno a piacere).

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In alternativa, puoi recuperare il PUK della tua scheda, digitare per più volte di seguito un PIN scorretto sullo schermo dell’iPhone ed utilizzare poi l’altro codice per reimpostarne uno a tuo piacimento.
Se non sai come fare per riuscire a recuperare il codice PUK della tua SIM, ti consiglio di leggere la mia guida sull’argomento.




Per quanto riguarda invece il codice di sblocco dell’iPhone, tieni presente che se viene immesso un codice errato per sei volte consecutive, il dispositivo viene disabilitato e per sbloccarlo occorre ripristinarlo.
Ripristinare l’iPhone significa cancellare tutti i dati presenti al suo interno e riportare il sistema allo stato di fabbrica.
Purtroppo tutti i dati salvati sulla memoria dell’iDevice in tal caso vengono persi irrimediabilmente (a meno che tu non abbia effettuato un backup dell’iPhone) prima della disattivazione dello stesso.

In caso di disattivazione ci sono due strade che è possibile percorrere per ripristinare il dispositivo:
collegare l’iDevice al computer e ripristinarlo tramite iTunes oppure collegarsi al sito di iCloud, accedere al servizio Trova iPhone e comandare l’inizializzazione del dispositivo da remoto.

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Più precisamente, per ripristinare l’iPhone tramite iTunes, collega il dispositivo al computer mediante il cavo di ricarica, clicca sull’icona dell’iPhone collocata in alto a sinistra nella finestra principale di iTunes e fai clic sul bottone Ripristina iPhone.
Per ripristinare invece il tuo dispositivo tramite iCloud, collegati ad iCloud.com, effettua il login con il tuo ID Apple e clicca sull’icona di Trova iPhone.
Nella pagina che a questo punto ti viene mostrata, digita nuovamente la password del tuo ID Apple, clicca sul menu Tutti i dispositivi che si trova in alto e seleziona il nome del tuo iPhone.
Per concludere, clicca sull’icona Inizializza l’iPhone che vedi apparire sulla destra e conferma la tua volontà di effettuare l’operazione in oggetto.

come togliere numero privato da iphone




come togliere numero privato da iphone

Ogni volta che effettui una telefonata con il tuo iPhone, il destinatario della chiamata visualizza la scritta “numero privato” o la scritta “numero sconosciuto” al posto del tuo numero?
Sei stanco di ricevere chiamate da “numeri privati” sul tuo iPhone e stai cercando un modo per bloccarle?
Bene, sono lieto di annunciarti che sei capitato nel posto giusto al momento giusto!

Con il tutorial di oggi, infatti, ti spiegherò come togliere numero privato da iPhone in modo da mostrare il tuo numero in chiaro ai destinatari delle chiamate e, qualora ti servisse, ti spiegherò come bloccare – o quantomeno limitare – le chiamate provenienti dai numeri che sono segnati come “privati” o “sconosciuti”.
Ti assicuro che si tratta di due procedure estremamente semplici da portare a termine, quindi direi di mettere da parte le chiacchiere e passare subito all’azione.

Ritagliati cinque minuti di tempo libero, leggi le indicazioni che sto per darti e prova a metterle in pratica:
che tu abbia bisogno di disattivare il camuffamento del tuo numero per le chiamate in uscita o di limitare la ricezione di chiamate da parte di mittenti sconosciuti, ti assicuro che riuscirai a trovare una soluzione al tuo problema.
Buona lettura e buon divertimento!

Indice

  • Togliere numero privato su iPhone
  • Bloccare numeri privati su iPhone
    • Funzione Non disturbare di iOS
    • Truecaller
  • Altre soluzioni utili

Togliere numero privato su iPhone

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Se il tuo problema è la mancata visualizzazione del tuo numero nelle chiamate in uscita, molto probabilmente hai attivato per sbaglio la funzione dell’iPhone che permette di camuffare l’ID chiamante.
Per disattivare questa funzione e mostrare nuovamente il tuo numero ai destinatari delle chiamate, non devi far altro che accedere alle impostazioni di iOS e spostare su “ON” una levetta.
Non ci credi?
Allora provaci subito!




Innanzitutto, apri il menu Impostazioni di iOS (l’icona dell’ingranaggio che si trova in home screen) e seleziona la voce Telefono da quest’ultima.
Nella schermata che si apre, fai tap sulla voce Mostra ID chiamante, sposta su ON la levetta che si trova accanto all’opzione Mostra ID chiamante e il gioco è fatto.

Da questo momento in poi, quando chiamerai qualcuno, questo sarà in grado di vedere il tuo numero in chiaro e quindi riconoscerti immediatamente (ovviamente solo a patto che tu non anteponga il codice per effettuare chiamate anonime al numero da chiamare ).

Bloccare numeri privati su iPhone

Ricevi una marea di chiamate da parte di “numeri privati” o “sconosciuti” e ti piacerebbe trovare un modo per bloccarli?
Purtroppo non è semplice:
a causa delle limitazioni imposte da Apple in iOS, non è possibile bloccare in automatico le chiamate che provengono dai numeri che camuffano la propria identità.
Tuttavia, esistono diverse soluzioni per bloccare le chiamate che provengono dai numeri non presenti in rubrica e riconoscere/bloccare i seccatori, quindi i call center, gli operatori di telemarketing e i truffatori.
Se vuoi saperne di più, continua a leggere.

Funzione Non disturbare di iOS

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iOS dispone di una funzione, denominata Non disturbare, che se opportunamente configurata, permette di bloccare automaticamente tutte le chiamate provenienti dai numeri che non sono presenti in rubrica.
Purtroppo presenta delle controindicazioni:
nel senso che, essendo stata pensata per limitare le notifiche durante le ore del giorno in cui si desidera non essere disturbati, oltre alle chiamate provenienti dai numeri sconosciuti, blocca anche le notifiche delle app.
In poche parole, abilitandola, perderai anche le notifiche di WhatsApp, Facebook e tutte le altre applicazioni che hai installato sul telefono.




Tutto chiaro fin qui?
Bene, allora direi che possiamo passare all’azione.
Per attivare la funzione Non disturbare di iOS e impostarla in modo che silenzi le chiamate provenienti dai numeri sconosciuti, accedi al menu delle impostazioni (l’icona dell’ingranaggio che si trova in home screen) e vai su Non disturbare.

A questo punto, seleziona la voce Consenti chiamate da e scegli se consentire le chiamate solo dai tuoi contatti preferiti (che, dunque, dovrai andare a segnare all’interno della rubrica come tali) o da tutti i contatti, mettendo il segno di spunta accanto a una delle voci disponibili.
Dopodiché torna indietro e scegli se consentire la ricezione di chiamate ripetute, cioè la ricezione di chiamate da un numero che, seppur non è in rubrica, ti ha contattato per più di una volta nell’arco di tre minuti, spostando su ON o su OFF la relativa levetta.

Superato anche questo step, non ti resta che indicare quando attivare la modalità Non disturbare.
Scegli, quindi, se attivare la modalità silenziosa solo mentre l’iPhone è bloccato o sempre (selezionando la prima opzione, le chiamate e le notifiche delle app ti arriveranno normalmente quando l’iPhone avrà lo schermo acceso) e scegli se attivare manualmente la funzione Non disturbare o se programmarla in base agli orari della giornata.

Per attivare la funzione Non disturbare manualmente, sposta su ON la levetta Non disturbare che si trova in alto o, se preferisci, richiama il control center di iOS effettuando uno swipe dal fondo dello schermo verso l’alto (se hai un iPhone X, devi effettuare uno swipe dall’angolo in alto a destra dello schermo verso il basso) e premi sull’icona della mezza luna.
Per programmare il suo funzionamento in base all’ora del giorno, invece, sposta su ON la levetta collocata accanto alla voce Programmato e usa i campi Inizio e Fine per specificare gli orari in cui intendi farla partire e fermarla.

In caso di ripensamenti, puoi disattivare la programmazione automatica della funzione Non disturbare andando nel menu Impostazioni > Non disturbare di iOS e spostando su OFF la levetta relativa all’opzione Programmato.




Truecaller

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Se la tua intenzione non è bloccare i numeri sconosciuti, bensì i numeri dei call center o degli altri seccatori che ti disturbano a ogni ora del giorno per venderti qualcosa (i quali, spesso, utilizzano anch’essi la tecnica del camuffamento del numero per non farsi riconoscere), puoi ricorrere a Truecaller.

Truecaller è un’applicazione che permette di identificare i numeri dei seccatori noti (call center, operatori di telemarketing, truffatori ecc.), di bloccarli e di risalire ai nomi delle persone partendo dal loro numero di cellulare.
Si può scaricare e usare gratis, ma per sfruttare la funzione di ricerca inversa (cioè per sapere un numero di cellulare partendo da un nome) e rimuovere i banner pubblicitari occorre passare alla versione Pro dell’app, che costa 1,99 euro/mese o 17,99 euro/anno.

Altra cosa importante da sottolineare è che, per usufruire dei servizi di Truecaller, occorre registrarsi e consentire la condivisione del proprio numero nel database pubblico dell’app (accessibile nella sua versione completa solo da parte degli altri utenti iscritti).
In caso di ripensamenti, ad ogni modo, è possibile disattivare il proprio account e richiedere la rimozione del proprio numero dal database pubblico.

Se fin qui è tutto chiaro, passiamo all’azione.
Per prima cosa, apri l’App Store (l’icona della “A” bianca su fondo azzurro che si trova in home screen), seleziona la scheda Cerca che si trova in basso a destra e cerca Truecaller.
Seleziona, quindi, l’icona dell’app dai risultati della ricerca (è la cornetta e premi sul pulsante Ottieni/Installa per installarla sul tuo “iPhone”.
Molto probabilmente, ti verrà chiesto di verificare la tua identità usando il Touch ID, il Face ID o immettendo la password del tuo ID Apple.
Se stai leggendo questo post da iPhone, puoi aprire direttamente la pagina di App Store dedicata a Truecaller facendo tap qui.




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Ad installazione completata, avvia Truecaller e segui la procedura guidata per la creazione del tuo account.
Digita, quindi, il tuo numero di telefono nell’apposito campo di testo, premi sul pulsante Inizia, rispondi all’avviso che compare sullo schermo e digita il codice di verifica che ti viene inviato via SMS.

A verifica del numero effettuata, compila il modulo di registrazione che ti viene proposto inserendo, negli appositi campi, il tuo nome e il tuo cognome (l’indirizzo email è opzionale, lascia il campo in bianco).
Dopodiché assicurati che la voce Chi può avere i miei contatti sia impostata su Solo richieste (in modo da non consentire a tutti di accedere ai tuoi contatti) e fai tap sul pulsante Continua per completare la procedura di registrazione a Truecaller.

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Nella schermata che si apre, se ti viene chiesto di filtrare gli SMS indesiderati, rifiuta premendo sulla voce Salta collocata in alto a destra.
Dopodiché premi sul pulsante Autorizzazioni e rifiuta l’accesso ai contatti (per non consegnare la tua rubrica a Truecaller), mentre consenti l’accesso alle notifiche da parte dell’app.




Adesso devi attivare il filtro per il riconoscimento dei numeri dei seccatori noti.
Apri, quindi, il menu Impostazioni di iOS, fai tap sulla voce Telefono e vai su Blocco chiamate e identificazione.
Fatto ciò, sposta su ON la levetta relativa a Truecaller e consentirai così all’app di rilevare i numeri delle chiamate in entrata.

Ricordati di mantenere aggiornata la lista dei seccatori noti aprendo di tanto in tanto l’applicazione di Truecaller, selezionando la scheda ID indesiderati e premendo sul pulsante Aggiorna/Controlla se ci sono aggiornamenti presente in essa.

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Da questo momento in poi, Truecaller esaminerà tutte le chiamate in entrata e ti avviserà in caso di mittenti indesiderati.
Se vuoi fare in modo che le chiamate provenienti da call center, operatori di telemarketing e truffatori vengano bloccate automaticamente, devi creare un contatto con la black list di Truecaller e aggiungerlo alla lista dei numeri da bloccare in iOS.

Per compiere quest’operazione, apri l’app di Truecaller, seleziona la scheda Altro che si trova in basso a destra, vai su Impostazioni > Maggiori seccatori e sposta su ON la levetta relativa alla funzione Salva come contatto.
Rispondi, quindi, all’avviso che compare sullo schermo premendo sul pulsante Facciamolo e attiva la levetta relativa ai Contatti:
in questo modo darai l’accesso ai contatti a Truecaller e quindi fornirai la tua rubrica al servizio, tienilo bene a mente (d’altronde, senza questa autorizzazione non potrai creare il contatto con i numeri da bloccare automaticamente).




Adesso, per rendere effettivo il blocco delle chiamate provenienti da call center e altri seccatori, vai nel menu Impostazioni > Telefono > Blocco chiamate e identificazione di iOS, premi sulla voce Blocca contatto e seleziona il contatto Identificato come indesiderato dalla schermata che si apre.

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Tieni bene a mente che, in caso di ripensamenti, per rimuovere i numeri di Truecaller dalla black list dovrai agire su ogni recapito manualmente (operazione che richiede moltissimo tempo).

Nota: qualora decidessi di non usare più Truecaller, disattiva il tuo account recandoti nel menu Altro > Informazioni > Disattiva account dell’app.
Dopodiché richiedi la rimozione del tuo numero dal database pubblico del servizio tramite questa pagina Web.

Altre soluzioni utili

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Ti piacerebbe scoprire il numero che si nascondendo dietro a una chiamata anonima?
In tal caso, puoi rivolgerti a Whooming, un servizio online disponibile anche sotto forma di app per iOS che, sfruttando la tecnica della deviazione di chiamata, permette di scoprire la vera identità di chi telefona camuffando il proprio ID chiamante.
Si può scaricare e usare gratis, ma i numeri dei chiamanti vengono parzialmente oscurati se non si sottoscrive un abbonamento a pagamento (a partire da 12,20 euro per 3 mesi).

Se vuoi scoprire più in dettaglio come funziona Whooming e come configurarlo in maniera opportuna sul tuo iPhone, leggi la mia guida su come scoprire un numero privato dopo la chiamata.

come togliere le restrizioni su apple music




come togliere le restrizioni su apple music

Nel tentativo di riprodurre una canzone del tuo cantante preferito su Apple Music, hai riscontrato alcuni problemi che te ne impediscono l’ascolto.
Effettuando alcune ricerche sul Web, hai scoperto che non si tratta di una problematica del celebre servizio di streaming musicale di Apple ma di una restrizione che impedisce la riproduzione di un qualsiasi contenuto etichettato come esplicito e che, adesso, vorresti togliere.
Non avendolo mai fatto prima d’ora, però, non hai la benché minima idea di come procedere e, per questo motivo, vorresti il mio aiuto per riuscire nel tuo intento.

Se le cose stanno esattamente come le ho appena descritte, sappi che oggi è il tuo giorno fortunato.
Nei prossimi paragrafi, infatti, ti spiegherò come togliere le restrizioni su Apple Music da tutti i dispositivi sui quali utilizzi il servizio in questione.
Tieni presente che le modifiche relative alle restrizioni di Apple Music non vengono sincronizzate con i vari device associati al tuo ID Apple e, di conseguenza, dovrai ripetere la procedura su ciascun dispositivo di tuo interesse.

Chiarito ciò, se non vedi l’ora di saperne di più e riprendere ad ascoltare le tue canzoni preferite su Apple Music, non perdiamo altro in tempo in chiacchiere e passiamo sùbito all’azione.
Mettiti bello comodo, ritagliati cinque minuti di tempo libero e dedicati alla lettura dei prossimi paragrafi.
Seguendo attentamente le indicazioni che sto per darti e provando a metterle in pratica, riuscirai a disattivare tutte le restrizioni relative ad Apple Music e usare il servizio senza alcuna limitazione.
Buona lettura e, soprattutto, buon ascolto!

Indice

  • Come togliere le restrizioni su Apple Music iPhone
  • Come togliere le restrizioni su Apple Music Android
  • Come togliere le restrizioni su Apple Music PC Windows
  • Come togliere le restrizioni su Apple Music Mac
  • Come togliere le restrizioni su Apple Music da browser

Come togliere le restrizioni su Apple Music iPhone

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Se ti stai chiedendo come togliere le restrizioni su Apple Music dal tuo iPhone, devi sapere che puoi farlo dalle impostazioni del tuo “iPhone”.
Infatti, accedendo alla sezione Tempo di utilizzo è possibile sia abilitare l’ascolto dei brani e degli album etichettati come contenuti espliciti che gestire ogni altra restrizione relativa ad Apple Music.




Per procedere, prendi dunque il tuo iPhone, fai tap sull’icona della rotella d’ingranaggio, per accedere alle Impostazioni di iOS, e premi sulla voce Tempo di utilizzo.
Nella nuova schermata visualizzata, seleziona l’opzione Restrizioni contenuti e privacy, fai tap sulla voce Restrizione dei contenuti e premi sull’opzione Musica, Podcast, News.
Per abilitare la riproduzione dei contenuti espliciti, apponi il segno di spunta accanto alla voce Espliciti e il gioco è fatto.

Devi sapere che dalla sezione Restrizioni contenuti e privacy, premendo sull’opzione Libreria e Apple Music visibile nel box Privacy, puoi anche gestire l’accesso delle altre applicazioni installate nel tuo iPhone (es.
Shazam o Google Maps) ad Apple Music e alla tua libreria musicale.

In tal caso, scegli l’opzione Consenti modifiche, per consentire l’accesso a tutte le app elencate, o sposta la levetta relativa alle app di tuo interesse da OFF a ON, per togliere le restrizioni di accesso di singole applicazioni.

In alternativa, puoi disattivare totalmente ogni restrizione relativa ai contenuti e alla privacy.
Per farlo, accedi nuovamente alle Impostazioni di iOS, seleziona le opzioni Tempo di utilizzo e Restrizioni contenuti e privacy e sposta la levetta accanto alla voce Restrizioni contenuti e privacy da ON a OFF.

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Come dici?
Apple Music si chiude automaticamente dopo aver raggiunto il tempo di utilizzo consentito?
Molto probabilmente hai impostato una limitazione nell’utilizzo dell’app in questione.

Per evitare che ciò accada in futuro e togliere anche questa restrizione, accedi alla sezione Tempo di utilizzo, premi sulla voce Limitazioni app, seleziona l’opzione Musica e fai tap sul pulsante Elimina limitazione (per due volte consecutive).

Come togliere le restrizioni su Apple Music Android

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Se utilizzi Apple Music su Android e ti stai chiedendo come togliere le restrizioni relative ai contenuti espliciti per riprodurre e ascoltare tutti i brani che desideri senza alcuna limitazione, tutto quello che devi fare è avviare l’app in questione, accedere alle impostazioni del tuo account e disattivare il blocco dei brani etichettati come espliciti.

Per farlo, avvia Apple Music, facendo tap sulla sua icona (una nota musicale su sfondo bianco) presente in home screen o nel drawer del tuo dispositivo, premi sull’icona dei tre puntini, in alto a destra, e scegli l’opzione Impostazioni dal menu che si apre.




Nella nuova schermata visualizzata, individua la sezione Restrizioni e fai tap sull’opzione Restrizione dei contenuti.
A questo punto, se accedi per la prima volta alla sezione relativa alle restrizioni di Apple Music, devi creare un codice di 4 cifre utile per evitare che altri utenti modifichino le impostazioni in questione senza la tua approvazione.
Digita, quindi, il codice che dovrai utilizzare ogni volta che vorrai accedere a questa sezione nei campi Inserisci un codice per le restrizioni e Reinserisci il codice per le restrizioni.

Fatto ciò, nella schermata Restrizione dei contenuti, sposta prima la levetta relativa alla voce Abilita restrizione contenuti da OFF a ON e, poi, ripeti l’operazione anche per la voce Musica, in modo tale da consentire la riproduzione dei brani e degli album indicati come espliciti.

Come togliere le restrizioni su Apple Music PC Windows

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Se utilizzi Apple Music su un PC Windows, per togliere le restrizioni relative ai contenuti espliciti, avvia iTunes (il celebre software multimediale sviluppato da Apple tramite cui viene erogato il servizio Apple Music su PC), fai clic sulla voce Modifica, in alto, e scegli l’opzione Preferenze dal menu che si apre.

Nella nuova schermata visualizzata, seleziona la scheda Restrizioni e, se necessario, clicca sull’icona del lucchetto, in basso a sinistra, e inserisci la password del tuo account utente su Windows, per poter applicare modifiche. A questo punto, individua la voce Limita e togli il segno di spunta acanto all’opzione Musica con contenuti espliciti, per togliere le restrizioni relative ai brani e agli album etichettati come espliciti.




Come dici?
Avviando iTunes non visualizzi la sezione Apple Music?
In tal caso, significa che hai reso “invisibile” il servizio di streaming musicale di Apple.
Per poter ascoltare nuovamente i brani e gli album dei tuoi artisti preferisti, premi sull’opzione Modifica, collocata nel menu in alto, seleziona la voce Preferenze, clicca sulla scheda Restrizioni e, nella nuova schermata visualizzata, togli il segno di spunta accanto alla voce Apple Music, visibile in prossimità dell’opzione Disabilita.

Come togliere le restrizioni su Apple Music Mac

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Se la tua intenzione è togliere le restrizioni su Apple Music su Mac con macOS 10.14 Mojave o versioni precedenti, devi sapere che anche in questo caso è necessario utilizzare iTunes e la procedura è identica a quanto ti ho indicato in precedenza per consentire i contenuti espliciti di Apple Music su Windows.

Se, invece, usi macOS 10.15 Catalina o successivi, avvia l’applicazione Musica, clicca sulla voce Musica visibile nella barra dei menu e seleziona l’opzione Preferenze dal menu che si apre.
Adesso, scegli la scheda Restrizioni e, se necessario, abilita le modifiche cliccando sull’icona del lucchetto, in basso a sinistra, e inserendo la password del tuo utente su macOS.

Fatto ciò, individua la voce Limita e togli il segno di spunta accanto alla voce Musica con contenuti espliciti.
Se, invece, c’è una restrizione completa che impedisce l’accesso a Apple Music, togli il segno accanto all’opzione Apple Music, visibile in prossimità della voce Disabilita.
Infine, premi sul pulsante OK, per salvare le modifiche.




Come togliere le restrizioni su Apple da browser

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Come ben saprai, Apple Music è accessibile anche tramite un qualsiasi browser e, anche in questo caso, è possibile rimuovere le restrizioni relative ai contenuti espliciti. 

Per farlo, collegati al sito ufficiale del servizio, fai clic sul pulsante Accedi, in alto a destra, inserisci i dati associati al tuo ID Apple nei campi ID Apple e Password e premi sull’icona della freccia, per effettuare il login.

Fatto ciò, fai clic sull’icona dell’omino, in alto a destra, scegli l’opzione Impostazioni dal menu che si apre, individua la sezione Restrizioni contenuti e seleziona l’opzione Versione esplicita tramite il menu a tendina Musica.
In alternativa, puoi disattivare tutte le restrizioni (comprese quelle relative ad altri servizi Apple, come Apple TV+) spostando la levetta accanto all’opzione Restrizioni contenuti da Attivate a Disattivate.

A prescindere dalla scelta fatta, per salvare le modifiche, è richiesta la creazione di un codice di accesso necessario per cambiare le impostazioni relative alle restrizioni.
Inserisci, quindi, il codice in questione nei campi Imposta un codice di accesso e Reinserisci il codice di accesso e clicca sul pulsante Continua, per creare il codice e salvare le modifiche.




come togliere laudio da un video iphone




come togliere laudio da un video iphone

Un amico ti ha inviato su WhatsApp uno slideshow fotografico comprendente gli scatti realizzati durante la vostra ultima vacanza di gruppo e una musica di sottofondo.
Quando l’hai avviato sul tuo iPhone, però, hai avuto un’amara sorpresa:
il brano di sottofondo scelto per accompagnare le foto è di una bruttezza assoluta! Va assolutamente eliminato:
per questo motivo, hai aperto immediatamente Google alla ricerca di una guida che possa farti capire come rimuovere l’audio da un video su iPhone, capitando dritto sul mio sito Web.

Ebbene, sono lieto di informarti che ti trovi nel posto giusto, al momento giusto:
di seguito, infatti, ti spiegherò tutti i passaggi necessari per rimuovere la traccia audio da un filmato presente sulla memoria dell’iPhone, utilizzando una serie di app progettate per lo scopo.
Inoltre, sarà mia cura mostrarti alcuni metodi per estrarre l’audio da un video, così da poterlo salvare “a parte”, prima ancora di cancellarlo.

Dunque, senza esitare un attimo in più, mettiti bello comodo e leggi con molta attenzione tutto quanto ho da spiegarti sull’argomento:
sono sicuro che, al termine di questa lettura, sarai perfettamente in grado di ottenere il risultato che desideri.
Detto ciò, non mi resta altro da fare, se non augurarti buona lettura e buon divertimento!

Indice

  • Come rimuovere l’audio da un video con iPhone
    • iMovie 
    • Splice 
    • Mute Video 
  • Come estrarre l’audio da un video con iPhone

Come rimuovere l’audio da un video con iPhone

Rimuovere l’audio da un video con iPhone non è affatto difficile:
basta conoscere gli strumenti giusti da usare per lo scopo! Di seguito ti spiego il funzionamento di tre applicazioni dedicate all’editing video che, tra le rispettive funzionalità, annoverano anche quelle di rimozione dell’audio: iMovieSpiceMute Video.

iMovie

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iMovie è un potente software progettato da Apple e dedicato alla manipolazione dei file video:
disponibile sia come programma per Mac che come app gratuita per iPhone e iPad, è ricco di funzionalità e permette, nel giro di pochi tap, di eliminare completamente la traccia audio da un filmato.
In che modo?
Te lo spiego subito.

Dopo aver avviato l’app (che dovrebbe essere preinstallata sul tuo device ma che, comunque, puoi trovare gratuitamente su App Store, premi il pulsante Continua e sfiora i bottoni Crea progettoFilmato.

Fatto ciò, sfiora la voce Indietro collocata in alto a sinistra, accedi alla sezione Video, scegli l’album che contiene il filmato che intendi “silenziare” e fai tap prima sull’anteprima di quest’ultimo e poi sul segno di spunta che compare a schermo, quindi sfiora la voce Crea filmato.

Superato questo step, premi sull’anteprima del video collocata in basso, fai tap sull’icona del volume, elimina l’audio dal video spostando tutto a sinistra l’indicatore che compare a schermo e fai tap sul pulsante Fine, collocato in alto a sinistra.
Per concludere, premi il pulsante della condivisione (il quadrato con freccia), fai tap sull’opzione Salva video, indica la qualità di esportazione (a scelta tra 360p, 540p e 720p) e il gioco è fatto:
dopo alcuni secondi (che potrebbero diventare minuti, laddove il filmato fosse particolarmente lungo e/o il tuo iPhone non particolarmente prestante), il video “silenziato” dovrebbe essere disponibile nella Galleria dell’iPhone.
Il file originale non verrà modificato in alcun modo.

Splice

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Altra ottima app per eliminare l’audio dai video su iPhone è Splice, disponibile gratuitamente su App Store:
se non ne avessi mai sentito parlare, si tratta di un ottimo software pensato per la manipolazione di video e il montaggio di filmati e immagini.

Dopo aver scaricato Splice da App Store e fatto partire il software, sfiora il pulsante (+) posto al centro della schermata, dopodiché tocca il pulsante OK per accordare i permessi d’accesso alla memoria, quindi sfiora la freccetta collocata accanto alla dicitura Tutte le foto (in alto) e seleziona la voce Video oppure l’album che contiene il filmato di tuo interesse dal menu proposto.

Successivamente, fai tap sul filmato da cui intendi rimuovere l’audio, sfiora il pulsante Avanti, assegna un nome al progetto digitandolo nell’apposita casella di testo, quindi tocca la voce Crea collocata in alto a destra e attendi qualche secondo affinché i file vengano elaborati.

Fatto ciò, effettua alcuni swipe verso sinistra per saltare il tutorial di primo utilizzo e sfiora il pulsante Fatto situato in basso a destra (devi farlo soltanto la prima volta che avvii l’app), per accedere alla schermata di modifica.
A questo punto, fai tap sull’anteprima del filmato posta nella parte centrale dello schermo, premi il pulsante Volume (se non lo trovi, prova a “scorrere” verso destra la pulsantiera inferiore, fino a visualizzarlo) e sposta su 0 l’indicatore che viene mostrato a schermo, effettuando su di esso uno swipe verso sinistra.

Il gioco è praticamente fatto:
non ti resta altro da fare che premere il pulsante della condivisione situato in alto a destra (la scatola con la freccia verso l’alto) e toccare il pulsante Salva per esportare una copia del filmato in galleria.
Il file originale verrà lasciato intatto.




Mute Video

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Aspetta, mi stai dicendo che trovi le soluzioni precedenti un po’ troppo _articolate _per il tuo scopo e che sei alla ricerca di un’app più semplice, ma altrettanto efficace?
Allora potresti dare un’opportunità a Mute Video, disponibile gratuitamente su App Store (con possibilità di acquisti in-app).

Mute Video permette di eliminare l’audio da qualsiasi filmato disponibile nella Galleria del “iPhone” nel giro di un paio di tap:
tutto ciò che bisogna fare è scegliere il video su cui intervenire e premere un tasto per salvarne una copia, senz’audio, in Galleria.

Usare Mute Video è davvero molto semplice.
Dopo aver scaricato e avviato l’app, sfiora la voce Start per accedere alla sua schermata principale, quindi fai tap sul pulsante Select a video, scegli l’album e il filmato che intendi “silenziare”, quindi tocca la voce Scegli situata in basso a destra.

Per concludere e salvare una copia del video senz’audio nella Galleria di iOS, non devi far altro che sfiorare il pulsante Remove Audio & Add new Video to Photos e, se necessario, concedere all’app il permesso di accedere alla memoria sfiorando il pulsante OK:
dopo alcuni secondi, il filmato silenzioso sarà disponibile nel rullino dell’iPhone.
Il video originale resterà, invece, inalterato.




Come estrarre l’audio da un video con iPhone

Se sei arrivato fin qui, vuol dire che hai appreso alla perfezione le tecniche per togliere l’audio da un video su iPhone ma che, a questo punto, vorresti anche qualche soluzione per estrarre l’audio da un video in modo semplice e veloce.
Non è mia intenzione deluderti neppure questa volta, anzi! Nei paragrafi successivi, ti spiegherò infatti il funzionamento di alcune app e servizi online adatti proprio a questo scopo.

Estrattore MP3/AudioExtract

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Un’ottima applicazione adatta all’estrazione dell’audio da un file video è Estrattore MP3/AudioExtract, disponibile gratuitamente su App Store.
Dopo aver scaricato e aperto l’app, fai tap sul pulsante (+) posto in alto, scegli la voce Import videos dal menu che viene mostrato a schermo, premi il pulsante OK (affinché l’app possa accedere alla memoria) e, dopo aver selezionato l’album più opportuno, premi sul filmato da cui intendi estrarre l’audio e sfiora il pulsante Fatto situato in alto.

Completata questa fase, sfiora il pulsante (i) posto accanto all’anteprima del video appena aggiunto, fai tap sulla voce Extract Audio situata nel pannello proposto, scegli il formato dell’audio che desideri ottenere (mp3, m4a, ogg, m4r e così via) utilizzando le voci in basso, quindi sfiora la voce Start per avviare la conversione.

Fatto! A partire da questo momento, puoi accedere al file convertito tramite la scheda Processed di AudioExtract.
Per condividere il file (o salvarlo direttamente nella memoria dell’iPhone), fai tap sulla (i) posta accanto al suo nome, scegli la voce Send dal pannello successivo e utilizza il menu di condivisione di sistema per inviare o salvare il file in memoria (opzione Salva su File).




MP3 Converter

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MP3 Converter è un’app che permette, in pochi passi, di estrarre la traccia audio da qualsiasi video salvato nella Galleria di iOS.
La versione gratuita dell’app prevede la conversione dell’audio nel solo formato MP3, limitazione che può essere rimossa acquistando il pacchetto PRO (al prezzo di 5,49€).

Usare MP3 Converter non è difficile:
una volta avviata l’app, tocca il pulsante (+) situato in basso, fai tap sulla voce Import From Camera Roll per recuperare il video dal rullino di iOS, oppure iCloud per agire su un filmato presente sul drive, dunque, sfiora il pulsante OK per accordare all’app i permessi d’accesso alla memoria e seleziona il video di tuo interesse.

Fatto ciò, premi sul pulsante Add (in basso a destra) per accedere alla schermata successiva, fai tap sull’anteprima del filmato appena aggiunto e sfiora i pulsanti ConvertDefault mode per estrarre subito la traccia audio in formato MP3.
A partire da questo momento, puoi ascoltare il file MP3 richiamandolo dalla scheda Converted Media di MP3 Converter.

Per salvare o condividere l’audio generato poc’anzi, fai tap sull’anteprima del file, scegli la voce Open In… dal menu che ti viene proposto, quindi effettua l’operazione che più ritieni opportuna usando il menu di condivisione di sistema.




Online-convert

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Se non ti va di installare app, puoi estrarre l’audio da un video con iPhone affidandoti al servizio Online-convert, raggiungibile tramite qualsiasi browser, compreso ovviamente Safari.
Prima di andare avanti, però, devo farti presente un aspetto fondamentale della questione:
usando questo sito, hai la possibilità di scaricare la traccia audio in formato MP3, sotto forma di archivio compresso ZIP.
Se non sai come gestire questo tipo di file, ti invito a dare un’occhiata alla mia guida dedicata all’apertura dei file ZIP su iPhone, nella quale ti ho spiegato tutto nel dettaglio.

Tutto chiaro?
OK, procediamo.
Innanzitutto, recati sulla pagina principale del sito, fai tap sul pulsante Choose Files posto al centro, poi sulla voce Libreria foto annessa al menu che compare a schermo, dunque, seleziona il filmato di tuo interesse e sfiora la voce Fine, situata in alto a destra.

A questo punto, attendi qualche secondo affinché il servizio possa effettuare l’upload del video, premi sul pulsante Start conversion e attendi che l’estrazione della traccia audio venga portata a termine.

Se tutto è andato per il verso giusto, a conversione avvenuta, dovresti essere automaticamente diretto alla pagina di download del file audio:
per procedere, fai tap sul pulsante Download file as ZIP, fai tap sulla voce Altro e, per salvare il file nella memoria dell’iPhone, tocca il pulsante Salva su File, situato nella schermata di condivisione.




come togliere la luminosita automatica iphone




come togliere la luminosita automatica iphone

Ogni volta è la stessa storia:
prendi il tuo iPhone, aumenti la luminosità dello schermo e, successivamente, quest’ultimo è nuovamente poco luminoso.
Temendo di essere in possesso di un dispositivo mal funzionante, hai effettuato alcune ricerche sul Web e non solo hai scoperto che, fortunatamente, il tuo iPhone è perfettamente funzionante ma il cambiamento automatico della luminosità del display è dovuto a un’apposita funzionalità dei dispositivi Apple, che adesso però vorresti disattivare.

Se le cose stanno effettivamente così, lasciati dire che oggi è proprio il tuo giorno fortunato! Con questo tutorial, infatti, ti dirò come togliere la luminosità automatica iPhone indicandoti la procedura dettagliata per riuscire nel tuo intento.
Prima, però, ti spiegherò l’utilità di tale funzione e le controindicazioni della sua disattivazione, dopodiché ti mostrerò sia come disabilitare la regolazione automatica del display, sia come regolare manualmente la luminosità dello schermo del tuo iPhone.
Inoltre, a titolo informativo, ti fornirò delle indicazioni anche sulle modalità True Tone e Night Shift che consentono di regolare automaticamente la tonalità e lo spettro dei colori dello schermo del “iPhone”.

Come dici?
È proprio quello che volevi sapere?
Allora non indugiare oltre e approfondisci subito l’argomento.
Coraggio:
mettiti bello comodo, prenditi cinque minuti di tempo libero e dedicati alla lettura dei prossimi paragrafi.
Segui attentamente le indicazioni che sto per darti, prova a metterle in pratica sul tuo iPhone e ti assicuro che, in men che si dica, riuscirai a disabilitare la luminosità automatica dello schermo.
A me non resta altro che augurarti buona lettura e farti un grosso in bocca al lupo per tutto!

Indice

  • Informazioni preliminari
  • Disattivare luminosità automatica iPhone
  • Regolare manualmente la luminosità iPhone
  • In caso di dubbi o problemi

Informazioni preliminari

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Prima di entrare nel dettaglio di questa guida e spiegarti, per filo e per segno, come togliere la luminosità automatica su iPhone, è necessario fare una doverosa distinzione tra luminosità automatica, tecnologia True Tone e modalità Night Shift che, in modi diversi, influiscono sui colori, sulla tonalità e sulla luminosità del display.




La luminosità automatica, disponibile su tutti gli iPhone e attiva di default, permette di regolare automaticamente la luminosità dello schermo del proprio dispositivo in base alle condizioni di luce circostante.
Attraverso un sensore di luce ambientale, tale funzionalità consente di diminuire, in modo automatico, la luminosità del display in luoghi scarsamente illuminati e di aumentarla negli ambienti nei quali la luce è più intensa.

La luminosità automatica, se attivata, non solo può aumentare la durata della batteria dell’iPhone (come indicato anche in fase di disattivazione) ma può incidere anche sulle prestazioni a lungo termine dello schermo.

La tecnologia True Tone (disponibile su iPhone 8 e successivi), invece, regola automaticamente la tonalità dei colori dello schermo dell’iPhone in modo che questo si adatti alle tonalità dell’ambiente circostante, per far sì che le immagini risultino più naturali e farle percepire nella maniera più chiara possibile all’utente.

Inoltre, ti sarà utile sapere che su iPhone è disponibile anche la modalità Night Shift che, se attivata, entra in funzione per impostazione predefinita dal tramonto all’alba (è anche possibile usare la funzione Programmato per impostare un orario di attivazione e disattivazione personalizzato) e regola automaticamente i colori del display sulle gradazioni più calde dello spettro per ridurre l’affaticamento degli occhi.

Disattivare luminosità automatica iPhone

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Se, nonostante la premessa iniziale, sei ancora intenzionato a disattivare la luminosità automatica su iPhone, devi sapere che la procedura da compiere è semplice e veloce.
Tutto quello che occorre fare, infatti, è accedere alle impostazioni del dispositivo e disattivare la funzione in questione.

Prendi, quindi, il tuo iPhone e fai tap sull’icona della rotella d’ingranaggio presente in home screen per accedere alle Impostazioni di iOS.
Nella nuova schermata visualizzata, scegli l’opzione Generali, fai tap sulla voce Accessibilità e, nella sezione Vista, premi sull’opzione Regolazione schermo.

Adesso, individua la voce Luminosità automatica e sposta la relativa levetta da ON a OFF, per disattivare la regolazione automatica della luminosità dello schermo del tuo iPhone in base alle condizioni di luce ambientale. In caso di ripensamenti, per riattivare la regolazione automatica della luminosità, devi solo spostare nuovamente la levetta accanto alla voce Luminosità automatica da OFF a ON.

Se hai un iPhone meno recente, per disattivare la luminosità automatica del display, accedi alle Impostazioni di iOS (facendo tap sull’icona della rotella d’ingranaggio), scegli la voce Schermo e luminosità e sposta la levetta accanto alla voce Luminosità automatica da ON a OFF.

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Vuoi disattivare anche le modalità True Tone (disponibile su iPhone 8 e successivi) e Night Shift (disponibile su iPhone 5S e successivi)?
In tal caso, prendi il tuo dispositivo, fai tap sull’icona della rotella d’ingranaggio per accedere alle Impostazioni di iOS e premi sulla voce Schermo e luminosità.

Nella nuova schermata visualizzata, sposta la levetta accanto all’opzione True Tone da ON a OFF per impedire la regolazione automatica della tonalità dei colori dello schermo.
Premi, invece, sull’opzione Night Shift e sposta la levetta accanto alla voce Programmato da ON a OFF per disabilitare la modifica automatica dello spettro dei colori del display dal tramonto all’alba.

Ti sarà utile sapere che puoi disattivare e attivare le opzioni True Tone e Night Shift anche dal Centro di controllo del tuo iPhone, facendo un tap prolungato sulla barra di regolazione della luminosità e premendo poi sulle voci True Tone e Night Shift.

Regolare manualmente la luminosità iPhone

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Se hai scelto di togliere la luminosità automatica dello schermo del tuo “iPhone”, ti sarà utile sapere che puoi regolare manualmente la luminosità dell’iPhone sia dal Centro di controllo del dispositivo (la soluzione più pratica) che dalle Impostazioni di iOS.




Nel primo caso, se hai un iPhone X o successivi, per richiamare il Centro di controllo fai uno swipe dall’angolo in alto a destra dello schermo verso il basso.
Se, invece, hai un iPhone 8 o precedenti, fai uno swipe dal basso verso l’alto.
Adesso, per regolare manualmente la luminosità dello schermo, sposta verso il basso (per diminuire) o verso l’alto (per aumentare) la barra di regolazione presente nel box nel quale compare l’icona del sole.

In alternativa, accedi alle Impostazioni di iOS (facendo tap sull’icona della rotella d’ingranaggio), scegli l’opzione Schermo e luminosità e sposta il cursore presente sotto la voce Luminosità.

In caso di dubbi o problemi

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Se hai seguito per filo e per segno le indicazioni che ti ho fornito nei paragrafi precedenti ma hai ancora qualche dubbio riguardante la regolazione automatica della luminosità dello schermo dell’iPhone o se hai riscontrato dei malfunzionamenti che ti hanno impedito di disattivare tale funzionalità, ti consiglio di contattare il servizio clienti Apple.

La prima soluzione che puoi prendere in considerazione per ottenere supporto è collegarti all’apposita pagina del sito ufficiale di Apple (o scaricare l’applicazione gratuita Supporto Apple), fare clic sulla voce iPhone a indicare che i problemi riscontrati sono relativi al tuo iPhone e scegliere l’opzione Contatta il supporto Apple presente sotto la voce Vuoi parlare con qualcuno?.




Nella nuova pagina aperta, fai clic sull’opzione App e funzionalità, scegli la voce L’argomento non è elencato, inserisci la tua domanda o il problema riscontrato nel campo Descrivi il problema e premi sul pulsante Continua.
Nella pagina Come vorresti ricevere assistenza?, scegli la soluzione di contatto che ritieni più adatta alle tue esigenze e segui le indicazioni mostrate a schermo per parlare con un operatore Apple.

Se preferisci metterti in contatto direttamente con l’assistenza tecnica di Apple tramite telefono, devi sapere che hai la possibilità di ricevere assistenza telefonica gratuita per 90 giorni dalla data d’acquisto del tuo iPhone.
Se questo è il tuo caso, tutto quello che devi fare è prendere il tuo iPhone e comporre il numero 800 915 904.
Per approfondire l’argomento, puoi leggere il mio tutorial su come contattare Apple.

Vorresti recarti di persona presso un Apple Store e ottenere assistenza in tempo reale da un tecnico esperto?
In tal caso, ti suggerisco di prenotare il servizio Genius Bar, che consente di fissare un appuntamento presso l’Apple Store della tua città e ricevere assistenza da un addetto in carne e ossa.
A tal proposito, potrebbe esserti utile la mia guida su come prendere appuntamento Apple.

come togliere codice iphone




come togliere codice iphone

Nei giorni scorsi hai acquistato il tuo primo iPhone e ben contento della cosa hai cominciato a mostrate ad amici, parenti e colleghi di lavoro il nuovo dispositivo in tuo possesso.
Seguendo poi i suggerimenti delle tue conoscenze hai provveduto ad attivare il codice di blocco sul iPhone al fine di evitare che soggetti terzi possano accedere alle informazioni presenti sul tuo iPhone e possano effettuare con lo stesso operazioni da te non autorizzate.
Considerando che oggigiorno la sicurezza viene prima di tutto hai fatto davvero bene, non posso dirti altro.
Tuttavia se in questo momento stai leggendo questa guida molto probabilmente è perché hai avuto qualche ripensamento riguardo la scelta fatta ed adesso ti piacerebbe capire come fare per poter togliere codice iPhone.
Se le cose stanno davvero in questo modo ma non hai la più pallida idea di come procedere sappi che puoi contare su di me.

Nelle seguenti righe andrò infatti ad illustrarti quale operazioni risulta necessario effettuare per poter togliere codice iPhone.
Prima di passare alle spiegazioni dettagliate sul da farsi è bene però chiarirsi subito su una cosa.
Anche se andrò a spiegarti come fare per togliere codice iPhone la procedura in oggetto non è esattamente consigliata ai fini della sicurezza.
Togliere codice iPhone significa infatti offrire libero accesso al tuo dispositivo senza la tua autorizzazione a tutti, anche a chi potrebbe non essere ben intenzionato… poi non venirmi a dire che non ti avevo avvisato!

Chiarito ciò se sei vuoi comunque scoprire che cosa risulta necessario fare per poter togliere codice iPhone ti invito a prenderti qualche minuto di tempo libero ed a concentrarti attentamente sulle indicazioni che sto per fornirti.
Sono certo che alla fine sarai riuscito nel tuo intento e che sarai anche pronto a dichiarare che in realtà era un vero e proprio gioco da ragazzi.

Considerando il fatto che togliere codice iPhone non è proprio un bene è opportuno fare una piccola premessa.
Se desideri togliere codice iPhone perché la chiave di accesso attualmente in uso non è più di tuo gradimento e vorresti modificarla o perché non hai alcuna voglia di digitare ogni volta le cifre che proteggono il login al tuo dispositivo sappi che ci sono ben due soluzioni alternative.
Nel primo caso anziché togliere codice iPhone è possibile modificarlo, nel secondo puoi invece ricorrere all’impiego di Touch ID (qualora il iPhone in tuo possesso supporti questa funzionalità¹).

Quindi, prima di spiegarti come procedere per togliere codice iPhone andrò ad illustrati come modificarlo e come attivare il Touch ID ed utilizzarlo in sostituzione completa, o quasi, di quest’ultimo.
Qualora poi la cosa non dovesse essere di tuo gradimento potrai comunque procedere andando a rimuovere il codice di accesso al dispositivo.




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Togliere codice iPhone – Alternativa 1 (modifica)

Se anziché togliere codice iPhone desideri modificare la chiave di accesso al tuo dispositivo la prima cosa che devi fare è accedere alla home screen di iPhone e premere sull’icona di Impostazioni.
Successivamente fai tap sulla voce Touch ID e codice annessa alla nuova schermata visualizzata, digita il codice attualmente in uso dopodiché premi su Cambia codice.

Digita ora il vecchio codice in uso sul tuo dispositivo dopodiché inserisci il nuovo codice che è tua intenzione utilizzare e conferma poi la scelta fatta immettendolo nuovamente.
Se lo desideri prima di digitare il nuovo codice puoi premere sulla voce Opzioni codice collocata in basso e specificare, premendo sull’apposita opzione, se intendi utilizzare un codice alfanumerico personalizzato, un codice numerico personalizzato oppure un codice numerico a 4 cifre.

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Tieni presente che la procedura mediante cui modificare il codice di accesso al tuo iPhone può essere effettuata senza alcun tipo di problemi per un numero illimitato di volte, l’unica prerogativa è quella di ricordare il codice precedentemente in uso.
Nel caso in cui il vecchio codice non venga digitato o non venga immesso correttamente non sarà possibile apportare modifiche allo stesso.




Togliere codice iPhone – Alternativa 2 (Touch ID)

Se anziché togliere codice iPhone è invece tua intenzione abilitare l’utilizzo del Touch ID evitando in tal modo di dover digitare ogni volta la chiave di accesso al tuo dispositivo la prima cosa che devi fare è accedere alla home screen del iPhone e premere sull’icona di Impostazioni.
Successivamente fai tap sulla voce Touch ID e codice e digita il codice di blocco attualmente in uso sul tuo dispositivo.

Pigia quindi sulla voce Aggiungi un’impronta… annessa alla sezione Impronte digitali ed attieniti alla semplice procedura guidata che ti viene mostrata a schermo tenendo il dispositivo tra le mani così come faresti normalmente e toccando il tasto Home di iPhone con il dito per il quale intendi registrare l’impronta digitale senza però mai premere.
Mi raccomando, tieni il dito appoggiato sino a quando non senti una veloce vibrazione o non viene chiesto di collegare il dito.

Una volta portata a termine la procedura di configurazione potrai poi utilizzare la tua impronta digitale per sbloccare il tuo iPhone e per effettuare la maggior parte delle operazioni precedentemente legate in via esclusiva al codice di accesso del dispositivo.

Sappi inoltre che qualora necessario potrai aggiungere ulteriori impronte digitali in sostituzione del codice.
La procedura da effettuare è la stessa che ti ho già indicato nelle precedenti righe.

In caso di ripensamenti riguardo l’uso di Touch ID potrai sempre e comunque disabilitarne l’impiego semplicemente accedendo a Impostazioni, facendo tap sulla voce Touch ID e codice, digitando il codice scelto per proteggere il tuo dispositivo, premendo sul nome dell’impronta digitale o su quella che è tua intenzione eliminare e facendo tap su Elimina impronta digitale.




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Se invece in passato hai già provveduto a configurare l’utilizzo del Touch ID ma non hai abilitato l’utilizzo di quest’ultimo per sbloccare il tuo iPhone puoi rimediare facilmente in pochi istanti.
Ti basta infatti accedere alla home screen di iOS, premere sull’icona di Impostazioni, fare tap sulla voce Touch ID e codice, digitare il codice utilizzato per proteggere il tuo iPhone e portare su ON la levetta collocata accanto alla voce Sblocco iPhone.

Togliere codice iPhone

Se le soluzioni che ti ho appena proposti non ti interessano e se sei quindi convinto riguardo il fatto di voler togliere codice iPhone la prima cosa che devi effettuare è quella di accedere alla home screen del tuo dispositivo e di premere sull’icona di Impostazioni.
Adesso scorri la schermata che ti viene mostrata, individua la voce Touch ID e codice e premici sopra.

Digita ora il codice a quattro o otto cifre o il codice alfanumerico (dipende dalla scelta da te effettuata al momento dell’attivazione del codice) facente riferimento al tuo iPhone dopodiché premi sulla voce Disabilita codice che trovi in basso.
Successivamente premi sulla voce Disattiva apparsa a schermo in modo tale da confermare la scelta effettuata.
Se hai attivo il Portachiavi iCloud ti verrà inoltre chiesto se è tua intenzione disattivarlo oppure no, puoi rispondere a questa domanda come meglio credi.

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Fatto ciò puoi finalmente dirti soddisfatto, in pochi e semplici passaggi sei riuscito a togliere codice iPhone.
Chiaramente in caso di ripensamenti potrai sempre e comunque abilitare nuovamente il codice di accesso sul tuo iPhone accedendo a Impostazioni, premendo sulla voce Touch ID e codice annessa alla schermata visualizzata, premendo su Abilita codice e scegliendo poi il codice e la tipologia dello stesso che è tua intenzione abilitare.

 

1. Touch ID può essere utilizzato con iPhone 5s o versioni più recenti.
Per ulteriori dettagli puoi cliccare qui per consultare l’apposita pagina Web informativa presente sul sito Internet ufficiale di Apple.

come togliere cinturino apple watch




come togliere cinturino apple watch

Nei mesi scorsi hai acquistato il tuo primo Apple Watch e, ben contento della cosa, hai iniziato ad indossarlo praticamente ogni giorno.
Adesso, però, essendo ormai stufo di portare sempre lo stesso cinturino, ti piacerebbe togliere quello in essere per rimpiazzarlo con un altro.
Peccato solo che tu non abbia la benché minima idea di come riuscirci, motivo per cui ti sei precipitato sul Web alla ricerca di qualche informazione utile in tal senso e sei finito su questa mia guida.

Come dici?
Le cose stanno esattamente in questo modo e vorresti allora sapere se posso esserti d’aiuto andandoti a spiegare come togliere il cinturino da Apple Watch?
Ma certo che sì, ci mancherebbe altro! Se mi dedichi qualche minuto del tuo preziosissimo tempo, infatti, posso illustrarti, in maniera semplice ma non per questo poco dettagliata, come riuscire nell’impresa, operazione che, te lo anticipo subito, è ben più semplice di quel che tu possa pensare.

Allora?
Posso sapere che ci fai ancora lì impalato?
Posizionati bello comodo, afferra il tuo orologio smart a marchio Apple e comincia subito a mettere in pratica le istruzioni sul da farsi che trovi qui di seguito.
Sono sicuro che alla fine potrai dirti ben felice e soddisfatto di quanto appreso e che, addirittura, qualora necessario sarai pronto a fornire utili suggerimenti a riguardo a tutti i tuoi amici interessati all’argomento.
Scommettiamo?

Indice

  • Informazioni preliminari
  • Come togliere cinturino Apple Watch
    • Togliere maglie cinturino Apple Watch
  • In caso di dubbi o problemi

Informazioni preliminari

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Prima di entrare nel vivo del tutorial, andandoti a spiegare come togliere il cinturino da Apple Watch, ci sono alcune informazioni preliminari a riguardo che è mio dovere fornirti.




Tanto per cominciare, devi sapere che l’Apple Watch viene commercializzato con diversi tipi di cinturini ufficiali al seguito:
Sport, Loop, Nike Sport, Nike Sport Loop, Pelle, Pelle Hermès e Acciaio inossidabile.
Puoi visionarli tutti collegandoti a questa pagina del sito Internet dell’azienda di Cupertino.

Un’altra cosa da tenere ben a mente è la compatibilità dei cinturini impiegati con il modello di Apple Watch in uso.
Più precisamente, è possibile usare un cinturino progettato per Apple Watch (1a generazione) e Apple Watch Series 1, 2 e 3 con Apple Watch Series 4 e modelli successivi purché le dimensioni siano compatibili.
I cinturini per le casse da 38 mm e 40 mm sono compatibili tra loro, così come i cinturini per le casse da 42 mm e 44 mm.
Detta in altri termini, qualsiasi cinturino può essere usato con qualunque modello di Apple Watch, a patto che le dimensioni della cassa siano corrispondenti.

Come togliere cinturino Apple Watch

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Fatte le dovute precisazioni di cui sopra, veniamo al nocciolo vero e proprio della questione e andiamo a scoprire, dunque, come togliere il cinturino da Apple Watch.
Le indicazioni che trovi riportate qui di seguito valgono per tutti i modelli di cinturini, ad accezione di quelli a maglie, per i quali ho provveduto a fornirti indicazioni specifiche nel passo successivo.

Tanto per cominciare, se stai indossando il tuo Apple Watch toglilo, dopodiché posiziona lo smartwatch di casa Apple capovolto su una superficie pulita e piana, avendo magari l’accortezza di appoggiarlo su un panno in microfibra, al fine di evitare che il display e la scocca possano subire danni accidentali e che il dispositivo possa scivolare.




Successivamente, premi e continua a tenere premuto il tasto di rilascio del cinturino che si trova in alto e, intanto, fai scorrere il cinturino verso l’esterno dell’alloggiamento in cui è collocato, in modo tale da procedere con la rimozione.
Puoi farlo scivolare sia verso destra che verso sinistra, non vi è alcuna differenza.

In seguito, fa’ la stessa cosa anche con l’altra parte del cinturino ancora agganciata all’orologio, provvedendo preventivamente a premere e continuare premuto durante tutta l’operazione l’altro tasto di rilascio presente sul retro del dispositivo.

Se una o entrambe le parti che compongo il cinturino non scorrono verso l’esterno, premi nuovamente il tasto di rilascio corrispondente che si trova sul retro dell’Apple Watch e assicurati di continuare a tenerlo premuto durante tutta la procedura, dopodiché esegui nuovamente i passaggi che ti ho indicato poc’anzi.

Nel caso specifico dei cinturini loop in maglia milanese prodotti dal 2018 in poi, la rimozione avviene procedendo sempre come descritto poc’anzi, ma il cinturino va aperto completamente, facendo scorrere la chiusura magnetica attraverso il connettore del cinturino o l’aletta.
Sui modelli di loop in maglia milanese precedenti, invece, la chiusura non scorre attraverso l’aletta.

A questo punto, se hai a tua disposizione un cinturino alternativo e se, dunque, ti interessa capire anche come cambiare il cinturino dell’Apple Watch, procedi nel seguente modo per poter installare quello nuovo:
verifica che la parte interna del cinturino, vale a dire quella stampata (nel caso specifico dei cinturini Apple originali) risulti rivolta verso di te, dopodiché fai scorrere l’estremità più corta nell’alloggiamento superiore e quella più lunga nell’alloggiamento inferiore e il gioco è fatto.
A conferma della corretta installazione del nuovo cinturino, sentirai un “clic” ogni volta che inserisci correttamente le due estremità.




A questo proposito, mi raccomando:
non indossare l’Apple Watch se il cinturino non è installato correttamente (altrimenti rischi che la cassa dell’orologio possa scivolare e rompersi!) e non forzare mai quest’ultimo nello slot.
Se non senti il “clic” dopo aver fissato il cinturino, fallo scorrere verso sinistra, quindi verso destra.
Se il cinturino è installato in maniera corretta, infatti, non scorre liberamente finché non tieni premuto il tasto di rilascio apposito.
Per cui, se il cinturino non si blocca, centralo e spingilo in posizione, dopodiché muovilo delicatamente verso l’alto e il basso.

Togliere maglie cinturino Apple Watch

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Come ti avevo anticipato, la procedura da mettere in pratica per rimuovere il cinturino a maglie è diversa da quella che ti ho già descritto nelle righe precedenti.
Andiamo quindi a scoprire come fare in questo caso specifico, oltre che come rimuovere le sole maglie che compongo il bracciale.

Tanto per cominciare, provvedi a dividere il bracciale in due parti.
Per cui, assicurati che la chiusura a farfalla non risulti aperta.
Qualora così fosse, chiudila un lato alla volta, fino a quando non senti un “clic”.

Successivamente, puoi procedere pure con la rimozione del cinturino, capovolgendo l’orologio, premendo e continuando a tenere premuto il tasto di rilascio apposito che si trova sul retro dell’Apple Watch e, nel frattempo, facendo scorrere verso destra o verso sinistra la prima estremità del bracciale verso l’esterno dell’alloggiamento in cui è collocata.




Provvedi a ripetere i passaggi di cui sopra anche per l’altra estremità del bracciale ancora agganciata all’orologio, sempre preoccupandoti preventivamente di premere e continuare premuto durante tutta l’operazione l’altro tasto di rilascio che si trova sul retro dell’orologio.

Per quanto riguarda, invece, la possibilità di togliere le maglie dal cinturino dell’Apple Watch, il primo passo che devi compiere, dopo aver provveduto a piegare la chiusura a farfalla un lato alla volta, come ti ho indicato qualche riga più sù, è quello di premere sul tasto di rilascio presente sulla prima maglia che intendi rimuovere (si trova sul lato interno del cinturino) e continuare a tenere premuto mentre separi quest’ultima, asportandola verso l’esterno.
Procedi in maniera analoga per tutte le altre maglie che vuoi togliere e il gioco è fatto.

In caso di ripensamenti, potrai poi aggiungere nuovamente le maglie rimosse aprendo il cinturino come ti ho già spiegato, e agganciandole a quelle già installate, spingendole verso l’apposita incanalatura.

In caso di dubbi o problemi

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Hai seguito per filo e per segno le mie istruzioni su come togliere il cinturino da Apple Watch ma non sei ancora riuscito nel tuo intento oppure nel fare ciò ti sono sorti dei dubbi o sei andato incontro a problemi?
Date le circostanze, il miglior suggerimento che posso offrirti è sicuramente quello di consultare questa sezione del sito Internet di Apple dedicata giust’appunto al supporto e assistenza per Apple Watch.




Se, invece, pensi sia necessario metterti in contatto diretto con Apple, ti informo che puoi riuscirci in diversi modi (telefonicamente, tramite chat, recandoti di persona in Apple Store ecc.).
Per tutti i dettagli del caso al riguardo, puoi fare riferimento al mio tutorial incentrato in via specifica proprio su come contattare Apple.

Per quel che concerne i costi di un’eventuale riparazione, tutto dipende dal fatto se l’Apple Watch è ancora in garanzia o meno e se è coperto da AppleCare oppure no.
In ogni caso, sul sito di Apple è presente una pagina in cui trovi indicati tutti i costi di riparazione degli Apple Watch fuori garanzia.

come togliere assistivetouch su iphone




come togliere assistivetouch su iphone

A causa di una brutta caduta, sul tuo iPhone non funzionavano alcuni tasti e, per questo motivo, in attesa della riparazione, avevi attivato AssistiveTouch, la funzione di accessibilità che consente di emulare il funzionamento del tasto home (e tanto altro) tramite il touch-screen.
Adesso, però, visto che il tuo dispositivo è tornato come nuovo ed è stato riparato, vorresti sapere come disattivare tale funzionalità, perché non ricordi come fare.

Come dici?
Le cose stanno proprio così e ti domandi come togliere AssistiveTouch su iPhone?
In tal caso, sarai felice di sapere che, nelle prossime righe, ti illustrerò nel dettaglio i passaggi da effettuare per disattivare quest’opzione di accessibilità su iPhone 8, 8 Plus e precedenti.
Dopodiché ti spiegherò anche come agire su iPhone X e modelli superiori, in quanto le procedure da mettere in atto sono un po’ diverse.

Detto ciò, se adesso sei pronto per iniziare, prenditi giusto qualche minuto di tempo libero, mettiti seduto bello comodo e segui attentamente le istruzioni che sto per fornirti:
vedrai che riuscirai facilmente nell’intento che ti sei proposto.
Arrivati a questo punto, a me non resta altro che augurarti una buona lettura.

Indice

  • Come togliere AssistiveTouch su iPhone
  • Come togliere AssistiveTouch su iPhone X

Come togliere AssistiveTouch iPhone

Se ti domandi come togliere AssistiveTouch su iPhone e sei in possesso di un modello di iPhone pari o precedente all’8 (o 8 Plus), devi innanzitutto sapere che è possibile riuscire nell’intento mettendo in atto diverse procedure, come sto per spiegarti nelle righe che seguono.

La prima soluzione consiste nell’agire tramite il menu delle Impostazioni di iOS:
premi, quindi, sull’icona dell’ingranaggio che trovi nella home screen del tuo dispositivo e raggiungi il percorso Generali > Accessibilità > AssistiveTouch, premendo sulle relative voci.




Fatto ciò, nella schermata che ti viene mostrata, sposta la levetta su OFF, in corrispondenza della dicitura AssistiveTouch, per disattivare AssistiveTouch.

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In alternativa, puoi disabilitare l’AssistiveTouch anche attraverso i comandi vocali di Siri.
In tal caso, però, l’assistente digitale di Apple dev’essere già stato abilitato in precedenza.

Detto ciò, richiama Siri tenendo premuto il tasto Home oppure dicendo “Ehi Siri” (se hai attivato anche quest’opzione) e pronuncia il comando “Disattiva AssistiveTouch”, per fare in modo che questa funzionalità di accessibilità venga disattivata da Siri.

A conferma dell’avvenuta esecuzione dell’operazione, Siri risponderà: “Ottimo, ho disattivato l’AssistiveTouch”, mostrandoti di aver effettivamente disattivato la relativa levetta nel menu delle Impostazioni.




Inoltre, se in precedenza avevi abilitato l’AssistiveTouch come comando rapido nel menu delle Abbreviazioni, per disattivarlo puoi seguire un’ulteriore procedura che richiede di agire tramite questa stessa schermata, accessibile nel menu delle Impostazioni di iOS.

Per metterla in pratica, premi sull’icona dell’ingranaggio che trovi nella home screen e fai tap sulle voci Generali > Accessibilità > Abbreviazioni, dopodiché togli il segno di spunta su AssistiveTouch.

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Inoltre, se l’AssistiveTouch è abilitato nel menu delle Abbreviazioni, per disattivarlo ancora più velocemente, premi per tre volte consecutive il tasto Home (quello fisco o quello virtuale che è visibile con l’AssistiveTouch attivo) e il gioco è fatto.

Come togliere AssistiveTouch iPhone X

Ti domandi come togliere AssistiveTouch su iPhone X?
in tal caso, devi sapere che per i modelli di iPhone a partire da iPhone X non valgono esattamente le stesse operazioni indicate nel precedente capitolo, in quanto questi ultimi dispositivi non possiedono il tasto Home fisico.




Detto ciò, per disabilitare AssistiveTouch puoi comunque agire tramite il menu delle Impostazioni di iOS. Per riuscirci, premi sull’icona dell’ingranaggio che trovi nella home screen e fai tap sulle voci Generali > Accessibilità > AssistiveTouch.
Adesso, nella schermata che ti viene mostrata, disattiva AssistiveTouch, spostando su OFF la levetta che trovi in corrispondenza della sua voce.

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Inoltre, se in precedenza avevi attivato Siri, puoi disattivare l’AssistiveTouch tramite i comandi vocali.
Per farlo, richiama l’assistente vocale tenendo premuto il tasto laterale (oppure dici “Ehi Siri”, se hai attivato anche quest’opzione), dopodiché pronuncia il comando “Disattiva AssistiveTouch“, per far sì che Siri agisca per tuo conto, disattivando l’impostazione relativa all’accessibilità.

Se tutto è andato per il verso giusto, Siri confermerà di aver effettuato correttamente l’operazione, rispondendo “Ottimo, ho disattivato l’AssistiveTouch” e mostrandoti l’opzione disabilitata nel menu delle Impostazioni.

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Se poi avevi abilitato l’AssistiveTouch come scorciatoia nel menu delle Abbreviazioni, puoi mettere in pratica un passaggio alternativo per disattivare questa funzionalità di accessibilità.

Per farlo, premi sull’app Impostazioni di iOS (l’icona dell’ingranaggio che trovi nella home screen), premi sulle voci Generali > Accessibilità > Abbreviazioni, dopodiché togli il segno di spunta sulla voce AssistiveTouch.

Inoltre, se hai abilitato AssistiveTouch nel menu delle Abbreviazioni, puoi disattivarlo ancora più velocemente premendo per tre volte consecutive il tasto laterale che, su iPhone X e modelli successivi, sostituisce il tasto Home.
In alternativa, puoi disattivarlo anche premendo per tre volte consecutive il tasto Home virtuale visibile con l’Assistive Touch attivo.
Facile, no?

come testare la ram mac




come testare la ram mac

Hai appena sostituito la RAM nel tuo Mac e vuoi accertarti che la memoria non sia difettosa?
Il tuo Mac ogni tanto si blocca e sospetti che possa esserci qualche problema con la RAM?
Allora non esitare oltre e fai un test per verificare lo stato della memoria.

Lo so, detta così sembra una cosa da veri esperti e invece posso assicurarti che si tratta di un’operazione semplicissima alla portata di tutti.
Non devi far altro che leggere le indicazioni che trovi qui sotto, seguirle attentamente e in men che non si dica imparerai come testare la RAM Mac.
Incrocio le dita per te!

Se vuoi imparare come testare la RAM Mac, ti consiglio di affidarti all’Apple Hardware Test, uno strumento diagnostico gratuito incluso “di serie” nei computer di Cupertino che consente di effettuare dei test sullo stato della memoria, della scheda logica e di altri componenti del Mac in modo da rilevare eventuali malfunzionamenti dovuti a componenti difettosi.

Per avviare l’Apple Hardware Test devi rimuovere tutti i dispositivi USB collegati al Mac, riavviare il sistema e tenere premuto il tasto D della tastiera in fase di accensione del computer.
Entro qualche secondo comparirà la schermata iniziale del test con il menu di selezione della lingua.
Clicca quindi sulla voce Usa l’italiano come lingua principale e premi Invio per andare avanti.
A questo punto, aspetta che nel riquadro in basso a destra compaia la voce Pronto per il test e fai click sul pulsante Test per avviare il controllo dello stato della RAM (e degli altri componenti hardware).

L’operazione non dovrebbe durare oltre cinque minuti, i risultati compariranno nel riquadro collocato in basso a destra.
Se non verranno rilevati problemi particolari, verrà visualizzata la dicitura Nessun problema rilevato.
Alla fine del test, clicca sul pulsante Spegni o sul pulsante Riavvia per spegnere o riavviare il Mac e tornare normalmente a lavorare con OS X.




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Se vuoi testare la RAM Mac in maniera più approfondita rispetto a quanto appena visto, avvia nuovamente l’Apple Hardware Test, metti il segno di spunta accanto alla voce Esegui test completo e clicca sul pulsante Test.
In questo modo, verrà avviata un’analisi più approfondita sullo stato della RAM, della scheda logica e degli altri componenti del computer in grado di rilevare problemi che possono essere sfuggiti al controllo rapido.

La procedura può durare anche diverse ore, pertanto ti consiglio di avviarla solo quando sei sicuro di non dover utilizzare il Mac per un lungo lasso di tempo (es.
prima di andare a dormire).
Qualora l’esito del controllo portasse a galla la presenza di problemi nel tuo computer, contatta l’assistenza Apple o il tuo tecnico di fiducia per mettere a posto la situazione.
Se possibile, prima di riparare il computer effettua un backup di sicurezza dei dati contenuti in esso.

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Tenendo premuto il tasto D sulla tastiera del tuo Mac durante l’accensione del computer non si avvia l’Apple Hardware Test?
Non temere.
Puoi accedere comunque a questo prezioso strumento utilizzando un disco d’installazione di OS X o ricorrendo all’Apple Hardware Test online.




Nel primo caso, se possiedi un disco d’installazione di OS X, inserisci quest’ultimo nel Mac e tieni premuto il tasto D durante l’accensione del computer come visto in precedenza.
Per utilizzare l’Apple Hardware Test online, invece, tieni premuti i tasti alt+D durante l’accensione del Mac ed attendi che compaia l’icona del mondo al centro dello schermo.

A questo punto, seleziona il nome della tua connessione Wi-Fi dall’apposito menu a tendina, inserisci la chiave di autenticazione per collegarti ad essa (se richiesta) ed entro qualche secondo dovrebbe partire l’Apple Hardware Test.
Qualora dopo la selezione della connessione Wi-Fi il test della RAM non partisse, collega il Mac ad Internet tramite cavo Ethernet, riavvialo ed entra nuovamente nel menu del test online premendo alt+D.

come tagliare le canzoni con mac




come tagliare le canzoni con mac

Ti piacerebbe creare una suoneria per il tuo cellulare usando una canzone che hai appena scaricato sul Mac ma non sai a quali programmi rivolgerti?
Stai cercando un buon software di editing audio compatibile con macOS ma non vuoi rivolgerti a costose soluzioni a pagamento?
Caschi a fagiolo!

Stavo proprio per consigliarti delle risorse gratuite che permettono di tagliare le canzoni con Mac in maniera così semplice e veloce che ne rimarrai stupito.
Alcune consentono di creare suonerie, altre invece di modificare i file audio a 360 gradi.
Pensa, ci sono anche degli strumenti fruibili direttamente in rete, senza bisogno di scaricare assolutamente nulla.
Fantastico, vero?

Allora?
Posso sapere che cosa ci fai ancora li impalato?
Posizionati bello comodo dinanzi il tuo fido computer a marchio Apple ed inizia immediatamente a concentrarti sulla lettura di questo mio tutorial dedicato all’argomento.
Sono stra-sicuro che alla fine potrai dirti ben contento e soddisfatto di quanto appreso e che, addirittura, in caso di necessità sarai pronto a fornire utili consigli sul da farsi a tutti i tuoi amici interessanti al medesimo argomento.
Che ne dici, scommettiamo?

Indice

  • Soluzioni offline per tagliare le canzoni con Mac
    • Free Ringtone Maker
    • Audacity
    • MP3 Trimmer
  • Soluzioni online per tagliare le canzoni con Mac
    • Make Own Ringtone
    • Audio Trimmer
    • Taglia Audio

Soluzioni offline per tagliare le canzoni con Mac

Come ti dicevo ad inizio guida, esistono diversi programmi grazie ai quali è possibile tagliare le canzoni con Mac.
Alcuni di essi sono utili per creare suonerie per cellulari, altri invece si prestano all’editing in via generica.
Per approfondimenti continua pure a leggere, trovi indicati proprio qui di seguito quelli che a parer mio rappresentato i migliori software della categoria.

Free Ringtone Maker

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Se ti interessa capire come tagliare le canzoni con Mac per creare dei toni di chiamata per il tuo smartphone, ti consiglio di provare l’applicazione gratuita Free Ringtone Maker che, per l’appunto, permette di tagliare porzioni di brani musicali e trasformarli in suonerie in maniera estremamente facile e veloce.

Per installarla sul tuo Mac, collegati alla sezione dedicata presente sul Mac App Store online e fai clic sul pulsante Vedi in Mac App store.
Nella finestra che si apre sulla scrivania, fai clic sul bottone Ottieni/Installa ed attendi che la procedura di download e di installazione venga avviata e completata.
Se richiesta, digita anche la password del tuo ID Apple.

Successivamente richiama l’app facendo clic sulla sua icona che è stata aggiunta al Launchpad.
Una volta visualizzata la relativa finestra sulla scrivania, per tagliare una canzone fai clic sul pulsante Open file e seleziona il brano che desideri trasformare in suoneria.

Dopodiché posiziona la parte blu del grafico in modo che coincida con la porzione di canzone da ritagliare, ascoltane un’anteprima premendo sul bottone Play per sincerarti di aver effettuato la seleziona corretta e clicca sul pulsante Start per salvare il risultato finale. Le suonerie verranno salvate nella cartella /Users/ tuonome/ Music/ iTunes/ iTunes Media/ Tones del Mac, ossia nella sezione Suonerie di iTunes.

Se poi prima di procedere con il salvataggio vuoi aggiungere un effetto di dissolvenza all’inizio e alla fine del brano, metti il segno di spunta accanto alle voci Sound fade in e Sound fade out che si trovano in basso.




Audacity

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Se vuoi tagliare le canzoni con Mac in maniera più avanzata e per scopi diversi da quelli che portano alla creazione di una suoneria per cellulari, ti consiglio vivamente di rivolgerti ad Audacity, il miglior programma di editing audio gratuito disponibile non solo per computer a marchio Apple ma anche per Windows e Linux.

Per scaricare Audacity sul tuo Mac, collegati al sito Internet del programma e clicca sul pulsante Download.
A download ultimato apri, facendo doppio clic su di esso, il pacchetto .dmg appena ricavato e trascina la cartella di Audacity nella directory Applicazioni di macOS per installare il programma sul Mac.

Successivamente, e hai necessità di lavorare su file audio in formato MP3, procedi con l’installazione del plugin LAME MP3.
Per riuscirci, collegati a questa pagina Web e clicca sulla voce Lame_Library_vx.xx.x_for_Audacity_on_macos.dmg per scaricare il componente sul tuo computer.
A download completato, apri il pacchetto .dmg appena ottenuto, avvia il file .pkg contenuto al suo interno e clicca su Continua e su Installa.
Infine, digita la password del tuo account utente su macOS, premi su Installa software e su Chiudi per completare il processo d’installazione di LAME MP3.

A questo punto, per tagliare una canzone con Audacity, seleziona la voce Apri… dal menu File del programma e scegli il brano da modificare.
Seleziona quindi con il mouse la parte del grafico relativa alla porzione di canzone che vuoi estrapolare.
Puoi assicurati di aver evidenziato la porzione corretta facendo clic sul bottone Play per ascoltarne un’anteprima.




Procedi con il salvataggio della parte del file audio selezionata cliccando sul menu File che sta in cima e selezionando Esporta audio selezionato….
Scegli poi il formato in cui intendi salvare la porzione di brano appena estrapolata dal menu a tendina Format ed indica il nome che vuoi assegnare al file e la posizione per il salvataggio tramite, rispettivamente, i campi Salva con nome: e Situato in:.
Per concludere, premi sul pulsante Salva. Più facile di così?

MP3 Trimmer

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Un’altra ottima risorsa a cui puoi appellarti per tagliare le canzoni con Mac è MP3 Trimmer.
Si tratta di un’applicazione a costo zero specifica per macOS che, come intuibile dal nome stesso, è pensata in maniera specifica per l’editing dei file in formato MP3. È gratis ma mostra dei banner che invitano ad acquistare la versione completa del software quando si importano i brani o si salvano gli MP3.

Per effettuarne il download sul tuo Mac, recati sul sito Internet del programma, seleziona la scheda Download che sta in cima e fai clic su Click to download.
A scaricamento ultimato, apri il pacchetto in formato .dmg ottenuto e trascina l’icona del programma nella cartella Applicazioni di macOS.

Successivamente avvia MP3 Trimmer facendo clic sulla relativa icona che è stata aggiunta al Launchpad e quando ti viene chiesto di registrare la tua copia dell’applicazione clicca sul pulsante Launch application and try it out for free….




Attendi dunque qualche istante affinché compaia la sua finestra principale sulla scrivania dopodiché trascinaci sopra il file audio che vuoi editare, porta l’indicatore della timeline all’inizio della porzione del brano che vuoi estrapolare e clicca sul pulsante Set sotto la voce In-point. Successivamente sposta l’indicatore della timeline alla fine della porzione del brano da conservare e premi su Set sotto la voce Out-point.
Se hai bisogno di ascoltare un’anteprima del brano per assicurarti di aver selezionato la porzione corretta fai clic sul bottone Play.

Per concludere, apri il menu File e seleziona Save trim selection dopodiché aspetta che il banner promozionale scompaia ed indica la posizione in cui salvare la porzione di brano appena tagliata.
Et voilà!

Soluzioni online per tagliare le canzoni con Mac

Non vuoi o non puoi scalcare nuovi programmi sul tuo Mac motivo per cui ti piacerebbe fare la conoscenza di qualche strumento per tagliare le canzoni fruibile direttamente online?
Allora qui di seguito troverai senz’altro pane per i tuoi denti! Nelle righe successive ho infatti provveduto ad indicarti quelli che ritengo essere i migliori servizi Web della categoria.
Mettili subito alla prova, non te ne pentirai!

Make Own Ringtone

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Il primo tra i servizi online utili per tagliare le canzoni con Mac di cui voglio parlarti è Make Own Ringtone.
È gratis, facilissimo da usare, non necessita di registrazione e funziona da qualsiasi browser Web.
Inoltre, supporta tutti quelli che sono i più diffusi formati audio: AAC, FLAC, M4A, MP3, OGG, WAV, WMA.




Per usarlo, collegati alla sua home page, fai clic sul bottone Upload file e seleziona la canzone che intendi tagliare.
In alternativa, trascina il file audio direttamente nella finestra delle navigatore.
Attendi poi che la procedura di upload venga avviata e portata a termine.

Una volta visualizzato il grafico del file audio, individua la parte iniziale del brano che vuoi tagliare e trascina nel punto esatto dello stesso il cursore verde di sinistra.
Trascina invece il cursore verde che sta a destra sulla parte finale.
Per assicurarti di aver effettuato la selezione corretta, ascoltane un’anteprima premendo sul bottone Play posto in basso.

Regola (se vuoi) il livello del volume della porzione di brano che stai per estrapolare, scegli il formato di output tra MP3 oppure M4R cliccando sui bottoni appositi in baso a sinistra e premi sul pulsante Make a ringtone alla fine della pagina.
Successivamente potrai effettuare il download del file premendo sul bottone Download che vedrai apparire su schermo.

Audio Trimmer

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Se cerchi una valida alternativa al servizio Web di cui sopra ti consiglio vivamente di mettere alla prova Audio Trimmer.
Si tratta di un’applicazione online a costo zero che consente di tagliare le canzoni con Mac intervenendo su tutti quelli che sono più comuni formati audio (MP3, WAV, WMA, OGG, M4R, 3GPP ecc).
L’unica pecca, se così vogliamo definirla, è che limita il peso massimo dei file da caricare a 50 MB.




Mi chiedi come fare per potertene servire?
Te lo indico subito.
In primo luogo, collegati alla home page del servizio, premi sul bottone Apri file/Scegli file e seleziona dal tuo computer il brano che vuoi tagliare.
In alternativa, puoi trascinare direttamente nella finestra del browser il file audio di riferimento.

Una volta visualizzato su schermo il tracciato del brano, trascina il cursore sinistro sul punto di inizio della parte che vuoi tagliare e quello destro sul punto finale.
Se vuoi ascoltare un’anteprima della parte selezionata premi sul bottone Play in basso.

Se vuoi, puoi anche aggiungere l’effetto dissolvenza all’inizio o alla fine della parte che stai per tagliare.
Per riuscirci, ti basta selezionare l’opzione che preferisci dal menu a tendina Fade In/Out che sta in basso.
Puoi anche regolare il livello del volume spostando la barra regolatrice che trovi accanto all’icona dell’altoparlante in basso a destra.

Per concludere, scegli il formato di output selezionando l’opzione che preferisci dal menu a tendina Output Format: adiacente, clicca sul bottone Crop in basso a destra e poi fai clic sul pulsante Download per scaricare la porzione di brano appena tagliata sul tuo Mac.
Ecco fatto!

Taglia Audio

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Un’ulteriore soluzione ai servizi Web di cui sopra è rappresentata da Taglia MP3 Online.
Trattasi di un altro servizio Web gratuito che può permetterti di tagliare le canzoni con Mac in maniera estremamente semplice e veloce.
L’unica cosa di cui occorre tener conto è che necessita di Flash Player per poter funzionare (per maggiori info, fa’ riferimento al mio tutorial su come installare Flash Player).

Per usarlo, collegati alla home page del servizio, premi sul bottone Apri file che sta al centro e seleziona il brano su cui vuoi agire.
In alternativa, trascina il file direttamente nella finestra del browser.
Se il tuo file audio si trova su Dropbox oppure su Google Drive, puoi effettuarne l’upload direttamente da li facendo clic sulle relative icone su schermo.

A caricamento avvenuto, sposta i due cursori blu collocati ai lati del grafico a onda per indicare i punti di inizio e di fine della porzione di file audio che vuoi mantenere.
Schiaccia poi la barra spaziatrice del tuo Mac per ascoltare un’anteprima della selezione effettuata.

Per procedere con il taglio, invece, scegli prima il formato di output dal menu a tendina Altro che sta in basso oppure lascia selezionato MP3 (se vuoi ottenere un MP3, appunto).
Dopodiché premi sul pulsante Taglia adiacente e su quello Download per scaricare sul Mac il file audio editato.

Se vuoi, prima di procedere con il taglio puoi raggiungere l’effetto dissolvenza all’inizio e/o alla fine del brano portando su ON gli interruttori accanto alle opzioni Dissolvenza in apertura e Dissolvenza in chiusura.




come taggare foto con iphone




come taggare foto con iphone

Taggare le foto è un’operazione utilissima che permette da un lato di menzionare le persone ritratte in un’immagine pubblicata online, ad esempio su Facebook, e dall’altro di organizzare le foto salvate sul computer o su un dispositivo portatile.
A proposito di dispositivi portatili, sapevi che puoi taggare le foto anche dal tuo iPhone?

Lo smartphone di casa Apple dispone di tante applicazioni grazie alle quali è possibile “etichettare” le proprie foto, organizzarle in maniera efficiente e menzionare le persone ritratte in esse.
Ti va di scoprire come?
Allora prenditi cinque minuti di tempo libero e vediamo subito come taggare foto con iPhone.

Se vuoi sapere come taggare foto con iPhone perché vuoi menzionare i tuoi amici su Facebook, avvia la app del social network e provvedi a caricare una nuova immagine oppure a selezionare la foto da “etichettare”.

Per caricare una nuova foto su Facebook, premi sul pulsante Foto che si trova in alto, seleziona l’immagine da caricare dal rullino foto di iPhone oppure premi l’icona della macchina fotografica collocata in basso a sinistra e scatta una foto “in diretta”.
Tocca quindi il punto dell’immagine in cui vuoi aggiungere il tag e digita il nome della persona da menzionare, dopodiché premi sull’icona della matita in basso a destra e posta la foto sul tuo diario.

Se invece vuoi taggare una foto che hai già caricato sul social network, devi premere sul pulsante menu in alto a sinistra e selezionare il tuo nome nella barra che compare di lato.
Pigia dunque sul riquadro Foto presente nella pagina del tuo profilo, scegli l’album in cui è presente la foto che vuoi taggare e premi sull’anteprima dell’immagine in cui menzionare i tuoi amici.
A questo punto, seleziona l’icona dell’etichetta collocata in basso a sinistra, premi nel punto della foto in cui inserire il tag e digita il nome della persona da taggare, dopodiché premi su Fine e il gioco è fatto.




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Desideri taggare foto con iPhone per organizzare al meglio le foto che hai salvato sul “iPhone”?
Allora hai bisogno di iPhoto, una app per la gestione e la modifica delle foto che puoi trovare sull’App Store al prezzo di 4,49 euro.

Per taggare le foto con iPhoto, basta avviare l’applicazione, premere sul pulsante Foto per sfogliare le immagini presenti sullo smartphone e selezionare la foto da etichettare.
Una volta aperta l’immagine da taggare, premi l’icona dell’etichetta (collocata in basso), digita i tag da associare alla foto nel campo Inserisci nuova etichetta e premi sul pulsante Fine per salvare i cambiamenti.

In questo modo, potrai recarti nella scheda Album di iPhoto e sfogliare le foto in base ai tag associati ad esse.
Semplice e comodo.
Se hai una collezione di immagini molto vasta, non c’è modo migliore per organizzarla, credimi.

come taggare da iphone




come taggare da iphone

Anche grazie ai miei consigli, hai imparato come taggare su Facebook i tuoi amici, sia nei post che nelle foto.
Adesso però hai acquistato un iPhone, hai installato su di esso la app ufficiale del social network ma non hai capito ancora bene come usare questa funzione da tale piattaforma.
Come al solito, non c’è bisogno di preoccuparsi.

La possibilità di taggare le persone nei messaggi e nelle foto di Facebook è presente anche su iPhone, ed ora te lo dimostrerò in maniera pratica.
Leggi le indicazioni che sto per darti e ti assicuro che imparerai come taggare da iPhone perfettamente in quattro e quattr’otto.

Nelle versioni più datate della app di Facebook per iPhone non era possibile taggare direttamente le persone nei messaggi, quindi prima di vedere in dettaglio come taggare da iPhone, apri l’App Store e nella scheda Aggiornamenti controlla che non ci sia una versione aggiornata di Facebook pronta da scaricare.
Se c’è, premi sul pulsante AGGIORNA collocato accanto al nome dell’applicazione e il gioco è fatto.

A questo punto, puoi avviare Facebook sul tuo “iPhone” e cominciare a taggare i tuoi amici proprio come fai sul computer.
Basta infatti digitare il simbolo @ (chiocciolina) seguito dalle iniziali del nome della persona da taggare e, in maniera del tutto automatica, compare un menu dal quale selezionare l’amico da menzionare nel post.

È possibile taggare i propri amici sia negli aggiornamenti di stato (quelli che puoi comporre premendo sul pulsante Stato) che nei commenti ai post di altri utenti (che si possono lasciare selezionando la voce Commenta presente sotto ai messaggi degli amici).
Semplice e veloce.




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Lo sapevi che è possibile taggare da iPhone anche le foto che si pubblicano sul proprio profilo?
No?
Guarda, è semplicissimo.
Tutto quello che devi fare è avviare la app di Facebook, premere sul pulsante Foto che trovi in alto e consentire l’accesso dell’applicazione al rullino fotografico del telefono (rispondi dunque OK alla richiesta che ti viene fatta).

Seleziona quindi la foto da taggare e pubblicare sul social network, seleziona il segno di spunta verde che si trova in alto a destra e sfiora con il dito il punto dell’immagine in cui vuoi aggiungere il tag.
Comparirà un fumetto con scritto Chi è?, all’interno del quale dovrai digitare il nome dell’amico da taggare nella foto.

Ad operazione completata, clicca sull’icona della matita in basso a destra, aggiungi un commento e (se vuoi) le coordinate geografiche all’immagine da postare e clicca sul pulsante Pubblica per condividere la foto taggata da iPhone con tutti i tuoi amici.

come svuotare il cestino mac




come svuotare il cestino mac

Dopo tanti anni di lavoro con Windows, hai deciso di passare a Mac ma lo “switch” è stato più duro di quello che ti aspettavi.
Effettivamente nei primi tempi il passaggio da una piattaforma all’altra può essere traumatico, molto traumatico.
Ma non devi preoccuparti! Ci sono qui io a darti una mano anche per le cose apparentemente più insignificanti.

Oggi, per esempio, ho deciso di occuparmi della cancellazione dei file su macOS e di come il sistema operativo di Apple gestisce gli elementi da eliminare.
Se vuoi dunque scoprire come svuotare il cestino sul Mac, come ripristinare un file che hai gettato in esso per sbaglio o cosa fare quando il computer ti dice che non è possibile eliminare alcuni elementi perché sono in uso, continua a leggere e troverai tutte le informazioni che cerchi.

Allora?
Posso sapere che cosa ci fai ancora li impalato?
Posizionati bello comodo dinanzi il tuo computer della “mela morsicata” ed inizia immediatamente a consultare tutte le nozioni sul da farsi che trovi proprio qui di seguito.
Sono sicuro che alla fine potrai dirti ben contento e soddisfatto di quanto appreso e che, addirittura, in caso di necessità sarai pronto a fornire utili consigli sul da farsi a tutti i tuoi amici che, un po’ come te, hanno avuto delle difficoltà in tal senso.
Buona lettura!

Indice

  • Spostare i file nel cestino
  • Controllare il contenuto del cestino
  • Svuotare il cestino
    • Procedura “classica”
    • Da Terminale
    • Automaticamente
  • Cancellare definitivamente i file

Spostare i file nel cestino

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Prima di spiegarti in che modo occorre procedere per riuscire a svuotare il cestino sul Mac, mi sembra doveroso indicarti fare per spostare i file di cui vuoi sbarazzarti all’interno di quest’ultimo.




Per riuscirci, tutto quello che devi fare è fare clic sinistro sul file di riferimento e, continuando a tenere premuto, trascinare la sua icona su quella del cestino che si trova nella parte in fondo a destra della barra Dock.
Tutto qui!

In alternativa, fai clic destro sull’icona del file di cui vuoi sbarazzarti e scegli, dal menu contestuale che vedi apparire, l’opzione Sposta nel cestino.

Puoi altresì fare in modo che specifici file vengano spostati nel cestino selezionandoli e poi schiacciando la combinazione di tasti cmd+backspace destro.

Controllare il contenuto del cestino

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Quando utilizzi uno dei comandi di cui sopra, i file non vengano definitivamente cancellati dal Mac ma, appunto, continuano ad “albergare” nel cestino sino a quando questo non viene svuotato.
Se dunque prima di procedere con la rimozione definitiva del contenuto del cestino vuoi dare uno sguardo ai file che hai spostato in esso oppure ci hai ripensato e vuoi ripristinare uno o più elementi, puoi agire nel seguente modo.




Fai clic sull’icona del cestino che trovi sempre nella parte in fondo a destra della barra Dock, attendi l’apertura della finestra con il contenuto del cestino e scorri i vari elementi in essa presenti.

Se necessario, puoi anche effettuare una ricerca diretta servendoti del campo di ricerca, appunto, che si trova nella parte in alto a destra della finestra.
In seguito, seleziona l’opzione Cestino in corrispondenza della voce Cerca: posta immediatamente sotto la barra degli strumenti, in modo tale da limitare la ricerca al solo contenuto del cestino ed evitare di passare al setaccio tutto il Mac.

Per trovare con maggiore facilità questo o quell’altro file che hai spostato nel cestino puoi altresì scegliere la relativa modalità di visualizzazione.
Per fare ciò, clicca sul pulsante con l’ingranaggio che trovi sulla barra degli strumenti della finestra del cestino, seleziona Organizza per ed imposta l’opzione che preferisci dal menu che compare (es.
Volume, Nome, Tipo ecc.).

Se invece vuoi sapere quanti file ci sono nel cestino e quanto spazio stanno occupando su disco, fai sempre clic sul pulsante con l’ingranaggio che sta sulla barra degli strumenti della finestra aperta e scegli, dal menu che appare, la voce Ottieni informazioni.
Successivamente si aprirà una nuova finestra con le informazioni di cui hai bisogno, riportate in corrispondenza del campo Dimensioni:.

Se e quando lo vorrai, potrai poi ripristinare specifici elementi che in precedenza avevi scelto di eliminare semplicemente selezionandoli e trascinandoli fuori dalla finestra del cestino, in una qualsiasi altra posizione del tuo Mac (es.
sulla scrivania).




Svuotare il cestino

Ora che hai le idee perfettamente chiare su come spostare i file nel cestino e su come controllare il contenuto di quest’ultimo, direi che possiamo finalmente passare all’azione vera e propria.
Qui di seguito trovi dunque indicati tutti i modi possibili per riuscire a svuotare il cestino sul Mac.

Procedura “classica”

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Se vuoi imparare come svuotare il cestino del Mac, non devi far altro che fare clic destro sulla sua icona presente nella parte i fondo a destra della barra Dock di macOS e selezionare la voce Svuota il Cestino dal menu che compare.

Nella finestra che a questo punto vedrai apparire su schermo e mediate cui ti verrà chiesta conferma di quelle che sono le tue intenzioni, clicca sul pulsante Svuota il Cestino ed attendi che il processo venga avviato e portato a termine.
La durata è variabile a seconda della quantità di file presenti nel cestino e del loro peso.
Et voilà!

Oltre che così come ti ho appena indicato, puoi svuotare il cestino sul tuo Mac facendo clic sulla relativa icona che trovi sempre sulla barra Dock e premendo, nella finestra comparsa su schermo, il pulsante Svuota che sta in alto a destra.
Premi poi sul bottone Svuota il Cestino in risposta alla domanda di conferma che appare.




Puoi svuotare il cestino del Mac anche intervenendo dalla barra dei menu.
Per riuscirci, clicca sull’icona cestino e su quella del Finder (il quadrato bicolore con il sorriso) che sta sempre sulla barra Dock oppure fai clic in un punto vuoto della scrivania, seleziona la voce Finder dalla barra dei menu e poi Svuota il Cestino…. Ricordati sempre di confermare le tue intenzioni premendo sul bottone Svuota il Cestino nella finestra che compare in un secondo momento.

Un altro sistema che hai dalla tua consiste nel fare clic sull’icona della mela che sta sulla barra dei menu e nel selezionare Informazioni su questo Mac.
Nella finestra che compare sullo schermo, recati nella scheda Archiviazione.

Pigia ora sul bottone Gestisci...
che trovi accanto al nome del disco fisso del tuo Mac e sulla voce Cestino sulla sinistra dopodiché clicca sul pulsante Svuota il Cestino in alto a destra.
Conferma quindi le tue intenzioni premendo nuovamente su Svuota il Cestino.

Se nel compiere uno dei passaggi di cui sopra ti viene mostrato un ulteriore messaggio che ti avvisa del fatto che l’operazione di cancellazione dei dati non può essere completata perché alcuni file sono in uso da una o più applicazioni, chiudi le app “incriminate” e prova nuovamente ad effettuare la cancellazione.

Se necessario, puoi anche forzare la chiusura delle applicazioni coinvolte utilizzando la scorciatoia da tastiera cmd+alt+esc, selezionando i programmi di riferimento tramite la finestra che vedi apparire e facendo clic sul bottone Uscita forzata.
Se neppure in questo modo riesci a risolvere, riavvia il Mac in modo tale da interrompere l’esecuzione di ogni processo che fa da impedimento alla cancellazione.




Da Terminale

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È possibile svuotare il cestino sul Mac anche andando ad agire da Terminale, vale a dire da riga di comando.
A differenza di quel che può sembrare, si tratta di un operazione abbastanza semplice da compiere, anche da parte dei meno serrati in fatto di informatica.

Per riuscirci, provvedi in primo luogo ad avviare il Terminale facendo clic sulla sua icona (quella con la finestra nera e la riga di codice) che trovi nella cartella Altro del Launchpad.
In alternativa, recati nella cartella Applicazioni di macOS, apri la sottocartella Altro e fai doppio clic sulla sua icona da li.

Successivamente inserisci il comando rm -rf ~/.Trash/* seguito dalla pressione del tasto Invio sulla tastiera del computer, digita la password del tuo account utente su macOS (se richiesta) ed otterrai la cancellazione immediata dei file e delle cartelle presenti nel cestino del Mac. Visto che non era poi così difficile?

Automaticamente

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Ti piacerebbe che il cestino del tuo Mac si svuotasse in automatico una volta al mese?
Si può fare.
macOS integra infatti una speciale funzione grazie alla quale gli elementi contenuti nel cestino vengono automaticamente eliminati ogni 30 giorni senza che tu debba muovere un dito.
Comodo, vero?

Per abilitare la funzionalità in questione, fai clic sull’icona del Finder (il quadrato bicolore con il sorriso) oppure in un punto senza icone della scrivania, seleziona la voce Finder dalla barra dei menu e premi su Preferenze….

Nella finestra che compare sullo schermo, seleziona la scheda Avanzate e spunta la casella presente accanto alla voce Rimuovi elementi dal Cestino dopo 30 giorni.
Ecco fatto!

Oltre che così come ti ho appena indicato, puoi abilitare la funzionalità in oggetto facendo clic sul simbolo della mela che sta sulla barra dei menu, selezionando la dicitura Informazioni su questo Mac e facendo clic sulla scheda Archiviazione nella finestra che compare sulla scrivania.

Pigia ora sul bottone Gestisci… collocato accanto al nome del disco fisso del tuo Mac, seleziona la voce Consigli dalla barra laterale di sinistra nella nuova finestra che si è aperta, individua la dicitura Svuota automaticamente il Cestino e premi sul pulsante Attiva….
Conferma poi le tue intenzioni premendo su Si.




Cancellare definitivamente i file

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Probabilmente non ne eri a conoscenza ma devi sapere che quando cancelli i file tramite il cestino, questi non vengono effettivamente rimossi finché la porzione di disco che li conteneva non viene occupata da altri dati.
Quindi, fin quando tali file non vengono sovrascritti, chiunque può recuperarli ricorrendo all’uso di programmi appositi (se ben ricordi, ti ho parlato della questione nel mio tutorial su come recuperare file cancellati).

Se cuoi evitare che ciò accada, le pratiche di cui sopra per svuotare il cestino del Mac non sono sufficienti.
Devi dunque ricorrere all’uso di uno strumento ad hoc, come nel caso di Permanent Eraser.
Si tratta di un’applicazione gratuita che è in grado di eliminare i file rendendoli irrecuperabili andando a sovrascrivere i dati per ben 35 volte, mescolando inoltre i nomi degli elementi originali e troncandone la dimensione.
È molto facile da impiegare e si può usare anche con i file già spostati nel cestino.

Per effettuare il download sul tuo computer, collegati all’apposita sezione del Mac App Store online, premi sul pulsante Vedi in Mac App Store, clicca sul bottone Ottieni/Installa nella finestra che si è aperta sulla scrivania ed immetti la password relativa al tuo ID Apple (se viene richiesta).

Ad installazione ultimata, trascina i file che vuoi cancellare in maniera definitiva su quella di Permanent Eraser nella cartella Applicazioni di macOS e fai clic su OK.
Successivamente ti sarà mostrata una finestra con una barra indicante lo stato d’avanzamento della procedura.




come svuotare cache mac




come svuotare cache mac

Se nel corso degli ultimi tempi il tuo Mac sembra non essere più performante così come un tempo molto probabilmente è perché sull’hard disk del computer si sono accumulati un mucchio di file temporanei che oltre ad andare ad occupare spazio prezioso che potrebbe essere sfruttato in tutt’altra maniera incidono negativamente sulle prestazioni della tua postazione multimediale.
Sapere quindi come svuotare cache Mac può essere utile al fine di riuscire a far fronte ad una situazione quale quella in questione.

Come dici?
Non mi credi perché i tuoi amici dicono che i Mac non hanno bisogno di manutenzione?
Beh, sappi che ti sbagli! Certo, rispetto ai PC Windows i Mac generalmente necessitano di un minor grado di attenzione da parte dell’utente per far si che software ed hardware funzionino impeccabilmente ma ciò non implica che i computer della mela morsicata siano perfetti e che quindi non abbiano bisogno di un minimo di pulizia e di operazioni di manutenzione.

Chiarito ciò se ti interessa quindi scoprire che cosa risulta necessario fare per poter svuotare cache Mac ti invito a sederti ben comodo dinanzi al tuo computer, a prenderti qualche minuto di tempo libero ed a concentrarti sulle indicazioni che sto per fornirti.
Sono certo che alla fine potrai dirti più che soddisfatto.
Scommettiamo?

Prima di spiegarti come fare per poter svuotare cache Mac voglio però che tu capisca esattamente di che cosa stiamo parlando.
Con il termine cache si indica, in infrmatica, un’area di memoria di piccole dimensioni che ha come scopo quello di velocizzare l’esecuzione dei programmi poiché al suo interno risiedono temporaneamente un insieme di dati che presumibilmente verranno sfruttati nell’immediato futuro.
La cache rappresenta quindi una sorta di “scorciatoia” per accedere più facilmente e velocemente a specifiche informazioni.
Si tratta dunque di un qualcosa di molto utile ma che a lungo andare, e soprattutto con l’aumentare delle sue dimensioni, può dar luogo a rallentamenti ed errori.

Chiarito ciò se desideri svuotare cache Mac hai a tua disposizione due differenti alternative.
La prima consiste nello svuotare cache Mac “manualmente” andando quindi ad agire da te sulle cartelle in cui risultano archiviati i file della cache, la seconda prevede invece l’utilizzo di tool di terze parti specifici come nel caso di OnyX.
Il risultato finale è praticamente identico ma se preferisci evitare di doverti destreggiare tra i meandri di OS X molto probabilmente la scelta di utilizzare strumenti di terze parti è quella di più consona.
In ogni caso la decisione spetta a te.




Svuotare cache Mac – Manualmente

Se è tua intenzione svuotare cache Mac ma preferisci non ricorrere all’impiego di strumento di terze parti puoi andare ad eliminare manualmente le cartelle e i file facenti riferimento agli elementi temporanei archiviati sul computer.
Per fare ciò la prima operazione che devi effettuare è quella di cliccare in un punto qualsiasi della scrivania e di fare clic sulla voce Vai annessa nella parte in alto a sinistra della barra dei menu.
Successivamente seleziona Computer dal menu che ti viene mostrato.

Adesso clicca sul nome del disco rigido su cui risulta installato OS X (ad esempio Macintosh HD), fai doppio clic sulla cartella Sistema, apri la cartella Libreria dopodiché individua ed apri la cartella Caches, seleziona tutti i file presenti al suo interno e trascinali sull’icona di Cestino annessa al Dock.
Mi raccomando, trascina su Cestino solo i file e non anche la cartella Caches!

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Ora premi nuovamente sulla voce Vai annessa alla barra dei menu, premi e continua a tenere premuto il tasto alt sulla tastiera e seleziona la voce Libreria dal menu che ti viene mostrato.

Adesso individua e apri la cartella Caches, seleziona tutti i file presenti al suo interno e trascinali sull’icona di Cestino annessa al Dock.
Mi raccomando, anche in questo caso trascina su Cestino solo i file e non anche la cartella Caches!




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Porta ora il cursore del mouse sull’icona di Cestino annessa al Dock, cliccaci sopra con il tasto destro del mouse e scegli la voce Svuota il Cestino dal menu che ti viene mostrato per portare correttamente a termine la procedura manuale mediante cui svuotare cache Mac.

Successivamente riavvia il computer premendo sulla mela morsicata collocata nella parte in alto a sinistra della barra dei menu e fai clic sulla voce Riavvia… annessa al menu che ti viene mostrato.
Al riavvio del computer verifica quindi che tutto sia tornato performante così come un tempo.

Se anziché svuotare cache Mac dell’intero sistema ti interessa agire in maniera specifica su Safari, il browser Web disponibile “di serie” su OS X, procedi nel seguente modo. Innanzitutto premi con il tasto sinistro del mouse sull’icona di Safari che risulta annessa al Dock.
Se non riesci a trovare l’icona di Safari sul Dock puoi avviare il browser Web mediante Spotlight.
Per fare ciò clicca sull’icona a forma di lente di ingrandimento che risulta collocata nella parte in alto a destra della barra dei menu, digita safari nel campo di ricerca che ti viene mostrato a schermo e poi clicca sul primo risultato visualizzato, quello presente sotto la voce Il migliore.

Adesso che visualizzi la finestra di Safari verifica che nella barra dei menu del browser Web sia presente la voce Sviluppo.
Se la voce Sviluppo è presente nella barra dei menu puoi passare direttamente alla lettura del paragrafo successivo, in caso contrario fai clic su Preferenze…, premi sulla scheda Avanzate annessa alla nuova finestra visualizzata, apponi un segno di spunta accanto alla voce Mostra menu Sviluppo nella barra dei menu ed infine chiudi la finestra delle preferenze di Safari.




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Adesso fai clic sulla voce Sviluppo presente sulla barra dei menu del browser dopodiché premi sulla voce Vuota la cache annessa al menu che ti viene mostrato.

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Attendi quindi qualche istante affinché la procedura venga avviata e portata a termine dopodiché prova ad accedere ai siti Internet che visiti di solito in modo tale da sincerarti del fatto che non si verifichino più le difficoltà precedentemente riscontrate.

Svuotare cache Mac – OnyX

Se preferisci svuotare cache Mac ricorrendo all’utilizzo di un’apposita applicazione ti invito a provare OnyX.
Si tratta di un’applicazione gratuita considerata come una sorta di “coltellino svizzero” per la manutenzione di OS X.
Per svuotare cache Mac con OnyX la prima operazione che devi effettuare è il download dell’app.
Per fare ciò clicca qui in modo tale da collegarti subito al sito Internet ufficiale della risorsa dopodiché premi sul pulsante Download presente in corrispondenza della voce Onyx.
Successivamente fai clic sul pulsante Download collocato accanto alla versione del programma per la versione di OS X in uso sul tuo Mac.




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A questo punto attendi qualche affinché la procedura di download venga avviata e portata a termine dopodiché fai doppio clic sul file onyx.dmg e poi trascina l’icona di OnyX nella cartella Applicazioni di OS X.

Adesso avvia OnyX e immetti la password del tuo account utente su OS X.
Accetta quindi le condizioni di utilizzo della app cliccando sul pulsante Accetto e premi su Continua per eseguire il controllo dello stato dell’hard disk.
Attendi quindi qualche minuto affinché l’operazione venga avviata e portata a termine.

Una volta comparsa la finestra principale del software, clicca sul bottone Automatizza dopodiché clicca sul pulsante Esegui collocato in basso a destra ed attendi che il processo di cancellazione dei dati venga avviato e che giunta a termine.
Se lo ritieni opportuno prima di fare clic sul pulsante Esegui puoi selezionare gli elementi specifici su cui il software andrà ad agire ma personalmente di consiglio di lasciare selezionati quelli di default o quantomeno di non rimuovere il segno i spunta dalla casella presente accanto alle voci Esegui tutti gli script di manutenzione, Cache librerie dinamiche condivise (dyld), XPC cache, Cache Utente, Cache dei Font, Cache e Cronologia Web, File temporanei, inutili e Elementi recenti e Cestino.
Se per errore hai deselezionato una o più opzioni e non ricordi più quale di queste erano spuntate per impostazione predefinita puoi ripristinare il tutto facendo clic sul pulsante Ripristina default collocato nella parte bassa della finestra del programma.

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Se anziché svuotare cache Mac andando ad agire su più elementi in gruppo preferisci intervenire poco alla volta mediante i vari strumenti disponibili in OnyX clicca sul bottone Elimina, seleziona la scheda Sistema e poi e apponi il segno di spunta sui tipi di dati da rimuovere (ad esempio AvvioPreferenze “Internazionale” etc.) dopodiché clicca sul pulsante Esegui e attendi che il processo di rimozione dei dati giunga a termine.

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Sucessivamente seleziona anche le schede UtenteInternetFontResoconti e Varie per proseguire nell’operazione di cancellazione della chache.
Per ciascuna scheda seleziona gli elementi su cui agire e poi premi sul pulsante Esegui.

In tutti i casi per scoprire in dettaglio a cosa si riferisce ciascuna opzione del programma clicca sul pulsante con il punto interrogativo che si trova in basso a sinistra.

Una volta portata a termine la procedura mediante cui svuotare cache Mac con OnyX verifica che tutto sia tornato a funzionare in maniera impeccabile.




Se il funzionamento di OnyX per svuotare cache Mac non ti ha convinto in maniera particolare e se sei alla ricerca di un programma alternativo mediante cui rendere nuovamente performante il tuo computer e fare un po’ di pulizia su OS X ti suggerisco di dare uno sguardo alle risorse che ti ho suggerito nelle mie guide Programmi per pulire Mac e Programmi per ottimizzare Mac.

come svuotare cache iphone




come svuotare cache iphone

Non riesci a visualizzare una o più app su App Store?
Navigando in rete con Safari o con il browser che solitamente utilizzi sul “iPhone” non riesci a visualizzare in maniera corretta uno o più siti Internet?
Di tanto in tanto ti viene segnalato che lo spazio disponibile sul tuo iPhone sta per esaurirsi?
Se la risposta è “si” sono ben felice di comunicarti che il tuo iDevice non è improvvisamente “impazzito” e non presenta malfunzionamenti… molto probabilmente il tutto è riconducibile alla cache che è troppo piena e ti sta dando qualche grattacapo.
E allora, perché non provvedi subito a svuotare cache iPhone?

Come dici?
La cosa ti interessa ma non hai la minima idea di come fare?
Beh, non vedo il problema, posso spiegarti tutto io. Con la guida di quest’oggi provvederò infatti ad indicarti, per filo e per segno, quali sono i passaggi esatti da compiere per riuscire a svuotare cache iPhone, sia quella dell’App Store che quella di Safari, degli altri browser, di Facebook e di varie altre app.

Prima di fornirti tutte le spiegazioni del caso mi sembra però doveroso schiarirti le idee sull’argomento.
La cache, qualora non ne fossi a conoscenza, altro non è che la memoria utilizzata alle app (nel caso specifico dell’iPhone) per conservare i dati e velocizzare il caricamento delle informazioni.
Come puoi dunque intuire tu stesso, la cache è utilissima ma a lungo andare può dare qualche problema e, di conseguenza, svuotarla può permettere di far fronte alla cosa.

Chiarito ciò, se sei quindi realmente interessato a scoprire quali sono i passaggi da compiere per poter svuotare cache iPhone, ti suggerisco di prenderti qualche minuto di tempo libero, di afferrare il tuo cellulare a marchio Apple e di concentrarti sulla lettura delle indicazioni che trovi qui di seguito.
Vedrai, alla fine potrai dirti più che soddisfatto oltre che ben felice di essere finalmente riuscito a far fronte ai problemi che affliggevano il tuo dispositivo.
Scommettiamo?

App Store

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Se desideri scoprire che cosa bisogna fare per poter svuotare cache iPhone andando ad intervenire su App Store il primo passo che devi compiere è quello di accedere alla home screen del tuo dispositivo e fare tap sull’icona dello store digitale per iOS.
Una volta visualizzata la schermata principale dello stesso, premi per dieci volte consecutive su uno dei pulsanti che vedi nel menu collocato in basso (Primo piano, Categorie, Classifiche, CercaAggiornamenti).

Una volta fatto ciò, la schermata di App Store diventerà bianca per un attimo dopodiché ti verrà mostrata la sezione Primo piano.
A questo punto dovrebbe essere tutto ok. Verifica quindi che le difficoltà precedentemente riscontrate siano sparite.

Browser

Safari

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Se invece ti interessa capire che cosa bisogna fare per poter svuotare cache iPhone andando ad intervenire su Safari, la prima cosa che devi fare e accedere alla home screen del tuo dispositivo e fare tap sull’icona di Impostazioni. Adesso scorri la nuova schermata che ti viene mostrata, individua la voce Safari e premici sopra.
Seleziona quindi la voce Avanzate dopodiché fai tap su Dati dei siti web.

Nella nuova schermata che a questo punto ti verrà mostrata, troverai elencati tutti i siti Web da te visitati per i quali sono stati salvati dati sul tuo dispositivo.
Pigia sulla voce in rosso Rimuovi tutti i dati dei siti web collocata in basso e seleziona la voce Rimuovi adesso.




Puoi anche svuotare cache iPhone andando ad intervenire su Safari provvedendo ad eliminare uno ad uno i dati dei siti Internet salvati sul dispositivo.
Per fare ciò, premi sulla voce Modifica collocata nella parte in alto a destra della schermata Dati dei siti web, premi sul pallino di colore rosso collocato alla sinistra del nome del sito Internet su cui è tua intenzione agire e poi fai tap sulla voce Elimina.

Attendi poi qualche istante affinché tutta la procedura venga avviata e porta a termine.
Successivamente prova ad accedere ai siti Internet che visiti di solito in modo tale da sincerarti del fatto che non si verifichino più le difficoltà precedentemente riscontrate.

Se lo desideri, puoi svuotare la cache di Safari sul tuo iPhone andando ad intervenire anche sulla cronologia.
Per fare ciò, accedi a Impostazioni di iOS, individua la voce Safari e poi premici sopra.
Individua quindi la voce Cancella dati siti web e cronologia, premici sopra e poi seleziona la voce in rosso Cancella dati e cronologia annessa al menu che ti viene mostrato.

Attendi quindi qualche istante affinché la procedura per svuotare la cache e per cancellare la cronologia venga avviata e portata a termine dopodiché prova, anche in questo caso, ad accedere ai siti Internet che visiti di solito in modo tale da sincerarti del fatto che non si verifichino più le difficoltà precedentemente riscontrate.

Attenzione: Tutti i dati cancellati da Safari sull’iPad verranno cancellati anche dai dispositivi sincronizzati con lo stesso ID Apple (es.
iPhone e Mac).




Altri browser

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Non sei solito navigare in rete con Safari dal tuo iPhone e vorresti dunque capire come fare per poter svuotare cache iPhone andando ad intervenire su altri browser Web?
Nessun problema.
Qui sotto trovi spiegato in dettaglio come fare per riuscirci sia con Chrome che con Firefox oltre che con vari altri browser Web.

  • Se vuoi svuotare la cache di Chrome –  Accedi alla home screen dell’iPhone, premi sull’icona dell’app Chrome, fai tap sul bottone con i tre puntini collocato in alto a destra nella scherma che ti viene mostrata, seleziona Impostazioni, fai tap sulla voce Privacy annessa alla sezione Avanzate e poi premici sopra dopodiché fai tap su Cancella dati di navigazione. Accertati ora che in corrispondenza della voce Immagini e file memorizzati nella cache annessa alla nuova schermata visualizzata sia presente un segno di spunta e in caso contrario provvedi ad apporlo dopodiché, se non vuoi cancellare anche gli altri dati di navigazione, rimuovilo da tutte le altre voci e fai tap su Cancella dati di navigazione.
  • Se vuoi svuotare la cache di Firefox – Accedi alla home screen dell’iPhone, premi sull’icona dell’app Firefox, premi sul pulsante con le tre linee in orizzontale che si trova in baso al centro nella schermata che ti viene mostrata e seleziona la voce Impostazioni dal riquadro che compare.
    Nella schermata che si apre, premi sulle voci Elimina dati personali e rimuovi il segno di spunta da tutte le voci eccetto Cache, ammesso che tu voglia eliminare solo la cache, dopodiché premi su Elimina dati personali per completare l’operazione.
  • Se vuoi svuotare la cache di altri browser – Accedi alla home screen dell’iPhone, premi sull’icona del browser Web di riferimento, accedi al menu dello stesso premendo sull’apposito pulsante solitamente collocato in alto a destra, individua la voce relativa alle impostazioni e poi quello facente riferimento alla privacy e seleziona l’opzione per eliminare le immagini e i file memorizzati nella cache.
    Successivamente conferma la tua volontà di voler effettuare la rimozione dei dati in questione facendo tap sull’apposita bottone visualizzato a schermo.

Altre app

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Come ti dicevo, altre applicazioni che tendono ad accumulare dati di cache – raggiungendo dimensioni tutt’altro che di poco conto – sono quelle dei social network, in primis Facebook, ma anche le app per scaricare nuovi sfondi e schermate di blocco.
Diversamente da quanto è possibile fare con i browser Web, Facebook e le altre app non mettono però a disposizione degli utenti una funzione apposita mediante cui poter svuotare cache iPhone.

Per riuscire nel tuo intento, l’unica cosa che puoi fare è dunque quella di disinstallare completamente le applicazioni dei social network con una certa frequenza e reinstallarle scaricandole dall’App Store.
Lo so, il metodo è un tantino drastico ma posso assicurarti che è funzionante al 100%.




Per identificare le app che potenzialmente impegnano maggiormente lo spazio d’archiviazione del tuo iPhone con la cache e per effettuarne la cancellazione ti basta accedere alla home screen del dispositivo, fare tap sull’icona di Impostazioni, selezionare la voce Generali nel menu che si apre ed andare prima su Spazio sul dispositivo e su iCloud e poi sulla voce Gestisci spazio facente riferimento alla sezione Spazio dispositivo.

Una volta fatto ciò, ti ritroverai al cospetto di un elenco con tutte le app installate sull’iPhone, da quella che occupa più spazio a quella che ne occupa di meno. Per eliminare una specifica app fra quelle presenti in elenco, seleziona il suo nome e poi premi sulla voce Elimina app per due volte consecutive.

Software che possono tornare utili

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Un altro ottimo sistema per svuotare cache iPhone consiste nel ricorrere all’uso di software come PhoneClean.
Questo programma, disponibile per PC e Mac, è infatti in grado di effettuare una scansione approfondita dell’iPhone e riesce a cancellare tutti i file di cache che normalmente risultano inaccessibili dai menu di iOS.
Il software è a pagamento ma è disponibile in una versione di prova gratuita che permette di scoprire quanto spazio si potrebbe liberare acquistando la versione completa.
Puoi effettuare il download e/o l’acquisto del software facendo clic qui.

In alternativa, puoi svuotare cache iPhone rivolgendoti ad iPod/iPhone/iPad Space Free Up, un software disponibile sia per Windows che per macOS dal funzionamento pressoché simile a quello che ti ho già indicato e che garantisce il supporto a tutte le più recenti versioni di iOS e di iPhone.
Il programma è a pagamento ma è possibile scaricane una versione di prova gratuita.
Puoi effettuare il download e/o l’acquisto del software facendo clic qui.




come sviluppare applicazioni iphone




come sviluppare applicazioni iphone

Il mercato delle applicazioni per smartphone è in continua espansione, in particolar modo quello legato ad iPhone.
Ormai le “app” disponibili per il telefonino di Apple sono tantissime, così come sono numerosissime le persone che si cimentano nella loro creazione.
D’altronde, per la realizzazione di applicazioni base non occorre avere alcuna conoscenza tecnica, basta affidarsi a soluzioni “cotte e mangiate” come Apps Builder.

Apps Builder è un servizio online completamente in italiano che permette di creare applicazioni per iPhone (ma anche Android e Windows Phone) “al volo” proponendo a tutti gli utenti un periodo di prova gratuito della durata di 30 giorni e piani di abbonamento a partire da 19 euro al mese.
Se l’idea ti sembra allettante, dammi qualche minuto e ti spiego come sviluppare applicazioni iPhone complete di feed RSS, immagini, video e social network utilizzandolo.

Se vuoi scoprire come sviluppare applicazioni iPhone senza avere conoscenze tecniche avanzate, la prima cosa che devi fare è collegarti al sito Internet Apps Builder e cliccare sul pulsante Prova gratis senza registrazione per iniziare a creare la tua app sfruttando il periodo di prova gratuito del servizio.

Nella pagina che si apre, seleziona il tema grafico che intendi usare nella tua applicazione cliccando sulla voce Seleziona Grafica, imposta una descrizione ed un’icona per quest’ultima facendo click su Impostazioni avanzate e comincia a selezionare gli elementi da inserire nell’applicazione usando le icone collocate sotto al voce Clicca o trascina sopra le pagine che vuoi inserire.

Clicca quindi su Feed RSS per inserire nella tua applicazione una pagina con tutte le notizie pubblicate su un sito/blog, su Foto e Video per aggiungere foto e video, su Facebook e Twitter per inserire elementi di social networking e così via.
Ogni elemento aggiunto all’applicazione, può essere personalizzato cliccando sull’icona del foglio blu collocato accanto al suo nome.




Quando sei soddisfatto del risultato ottenuto (puoi visualizzare ed usare un’anteprima della app in tempo reale sul lato destro della pagina), clicca sul pulsante SALVA L’APP e crea il tuo account gratuito su Apps Builder compilando il modulo che compare e facendo click sul pulsante Registrati.

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Una volta completata la realizzazione della app e l’iscrizione ad Apps Builder, devi cliccare prima su Continua con la creazione dell’APP e poi su CONTINUA per proseguire nello sviluppo dell’applicazione.
Nel frattempo, non dimenticare di collegarti alla tua casella di posta elettronica e di cliccare sul link di conferma contenuto nel messaggio ricevuto da Apps Builder per convalidare il tuo account (altrimenti la app che hai creato verrà cancellata in 48 ore).

A questo punto, la creazione della tua applicazione è completata e puoi passare alla fase di pubblicazione.
Seleziona quindi la voce iPhone & iPad nella pagina che si apre e scegli se eseguire autonomamente la pubblicazione della tua app sull’App Store di Apple oppure affidare al team di Apps Builder il compito di pubblicare il software.

Nel primo caso, dovrai collegarti al sito di Apple dedicato agli sviluppatori, acquistare una licenza da sviluppatore (99 dollari) e seguire il tutorial per la pubblicazione presente su Apps Builder.
Nel secondo, dovrai cliccare sul pulsante Richiedi pubblicazione e seguire la procedura guidata (la licenza da sviluppatore Apple viene richiesta comunque).
In bocca al lupo!




come stampare fronte retro mac




come stampare fronte retro mac

Hai appena acquistato una nuova stampante e hai provveduto a collegarla al tuo Mac, per iniziare a utilizzarla.
Dato che non ti va di sprecare carta, hai pensato bene di mettere in pratica la stampa dei tuoi documenti su entrambe le facciate del foglio.
È sicuramente la scelta giusta per risparmiare carta… il problema, però, è che ci stai provando ma non riesci in alcun modo a capire dove si trova questa funzionalità e quindi vorresti una mano a trovarla.
Beh, tranquillo, ci sono qui io ad aiutarti.

Nella guida di oggi, infatti, ti illustrerò come stampare fronte retro Mac senza che tu debba installare strumenti di terze parti.
Ti indicherò quindi come eseguire quest’operazione sia che la tua stampante supporti questa funzionalità, sia tramite un metodo alternativo valido per qualsiasi stampante.
Inoltre, ti spiegherò come installare e configurare la stampante in modo da non incorrere in alcun inconveniente durante la stampa.

Sei impaziente di risolvere la situazione, non è vero?
Allora è il caso di non perdere altro tempo prezioso:
siediti bello comodo davanti al tuo Mac e dedica giusto qualche minuto del tuo tempo libero per leggere e mettere in pratica i consigli che ho preparato per te.
Sei pronto?
Bene, allora cominciamo immediatamente! Ti auguro una buona lettura e, soprattutto, un buon lavoro!

Indice

  • Installazione della stampante
  • Stampare fronte retro
  • Metodo alternativo

Installazione della stampante

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Installare una stampante su macOS è un’operazione semplicissima:
collega la stampante alla presa elettrica e poi al Mac, tramite cavo USB.
Non appena avrai effettuato questa procedura, il sistema operativo riconoscerà automaticamente la stampante, eseguendo il download da Internet dei driver necessari per il suo corretto funzionamento.
Facile, no?




L’operazione è meno semplice, però, se la stampante è collegata alla rete domestica, tramite cavo Ethernet o Wi-Fi.
In questo caso, se macOS non rileva automaticamente la presenza di questa periferica nella rete, è necessario forzarne l’individuazione.

Per fare ciò, fai clic sull’icona di una mela morsicata che trovi nell’angolo in alto a sinistra dello schermo, nella barra dei menu.
Nel menu contestuale che ti viene mostrato, seleziona la voce Preferenze di sistema e, nella schermata che visualizzi, fai clic sull’icona Stampanti e scanner, così da accedere al pannello per la gestione di questa tipologia di hardware.

Fatto ciò, nella barra laterale di sinistra, premi sull’icona + per visualizzare la schermata che permette l’aggiunta della nuova periferica.
Pigia sulla scheda IP che vedi in alto e digita l’IP locale della stampante o il suo nome host, nella casella di testo Indirizzo.
Scegli, quindi, il protocollo AirPrint e attendi che nella sezione in basso vengano compilati automaticamente i campi, a conferma che la stampante è stata rilevata.
Per trovare l’indirizzo IP della stampante, puoi procedere direttamente dal pannello del router/modem, nella sezione dove vengono mostrati i dispositivi connessi; in alternativa, puoi consultare questa mia guida dedicata all’argomento.

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Dopo aver eseguito la procedura che ti ho indicato nelle righe precedenti, non ti resta che premere il pulsante Aggiungi, per completare la configurazione e l’installazione della stampante su macOS.




Se vuoi approfondire maggiormente quest’argomento, ti consiglio di leggere la mia guida su come installare una stampante, nella quale troverai diverse informazioni, relative ai diversi metodi per collegare questa periferica al computer e la procedura per l’installazione dei driver prelevati dal sito Web del produttore, nel caso in cui la procedura automatica su Mac dovesse fallire (anche se è improbabile).

Stampare fronte retro

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Se hai necessità di stampare fronte-retro un documento, la prima cosa che devi fare e accertarti che la stampante supporti questa funzionalità.
Infatti, la stampa fronte-retro potrebbe non essere disponibile su tutti i modelli di stampante, specialmente quelli più economici.

La tua stampante supporta la stampa fronte-retro?
Allora la procedura che si prospetta per te è davvero semplice:
apri il documento che vuoi stampare con qualsiasi software adatto allo scopo (es.
l’applicazione Anteprima o un qualsiasi programma compatibile con il formato del documento). Fatto ciò, premi sulla voce File, che trovi nella barra dei menu in alto e, nel menu contestuale, scegli l’opzione Stampa.

Nella schermata di stampa che ti viene mostrata, seleziona la stampante che intendi utilizzare, tramite l’apposito menu a tendina, e indica il numero di copie da realizzare.
Dopodiché imposta l’intervallo delle pagine da stampare, selezionando la casella Tutte o indicando i numeri di pagina in modo manuale.
Arrivato a questo punto, per eseguire una stampa fronte-retro, metti un segno di spunta sulla casella Fronte-retro, che trovi vicino alla casella di testo Copie, ed il gioco è fatto.




Successivamente, premi il pulsante Mostra dettagli che si trova in basso e agisci sulle altre impostazioni disponibili:
selezionando la voce Layout, puoi configurare alcune impostazioni sulla stampa, come i margini o la possibilità di inserire più pagine ridimensionate su una stessa facciata del foglio.
Tra queste opzioni, troverai anche la funzionalità Fronte-retro:
utilizza il menu a tendina per indicare se la rilegatura verrà eseguita sul lato corto o su quello lungo del foglio, rispettivamente tramite le opzioni Rilegatura con taglio corto e Rilegatura con taglio largo.

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Se vuoi modificare gli altri parametri di stampa, puoi utilizzare le opzioni presenti nelle altre schede, altrimenti, premi il pulsante Stampa per inviare il documento alla stampante.
Questa provvederà automaticamente a stampare il documento su entrambe la facciate del foglio, fascicolandolo nel raccoglitore.

Se hai necessità di consultare ulteriori guide sugli argomenti che riguardano la stampa di documenti da Mac, ti consiglio di leggere gli altri tutorial che ho realizzato, raggiungibili tramite questo link.

Metodo alternativo

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Se la tua stampante è datata o non possiede questa funzionalità, non puoi provvedere alla stampa fronte-retro in modo automatico.
Quello che dovrai fare è munirti di pazienza e stampare il documento a intervalli di pagine.
Ti spiego immediatamente come procedere.

Avvia il documento da stampare tramite il software ad esso associato, premi sulla voce File che trovi in alto a sinistra, nella barra dei menu, e seleziona la voce Stampa dal menu contestuale, in modo da aprire l’interfaccia di anteprima della stampa.

Da questo momento in poi stai attento ai passaggi che ti illustrerò, per evitare di commettere errori e sprecare preziosa carta e colore della cartuccia o del toner.
Innanzitutto, imposta il numero di copie, indicando il valore 1, giusto per semplicità delle operazioni.
Nel campo Pagine, imposta la casella Tutte e seleziona poi, nel menu a tendina, la scheda Gestione carta (di default il menu è impostato su Layout).

Arrivato a questo punto, individua l’opzione Pagine da stampare e, nel menu a tendina apposito, scegli il valore Solamente dispari:
in questo modo, potrai eseguire la stampa delle sole pagine dispari del documento (ad esempio la pagina 1, 3, 5, ecc).
Ti ricordo che, se anziché la voce Tutte hai impostato un intervallo di pagine ben definito, selezionando la voce Solamente dispari verrà effettuata la stampa delle pagine dispari che seguono l’ordine dell’anteprima di stampa, non della numerazione originale del documento.
Ad esempio se scegli come intervallo di pagine dalla 6 alla 11, impostando soltanto le dispari, verranno stampate la 6, la 8 e la 10.

A questo punto, premi il pulsante Stampa, per eseguire la stampa delle pagine nel solo intervallo di pagine dispari.
Fatto ciò, prendi il blocco di fogli appena stampato e capovolgilo, inserendolo nuovamente nel cassetto della carta.
Fai attenzione a come disponi i fogli, per evitare errori di stampa o di posizionamento per la rilegatura:
fai riferimento al disegno che trovi all’interno del vano per farti un’idea del corretto orientamento.




Ci siamo quasi:
adesso ripeti i procedimenti che ti ho spiegato nelle righe precedenti, riavviando l’interfaccia di stampa.
Seleziona stavolta Solamente pari e premi il pulsante Stampa.
In questo modo, verrà inviata nuovamente la stampa del documento per le sole pagine pari.
Se tutto è andato nel verso giusto, ritroverai nella stampante una pila di fogli con il documento stampato su entrambe le facciate, proprio come desideravi.

come stampare da mac




come stampare da mac

Dopo aver trascorso anni e anni a utilizzare Windows, hai deciso di fare il grande passo:
passare a Mac! Inizialmente è stata dura, molto dura.
Abituarsi alle funzionalità offerte da macOS e alle differenze che il sistema operativo di casa Apple presenta rispetto a quello di Microsoft può richiedere del tempo, ma con il passare dei giorni sei finalmente riuscito ad abituarti.

Tuttavia, se ora sei qui e stai leggendo queste righe, mi pare ben evidente il fatto che, nonostante l’impegno profuso e pur avendo compreso a grandi linee il funzionamento dei computer della “mela morsicata”, c’è qualcosa che non ti è ancora molto chiaro.
Per la precisione, quello che vorresti capire è come fare per stampare da Mac.
Come dici?
Ho indovinato?
Beh, allora mettiti comodo e leggi questa mia guida dedicata all’argomento per schiarirti subito le idee.

Nelle righe successive, trovi, infatti, spiegato quali sono le operazioni preliminari che occorre compiere per riuscire nell’impresa, quali comandi utilizzare e, chiaramente, anche come gestire i processi di stampa.
Posso assicurarti che è tutto molto più semplice di quel che può sembrare.
Sei pronto?
Si?
Grandioso.
Al bando le ciance e passiamo all’azione!

Indice

  • Operazioni preliminari
    • Installare la stampante
    • Configurare la stampante
    • Impostare la stampante di default
  • Stampare da Mac
    • Usando la tastiera
    • Usando la barra dei menu
    • Stampare PDF
    • Stampare fronte-retro
  • Regolare le impostazioni di stampa
  • Gestire i processi di stampa
  • In caso di dubbi o problemi

Operazioni preliminari

Prima di spiegarti come bisogna procedere per riuscire a stampare da Mac, ci sono alcune operazioni preliminari che è indispensabile che tu compia per poter effettuare l’operazione in questione.
Quello a cui mi riferisco è la procedura di installazione e configurazione della stampante in tuo possesso, qualora non avessi già provveduto a farlo:
per saperne di più, continua a leggere.

Installare la stampante

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In primo luogo, devi preoccuparti di installare la tua stampante.
Riuscirci non è complicato.
Tutto quello che devi fare è collegare il dispositivo alla presa elettrica, premere sul pulsante di accensione presente sullo stesso e collegare quest’ultimo alla medesima rete Wi-Fi a cui è connesso il Mac, seguendo le indicazioni sul da farsi che ho provveduto a fornirti nel mio articolo su come collegare stampante Wi-Fi.

Se la stampante in oggetto non supporta la connettività wireless, puoi comunque collegarla al Mac tramite cavo, come ti ho spiegato nel mio post su come collegare una stampante.

Configurare la stampante

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Adesso devi configurare la stampante appena installata sul tuo Mac.
Per fare ciò, clicca sull’icona di Preferenze di sistema (quella con l’ingranaggio) che trovi sulla barra Dock e seleziona l’icona di Stampanti e Scanner nella finestra che si apre.
Pigia, quindi, sul bottone [+] che si trova in basso a sinistra e clicca sul nome della stampante nel menu che si apre. Attendi qualche istante affinché la stampante selezionata venga connessa e configurata per essere usata sul Mac ed è fatta.

Se procedendo così come ti ho appena indicato non riesci a visualizzare il nome della tua stampante, seleziona l’opzione Aggiungi stampante o scanner dal menu visibile previo clic sul bottone [+] e fai clic sul nome della stampante che a questo punto dovresti trovare nella scheda Default.
In seguito, se necessario, modifica il nome, la posizione e la tecnologia usata per la stampa tramite i campi appositi e fai clic sul pulsante Aggiungi.




In alternativa, se la stampante che intendi configurare è collegata tramite Wi-Fi, puoi fare clic sul pulsante [+], selezionare la scheda IP nella finestra che si apre su schermo e digitare l’indizio IP del dispositivo nel campo apposito.
Indica, in seguito, il protocollo da utilizzare e fornisci le altre info richieste, dopodiché fai clic sul pulsante Aggiungi.

Impostare la stampante di default

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Dopo aver configurato la stampante sul tuo Mac, ti suggerisco di impostare quest’ultima come predefinita, in modo tale da non doverla selezionare manualmente ogni volta che avrai bisogno di stampare documenti, pagine Web, e-mail ecc.

Per riuscirci, fai clic destro sul nome della stampante nell’elenco delle periferiche disponibili dopo aver premuto su Stampanti e Scanner in Preferenze di sistema e scegli l’opzione Imposta stampante di default dal menu che si apre.
Tutto qui!

Stampare da Mac

Ora che hai provveduto a installare la stampante e configurare quest’ultima sul tuo Mac, direi che sei finalmente pronto per entrare nel vivo dell’argomento:
andare a scoprire come stampare, in concreto, da macOS.
Ti anticipo subito che l’operazione è fattibile utilizzando un’apposita scorciatoia da tastiera oppure richiamando il comando dedicato annesso alla barra dei menu.




Sempre servendoti dei comandi di cui sopra, puoi anche trasformare i documenti stampabili in file PDF e procedere con la stampa fronte-retro.
Per maggiori info, prosegui pure nella lettura.

Usando la tastiera

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Ti interessa capire come fare per stampare dal tuo Mac utilizzando la scorciatoia da tastiera a cui accennavo?
Allora provvedi innanzitutto ad aprire il documento, il messaggio di posta elettronica, la pagina Web o comunque sia ciò che intendi stampare, dopodiché schiaccia i tasti cmd+p sulla tastiera del computer.

Una volta fatto ciò, vedrai aprirsi la finestra per regolare le impostazioni di stampa e potrai, dunque, procedere facendo clic sul pulsante Stampa, che si trova in basso.
Et voilà!

Nel caso specifico di documenti e immagini, puoi anche effettuare la stampa diretta senza dover prima aprire il documento di riferimento.
Per riuscirci, ti basta selezionare il file e utilizzare la summenzionata scorciatoia da tastiera.




Usando la barra dei menu

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Per stampare invece documenti, pagine Web e quant’altro sfruttando la voce apposita annessa alla barra dei menu, tutto quello che devi fare è portare in primo piano la finestra relativa all’applicazione che contiene ciò che desideri stampare, fare clic sulla voce File in alto a sinistra e scegliere Stampa dal menu che si apre.

In seguito, vedrai aprirsi la finestra per regolare le impostazioni di stampa e potrai procedere andando a fare clic sul pulsante Stampa collocato in basso.
Più facile di così?

Anche in tal caso, solo per quel che concerne documenti e immagini è possibile effettuare la stampa diretta del file senza doverlo prima aprire.
Per riuscirci, seleziona il documento di riferimento, clicca sulla voce File annessa alla barra dei menu e premi sulla voce Stampa.

Stampare PDF

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Avvalendoti dei comandi per effettuare la stampa puoi anche accedere a una speciale funzione che consente di trasformare qualsiasi documento stampabile in un file PDF.
Per essere più precisi, mi riferisco alla stampante virtuale per i PDF, che consente di trasformare qualsiasi contenuto stampabile in un file PDF riproducibile su qualsiasi dispositivo e in qualsiasi applicazione adatta allo scopo.

Per sfruttare tale funzione, non devi far altro che utilizzare il comando per avviare la stampa e selezionare, nella finestra che successivamente si apre su schermo, la voce PDF dal menu in basso a sinistra.
Clicca poi sulla voce Salva come PDF, indica il nome che vuoi assegnare al file, la posizione sul tuo Mac in cui desideri salvarlo e premi sul bottone Salva.

Stampare fronte-retro

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Hai bisogno di stampare un documento fronte-retro?
Se la tua stampante supporta la suddetta funzionalità, non devi far altro che utilizzare il comando per avviare la stampa di un documento e selezionare, nella finestra che si apre sullo schermo, la casella Fronte-retro, collocata immediatamente sotto il menu a tendina Preset.

Qualora la stampante in tuo possesso non supporti la funzionalità in oggetto, puoi comunque mettere in pratica un semplice trucchetto per ottenere un risultato analogo:
stampare prima le pagine pari e successivamente quelle dispari andando a girare “manualmente” i fogli.




Per riuscirci, seleziona l’opzione Gestione carta nel menu annesso alla finestra relativa alla gestione della stampa e scegli l’opzione Solamente pagine dispari dal menu che trovi in corrispondenza della voce Pagine da stampare, dopodiché clicca sul bottone Stampa.

A stampa avvenuta, capovolgi la pila di fogli uscita dalla stampante, reinseriscila nel vano dei fogli bianchi e avvia una nuova stampa scegliendo l’opzione Solamente pagine pari.
Procedendo in tal modo, otterrai il documento completo stampato su tutti e due i lati dei fogli inseriti nella stampante.

Regolare le impostazioni di stampa

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Nei passi precedenti, quando ti ho spiegato come fare per avviare il processo di stampa tramite scorciatoia da tastiera e utilizzando la barra dei menu, ti ho fatto notare che prima di fare clic sul tasto apposito per andare a stampare quanto visualizzato su schermo è possibile regolare le impostazioni di stampa secondo esigenza. La cosa può tornarti particolarmente utile se, per esempio, vuoi stampare un documento in bianco e nero, vuoi stampare solo alcune pagine dello stesso e via discorrendo.
Direi quindi che è il caso di approfondire un’attimo la questione.

Dopo aver impiegato il comando per procedere con la stampa e una volta visualizzata su schermo la finestra relativa alle impostazioni di stampa, puoi, dunque, avvalerti dei menu e delle funzioni disponibili per stampare l’elemento selezionato in base a quelle che sono le tue effettive esigenze e preferenze.




Per la precisione, dal menu a tendina Stampante puoi decidere quale stampante usare (per impostazione predefinita risulta selezionata quella di default), mentre dal menu Preset puoi impostare uno specifico preset di stampa.
Tramite il campo Copie puoi scegliere quante copie stampare dell’elemento selezionato, mentre selezionandola casella Bianco e nero puoi decidere di stampare in bianco e nero.

Se invece hai bisogno di stampare solo determinate pagine del documento di riferimento oppure un’intervallo di pagine, scegli l’opzione che più si adatta alle tue esigenze dal menu a tendina Pagine.

Ulteriori regolazioni possono essere apportate facendo clic sul pulsante Mostra dettagli che sta in basso.
Successivamente, potrai decidere, selezionando le relative caselle, di abilitare la rotazione automatica e di mostrare le eventuali note.
Scegliendo poi l’opzione Scala e impostando una percentuale nel campo adiacente potrai stabilire di quanto scalare il documento in fase di stampa, mentre spuntando la voce Adatta in scala potrai indicare, selezionando le relative opzioni, se stampare il documento nella sua interezza oppure se riempire l’intera pagina.

Per definire, invece, quante copie stampare per pagina, seleziona il numero esatto dal menu a tendina accanto alla voce Copie per pagina.

Se hai bisogno di intervenire sui supporti e sulla qualità di stampa e sul layout oppure se hai necessità di gestire la carta o, ancora, le impostazioni relative alla copertina del documento e il livello delle forniture, seleziona la voce di riferimento dal menu a tendina con il nome dell’applicazione in uso che sta in basso e serviti delle opzioni che ti vengono mostrate di conseguenza.




Tieni comunque presente che alcune voci, opzioni e comandi potrebbero non essere disponibili o potrebbero essere sostituiti da altri a seconda dell’applicazione da cui stai cercando di stampare e del tipo di elemento su cui hai scelto di andare ad agire.

Gestire i processi di stampa

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Dopo aver fatto clic sul pulsante per procedere con la stampa, il processo viene inviato alla coda di stampa e, di conseguenza, alla stampante. Nel frattempo, sulla barra Dock compare l’icona della stampante e, facendoci clic sopra, è possibile visualizzare la finestra relativa ai processi di stampa.

Da quest’ultima puoi visionare l’elenco completo di tutti gli elementi che sono stati mandati in stampa, puoi mettere in pausa tutti i processi di stampa facendo clic sul pulsante Pausa in alto a sinistra e riprenderli premendo sul pulsante Riprendi.

Se vuoi intervenire sui singoli processi, fai clic sul pulsante Pausa che trovi a destra di ciascuno di essi nell’elenco visualizzato.
Per riprenderli, invece, clicca sul bottone con la freccia.
Se poi desideri annullare la stampa di un dato elemento, devi fare clic sul pulsante con la “x” che trovi sempre in sua corrispondenza nell’elenco.




Ti faccio notare che oltre al metodo che ti ho indicato poc’anzi, puoi accedere alla coda di stampa anche facendo clic sull’icona di Preferenze di sistema che si trova sulla barra Dock, premendo su Stampanti e scanner nella finestra che si apre sulla scrivania e facendo clic sul pulsante Apri coda di stampa.

Vuoi visualizzare l’anteprima di uno specifico documento che hai deciso di stampare?
Dalla finestra per la gestione dei processi di stampa è possibile fare anche questo.
Per riuscirci, ti basta fare doppio clic sulla relativa icona nell’elenco.

Tieni altresì presente che sempre mediante la finestra per la gestione dei processi di stampa ti vengono mostrati gli eventuali messaggi di stato relativi alla tua stampante e agli elementi da stampare.
Per esempio, se hai scelto di stampare un documento di testo ma hai dimenticato di accendere la stampante visualizzerai il messaggio La stampante non è connessa, mentre se il livello delle forniture d’inchiostro è in esaurimento apparirà il messaggio Inchiostro stampante quasi esaurito.

In caso di dubbi o problemi

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Hai seguito per filo e per segno le mie istruzioni sul da farsi ma non sei ancora riuscito a stampare dal tuo Mac?
In corso d’opera è sorto qualche problema e non sai come far fronte alla cosa?
Allora fa’ così:
affidati al supporto Apple e vedrai che in un battibaleno riuscirai a risolvere.
Per scoprire come fare, puoi leggere il mio tutorial dedicato in via specifica a come contattare Apple.




Se poi la cosa può esserti d’aiuto nell’immediato, su questa pagina del supporto online di Apple trovi indicate le principali problematiche relative ai processi di stampa da Mac e le relative soluzioni.

come stampare da iphone




come stampare da iphone

Hai provato a stampare una pagina Web dal tuo iPhone ma non ci sei riuscito?
Dimmi un po’, la tua stampante è compatibile con il sistema AirPrint di Apple?
Se la risposta è sì, evidentemente c’è qualcosa che non va nella configurazione del dispositivo:
probabilmente la stampante non è connessa alla stessa rete Wi-Fi dell’iPhone o ha bisogno di un aggiornamento firmware.
Se invece la risposta è no, devi rimboccarti le maniche e configurare la tua stampante in modo che possa comunicare con l’iPhone.
In che modo?
Installando una pratica app di cui ti parlerò a breve.

Se vuoi capire meglio ciò di cui ti sto parlando, prenditi qualche minuto di tempo libero e metti in pratica i consigli che trovi di seguito.
Vedremo prima come stampare da iPhone utilizzando una stampante dotata del supporto ad AirPrint (la tecnologia di casa Apple per la stampa in modalità wireless) e in seconda battuta scopriremo come “forzare” la comunicazione fra una stampante non-AirPrint e l’iPhone usando un’applicazione adatta allo scopo.
Non ti preoccupare, si tratta in entrambi i casi di un gioco da ragazzi.

Come facilmente intuibile, la seconda modalità richiede un po’ di tempo in più per la configurazione iniziale della app, ma non è nulla di difficile, anzi.
E non finisce qui! Utilizzando l’applicazione che sto per consigliarti, potrai stampare dall’iPhone anche utilizzando una stampante cablata, cioè una stampante che non supporta nativamente il Wi-Fi.
Il trucco, se così vogliamo chiamarlo, consiste nel collegare la stampante a un router, un ripetitore Wi-Fi o un PC con accesso alla rete e usare quest’ultimo come “ponte” fra il telefono e la stampante.
Adesso però non perdiamoci troppo in chiacchiere e passiamo subito all’azione:
trovi tutte le informazioni di cui hai bisogno proprio qui sotto!

Stampare da iPhone con AirPrint

Se vuoi imparare come stampare da iPhone devi innanzitutto stabilire se la tua stampante supporta la tecnologia AirPrint o meno.
L’AirPrint è una tecnologia di Apple che permette a determinate stampanti wireless di comunicare con gli iDevice (iPhone, iPad, ecc.) senza necessitare di configurazioni particolari.
Basta che lo smartphone e la stampante siano connessi alla stessa rete Wi-Fi.

Puoi verificare la compatibilità della tua stampante con AirPlay collegandoti a questa pagina del sito Internet Apple in cui sono elencate tutte le stampanti su cui è disponibile questa funzione.
Consulta l’elenco relativo alla casa produttrice della tua stampante (es.
Canon, Epson, Lexmark, Samsung, ecc.) ed accertati che il modello della stampante in tuo possesso sia presente in esso.




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Se la tua stampante supporta AirPrint ed è connessa alla stessa rete wireless dell’iPhone, puoi utilizzarla per stampare pagine Web, foto e documenti direttamente dal “iPhone”.
In che modo?
Te lo spiego subito.

Dopo aver visualizzato sullo schermo dell’iPhone il contenuto da stampare, premi sul pulsante della condivisione (il quadrato con la freccia all’interno) e seleziona l’icona Stampa dal menu che compare.
Se non vedi l’icona per la stampa, scorri verso destra la seconda riga di icone.

Successivamente, imposta il numero di copie e l’intervallo di pagine da stampare premendo sulle apposite voci presenti nella schermata che si è aperta, fai “tap” sulla voce stampante, seleziona il nome della tua stampante dall’elenco delle stampanti in rete e premi sulla voce Stampa collocata in alto a destra per avviare il processo di stampa.

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Se la tua stampante non compare nella lista delle stampanti disponibili, assicurati che sia connessa alla stessa rete Wi-Fi dell’iPhone e verifica la disponibilità di aggiornamenti firmware per quest’ultima (o di aggiornamenti software per iOS).

Stampare da iPhone con qualsiasi stampante

Se non hai una stampante dotata del supporto ad AirPrint, puoi acquistarne una seguendo i consigli che ti ho dato nella mia guida all’acquisto dedicata alle stampanti Wi-Fi (su Amazon ce ne sono davvero per tutti i gusti, nonché per tutte le tasche), oppure puoi “forzare” la comunicazione fra stampante e iPhone usando un’applicazione di terze parti.

L’applicazione alla quale mi riferisco è Printer Pro, che funziona con la stragrande maggioranza delle stampanti presenti sul mercato ed è compatibile con tutte le versioni più recenti di iOS.
Costa 6,99 euro ma ne è disponibile una versione di prova gratuita che permette di verificarne la compatibilità con la propria stampante.

Printer Pro funziona tramite Wi-Fi, ma la tua stampante non deve disporre necessariamente del supporto wireless:
come accennato anche in apertura del post, se hai una stampante sprovvista del supporto wireless puoi “trasformarla” in una stampante Wi-Fi collegandola a un router, a un ripetitore Wi-Fi oppure a un PC che ha accesso alla rete.

Se hai un router o un ripetitore Wi-Fi con porte USB (come possono essere le basi AirPort di Apple), non devi far altro che collegare la stampante a quest’ultimo tramite cavo USB e il gioco è fatto.
Se invece preferisci usare il PC, devi collegare la stampante a quest’ultimo tramite cavo USB e devi installare il client di Printer Pro per Windows o macOS.
È completamente gratis e molto semplice da usare.




Se hai una stampante Wi-Fi, non devi fare nulla, devi solo assicurarti che il dispositivo sia connesso correttamente alla rete wireless.
Se ti serve una mano in questo frangente, consulta il mio tutorial su come configurare una stampante Wi-Fi.

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Adesso, in un modo o nell’altro, la stampante è visibile all’interno della rete Wi-Fi.
Questo significa che sei pronto a configurare Printer Pro in modo che possa mettere in comunicazione l’iPhone e la stampante.
Scarica quindi l’applicazione sul tuo “iPhone” (io ti consiglio di provare la versione free, dalla quale potrai stampare una pagina di prova e sincerarti della compatibilità della tua stampante con l’iPhone), avviala e premi sul pulsante + Stampante che si trova al centro dello schermo.

Nella schermata che si apre, seleziona il nome della tua stampante e premi prima su Avanti e poi su Stampa pagina di prova per avviare la stampa della tua pagina di prova.
Se nell’elenco delle stampanti disponibili non vedi il nome della tua stampante, assicurati che il dispositivo sia accesso e che la connessione alla rete wireless sia stata stabilita correttamente.

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Ora devi procedere in base al risultato della pagina di prova realizzata dalla tua stampante.

  • Se la stampa di prova è andata bene, fai “tap” sul pulsante Va bene ed effettua la calibrazione della pagina specificando, negli appositi campi di testo, i valori che riesci a leggere sui bordi del foglio.
    Dopodiché premi su Avanti e Avvia stampa e comincia ad utilizzare Printer Pro.
    Se hai installato la versione free dell’applicazione, scarica quella a pagamento, avviala e scegli di importare le impostazioni da Printer Pro Lite (in questo modo non dovrai ripetere la configurazione della stampante).

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  • Se la stampa di prova non è andata bene, premi sul pulsante Non va bene e seleziona il linguaggio di stampa utilizzato dalla tua stampante dalla schermata che si apre.
    Per sapere qual è il linguaggio di stampa utilizzato dalla tua stampante (es. PCL) devi consultare il manuale del dispositivo o devi effettuare una ricerca su Internet.
    Una volta selezionata una delle opzioni disponibili, stampa una nuova pagina di prova e completa la configurazione della stampante come spiegato in precedenza.

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Ora puoi stampare da iPhone utilizzando qualsiasi applicazione.
Non devi far altro che visualizzare il contenuto da stampare su schermo, premere sul pulsante della condivisione e selezionare la voce Stampa con Printer Pro dal menu che compare.
Se non vedi tale icona, scorri la seconda riga di icone verso destra, vai su Altro e attiva la levetta relativa all’opzione Stampa con Printer Pro.

Per concludere, metti il segno di spunta accanto al nome della tua stampante, fai “tap” sul pulsante Stampa e il gioco è fatto.




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Se non vuoi spendere soldi per l’acquisto di Printer Pro e/o non ti trovi bene con quest’applicazione, sappi che esistono altre soluzioni per stampare da iPhone con le stampanti non compatibili con il sistema AirPrint.
Fra queste ti segnalo HP ePrint, Samsung Mobile Print e Epson iPrint.

Come facilmente intuibile, le app che ti ho appena segnalato funzionano solo con le stampanti delle marche a cui fanno riferimento (es.
HP ePrint solo con le stampanti HP) e non sono “universali” come Printer Pro.

come spostare icone iphone




come spostare icone iphone

Hai acquistato il tuo primo iPhone da qualche giorno e vorresti imparare a personalizzarlo?
Hai pasticciato un bel po’ con le icone presenti nella home screen del tuo “iPhone” ed ora vorresti riportarle nell’ordine in cui erano predisposte inizialmente?
Ho le risposte che fanno per te.

Leggi la breve guida che sto per proporti e in men che non si dica imparerai come spostare icone iPhone in modo tale da organizzare e riordinare tutte le app presenti nella home screen, ossia nella schermata principale, del tuo smartphone.
Potrai anche creare cartelle per raggruppare applicazioni e giochi di un determinato genere o cambiare le icone presenti nella barra Dock di iOS. Ti assicuro che si tratta di operazioni davvero semplicissime, anzi scommetto che dopo aver letto il tutorial ti domanderai come hai fatto a non arrivarci prima!

Le indicazioni che trovi di seguito valgono per tutti i modelli di iPhone e per tutte le versioni più recenti di iOS (il sistema operativo degli smartphone Apple).
L’unica piccola differenza riguarda i modelli di iPhone pari o successivi al 6s, i quali dispongono della tecnologia 3D Touch che permette al telefono di riconoscere il grado di pressione esercitato dall’utente sullo schermo:
se tu hai un iPhone equipaggiato con questa tecnologia, stai attento a non premere troppo forte sullo schermo dello smartphone o al posto del menu per spostare le icone comparirà quello del 3D touch.

Spostare icone su iPhone

Cominciamo dalle cose più semplici, ossia da come spostare icone iPhone nella home screen del telefono.
Per compiere quest’operazione, non devi far altro che mantenere il dito premuto per circa due secondi su una qualsiasi delle icone presenti nella schermata iniziale del telefono ed aspettare che tutte le app comincino a “ballare”.
Se l’icona selezionata non comincia a “danzare” ma viene affiancata da un menu, significa che hai premuto troppo forte sullo schermo ed è comparso il menu del 3D Touch.
Premi il tasto Home del telefono e riprova esercitando una pressione meno forte sull’icona.

A questo punto, puoi spostare le icone delle app in qualsiasi punto della home screen semplicemente mantenendo il dito premuto su di esse e trascinandole nella posizione desiderata.
Per portare le icone da una pagina all’altra della home screen, basta spingerle verso l’angolo sinistro o destro dello schermo, mentre per salvare i cambiamenti basta premere il tasto Home (quello collocato sotto il display dell’iPhone).




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Se poi vuoi cambiare le icone presenti nella barra Dock (la barra semi-trasparente che si trova nella parte bassa dello schermo), devi prima trascinare fuori da quest’ultima quelle che vuoi sostituire e poi portare sulla barra le icone da aggiungere ad essa.
Non si può andare oltre le quattro icone previste di default.

Creare cartelle su iPhone

Come accennato anche in apertura del post, è possibile non solo spostare le icone presenti nella home screen dell’iPhone ma anche organizzarle in cartelle tematiche.
In che modo?
Te lo spiego subito.

Trascinando l’icona di una app sull’icona di un’altra app viene invece creata una cartella all’interno della quale puoi raggruppare tutte le applicazioni o i giochi di un determinato tipo (es.
applicazioni social, puzzle game, ecc.).
Una volta create le cartelle, per aggiungere nuove icone ad esse ti basterà trascinare con il dito le app o i giochi all’interno di queste ultime.

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Le cartelle possono essere composte da più “pagine” di icone e possono essere spostate a loro volta come le icone delle singole applicazioni, basta seguire la procedura che abbiamo visto prima insieme.

Nel caso in cui cambiassi idea, per cancellare una cartella creata in precedenza nella home screen di iOS basta “svuotarla” spostando tutte le icone contenute in essa nella schermata principale dell’iPhone.

Disporre le icone di iPhone in ordine alfabetico

Vorresti spostare icone iPhone nella loro posizione originale, ripristinando quello che era l’ordine delle app nella home screen quando hai acquistato il telefono?
Niente di più facile.
Recati nelle Impostazioni del tuo “iPhone”, seleziona la voce Generali > Ripristina dal menu che si apre e premi prima sul pulsante Ripristina layout Home e poi su Rpristina scherm.
Home
per completare l’operazione.

Naturalmente, stai tranquillo, questa procedura riordina solo le icone della springboard e non cancella alcuna app.
Le icone delle applicazioni scaricate dall’App Store vengono disposte in ordine alfabetico.

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Nascondere icone iPhone

Ti piacerebbe nascondere le icone delle app presenti nella home screen dell’iPhone? Si può fare anche questo, anche se con qualche limitazione.
Recandoti nelle impostazioni di iOS e attivando le restrizioni, puoi fare in modo che nella home screen del tuo “iPhone” non compaiano le icone di talune app, ma purtroppo non si possono selezionare le singole applicazioni da nascondere:
si possono selezionare solo dei gruppi di app in base alla loro categoria di appartenenza o all’età minima del pubblico a cui sono destinate (es.
puoi nascondere le app dedicate ai social network o quelle solo per maggiorenni).

Per avere un controllo più granulare sulle applicazioni da nascondere devi effettuare il jailbreak (una procedura abbastanza complessa che permette di eseguire delle app che normalmente non funzionerebbero su iOS) e devi ricorrere a delle applicazioni speciali pensate ad hoc.
Te ne ho parlato con dovizia di particolari nel mio tutorial su come nascondere app iPhone.

come spostare foto da iphone a pc




come spostare foto da iphone a pc

Davvero belle le foto che hai scattato con il tuo nuovo iPhone.
Dimmi, le hai già salvate sul PC?
Come sarebbe a dire no?
Così corri il rischio di perdere tutti i tuoi preziosissimi scatti da un momento all’altro! Sai, basta un “tap” per cancellare accidentalmente una foto importante, per non parlare dei guasti e dei furti che possono colpire in qualsiasi momento un dispositivo come l’iPhone… insomma, bisogna essere previdenti!

Non voglio sentire scuse.
Lo so che non hai tempo, che non sei molto bravo nell’uso del computer ecc.
ma non importa.
Ci vogliono pochissimi secondi per scoprire come spostare foto da iPhone a PC, inoltre si tratta di una procedura talmente semplice che potrebbe portarla a termine anche chi non ha mai avuto a che fare con un computer.

Coraggio, prenditi cinque minuti di tempo libero e segui le indicazioni che sto per darti.
Vedremo prima come passare le foto dall’iPhone al computer in maniera “tradizionale”, cioè collegando il telefono al computer tramite cavo USB, e poi ci occuperemo di iCloud che permette di sincronizzare le foto dell’iPhone con il computer tramite Internet.
Che tu abbia un PC Windows o un Mac riuscirai sicuramente a raggiungere il tuo scopo in maniera semplicissima!

Indice

  • Spostare foto dall’iPhone al computer
    • Windows
    • Mac
  • Sincronizzare le foto di iPhone tramite iCloud
    • Windows
    • Mac
    • Scaricare le foto dal browser
  • Altre soluzioni per spostare foto da iPhone a PC

Spostare foto dall’iPhone al computer

Cominciamo dalla soluzione più tradizionale, cioè da come spostare foto da iPhone a PC collegando il telefono e il computer via cavo.
Ecco in dettagli tutti i passaggi che devi compiere su Windows e macOS.

Windows

Affinché un PC Windows riconosca correttamente un iPhone o un iPad occorre installare iTunes, il software multimediale di casa Apple.
Se non hai già provveduto a farlo, collegati dunque al sito Internet di Apple e clicca sul pulsante Download collocato sulla sinistra per scaricare iTunes sul tuo computer.




A download completato apri, facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (es.
iTunes64Setup.exe) e clicca prima su Avanti e poi su Installa, , e Fine per concludere il setup.
Se non vuoi impostare iTunes come player predefinito per i file audio, ricordati di deselezionare l’apposita voce durante il processo d’installazione.

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Ora, avvia iTunes e collega l’iPhone al computer utilizzando il cavo Lightning/Dock in dotazione con il telefono.
Se hai appena installato iTunes e/o è la prima volta che colleghi il tuo “iPhone” al PC dovrai accettare le condizioni d’uso del software e dovrai autorizzare la comunicazione fra i due dispositivi cliccando prima sul pulsante Autorizza che compare sullo schermo dell’iPhone e poi sul pulsante Continua che invece compare sul desktop del computer.

Ora puoi chiudere iTunes e cominciare a trasferire le tue foto sul PC.
Apri quindi l’Esplora File di Windows (l’icona della cartella gialla collocata in basso a sinistra, sulla barra delle applicazioni), seleziona la voce Computer o Questo PC dalla barra laterale di sinistra, fai click destro sull’icona dell’iPhone e seleziona la voce Importa immagini e video